Due cuori e una capanna, ovvero Koris borghese

Sarà che a quasi ventotto anni uno non è che sia più il ragazzino spensierato che era a 20 (a vent’anni avevi da dare i maledetti esami del secondo anno, Koris, siamo proprio sicuri che eri così spensierata?). Sarà che l’anno passato fra i Cojones destrorsi potrebbe aver lasciato segno, ma speriamo di no. Sarà che le teorie liberiste e libertarie ma soprattutto gaudenti di EconomOrso alla lunga potrebbero aver fatto breccia. Sarà l’educazione dei Maiores che hanno cresciuto i pargoli nei fasti di Versailles trapiantata a Merdopoli (ma con molti meno spifferi che nell’originale).
Fatto sta che in questi ultimi tempi Koris è piuttosto scettica verso tutti i progetti sentimental-amorosi che sotto la brillante patina del romanticismo nascondo uno strato di insidioso disagio. Capiamoci, se Koris ricevesse una telefonata con l’ingiunzione «stasera si parte in campeggio selvaggio e arrampicata sul Mercantour», l’unica cosa che chiederebbe è mezz’ora per preparare lo zaino.
Sono piuttosto i progetti «mollo tutto, compro un terreno e mi costruisco casa mia, nell’attesa vivo in una roulotte» a lasciarla interdetta (dev’esserci un virus, come sostiene U Babbu). Visto che è una problematica che non la tocca più e che Korsi segue la filosofia cuius regio, eius religio, si vive e si lascia vivere come ognuno meglio crede, ma ciò non impedisce di avere un’opinione. E tante perplessità.
«La volontà mia e del mio compagno c’è, siamo uniti ed è quello che conta»
D’accordo, belle cose davvero, solo che non è un film, sarebbe carino sopravvivere davvero dopo il «vissero felici e contenti» stampato a schermo e i titoli di coda. E per Koris il disagio mal si accorda col romanticismo, forse perché ne ha fatto esperienza diretta.
Quando si sta senza riscaldamento perché è romantico e l’amore della tua vita è fissato col disagio, la prima notte si dorme abbracciati, la seconda comincia il conto alla rovescia per giugno, la terza è «porcartoia, da domani dormo in ufficio». Perché l’amore è effimero, ma un reumatismo è per sempre.
Quando l’amore della tua vita ti lascia a piangere e sospirare a 500 km di distanza perché non vuole «lavorare sotto un padrone, quindi non posso spendere i soldi del treno e no, ho un orgoglio, non voglio che me lo paghi tu», sì che ti senti Penelope in attesa di Ulisse, ma cominci anche ad accarezzare l’idea che Clitemnestra non avesse poi tutti i torti.
Insomma, Koris vive e lascia vivere, ma ormai potrebbe aver capito (o almeno si spera) che il disagio vissuto a due non è una romantica avventura da romanzo di appendice, ma una mostruosa rottura di zebedei che conduce a escalation di violenze paragonabili alle Crociate. E poi Koris è un periodo in cui al «due cuori e una capanna» preferisce il «un cervello e un tetto in muratura». Ovvero sta diventando borghese.

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16 thoughts on “Due cuori e una capanna, ovvero Koris borghese

  1. altrirespiri 7 novembre 2014 alle 21:27 Reply

    E come darle torto?
    Però… ci potrebbe essere anche la versione ‘due cuori, due cervelli, quattro mani che lavorano, un tetto in muratura, magari non perfetto, ma ci stiamo organizzando’
    Lo escludi?

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    • yaxara 8 novembre 2014 alle 06:48 Reply

      Aspetta, aspetta… non era la trama di un libro di fantascienza di Asimov? 😛

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      • altrirespiri 9 novembre 2014 alle 16:31

        no… non ho parlato di robot! 😛

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      • yaxara 9 novembre 2014 alle 20:45

        Ma di realtà alternative sì!

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      • altrirespiri 10 novembre 2014 alle 06:50

        Non credi nei mondi paralleli?

        Dai su, conosci anche tu qualche coppia ben affiatata….

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      • yaxara 10 novembre 2014 alle 07:40

        La teoria dei multiversi non ha ancora ricevuto alcuna verifica sperimentale, ergo non la prendo in considerazione.

        E le coppie affiatate esisteranno anche, ma non rientrano nell’interesse della mia statistica.

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      • altrirespiri 10 novembre 2014 alle 14:51

        il fatto che esistano rende possibile che tu incontri quello che ho detto io.
        Anche se non probabile

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      • yaxara 10 novembre 2014 alle 19:41

        E allora parliamo di wormhole che sono più divertenti! 😛

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  2. Fannes 10 novembre 2014 alle 07:31 Reply

    Da amante del freddo ho sempre sognato una casa senza riscaldamento, e finalmente l’ho ottenuta! Però all’equatore non ha lo stesso significato…

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    • yaxara 10 novembre 2014 alle 07:40 Reply

      Provaci, Fannes. Sinceramente.

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      • Fannes 10 novembre 2014 alle 07:44

        In camera mia il termosifone è spento per legge 🙂

        Ma io sono quello che va a giro vestito da borat a dicembre, non faccio testo.

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      • yaxara 10 novembre 2014 alle 10:47

        Buon per te, ti devo presentare il mio ex. Io ho smesso, sono una personcina per climi caldi.

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      • Fannes 10 novembre 2014 alle 10:56

        Allora facciamo a cambio, io a gennaio vado in francia e te vieni a Singapore!

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      • yaxara 10 novembre 2014 alle 11:00

        Ma io ora ho un riscaldamento meraviglioso che posso programmare a mio capriccio!

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  3. Francesca 10 novembre 2014 alle 13:47 Reply

    Ahahhah secondo me due cuori e una capanna non funziona in generale, é necessario spazio ed altri confort perché ci sia “love in the air” jejjeje

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