Della tappezzeria e di altri orrori

(È un periodo così, escono post sull’immobiliare andante. Poi passa, promesso)

Tornando dall’ennesima (leggasi seconda) ricognizione immobiliare, Koris è stata gravata da un interrogativo esistenziale: ma a qualcuno piace veramente la tappezzeria anni ’60? Oppure si tratta di una di quelle cose che si seguono per moda, per convenzione, per quieto vivere, per omologazione? Come la musica da discoteca: ci vai, dici che ti piace, ma in cuor tuo e nella solitudine della tua camera ascolti Chopin.
Siamo onesti: chi ha così poco senso estetico da apprezzare un simile orrore? Quel genere di tappezzeria che vorrebbe fare il finto marmo di colori improbabili, in tutta la gamma dal beige-diarrea-acida al verde-star-trek. La peggiore è quella coi toni sul rosso, che pare volersi rifare alle scale che portano alla cripta di San Pietro. Come minimo uno si aspetta di trovare il sarcofago di un papa del XIII secolo nella vasca da bagno. Davvero, cosa si era calato l’architetto/arredatore/designer che ha avuto l’idea? Non dell’LSD, purtroppo (se no sai che magnifici affreschi di draghi multicolori a sei teste dietro la tazza del water…)
Forse sarà colpa della genetica, del resto l’Amperodattilo ha giurato guerra eterna alle tappezzerie, al punto da schiavizzare i pargoli nell’anno domini 1995 affinché strappassero tutto ciò che si trovava sui muri della sua camera. E spazio al bianco. Ma non al bianco leggermente panna da camera da letti. No, no, proprio quello bianco da gabinetto/cucina. Ecco, credo fu un grave danno al Koris-senso estetico.
Sulle piastrelle anni ’60 stendiamo un velo pietoso. Sul linoleum che finge la siddette piastrelle in versione già zozza stendiamo invece un sottile strato di benzina, per poi ardere alla bisogna.
Il mobilio in stile è l’ultimo tocco di anti-marketing definitivo. Un arredamento finto barocco dal colorito escrementizio per cui Orso direbbe “Belin, da prendere una mazza da baseball e fare tutto a pezzi, belin!”. E Orso ha ragione, almeno ogni tanto. Forse è colpa dell’Ikea che ci ha reso dei minimalisti del compensato, una sorta di filosofia zen dello scaffale Billy dalle curve dritte e plasticose, col feng shui del legno di pino e onomastica svedese. Però vuoi mettere?
Che poi in sé la casa non sarebbe nemmeno tanto brutta. Se ci si buttasse dentro una bomba a mano per nascondere gli interni. Che si sa, l’arredamento anni ’60 nulla può contro il fascio postatomico di Hiroshima.

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27 thoughts on “Della tappezzeria e di altri orrori

  1. altrirespiri 28 gennaio 2015 alle 21:04 Reply

    ho la stesse idee dell’amperodattilo… ho provato a tingere di verde salvia un pezzo di cucina, ma mi hanno sbagliato il colore, era orribilmente scuro e ho reimbiancato. Tutta casa bianca… e devo dire che il total white funziona bene per la casa.

    Le tappezzerie si strappano, i mobili si eliminano, le piastrelle si coprono… se la casa costa poco, si risistema…
    Ma deve costare poco.

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    • yaxara 28 gennaio 2015 alle 21:32 Reply

      L’Amperodattilo approva il total white!
      Il problema dei lavori è che io qui non conosco nessuno che possa farli con un minimo di sicurezza sul risultato. E non conosco nessuno che conosca qualcuno. Circolo vizioso…

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      • altrirespiri 29 gennaio 2015 alle 08:14

        basta fare un questionario in giro… colleghi, amici di arrampicata…

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      • yaxara 29 gennaio 2015 alle 09:58

        Ma poi chi ha il tempo di stare dietro ai lavori? Senza contare che secondo me l’appartamento non costa cosi’ poco come dovrebbe, ma in Francia si negozia… mah.

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      • altrirespiri 29 gennaio 2015 alle 18:33

        se non sei convinta per niente, lascia stare.

        Delle case ci si innamora…

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      • yaxara 29 gennaio 2015 alle 22:10

        Oddio, le ultime volte che mi sono innamorata sono successi casini a non finire 😀 forse è meglio una ben ponderata decisione razionale 😛

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      • altrirespiri 30 gennaio 2015 alle 08:53

        ma con le case è più facile… le domini!

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      • yaxara 30 gennaio 2015 alle 09:18

        Se vedessi il disordine che c’è da me non sapresti chi domina chi 😛

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  2. Mezzatazza 28 gennaio 2015 alle 22:35 Reply

    Cancellina..?

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    • yaxara 29 gennaio 2015 alle 07:48 Reply

      Sono una grande fan delle bombe atomiche, altrimenti…

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      • Mezzatazza 29 gennaio 2015 alle 08:33

        Un po’ radicali

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      • yaxara 29 gennaio 2015 alle 09:59

        Pero’ in certi ambienti fanno piazza pulita. No, ora mi calmo e mi ripeto che ognuno ha i suoi gusti (o anche no).

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      • Mezzatazza 29 gennaio 2015 alle 10:00

        Gusti di merda, maledetti.

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      • yaxara 29 gennaio 2015 alle 10:02

        Pero’ il reato di “offesa al senso estetico” non esiste (e meno male, se no sarei in galera per come vado vestita nei week-end).

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      • Mezzatazza 29 gennaio 2015 alle 10:09

        Good point!

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  3. vidaemquadrinhos 28 gennaio 2015 alle 23:30 Reply

    Chiama Mies Van Der Rohe dal passato. E’ uno stronzo, ma sa cosa fare 😛

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    • yaxara 29 gennaio 2015 alle 08:01 Reply

      “Il meno è il più”. Se è anche uno stronzo l’Amperodattilo approva a maggior ragione!

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  4. IlBrutto 29 gennaio 2015 alle 06:45 Reply

    Il vantaggio di riempire la casa di carta da arati è che, se fatto bene, puoi lasciare un piccolo strato i area tra la carta e la parete. In questo modo, l’aria agisce come isolante termico, e serve meno energia per raffreddare/riscaldare la casa.

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    • yaxara 29 gennaio 2015 alle 07:45 Reply

      Siamo nel maledetto XXI secolo, abbiamo metodi migliori per isolare termicamente. Metodi che non feriscono il senso estetico.

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  5. io boh 29 gennaio 2015 alle 09:44 Reply

    Devo cambiare i circoli che frequento se conosco più gente che dice di apprezzare Chopin ma poi a casa ascolta più tunztunz invece di gente che dice di apprezzare il tunztunz ma poi si ascolta Chopin?

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    • yaxara 29 gennaio 2015 alle 10:01 Reply

      Questo è radical chic, secondo me. Come quelli che dicono di guardare solo film d’autore e poi a casa si disfano di RealTime. Esistono anche loro.

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  6. fradicuneo 29 gennaio 2015 alle 10:58 Reply

    Bianco é perfetto, i colori si possono mettere nell’ambiente. Casa mia (che non é mia mia, ma per me lo é) é tutta bianca, ma quando entri pensi: ehhh che casa colorata!””

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    • yaxara 29 gennaio 2015 alle 11:11 Reply

      Ecco, esattamente. La mia attuale casa (questa che è in affitto) ha un “divano” coloratissimo, i cuscini delle sedie colorati, i libri che fanno la loro parte, il poster gigante di un quadro che piglia una parete… i muri sono bianchi ma la casa no!

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  7. tetto 29 gennaio 2015 alle 11:05 Reply

    Per carità: linoleum, carta da parati, moquette… si trasformano in un inferno quando decidi di toglierli!!! sperimentati tutti e tre, in case diverse, e mi sento di consigliarti di evitarli come la peste!

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    • yaxara 29 gennaio 2015 alle 11:12 Reply

      Volevo assolutamente la moquette quando ero piccola. Ma ora che ho raggiunto l’età della ragione anche no, ecco. Viva le piastrellone.

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  8. Fannes 30 gennaio 2015 alle 07:53 Reply

    io sto mettendo in dubbio il fatto che i beni immobili generalmente restino stabili o addirittura si apprezzino nel tempo. un giorno arriveranno gli edifici in classe S che funzionano ad aria compressa e anche le case in classe A non costeranno più nulla.

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    • yaxara 30 gennaio 2015 alle 08:06 Reply

      Non è una questione di classe energetica o cosa, è solo che… è brutto proprio!

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