Chateauvert 2015

La proposta del capogruppo di arrampicatori arriva così, all’improvviso.
“Domenica gran sole e niente vento, andiamo a Chateauvert?”
Koris credeva che accettare tale proposizione la avrebbe causato turbe mentali a non finire in posta celere direttamente dal passato. Un po’ come quando era andata a vela dopo essere stata scaricata dal Senzaddio, la circostanza in cui passò un tempo irragionevolmente lungo ad autopsicanalizzarsi per capire se era nostalgia, senso di colpa o testa di minchia (nel dubbio, sempre la terza).
E invece sticazzi.
Sticazzi perché si cresce, alemeno di testa se le membra non collaborano.
Sticazzi perché se proprio ci si deve crogiolare, che sia al sole e non in ricordi del piffero (“La merda più la si rimescola e più puzza” suggerisce l’Ampero-saggezza popolare).
Sticazzi perché dopo un certo lasso di tempo tutto cade in prescrizione e diventa una macchietta da serie blog.
E forse Koris è persino meno scarsa di quanto fosse tempo fa, perché i chiodi non sembrano più lontani sei metri, il calcare non è più brutto&cattivo ma si rivela pieno di prese simpatiche, i piedi reggono se ci si crede abbastanza (approcci filosofico-mistici all’arrampicata sulla falsariga del “Fidati dei tuoi piedi” oppure “Credi alla tua mano destra”).
E anche se Koris cade non è mica un problema, c’è la corda apposta.
Numeri da circo di Koris che si regge su un braccio solo con gambe posizionate a caso. E poi urla, come secondo la migliore tradizione.
Gente che dice “Prova questa via, sembra facile!” e poi è un 6b+ pieno di polvere.
Quello che fa l’illustratore e racconta che sta facendo la trasposizione in fumetto di un romanzo di fantascienza e Koris che non credeva che i fumettisti esistessero veramente fra la gente comune.
Sedici gradi che al sole sembrano trenta, i pettirossi che vengono a mangiare le briciole, le farfalle che si posano sulle corde. La primavera è qui anche il Var è deserto e tutti gli abitanti paiono essere fuggiti altrove.
Insomma, Chateauvert così divertente come non l’avete mai visto. E Koris, facendo pace con le falesie in riva all’Argens, si chiede perché prima dovesse essere necessariamente dolore, lacrime et sanguine.
(No, in realtà sa benissimo il perché, però è un altro episodio della serie Il Sonno della Ragione e fare gli spoiler non è educato)

But time… it went on,
Minutes… they ran too fast.
Like you they were gone…
Into the past…

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6 thoughts on “Chateauvert 2015

  1. altrirespiri 9 marzo 2015 alle 14:04 Reply

    i fumettisti esistono tra la gente comune eccome! Io ho conosciuto uno dei disegnatori di topolino, per dire…

    E almeno una che si sia divertita, in questo fine settimana!

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    • yaxara 9 marzo 2015 alle 14:34 Reply

      Io credevo vivessero in una dimensione alternativa!

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      • altrirespiri 9 marzo 2015 alle 14:38

        a volte ho la sensazione di viverci anche io…

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  2. io boh 9 marzo 2015 alle 17:57 Reply

    (Mi cito) “bisogna sempre tornare sul luogo del delitto” se non altro per superare la paura che fa e legare nuovi ricordi al benedetto posto, sennò rimarrà sempre IL luogo del delitto.

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  3. manupuntov 15 marzo 2015 alle 02:40 Reply

    L’ha ribloggato su manu2punto0e ha commentato:
    Sempre un piacere leggerti, piccola Laura! 😉

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