Il sonno della ragione: il Criptoanarchico

Il motto di codesto disgraziato XXI secolo potrebbe essere “nel segreto della cabina Google di vede, Stalin no”. Che poi la cabina sia elettorale, dei bagni a Milano Marittima o della doccia, importa poco, tanto coi tempi che corrono un selfie non lo si nega in nessuna condizione. Ne consegue che le nostre vite digitalizzate sono tutte spiate, i nostri movimenti tracciati, le nostre calorie facebookizzate, la nostra privacy inesistente. Google sa tutto di tutti.
C’è qualcuno che consulta tutte le nostre attività. E si fa due coglioni così.

“Ho deciso di smettere di usare il mio account Gmail, mi sono cancellato da GooglePlus e ho eliminato tutto ciò che avevo su GoogleDrive. Così Google non potrà più sapere quello che faccio” annuncia trionfale il Criptoanarchico dopo una serata passata al computer. Da Mountain View, Google risponde con “estigrandissimicazzi”.
“E ho anche cancellato tutta la mia cronologia di Facebook. Però l’account lo tengo per mantenere i contatti con certe persone”
Uno a zero per Mark Zuckemberg, palla in centro.
“E come conti di fare con la mail?” chiede Koris, che muore dalla voglia di proporre una soluzione vintage, come un indirizzo di Yahoo! o peggio, di Lycos.
“Non posso passare per nessun servizio conosciuto, fanno tutti rapporto a Google e io non voglio che Google mi legga le mail”
Da Mountain View tuona un secondo “estigrandissimicazzi”, così potente che Koris ne percepisce un eco e chiede:
“Scusa, per quale ragione Google dovrebbe leggere proprio le tue mail? Non fai parte di una cellula terroristica, che io sappia”
“E se fare l’orto coi propri semi senza comprarli diventasse illegale? Lo scriverei al mio amico Jé e Google lo saprebbe!” (n.d.K. Giuro, disse così, relata refero)
“E quale sarebbe la soluzione, piccioni viaggiatori a parte?”
“Ho creato un mio server con la possibilità di avere quattro indirizzi mail, da usare strettamente sotto pseudonimo”
“Per me non è un problema, io ci vivo sotto pseudonimo”
“Un indirizzo è per me, due per Jé e la sua ragazza e il quarto per mio padre quando dobbiamo comunicare” Leggasi fra le righe: Koris, di te che minchia me ne fotte? Ma sorvoliamo. “E quando comunichi con me, metti sempre il destinatario nascosto. Poi sinceramente dovresti smettere di scrivere il tuo blog, non è bene che la gente sappia di te. Al massimo usalo per fare propaganda”
Questa volta il grido di battaglia “estigrandissimicazzi” viene da Koris e non da Mountain View, assieme a un coro cyberfemminista a base di “il blog è mio e me lo gestisco io”. Tanto a spiare Koris ci si annoia e basta.
Ma mica finisce qui. Altrimenti la vita sarebbe stata troppo semplice. Pochi giorni dopo il Criptoanarchico torna alla carica.
“Ho deciso di chiudere il mio conto in banca, anche se purtroppo dovrò aprirne un altro per il lavoro. Ho bisogno del tuo aiuto: avevo ancora trentasette euro sul conto vecchio e li ho fatti versare sul tuo”
Koris si esibisce nella faccia del What The Fuck. Spiegazione:
“Non voglio che facciano il legame fra i due conti, qualora avessi degli altri debiti che mi sono dimenticato di saldare”
“Genio, non per dire, ma entrambi i conti sono intestati allo stesso nome, non è così difficile rintracciarti”
“Intanto rendiamogli la vita difficile. Ah, preleva quei 37 euro dal tuo conto e dammeli in contanti. Mi raccomando, nessuna operazione col mio conto nuovo, non voglio che si sappia che ho legami con te”
Certo, perché se si può scegliere fra avere a che fare con Koris e con Josef Mengele, forse è meglio Mengele. Il Criptoanarchico si esibisce in un sorriso.
“Comunque non credo che terrò soldi sul conto, a parte un minimo perché non lo chiudano”
“Ma non mi avevi detto che volevi ammassare un gruzzolo per i tuoi progetti agrcoli (n.d.K. spoiler di una della prossime puntate)”
“Certo, ma mica voglio tenerli in banca dove tutti sanno quanto ho. Meglio averli in casa, ben protetti, e pagare tutto in contanti. Che ogni volta che usi la carta di credito ti tracciano, quindi possono ricostruire i tuoi spostamenti. E sapere quello che compri. Pensa se comprare bio diventasse illegale: per colpa tua, ci faremmo beccare subito”
Perché Koris di dimentica puntualmente di prelevare e poi l’Amperodattilo la ha cresciuta male, sempre col bancomat in caso di bisogno. Nel mentre il Criptoanarchico cerca un nascondiglio per il malloppo. Il materasso tanto caro ai catanonni è troppo mainstream. Il malloppo fu tenuto per qualche tempo nel lettore cd di un computer rotto, ma sarebbe stato preda con sopresa di eventuali ladri.
Un giorno Koris aveva difficoltà relazionali con lo sciacquone. Stava per venire alle mani con l’attrezzo, quando si materializza il Criptoanarchico.
“Lascia, faccio che è delicato”
“È uno sciacquone ordinario, mica di cristallo”
“Ci sono i miei risparmi dentro”
Avete capito benissimo: il malloppo stava dentro lo sciacquone. Centinaia di euri nella sfera di influenza del cesso.
“Non è geniale? Li ho ritirati giorno per giorno sempre allo stesso bancomat, così la gente sa solo che vado lì e nient’altro, e intanto il mio conto è vuoto. Li ho messi in due bustine di plastica stagne perché non si bagnino. Così i ladri non li troverebbero mai e se ci fosse un incendio sono al sicuro!” il Criptoanarchico prende un’aria di superiorità “Tu intanto puoi sempre continuare a farteli rubare dalle banche”
Ovviamente, ça va sans dire, non potendo domiciliare le bollette nella cassetta del water, andava tutto sul pingue conto di Koris (“va bene che tu lo faccia però non dovresti, lo stato così può rubarti i soldi quando vuole” minacciò il Criptoanarchico). Ma questa sarà la storia di una prossima puntata.

P.S. Onde evitare di spannocchiare ulteriormente annessi e connessi al lettore, sono state omesse tutte le teorie circa la malignità del mutuo in favore piuttosto del prestito familiare. Qualora la famiglia non avesse disponibilità economiche di cui disporre sul modello dei Fugger, il malcapitato si attacchi al tubo del gas. Riportiamo un commento al volo di Orso: “Non ci fossero state le banche, belin, a quest’ora Cristoforo Colombo col prestito familiare avrebbe avuto una casa qui dietro sulle alture di Legino e tanti saluti, belin!”.

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16 thoughts on “Il sonno della ragione: il Criptoanarchico

  1. Celia 12 marzo 2015 alle 09:18 Reply

    Ma questo era coinquilino o… tresca?
    No, che io poi mi preoccupo, eh.

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    • yaxara 12 marzo 2015 alle 09:20 Reply

      Entrambe le cose. Che poi il protagonista di tutta la serie è sempre lui, solo nelle sue molteplici forme.

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  2. IlBrutto 12 marzo 2015 alle 11:01 Reply

    No, ma è geniale! Soprattutto l’idea del controllo assoluto…

    E non potevi dirgli che se un giorno il Governo vieta di comprare verdura biologica con la carta di credito, a partire da quel giorno compri in banconote? E perché non ha stoccato tonnellate di acqua? L’acqua è fondamentale per vivere, il governo potrebbe tassarla e farla pagare tantissimissimo! E già che ci siamo, stoccare l’aria?

    E non si rende conto che se il governo diventa una “dittatura digitale”, non si scappa dalla dittatura semplicemente staccandosi? Se il governo vuole i tuoi dati, ti obbliga a donarli, e se tu non lo accetti, ti elimina dalla società (magari mettendoti in prigione).

    Ma è geniale 🙂

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    • yaxara 13 marzo 2015 alle 08:32 Reply

      Stoccare è geniale! Non raggiunge le vette di sublimità di partaggiare, però non c’è male!
      Quanto allo stoccaggio in sé, in effetti c’era un’accumulazione di qualcosa. Ma non era acqua. Avrei dovuto farglielo presente, abbiamo perso un’occasione. E poi magazzini pieni di ossigeno!

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  3. fradicuneo 12 marzo 2015 alle 11:04 Reply

    Ahahhah ho un sacco di cose da dire su questo post, commento in modalitá random.
    La paranoia di google ce l’ho anch’io, ma il servizio che offre vince su tutto e poi non ho nulla di particolarmente segreto da nascondere, ormai mi sono piegata anche al whataapppp per mandare foto alla famiglia dispersa…

    Il nascondiglio dei soldi mi sembra fantastico: qui c’é stato un periodo in cui vivevamo con l’idea che arrivasse il corralito come in argentina qualche anno fa. Ed un buon finesettimana, in cui avvennero strani movimenti con la banca “mala”, realizzammo un prelievo familiare, il problema é che poi non sapevamo dove mettere il malloppo, dunque non realizzammo altri prelievi e ora ci siamo rassegnati al sistema bancario, anche se almeno ci muoviamo in quello “etico” (anche perché io sono quella di sta foto http://www.setem.org/blog/cat/catalunya/festa-del-comerc-just-i-la-banca-etica-2012-es-just-el-que-necessitem)

    Una volta ho conosciuto un tipo ad una festa, Paolo (nome di fantasia) e gli ho lasciato l’e-mail, mi scrive per vederci, l’e-mail da cui ricevo il messaggio é di un tal alberto ed ho pensato che forse ero un po’ brilla e non ricordavo il suo nome correttamente. Vado all’appuntamento e gli dico: “Ciao Alberto” e mi dice che si chiama Paolo e mi spiega una paranoia simile a quella da te ben descritta, anche lui prelevava tutti i soldi dal conto,li teneva nei calzini, siamo usciti un po’ poi é sparito nel nulla…forse pensava che lo spiassi…

    E poi avrei altri mille e mille aneddoti da scrivere perché se sei immersa nel mondo friki e sei pure tu un po’ friki, ne hai di cose di queste da raccontare, peró mi fermo qui.

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    • yaxara 13 marzo 2015 alle 09:21 Reply

      Rispondo random al supercommentone.

      Whatsapp si è comprato l’anima di noi residenti all’estero, ammettiamolo. E mi metto nel mucchio, visto che Orso ha creato apposta il gruppo famiglia su cui si leggono cose che voi umani ecc eccc

      Ottimo per il sistema bancario etico! Il problema, come direbbe l’EconomOrso, è che bisogna fare i conti col tempo in cui si vive e al giorno d’oggi è complicato stare senza banca, almeno in Europa. Sad but true.

      Immagino il terrore di Paolo/Alberto la mattina quando sceglie i calzini. Metti che vai a correre e poi scopri di avere 300 euri che puzzano di piede sudato! Comunque è confortante sapere che non sono l’unica ad essere caduta nel tranello…

      Dai, raccontaci le cose folli, ti supplico!

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  4. altrirespiri 12 marzo 2015 alle 15:24 Reply

    quella dei semi non è pura paranoia, c’è un disegno di legge europeo che vieterebbe lo scambio di semi (mio fratello semina i pomodori coi semi del vicino di casa, per dire). A questo si stanno ampiamente ribellando, soprattutto i seed saver.

    Per il resto… pensa se ti ricapitasse ora: ti faresti dare ogni eurino dovuto per le bollette sciaguratamente domiciliate sul tuo conto. “dammeli pure in contanti, non preoccuparti, non scopriranno legami tra te e me, non ci scrivero il tuo nome sopra”.

    Signorebenedetto come vive male questo qua! (ma anche IlMatto non è tanto lontano da questa roba, anche se non è il web a impensierirlo)

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    • yaxara 13 marzo 2015 alle 08:30 Reply

      Tranquilla che la questione conti sarà l’oggetto di un’altra puntata. 😛
      Quella dei seed savers posso capirla e so che esite il problema, ma di qui a dire che google ti spia per questo mi pare un tantino eccessivo (sapendo che anni fa uno della polizia postale mi aveva detto che loro non perdono tempo a stanare quelli che si scaricano i film dal web, col lavoro che hanno per trovare i pedofili online…).

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      • altrirespiri 13 marzo 2015 alle 12:52

        infatti non mi sono mai posta il problema. Cioè… che spiino pure, che trovano? Le mie conversazioni con amici lontani, un po’ di cazzeggio in orario di lavoro, le teorie strane di alcune persone che conosco e che in parte condivido… e allora?
        Ci sono i serial killer in giro, vengono a spiare me?

        E poi se vogliono trovarti ti trovano: in una puntata di Blacklist della nuova serie usavano un metodo per i maniaci del segreto, che era meraviglioso… basta sapere i gusti della persona in questione, e avere molti mezzi.
        Ed i gusti si scoprono indagando prima della paranoia.

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  5. Jacque 12 marzo 2015 alle 17:38 Reply

    No, ma che sul serio?
    Ma esiste davvero?
    Santa subito, cazzo.

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    • yaxara 13 marzo 2015 alle 08:27 Reply

      Esiste! Sono fra noi! Nell’archivo di Mulder deve esserci un X-File apposta! 😛

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  6. vidaemquadrinhos 12 marzo 2015 alle 19:07 Reply

    Io ti cito su Facebook comunque! Sperando che il messaggio arrivi ai complottisti che circondano me 😀

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    • yaxara 13 marzo 2015 alle 08:24 Reply

      Te l’ho detto, sosterranno che sono pagata da *inserire nome di complottamento casuale*.

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  7. tetto 13 marzo 2015 alle 20:31 Reply

    Io non vorrei deludere il paranoico, ma la tazza del cesso è uno dei nascondigli più inflazionati. Anche nei film si vedono spesso buste con soldi, o armi, o droga, infilati nella cassetta del water!!
    Comunque cacchio, ha ragione, stai a vedere che perdono tempo a capire chi si nasconde dietro al temibile orsetto Tetto… devo nascondermiiiiiiii!!!!

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  8. avvocatolo 15 marzo 2015 alle 10:55 Reply

    Google non controlla tutto! Ma nemmeno per idea. Tanto per fare un esempio, e a proposito di tazza del cess-room, l’altro giorno ho nascosto un giornaletto porno nella cassetta dello sciacquone (chiuso in una busta per alimenti, senno’ mi si bagnava…il giornaletto). Ebbene, mentre stamattina lo stavo cercando google m’ha chiamato sul cellulare (che non gli ho mica dato, mica so fesso) e m’ha detto “Hey il giornale l’hai parcheggiato sotto la lavatrice”. Vedi che s’è sbagliato? Quindi non sa mica tutto, google. Certo che poi nello sciacquone il giornale non ci stava più…chissà che fine ha fatto…fammi guarda—AH! Ecco! Era sotto la lavatrice….

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    • yaxara 15 marzo 2015 alle 12:53 Reply

      Cacchio, non solo spia, ma ruba anche i giornaletti! Saremo tutti suoi schiavi…

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