Scene di una famiglia ordinaria

Tutta intenta a pelare patate per gli zucchini ripieni dell’Amperodattilo, Koris si affetta a metà per lungo l’unghia del dito medio, scomodando tutti gli dei mentre saltella succhiandosi il detto dito. C’è chi si fa la french manicure e chi si taglia le unghie col pelapatate.

“Ho da studiare come un porco!”
Si lamenta l’Orso ipocondriaco, che sostiene di presentare qualunque disturbo gli passi per la testa (dolorante), dall’astigmatismo all’emicrania passando per i denti del giudizio senza dimenticare l’intestino lungo e inadeguato, degno erede di suo zio. Poi studia nell’intervallo fra le partite, mentre si annulla su divano mentre guarda “Tutto il calcio minuto per minuto” assieme a U Babbu. Ne riemergono entrambi dopo circa cinque ore di discussioni da CT della nazionale.
“Comunque non stavamo cazzeggiando, eh, stavamo prendendo confidenza col divano” si difende U Babbu.

Koris interroga gli antichi avi sulle sue possibilità di stalking e mire di freelemon.
“Ricorda, il requisito fondamentale è sempre che sia orfano” risponde il vecchio saggio Sioux Cervo Che Caga, lo stregone responsabile della qualità ISO 9001 per la tribù.
(No, non c’è un nuovo membro della famiglia, però la bocca da cui uscì tale massima preferisce celarsi nell’anonimato)

Koris e l’Amperodattilo studiano disposizioni di cucine e parcheggi impossibili per sistemare un bidet. La futura Kors-casa assume i contorni della fabbrica del duomo. U Babbu nel mentre propone di piazzare mensole, librerie e chincaglierie varie, facendosi cazziare dall’Amperodattilo in vena di vuoto zen.

Al fine di fare un regalo a sorpresa alla Cuginastra, Orso finge di volersi fare le sopracciglia, anche se vorrebbe farsele davvero. Koris e l’Amperodattilo entrano così nel negozio di un estetista per la prima volta nelle loro vite. Qualora vi chiedeste quali geni Koris avesse pescato nel pool, eccovi qui un calzante esempio di genetica mendeliana.

Koris ha guidato la 500 (ostinandosi a chiamarla la Punto) per le impervie strade costiere di Valinor, rimpiangendo la sua Ya(xa)ris, soprannominata la Macchina Delli Cazzi Tua in quando non si permette di dirti quando devi cambiare marcia, non ti chiude fuori dalla portiera con le chiavi dentro, è discreta, leale e con un numero di bottoni adeguato a chi ha preso confidenza col cruscotto di una Panda anni ’90 (n.d.K. ricordiamo che per sei anni e più Koris non ha voluto sapere niente di codesto suo attuale autoveicolo del cuore). Per non parlare della benzina, momento delicato in cui Koris stava per aprire il serbatoio con un piede di porco se non fosse giunto un suo aiuto un gentile signore a indicarle il mistero delle nuove Fiat dell’era Marchionne.
Orso non è stato per niente contento.
“Ma belin, ma guarda dove hai messo il sedile! Dritto così e sotto il volante, belin, non riuscivo nemmeno ad entrare in macchina!”
“Io guido seduta, mica spaparanzata sul divano come te”

Iset è stata dispensatrice di saggezza. Saggezza di Iset, ma pur sempre saggezza.
“E quindi ‘sto matematico post arrampicata mi ha chiesto di uscire, però io ero troppo un cadavere e manco mi sono ricordata di chiedergli il numero”
“Ma come?! Questi sono fondamentali! Sono cose che si imparano a quattordici anni!”
“Ti ricordo che noi a quattordici anni giocavamo a Tomb Raider e leggevamo le Dragonlance, altro che chiedere numeri in giro”
“Vabbè, quattordicenni normali della nostra era, non quelli di ora che sono troppo avanti pure per noi…”
Stiamo irrimediabilmente invecchiando.

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8 thoughts on “Scene di una famiglia ordinaria

  1. Celia 8 aprile 2015 alle 12:16 Reply

    …Dragonlance.

    Finiamola di assomigliarci, eh.

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    • yaxara 8 aprile 2015 alle 12:27 Reply

      No, ma infatti, ora basta. Averlo saputo dieci anni fa…!

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  2. tetto 8 aprile 2015 alle 12:45 Reply

    Una fisica con un matematico? dai, hai fatto bene a non chiedergli il numero. Bisogna mescolare i geni, non riprodursi fra consanguinei!

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    • yaxara 8 aprile 2015 alle 12:56 Reply

      Che poi un fisico che si dimentica di chiedere il numero a un matematico pare una battuta, pare.
      Conta che parliamo già di italiani e francesi, quindi il meltin’pot è assicurato in ogni caso. Per non tirare in ballo il precisinismo secondo cui fisici e matematici non hanno nullissimo a che spartire…

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      • tetto 10 aprile 2015 alle 16:10

        su su, sempre gente che insegue numeri e strane sigle, nell’immaginario comune!!
        Io punterei su un arrampicatore che fa il coltivatore diretto nella vita, così hai anche la materia prima per le fantastiche zucchine ripiene!

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      • yaxara 10 aprile 2015 alle 16:49

        Ah, no! Il coltivatore diretto proprio no, grazie. Vado a comprare la verdura dal negozio sotto casa, ho avuto già abbastanza traumi a base di orti nella mia vita!
        Meglio matematici noiosi, fra gentaglia che insegue i numeri ci si intede 😀

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  3. Fannes 10 aprile 2015 alle 11:02 Reply

    Brava, stai diventando brava quasi quanto me a rovinarti in cucina XD

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    • yaxara 10 aprile 2015 alle 11:48 Reply

      Non mi azzarederei mai a superare il maestro! 😀

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