Corsi di recupero

Mentre Koris folleggia col cervello altrove su eventuali vicissitudini che esistono solo dentro la sua testa sotto forma di pipistrelli olografici, medita che aver passato alcuni passaggi fondamentali dell’esistenza potrebbe non essere stata un’idea luminosa come pareva da principio. Come in matematica, salti i passaggi di un’equazione, ti ritrovi con un risultato incomprensibile e vai a sapere dove hai sbagliato.
Koris non è mai stata un drago delle relazioni umane dall’asilo in poi. E visto che alle relazioni umane non si può applicare non si dice una legge fisica, ma nemmeno una densità di probabilità, si trova spesso e volentieri parecchio in gramaglie.
La verità è che mentre le sue compagne delle medie leggevano “Cioè”, sbavavano dietro al tizio figo dell’istituto geometri e facevano l’esegesi degli sms, Koris era tutta presa dal sapere a memoria tutte le date di ogni singola battaglia della campagna d’Italia del 1796. Quando incontrato per caso il tizio dei geometri le disse “Ma tu sei carina! Ti porto a fare un giro sul mio motorino nel cortile di dietro”, Koris non si degnò nemmeno di rispondergli, con grande sgomento di tutte le compange di classe presenti. All’epoca o era Jean Lannes a chiederle di uscire, o niente.
La verità è che mentre le sue compagne del liceo trovavano fidanzati, uscivano coi fidanzati, rompevano coi fidanzati e raccontavano di quanto si imbarazzassero a comprare i preservativi (cosa che Koris ha sempre trovato piuttosto idiota), Koris c’aveva da fare. L’atletica, la play-station, i giochi di ruolo, il varie-ed-eventuali. La leggenda vuole che Koris spezzò qualche cuore prima che si impastoiasse in meccaniche fumose.
Quindi si arriva alla maggior età senza esperienza pregressa e ci si tirano addosso storie assurde fra le LoveKoris, gente psicopatica e il sonno della ragione. Roba da dire “scusate, ragazzi, si chiude bottega per debiti pregressi”.
Quando poi si arriva a 28 anni manco a parlarne: hai più che l’età della ragione, ha un lavoro, hai una vita. Poi arriva la primavera e il tuo cervello ripiomba prepotentemente all’epoca della terza media. Quello che è grave è che stavolta no, non ti ricordi più la data della battaglia di Montenotte. No, lo stato mentale da terza media passa per l’esegesi delle settordici mail scambiate in una settimana, “perché continua a darmi il numero di telefono?”, nell’analisi grammaticalelogicaedelperiodo di frasi dette e non dette, nella constatazione del “se fossimo in un film sarebbe già successo qualcosa” (“Se fossimo in un film lui sarebbe un serial killer” commenta Junior, tenendo un occhio esterno e quindi obiettivo alla situazione).
Insomma, sopravvivere all’adolescenza credendo di averla fatta franca è una gran cosa. Ma ritrovarsi a ventotto anni coi pipistrelli nel cervello* e scoprire i propri debiti formativi non è affatto bello. Urge un corso di recupero. O sarà il caso di aprire le finestre e fare uscire i pipistrelli…

* Pipistrelli nel cervello: Koirs è una fiera avversatrice dell’espressione e della teoria delle “farfalle nello stomaco”, perché un sentimento si prova con la testa altrimenti, come già dixit l’Amperodattilo, con la pancia al massimo si può esprimere una scoreggia. Quindi stqnno nel cervello e, data la situazione, sono pipistrelli (che si sono mangiati le farfalle).

Counting the hours, her life is a rerun
A series of failures rolled into one.

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14 thoughts on “Corsi di recupero

  1. Mezzatazza 20 aprile 2015 alle 13:09 Reply

    Mi piace, questa Koris!

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    • yaxara 20 aprile 2015 alle 14:28 Reply

      E invece questa Koris è da prendere con le pinzette da laboratorio perché poi scoppiano i merdoni e uno si ritrova a vivere senza frigo e varie ed eventuali… quindi serve qualcuno che vigili.

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  2. altrirespiri 20 aprile 2015 alle 13:30 Reply

    Non sono d’accordo con l’Amperodattilo, questa volta.
    In medicina si dice che l’intestino è sede di un “secondo cervello” per quanto sa regolarsi e farsi pure le paranoie da solo…

    Koris dovrebbe seguire l’istinto. Se queste mail sono tanto piacevoli, è ora di usare il telefono. Magari Koris scopre una insopportabile voce da cartone animato dall’altra parte. E finisce là. Sennò… sarà un film lungo. A me piacciono i film lunghi…

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    • yaxara 20 aprile 2015 alle 14:34 Reply

      E qui diciamo pure che l’intestino dell’Amperodattilo quanto a paranoie potrebbe tenere una conferenza.
      Ma Koris lo ha già visto in faccia, costui. Più volte. È colui di cui diremo che ha dei begli occhi. Poi la voce non è mai stata un problema.

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  3. altrirespiri 21 aprile 2015 alle 10:35 Reply

    allora non capisco dove siano i problemi di Koris…

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    • yaxara 21 aprile 2015 alle 11:34 Reply

      Che Koris ha problemi interpretativi di genere e quando li risolve poi scoppia il sonno della ragione…

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      • altrirespiri 22 aprile 2015 alle 14:15

        non necessariamente.
        Koris è cresciuta, ha imparato tante cose. Non si invecchia per niente.

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      • yaxara 22 aprile 2015 alle 14:19

        Pero’ un corso di recupero fa sempre bene!

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      • altrirespiri 22 aprile 2015 alle 14:25

        ritengo che tu abbia incise a fuoco quelle lezioni sulla pelle. Impossibile dimenticare.
        La memoria secondo me è selettiva: non ricordo i nomi delle vie, per esempio, ma l’incidenza di alcune malattie di cui niente mi frega si. E nello stesso modo ho scordato buona parte di quel che ho studiato, ma so il nome latino di diverse piante (e non ho fatto latino, mai). Secondo me, per quanto selettiva, la tua memoria ha un grosso box che contiene tutta questa roba, un box molto protetto. Tipo il DNA con tutto il suo corredo di proteine protettrici.

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      • yaxara 22 aprile 2015 alle 14:43

        Il discorso è che a me mancano le basi per capire le reazioni umane, non avendo fatto alcun esercizio in quell’età in cui essere patetici è tollerato. Pertanto sono patetica ora, fuori tempo massimo. 😛

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      • altrirespiri 23 aprile 2015 alle 12:46

        ma non importa!
        La collega, tempo fa, mi disse che ci son cose nella vita che van fatte e se non le fai a 20 anni le fai dopo. Non è l’ideale, ma sono passaggi obbligati. E così tocca anche a te.
        Fai parte di una nutrita schiera, stai tranquilla.
        In più ci son quelli che l’hanno fatto in età giusta, e non hanno mai smesso…

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  4. rO 21 aprile 2015 alle 20:01 Reply

    Love.

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