Il sonno della ragione: l’Economo

Che non si vivesse in comunione dei beni era stato messo in chiaro da subito, nonché vivamente caldeggiato dall’Amperodattilo col commento “Fatti furba”. Quindi tenere traccia delle spese sembrava una cosa naturale.
L’Economo fece comparire il quaderno blu.
“Ecco qui, annotiamo data e spese dettagliate, così sappiamo quanto spendiamo”
A Koris, che agli albori della convivenza impossibile era quella che portava il pane a casa, la cosa stava benissimo.
Quello che non sospettava era il grado di ossessione che tale innocua pratica potesse raggiungere, trasformando il quaderno blu in una sorta di Grande Fratello cartaceo delle spese casalinghe.
“Hai trascritto l’importo della bolletta della luce, ma non è abbastanza,” storceva il naso l’Economo “devi dividere i costi, dire quanto è la consumazione, quanto l’abbonamento e quanto le tasse. Dobbiamo sapere quanto consumiamo, così possiamo ridurre le spese e risparmiare di più”
E ridurre le spese in una casa in cui già non c’è frigo, non c’è lavatrice e il riscaldamento è considerato un’aberrazione della società borghese è dura, ragazzi. Molto dura.
L’Economo aveva una tendenza a voler ammassare un gruzzolo per progetti suoi, a differenza di Orso che vuole sì ramazzare dineros, ma a consumazione veloce. Per cui si tagliava sugli sprechi, generi inessenziali quali mutande nuove. Koris passava spesso e volentieri per Paris Hilton.
“Quei jeans sono nuovi? Io non li ho mai visti” asseriva squadrando Koris con occhio critico.
“Me li hanno regalati i Maiores, rispedirli al mittente pareva brutto”
“Come se ne avessi davvero bisogno, ne hai già tre paia e solo di jeans!”
Tale metodo di spending review era applicabile invariabilmente a qualunque campo. Niente sfuggiva all’occhio dell’Economo.
“Quel libro, quello con la costa azzurra…”
“Il primo tomo della saga degli assassini di Robin Hobb?”
“Prima non c’era”
“No, beh, non avevo niente da leggere…”
“E perché lo hai comprato?”
“Perché rubarlo non sarebbe stato tanto gentile”
“Ma che senso ha? Io ho un sacco di romanzi da farti leggere, così posso anche educarti, che ne hai bisogno con tutta quella spazzatura che leggi”
“Quello non lo hai e io volevo leggere quello. E me lo sono comprato coi miei soldi, eh”
“Bah, hai sprecato i tuoi risparmi. Un romanzo vale l’altro, tanto è tutta letteratura di consumo. Compri un romanzo, lo leggi, ti diverte e non ti serve a nulla. Mica lo rileggerai mai. Se proprio devi comprare dei libri, compra dei saggi sulla sopravvivenza, almeno quando la crisi ci avrà messi in ginocchio serviranno a qualcosa”
A Koris il quaderno blu cominciava a stare grandemente sulle palle. L’Economo pure, con codesta ossessione per i soldi, il risparmio e il monitoraggio al centesimo.
“Cosa stai annotando ancora?”
“Le spese di oggi”
“Ma quali spese?”
“I tre euro dei due succhi di frutta che abbiamo preso. Il tuo te lo ho anticipato”
“Ah, la locuzione ‘offro io’ nella tua lingua significa prestito? C’è anche un tasso di interesse?”
“Direi che un euro e cinquanta puoi ridarmelo senza che ti mandi in bolletta”
Una volta Koris si mise a scartabellare il quaderno blu alla ricerca di non si sa bene cosa. Alla pagina di dicembre trovò una riga corrispondente alla spesa per il suo regalo di compleanno. Se non altro ebbe la certezza che l’Economo, per non smentirsi, aveva trovato un’edizione economica de “Il ritratto di Dorian Gray”.
La follia toccò il culmine quando l’Economo, obnubilato da un paio di tette greche misura quarta coppa C, decise di iscriversi al gruppo di acquisto verdure, il più lontano possibile dalla casa sulla collina (ma di fianco alla residenza delle tette elleniche). Koris prese a detestare cordialmente tale appuntamento immancabile come la morte, tutti i martedì alle sei, quando l’Economo si faceva ipnotizzare da abbondanti poppe ateniesi e Koris doveva smazzarsi le bietole. Ma il peggio, a parte il nervoso per l’ipnosi da rotondità altrui, la aspettava a casa: ed era sempre il quaderno blu. L’Economo aveva comprato una bilancia a bracci, dello stesso modello utilizzato da Newton, con cui voleva una stima precisa del peso di tutte le verdure passate dal contadino.
“Devo sapere se conviene quello che prendiamo per quei 25 euro a settimana”
La pesatura, fatta con pesi di fortuna calibrati dall’Economo in persona perché dei pesi veri costavano troppo, era un lavoro lungo e penoso che prendeva un’ora se non di più. A cui doveva seguire la cucina delle verdure deperibili di turno (si ricorda alla gentile clientela che Koris viveva senza frigo).
La spesa era un altro momento critico. Appena stampato lo scontrino, l’Economo lo analizzava per trovare quale fosse il prodotto che costava di più e valutare l’opportunità di eliminarlo dalla lista.
“Certo che il latte per la tua colazione ci costa ben caro. Non potresti farti una tisana di erbe come faccio io?”
“Se mi togli anche il latte muoio”
“Però risparmieremo di più”
“Piuttosto me lo pago solo io”
Ora, il lettore potrebbe pensare che l’Economo avesse da parte un discreto capitale accumulato grazie a tutte codeste rinunce (e nascosto nello sciacquone dalla parte criptoanarchica).
Ebbene: no.
Poiché l’Economo, per quanto stringesse la cinghia sui generi di prima necessità, per ciò che gli interessava era affetto dalla sindrome di Sophie Kinsella, “I love shopping per le cazzate”. Riuscì a spendere più di duecedento euro per un macinatore di semi manuale, costruito in legno biologico e nessuna parte in plastica, che si rivelò ben presto non funzionare. Riuscì a spendere una non ben determinata cifra per qualche centinaio di metri di recinzione elettrificata di seconda mano, con cui voleva proteggere l’orto dai cinghiali (fu deluso quando scoprì che tale prodigio necessitava di un generatore). Comprava libri degli anni ’50 quali “L’enciclopedia della casa”, ove sperava di trovare astuzie per le pulizie che non prevedessero detersivi. Altre cifre furono destinate a stravaganti spese di cui teneva nebulosamente traccia sul quaderno blu, addebitandole alla coppia.
Ma guai a comprare mezz’etto di formaggio in più del necessario.
Quando Koris venne congedata, il quaderno blu tornò in auge e l’Economo venne a reclamare inesistenti debiti, che vennero respinti al mittente. Ma Koris tutto sommato li avrebbe anche pagati. Tutto pur di disfarsi dell’Economo e del dannato quaderno blu.

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16 thoughts on “Il sonno della ragione: l’Economo

  1. Mezzatazza 22 aprile 2015 alle 11:18 Reply

    Vabè dai, questo è pazzo..

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    • yaxara 22 aprile 2015 alle 11:19 Reply

      Ci tengo a precisare che il protagonista di tutti i post “Il sonno della ragione” è sempre la medesima persona 😀

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  2. altrirespiri 22 aprile 2015 alle 14:21 Reply

    SignoreIddio!

    L’aureola è sparita gradatamente o di colpo quando la convivenza è finita? (no tesoro, non ti può ricapitare. Se fosse vengo personalmente a farti ravvedere. E tieni conto che io odio andare in giro per il mondo da sola. Ma lo faccio lo stesso)

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    • yaxara 22 aprile 2015 alle 14:42 Reply

      L’aureola non c’è mai stata, al massimo era un cerchio alla testa, ergo emicrania. 😛
      Bello che la gente si preoccupi per me! E comunque un giorno avrete la verità rivelata su come iniziò questo brutto pasticcio.

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      • altrirespiri 23 aprile 2015 alle 12:45

        deve essere stato un inizio davvero col botto, per sopportare tutta questa roba!

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      • yaxara 23 aprile 2015 alle 12:46

        A suo tempo tutto verrà svelato 😀

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  3. fradicuneo 22 aprile 2015 alle 19:00 Reply

    Tutto ma taccagno no, eh??Questo é peggio dei ripiani nel frigo!!

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    • yaxara 22 aprile 2015 alle 20:57 Reply

      Era meno taccagno quando non aveva soldi. Poi boh. Si vede che non considerava mangiare una cosa importante…

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  4. fradicuneo 22 aprile 2015 alle 19:01 Reply

    Ma poi cosa pesa le verdure del contadino, se decidi di stare nel gruppo di consumo é per appogiare il produttore…

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    • yaxara 22 aprile 2015 alle 20:58 Reply

      Tu cerchi una logica dove non c’è 🙂
      Credo che appoggiare il produttore fosse l’ultimo dei suoi problemi. Però io ho detestato visceralmente quei due mesi di bietole 😀

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  5. Celia 24 aprile 2015 alle 09:51 Reply

    No, ma… io spero davvero che questo avesse pregi enormi ed enormemente nascosti.
    Altrimenti non me lo spiego – sei una persona intelligente, vabbè che l’amore rincojonisce ma…
    …io questo l’avrei defenestrato qualche post fa.
    Non se regge.

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    • yaxara 24 aprile 2015 alle 13:27 Reply

      Intanto accadeva tutto assieme. Fossero accadute in serie… no, beh, ci sarebbe stato bisogno di un rito apotropaico, invece di un esorcismo.

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  6. tetto 24 aprile 2015 alle 12:38 Reply

    sicuramente paranoico.
    Ma le cose peggiori, rilevate anche in altri post, sono certe cose che si permetteva di dire a te. Tipo, qui, quella cosa di doverti educare….
    Comunque, oh, questo personaggio meriterrebbe da solo un libro, o un film!

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    • yaxara 24 aprile 2015 alle 13:26 Reply

      Quello del “educarmi” non lo gradii per nulla. Credo poi che intendesse “omologarmi a lui”…

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