Piccolo momento degli sticazzi rotanti

(In prima persona, così tanto per)
Io lo ammetto: ho avuto una fortuna sfacciata. Talmente tanta che l’anno scorso non avrei scommesso nemmeno un centesimo che avrei avuto quello che volevo. Ovvero un lavoro che mi interessasse e che fosse dove dicevo io. Una fortuna incredibile. E anche un po’ merito mio perché in fondo un po’ bravina lo sono, ma è secondario.
Ciò non di meno, non intendo sacrificare al Fato la mia vita perché grazia mi è stata fatta in un periodo in cui per tutti son vacche magre.
Detto in altre parole, io lavoro per vivere, ma non vivo per lavorare.
Per quanto il lavoro mi piaccia e ci tenga a mantenerlo. Però, caro Binomio, non c’è solo quello nella mia vita. Anche se tecnicamente non tengo famiglia e quando arrivo a casa ho solo il telefono ad attendermi. Non per questo mi esaurisco in quello che qui chiamate “boulot-metro-dodo” (ovvero “lavoro-tragitto-nanna).
E siccome qui si dice anche che è poco saggio mettere tutte le uova nello stesso paniere, ho tante piccole sportine in cui ripongo i miei interessi al di fuori del lavoro. Mi piace scrivere questo delirante blog; ascoltare i Blind Guardian, Handel e Caparezza sull’ipod in rapida successione; scorticarmi le dita su falesie di calcare, anche se evidentemente non sono portata; perdermi con la Pentax alla mano in angoli inesplorati, anche se le mie foto lasciano a desiderare e ho sempre gli obiettivi sporchi; andare a strisciare il tenebrosi cunicoli e calarmi per pozzi vertiginosi; leggere di cavalieri che si danno mazzate, marescialli di Francia che russano, di draghi e di astronavi; farmi venire i pipistrelli nel cervello quando ricevo mail, per il gusto di farlo e senza necessariamente un seguito; recitare la parte di un’elfa oscura sociopatica e tirare i miei dadi neri.
Non intendo regalare a nessuno i miei giorni di ferie (che non mi verrebbero pagati) perché tu questa estate non hai niente da fare.
Non intendo passare i week-end sul divano perché nessun altro arriva grondante acido lattico il lunedì mattina.
Non intendo prendere stimolanti perché il mattino mi lamento che ho sonno. Ho sonno perché mi sveglio alle sei e mezza e non sempre vado a dormire quando dovrei, ma questo non significa che debba farmi di caffeina o andare a farmi consigliare pastigliette di sorta. E poi, sono sopravvissuta finora col cioccolato fondente come unica droga, penso di continuare così.
Non intendo sforare in continuazione sul mio orario di lavoro perché tu sostieni che ok, abbiamo un orario definito, ma ci si aspetta che facciamo delle ore in più (quando il capo disse chiaramente di non sforare troppo spesso).
Quindi, caro Binomio, con tutto il bene che ti voglio (perché in fondo non sei la Tacchettina e insieme lavoriamo bene), rilassati. O se proprio non vuoi rilassarti, lasciami nel mio stato #relaxa (cit.) e stressati quanto vuoi.

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10 thoughts on “Piccolo momento degli sticazzi rotanti

  1. Mezzatazza 23 aprile 2015 alle 10:01 Reply

    Mi sembra un ottimo piano delle cose 🙂

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    • yaxara 23 aprile 2015 alle 11:45 Reply

      Dici che dovrei stamparmelo e appenderlo alle mie spalle in ufficio? Tanto è in italiano, non ci capisce nessuno!

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      • Mezzatazza 23 aprile 2015 alle 11:45

        Anche tradotto andrebbe benissimo

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      • yaxara 23 aprile 2015 alle 11:57

        Ma magari lo legge il capo e si incazza 😛
        E io c’ho un mutuo da pagare 😀

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      • Mezzatazza 23 aprile 2015 alle 12:31

        Allora va benissimo in dialetto

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  2. tetto 23 aprile 2015 alle 10:40 Reply

    no, no, no, mai fare oltre il pattuito!! chè poi la gente si abitua male e pretende sempre di più…
    E poi la vita è extra-lavoro!

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    • yaxara 23 aprile 2015 alle 11:55 Reply

      Io faccio sempre un pochino di più perché a livello orari mette meglio. Però ci sono dei giorni in cui no, devo/voglio uscire allo scadere, perché ho una vita extra-lavoro abbastanza intensa…!

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  3. Jacque 23 aprile 2015 alle 17:42 Reply

    Very well said. Ma una vita evidentemente loro non ce l’hanno u.u

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    • yaxara 24 aprile 2015 alle 13:27 Reply

      E invece sì! Tengono pure famiglia!

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      • Jacque 24 aprile 2015 alle 14:05

        … Bah.

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