Piccole noie da ufficio

Ormai sono nove mesi che Koris lavora dove lavora, sarebbe quanto meno innaturale che tutto sia ancora bello, luccicante e meraviglioso. Capiamoci, può succedere. Soprattutto a chi assume regolarmente LSD.
Ecco quindi una sorta di cahier de doléances di tutte quelle piccole cose per cui strozzeresti il mondo. Poi ti calmi, ti convinci di aver vissuto di peggio (vedasi il Replicante o la Tacchettina), fai un respiro profondo e pensi al mutuo.
Però viene il giorno in cui hai anche voglia di scriverlo sul blog, ergo componi un elenco non esaustivo delle piccole noie da ufficio, fra il portatile troppo lento e la pila dei fogli di brutta:

  • Il tour dei saluti. Per questioni organizzative sue, Koris arriva in ufficio alle otto, onde evitare il traffico e uscire relativamente presto. Gran parte degli altri arrivano fra le otto e mezza e le nove, e passano a salutare in ufficio una Koris che è già lanciata in qualunque cosa lei debba fare. Le tre parole di saluto la disturbano. Un sacco.
  • Quelli che, sempre nell’ottica del tour dei saluti, entrano senza bussare e si piazzano a tre centimetri dal computer, in attesa di essere considerati. Essendo che Koris spesso e volentieri ha le cuffie, tale tempo di realizzazione può divenire arbitrariamente lungo. E trovarsi uno a sbirciare lo schermo è raramente piacevole.
  • Il vice-vice-capo quando arriva, saluta e chiede “sei in forma?”. Sono le otto, ho ancora lo stampo del cuscino sulla fronte, vorrei essere sull’amaca in giardino a leggere il libro che l’arrivo del bus ha interrotto. Essere in forma è l’ultimo dei miei problemi.
  • Il vice-capo-perfido quando striglia qualcuno al telefono. Ciò genera un effetto a catena, essendo che costui telefona in dolby surround: non solo si fa sentire da un ufficio all’altro, ma il Binomio origlia, va in panico e chiede la Koris-attenzione. Per scoprire nella maggior parte dei casi che la questione non li riguardava minimamente.
  • Dato il punto di cui sopra, quando tutti in pausa pranzo vogliono sapere cosa ha detto il vice-capo-perfido a Tizio e Sempronio. E si stupiscono quando Koris risponde “fottesega, io ho le cuffie, se deve dirmi qualcosa che mi riguarda verrà di persona”.
  • Il Binomio quando va in panico, ansia e iperventilazione. E si preoccupa di tutto, dal fatto che siano già le tre alla strage di formiche in Ghana. Koris, la cui resistenza allo stress è stata rafforzata da anni di angherie accademiche assortite, vorrebbe dirgli di darsi una calmata.
  • Il Binomio quando comincia con la storia dell’assumere stimolanti perché “non è bene avere sonno”. Poi beve caffè. Poi beve cocacola. Poi rutta.
  • La geometra dimissionaria (attualmente partita) che voleva far dare le dimissioni a tutti. Sconfinando nel molesto con frasi quali “Ma tanto tu che ci stai a fare qui? Parti anche tu! Trovati un lavoro altrove, per esempio a Lione, o a Parigi…”. Come se la vita al di fuori dell’ufficio fosse un fatto assolutamente secondario.
  • Il capo che risponde al telefono mentre gli parli. Poi sparisce per i successivi cinque giorni. Ma l’allenamento col Replicante aiuta.
  • Quelli che si stupiscono che Koris, a ventotto anni suonati, non sia sposata né abbia infanti. “Ma potrebbe succedere!” insistono. Potrebbe succedere se lo decide Koris. Contando che poi fino a un mese fa mancava la materia prima, il problema non si poneva proprio. E comunque non si fanno figli per raggiunti limiti d’età.
  • Il Binomio quando si trasforma nel Dittatore dello Stato Libero di Patatas e sconfina nel campo dei cazzi altrui. Ad esempio quando Koris racconta dei suoi folli week-end su corda, in altitudine o sottoterra, e il Binomio sentenzia “Non dovresti farlo, i week-end sono fatti per riposarsi, non per fare follie”. Ad esempio quando Koris decise di comprare casa e il Binomio si sentì in dovere di dire “Non è una mossa azzeccata, sei single, metti che trovi uno e vai a convivere? Poi ti tocca rivendere la casa, a una mia amica a Lione è successo, e non è più riuscita a rivendere…” (l’EconomOrso ha già preventivato il caso e trovato una soluzione di conveninenza per farsi la grana, che Koris c’ha il consulente finanziario in famiglia, mica pugnette)

Però nel frattempo si sopravvive. Meglio questo che la Tacchettina, insomma.

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8 thoughts on “Piccole noie da ufficio

  1. Mezzatazza 2 giugno 2015 alle 20:44 Reply

    Massì dai, si può tirare avanti, tanto le persone moleste ci sono pure fuori dall’ufficio

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    • yaxara 3 giugno 2015 alle 06:52 Reply

      Ah, certo. Anche se con quelle in ufficio devi in qualche modo convivere otto ore. Ma bisogna pur mangiare.

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      • Mezzatazza 3 giugno 2015 alle 06:57

        Poi un po’ hai le cuffie, poi un po’ “scusa ma sono presissima”, poi un po’ “ma morissi ammazzato.. No no! Parlavo col pc!”

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      • yaxara 3 giugno 2015 alle 06:59

        Scherzi? Poi la gente si piglia male. Lo vedono che c’hai da fare, ma il loro cazzo di “buongiorno” è più importante.

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      • Mezzatazza 3 giugno 2015 alle 06:59

        Sei troppo cortese, io che non lo sono soffro per il contrario: ormai Son così poche le persone che mi infastidiscono che a tratti mi annoio. Comunque l’acidità per me funziona alla grande, prova!

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  2. altrirespiri 4 giugno 2015 alle 14:44 Reply

    forse preferirei il buongiorno imposto alla maleducazione costante che mi tocca….
    ma sono opinioni.

    Essere il dittatore dello stato di patatas e sconfinare nei cazzi altrui è quasi poetico 😉

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    • yaxara 4 giugno 2015 alle 14:56 Reply

      Piccolo excursus sul buongiorno in Francia: non è solo “saluti e passi”. Qui se sei una donna tutti ti baciano sulle guance (tranne il capo). Quindi la cosa alla lunga è pesantella…

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      • altrirespiri 4 giugno 2015 alle 17:56

        ma che affettuosi questi francesi!

        Io dico che se entrassero in laboratorio intanto che lavoro, non mi bacerebbero sulle guance neanche i francesi…

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