Game of Bidet (episode 3)

Il mondo dei notai deve essere una sorta di dimensione alternativa a sé stance in cui i computer sono considerati entità metafisica, i database non esistono e le scartoffie imperano. In pratica, nessun progresso tecnologico da Iacopo da Lentini in poi. Ma di questo s’è già parlato.
Ciò che ha attratto la Koris-attenzione durante la mezz’ora di attesa (anche la puntualità deve essere aliena al mondo della malvivenza notarile) è stata l’ex proprietaria di casa. La venditrice, insomma.
Mummia d’alto bordo per eccellenza, classe 1945 conservata in formaldeide fino al XXI secolo, Koris ha difficoltà a immaginarsela in altro abito che non impomatata come l’ha sempre vista. Al dito porta un anello di brillanti o comunque roba sbrilluccicosa talmente vistoso e talmente pacchiano da provocare crisi epilettiche o luci stroboscopiche da discoteca di riviera romagnola. Il genere di persona che “va alla toilette” senza mai ammettere di “fare pipì”, le puzzette meno che meno, tutti concetti messi all’indice. Il genere di persona che Koris non sarà mai nemmeno dopo una lobotomia o uno scambio di cervello da parte degli alieni di Yuggoth. Con annesso marito ottuso e stranito che possiamo supporre proprietario minimo minimo di una Mercedes e una barca a motore.
Come detto già all’Orso via wazzapp, l’ex proprietaria pare defecare solo su terreni costruibili, cacando mattoni e nettandosi le terga con atti di proprietà. In trenta lunghi minuti di attesa Koris è venuta a sapere che costei è proprietaria di tre appartamenti a Marseille, plurimi terreni a Cuges, uno chalet di montagna in zona non pervenuta e si sta lanciando in speculazioni immobiliari nella zona di Aix-en-Provence più case-vacanze in Costa Azzurra.
Che se Koris l’avesse saputo altro che negoziare un ribasso di 15000 euri, avrebbe fatto un’unica offerta di centomima petecchioni e contenti li sapienti e li minchioni. Ma ormai è andata.
In realtà comprare una casa, una volta che i dineros si sono già involati dal conto, è solo una gran sequenza di firme, iniziali, firme, iniziali. Col notaro che si perde in chiacchiere su qualunque aggiornamento legale dalla scrittura del Code Civile (1804, tanto per) in poi.
“Questo è il rapporto sulla conformazione del sottosuolo marsigliese…”
“Guardi, sono un’assidua frequentatrice del sottosuolo marsigliese, passiamo oltre”
E dopo aver verificato che non ci siano termiti, che il rischio di terremoti sia il giusto, che le ipoteche non esistano, venticinquemila scartoffie dopo…
… Koris ha una casa. In cui sistemare il bidet. In cui se le gira può farsi una parete giallo canarino, scrivere sui muri, allevare conigli nella stanza in più (ah, no, quello era un piano da Sonno della Ragione).
Koris è proprietaria di casa. Idea che le manda la testa in orbita.

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9 thoughts on “Game of Bidet (episode 3)

  1. avvocatolo 19 giugno 2015 alle 07:48 Reply

    Complimenti!!!! Ahhaha un mondo a sè stanCE è errore freudiano stupendo! Iacopo da Lentini non lo sentivo dai tempi di Storia del Diritto Italiano!

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  2. fradicuneo 19 giugno 2015 alle 10:37 Reply

    Fantastica! e per il trasloco aspetti il bidet?
    Una parentesi: se vai all’anagrafe svieni (almeno qui) si sente l’odore della carta invecchiata, ci sono montagne e montagne di espedienti, armadi pieni di carte…sono rimasta basita quando sono andata a registrare L.

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    • yaxara 19 giugno 2015 alle 10:49 Reply

      Per il trasloco le prossime puntate di Game of Bidet 😀
      L’amministrazione è senza speranza, lo immagino…

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  3. altrirespiri 19 giugno 2015 alle 12:04 Reply

    Il notaio che si occupò degli atti della mia attuale casa ha uno studio superfigo in centrissimo, ad uno sputo dalla Cappella degli Scrovegni. Vetri artistici, mobili in ciliegio e uno stuolo di impiegate scosciate del genere “figa del centro”.
    Dopo aver fatto tutta la trafila di firme, sottraendo al notaio il suo tempo prezioso… Egli disse alla segretaria in minigonna e canottierina attillata “chiama Maria”.
    Apparve Maria: una signora oltre i 70 con addosso uno di quelli che il Generale chiama “traverson”, cioè una specie di abito diritto, incrociato sul davanti o abbottonato, informe, che tipicamente le contadine della mia zona indossano tutto il giorno perché comodo, e facile da lavare; azzurro a fiorellini. L’ultimo l’avevo visto addosso a mia nonna almeno 10 anni prima, in casa intanto che faceva il bucato.
    A Maria, e solo a lei, il compito di ritirare gli assegni e averne la debita cura.

    Il mondo dei notai è ad Altrove (come leone cane fifone).

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    • yaxara 19 giugno 2015 alle 12:24 Reply

      Veramente. Credo che raccogliendo tutte le testimonianze uscirebbe della roba assurda!

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      • altrirespiri 19 giugno 2015 alle 19:37

        in caso ti stancassi della fisica, puoi sempre darti alla scrittura!

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  4. Mezzatazza 25 giugno 2015 alle 08:54 Reply

    Alè, congratulazioni!

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    • yaxara 25 giugno 2015 alle 10:09 Reply

      Grazie! Ma nel promssimo episodio scoprirete…

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