Game of Bidet (episode 5)

Titolo della puntata: il ribaltone.

La vita si svolgeva pacifica nel regno di Koris al nono piano. Le pareti si imbiancavano, il parquet imbellettava i luoghi, il bidet si impiantava a mo’ di trono a sorvegliare benignamente i luoghi. Koris, nel mezzo delle furie di un’altra casa mezza smontata, credeva fermamente che tutto sarebbe stato pronto per il trasloco del 10 luglio. La partenza dalla vecchia casa è previsa per il 15.
Solo che ha fatto i conti senza l’oste. Oste svedese, in questa circostanza.
Koris mercoledì si è armata di tantissima motivazione, quattro tonnellate di voja e le chiavi della sua Ya(xa)ris ed è andata, tronfia come uno zerbino, a ordinare la cucina all’Ikea. Già i Numi parevano propizi, pochissimo traffico sull’autostrada verso la Valentine, l’Ikea trovata al primo colpo senza dover girare come merda nei tubi (Orso cit.) per la zona industriale. Nessuna folla oceanica di Ikea-addicted in negozio.
Solita operazione blitzkrieg, si va, si prende, si paga, si esce. Questo secondo i piani.
Il piano si stava realizzando a regola d’arte finché la tipa in giallo del reparto cucine ha sentenziato:
“Benissimo, ora ho tutti i suoi dati, fra 72 ore la contatteremo per l’appuntamento. Fra un mesetto avrà la sua cucina”
Koris è trasecolata.
“Un mese?!”
“Beh, dipende dalle dispoinibilità dell’azienda appaltata. Lei intanto paghi 150 euri di acconto, grazie”
Koris ha pagato e ha iniziato a pregare che gli dei dell’olimpo svedese avessero pietà di lei. Per avere una cucina era disposta a farsi martellare le dite dei piedi col Mjöllnir a mo’ di sacrificio.
Il giorno dopo, mentre Koris fingeva di essere professionale, ha ricevuto la fatidica chiamata.
“C’abbiamo la lista di attesa piena”
“Ma io non posso vivere senza cucina!”
“Senta, signorina, se vuole le dico che veniamo l’ultima settimana di luglio, ma sappia che non abbiamo tempo per farlo fino ad almeno la prima di agosto”
Ora, non si può dire che Koris sia in mezzo a una strada perché non corrisponderebbe a verità. Che potrebbe essere condannata a un periodo di pizze a domicilio è però più realistico.
I lettori storici sapranno che durante il Sonno della Ragione Koris ha vissuto un anno e mezzo senza frigo e due mesi bonus senza cucina a gas. Potrebbe quindi sopravvivere per un certo periodo senza cucina.
Solo che ha giurato sul Macbook Trillian che mai e poi mai avrebbe riprovato certe intense emozioni a base di verdure rammollite e formaggio muffito. E l’opzione di campeggiare chez ‘thieu è molto più allettante di un revival del Sonno della Ragione.

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9 thoughts on “Game of Bidet (episode 5)

  1. rO 26 giugno 2015 alle 08:40 Reply

    La saga è avvincente, non c’è dubbio, ma soluzioni alternative ne abbiamo? Un bel mobilificio vecchia maniera che poi tanto magari è il fornitore dell’Ikea non v’è? E soprattutto, com’è fatta la cucina dei sogni tanto sospirata?

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    • yaxara 26 giugno 2015 alle 08:46 Reply

      Il problema è che non ho tempo di andare girando a cercare cucine (e quelle dei mobilifici sono orribilmente care, da queste parti). Contando che già il solo tragitto fra lavoro e zona industriale mi costa un’ora e mezza, l’organizzazione è complicata. Per di più, temo che il tempo passato ad attendere l’Ikea lo passerei a stressarmi, per arrivare più o meno allo stesso limite temporale. Diciamo che risparmio benzina! Piccolo inciso: non dico che ci sia un installatore unico di cucine in tutta la Francia, ma non è impossibile…
      Una volta che la casa comincerà a prendere forma arriverà qualche foto 🙂

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  2. Mezzatazza 26 giugno 2015 alle 09:23 Reply

    Beh senza cucina si potrebbe stare per un po’, fornelletto da campeggio e biscotti, magari con una tenda in salotto per rivivere i fasti dei sogni infantili!

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    • yaxara 26 giugno 2015 alle 11:34 Reply

      Si’, ma posso anche condividere una casa di 100 mq con annesso proprietario, volendo 🙂
      Devo procurarmi il fornelletto da campeggio…

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      • Mezzatazza 26 giugno 2015 alle 12:20

        Quello era ovvio, ma a volte ci si deve gustare il proprio nido nuovo – seppur incompleto – quindi nel caso: campeggio!

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  3. altrirespiri 26 giugno 2015 alle 13:19 Reply

    io condividerei qualche giorno di casa con annesso proprietario… così per gradire.
    Poi… ci sono le pizze, i kebab, i cinesi. Koris non possiede quell’arnese del diavolo chiamato microonde? Perchè risolve tantissime cose, con un minimo di fantasia. Ad esempio si può cuocere il riso, due porzioni, cenare con riso all’inglese e condire il resto in modo da ottenere una bella insalata di riso per il giorno dopo. Qui fa fresco, il riso si conserva un giorno. Ovvero rendere creativa l’esperienza estrema del Sonno Della Ragione, farne un gioco finalizzato.
    Senza arrivare agli estermi del formaggio muffito. Certo c’è un discreto dispendio di tempo, ma è solo per un po’.
    (e vale la pena alternare qualche giorno qua e qualche giorno là….)

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    • yaxara 26 giugno 2015 alle 13:22 Reply

      Ninete microonde, al massimo un fornetto elettrico e l’annessa piastra. Ma io d’estate vivo di insalate e potrei morire senza frigo, anche perché non ho assolutamente il tempo di fare la spesa tutti i giorni…

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  4. altrirespiri 29 giugno 2015 alle 13:32 Reply

    allora vai nella casa già abitabile, visto che puoi…. ha anche dei bei risvolti!

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