Game of Bidet (episode 6)

In the game of bidet, you win or you become French
Solo che qui siamo piuttosto partiti per morire nel tentativo. Siamo a quel momento in cui cadono le teste alla Ned Stark, solo che non è colpa del boia, quanto piuttosto della stanchezza imperante.
Ieri Koris si malediceva per aver dimenticato le chiavi della casa nuova nella casa vecchia, visto che doveva passare a ritirare il telecomando del parcheggio. Ergo ha deciso di peggiorare le cose, dimenticando le chiavi della casa vecchia in ufficio, senza possibilità di fare dietrofront, pena perdere l’ultima possibilità di recuperare il telecomando. Pertanto è andata a mendicare ospitalità.
Koris è abbastanza matematicamente certa che si dimenticherà che l’8 viene l’Ikea a prendere le misure della cucina. Dovrà mettersi abbastanza sveglie e razzi segnalatori per cercare di ricordarsene. E possibilmente non piazzare riunioni a Puttemburgo nel pomeriggio.
L’organizzazione del trasloco va a culo: Koris aveva puntato tutto sulla possibilità di chiudere la strada sotto casa per poter caricare/scaricare in pace. Invece nada, ci volevano almeno due settimane d’anticipo. Che ci sarebbero anche state, se la gente in ufficio si degnasse di rispondere alle mail. Karma.
Nel mentre è stata noleggiata una camionetta di 6 metri cubi per fare parecchie andate e ritorni fra casa vecchia e casa nuova. Koris, ripeti con me, il materasso si arrotola e l’armadio è smontato. Koris nel frattempo è in segmentation fault causa troppe cose da fare, troppi viaggi per sbaraccare cose da prevedere, troppo caldo sulla Francia.
Note positive: l’operaio finisce i lavori giovedì, iubilate. E l’operatore ADSL ha detto “Madame, c’avete una gran botta di culo, possiamo trasferirle la linea senza intervento del tecnico”. Iubilate.
Se Koris non soccombe sotto il peso dei cartoni da fare, il seguito alla prossima puntata.

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9 thoughts on “Game of Bidet (episode 6)

  1. altrirespiri 30 giugno 2015 alle 18:06 Reply

    i traslochi sono terribili.
    Gli americani che fanno i conti su tutto, hanno decretato che sono stressanti come divorzi e morti in famiglia.
    Però ai traslochi sussegue un periodo migliore, una casa nuova, o qualche altra cosa nuova.
    E quel che non ammazza fortifica.

    Non farti prendere dall’ansia, con la calma si fa tutto.

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    • yaxara 1 luglio 2015 alle 07:46 Reply

      È che il tempo è poco, la voglia di fare ancora meno e le cose da fare troppe. Sono usciti altri vestiti ed altri libri da inscatolare, nel mentre. Vorrei buttare tutto giù dal balcone, a tratti.

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      • altrirespiri 1 luglio 2015 alle 13:43

        quante cose si scoprono di avere….

        Qualcosa si può anche buttare dal balcone, magari viene utile ai passanti là sotto!

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      • yaxara 2 luglio 2015 alle 12:52

        Il problema è che i passanti se le rivendono pure al mercato dei furti…

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      • altrirespiri 2 luglio 2015 alle 13:51

        beh… una volta buttate non dovrebbe più essere problema tuo, no?

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      • yaxara 2 luglio 2015 alle 14:02

        Ni, nel senso che questa città soffre abbastanza del suo degrado che se posso minimamente evitare di incrementarlo cerco di farlo 🙂

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  2. Mezzatazza 30 giugno 2015 alle 21:48 Reply

    Io faccio un tifo incessante alla comparsa di ogni post: ce la farai

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