Game of bidet (episode 7)

Sottotitolo: questa cucina non s’ha da fare.
Quando Koris ha iniziato questa saga pensava seriamente che sarebbe stata una noiosissima serie di lavori-traslochi-rotture. Priva di spettacolari colpi di scena.
E invece.
Koris aveva fatto pianificare la cucina da un esperto addì nove luglio dell’anno degli sticazzi 2015. Il planner aveva emesso un verdetto, consegnato a Koris una cucina bastevolmente somigliante a qualcosa di suo gusto e terminato con “vada all’Ikea a comprare il tutto che poi veniamo a montare”. Tutto pareva ormai andare per il meglio.
Solo che il planner frettoloso fece i cassetti zoppi e la luce alla fine del tunnel era il regionale Stoccolma-Göteborg.
Koris giovedì si è armata di tonnellate e tonnellate di buona volontà, ha fatto un giro assurdo per recuperare il libretto degli assegni, è zompata sulla Ya(xa)ris e ha sfidato il traffico per arrivare all’Ikea prima dell’orario di chiusura. Ci riesce, guidando come una vera Marsigliese doc, nella peggior maniera e considerando i limiti di velocità una scelta estetica della società autostrade.
Giunta all’Ikea, ha abbattuto tutto ciò che si trovava sul suo cammino per arrivare al reparto cucine. Ha sbattuto il piano sul banco d’accoglienza dicendo:
“Salve, mi serve tutta questa roba, poi la consegnate e la montate quando picchio volete”
“Ci sono già due clienti davanti a lei e noi non c’abbiamo né lo sbatto né gente, torni domani”
Koris ha insistito, ma nulla è valso.
Lunedì pomeriggio, aka ieri, Koris eccezionalmente in ferie dal lavoro torna all’Ikea per comprare la cucina all’urlo di “fatemi smettere di soffrire”. Questa volta effettivamente la ricevono.
“C’è solo un problema: i pensili che ha scelto non li fanno più e in magazzino non ce ne sono abbastanza per comporre la sua cucina”
Koris si esibisce nella faccia del “è tutto troppo idiota per essere vero”. Dopo aver bestemmiato gli dèi celesti, ctoni e quelli anfibi per i mesi estivi, a Koris si pongono tre alternative:

  1. Scegliere su due piedi una cucina secondo il famosissimo e usatissimo criterio, raccomandato dall’università di Harvard, “a membro di segugio”;
  2. Comporre una cucina patchwork con tutti i pezzi disponibili in magazzino e qualche toppa qui e là, con la scusa che lo spezzato è la moda dell’estate 2015;
  3. Aspettare una non meglio precisata data in agosto in cui dei pensili sinistramente simili a quelli di Koris-gusto ma ci mancherebbe, mica gli stessi, faranno il loro ingresso a Marsiglia dalla Svezia con furore.

Dopo aver valutato un’eventuale opzione 4. meglio conosciuta come “andate tutti affanculo” (onde evitare di dover inventarsi un nuovo fornitore, un nuovo planner e sborsare altri soldi meglio spesi in bigiotteria sotterranea o arrampicatoria), Koris mette il veto sull’opzione 3., protraendo ulteriormente il suo campeggio chez ‘thieu che se non ci fosse sarebbero finguelli per diabetici aka uccelli senza zucchero aka cazzi amari.
Non ci fossero state a seguire quattro ore di una sublime “Alcina” di Handel al Grand Thêatre de Provence, sarebbe corso il sangue a La Valentine. Solo che stragi fanno arrivare in ritardo all’opera.
Ora Koris si sta domandando se questa sia la maledizione del fantasma di Bernadotte o se nel suo attuale materasso (Ikea pure quello) sia stata cucita, per errore o per scelta, una bambolina voodoo. O meglio, vüdü.

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17 thoughts on “Game of bidet (episode 7)

  1. altrirespiri 21 luglio 2015 alle 11:20 Reply

    l’ikea sfornita dei pezzi ikea è un assurdo!
    l’opzione due è da eliminare: te ne pentiresti in due mesi.
    Ci sarà pure una cucina che ti piace tra tutte quelle…

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    • yaxara 21 luglio 2015 alle 13:09 Reply

      La linea che avevo scelto è uscita di produzione, solo che il planner che è venuto avrebbe dovuto saperlo.
      In realtà no, nessun’altra stava bene col pavimento. O meglio, la cucina bianca forse si’, ma poi a pulirla è il delirio… quindi pazientiamo, finché l’anima pia che mi ospita non mi caccia di casa (ma non ne ha ragione).

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      • altrirespiri 21 luglio 2015 alle 20:21

        la cucina bianca non è affatto difficile da pulire, purchè non sia laccata lucida. E’ molto più difficile pulire i mobili molto scuri.
        Il planner andrebbe fustigato

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      • yaxara 22 luglio 2015 alle 06:52

        Il problema è che opaca pare l’armadio della mia camera, lucida divento schiava della pulizia. E poi la volevo color legno, e siccome non credo di cambiarla l’anno prossimo, alla fine preferisco aspettare un po’ di più e scegliere una cosa che mi piaccia davvero piuttosto che un compromesso.

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      • altrirespiri 22 luglio 2015 alle 19:06

        su questo hai super-ragione… intanto ti godi il campeggio 😉

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      • yaxara 22 luglio 2015 alle 19:09

        Già! ^^

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  2. fradicuneo 21 luglio 2015 alle 12:09 Reply

    Ma noooo dai!! e alla fine? ti sei lanciata sulla 1?

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    • yaxara 21 luglio 2015 alle 13:08 Reply

      No, siamo sull’opzione 3. Aspettiamo agosto e speriamo. Tonnellate di pazienza necessitasi.

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  3. Fannes 21 luglio 2015 alle 13:20 Reply

    Io andrei in campeggio.

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    • yaxara 21 luglio 2015 alle 14:22 Reply

      Non dovessi anche andare al lavoro nei ritagli di tempo…

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  4. rO 21 luglio 2015 alle 16:26 Reply

    Ma proseguendo verso Sanremo Imperia non è che trovi un altro Ikea? Non si può fare che chiami l’altro Ikea e verifichi se hanno i cassetti? Nun se po’ fa’ che c’hai un amico in zona altro Ikea che te li porta?
    Anche per te, noto, oggi, soundtrack “Lo Stato Sociale – Andate tutti affanculo”.

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    • yaxara 21 luglio 2015 alle 16:45 Reply

      Il problema è che poi non la montano e il problema non sono solo i cassetti… e comunque fra Marsiglia e Imperia un po’ di strada c’è 😀

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      • rO 21 luglio 2015 alle 16:46

        Uffa uffa… Resisti!!

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      • yaxara 22 luglio 2015 alle 06:52

        Resisto finché non faccio una strage. Di Svedesi.

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      • rO 22 luglio 2015 alle 06:54

        No, dai, che certi sono così bellini… :))

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      • yaxara 22 luglio 2015 alle 06:56

        Vedro’ di cominciare da quelli brutti e pelosi 😛

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      • rO 22 luglio 2015 alle 06:57

        Oppure chiamami e io mi prendo cura degli altri!

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