Dal ritorno alla civiltà alla rinfusa ne esce un post alla rinfusa. Che ci sarebbe stato bisogno di un post al giorno minimo minimo, ma in quel dei Paesi Baschi la connessione è un optional. Per inciso, un optional non necessario. Quindi procediamo, alla rinfusa (e non saremo brevi).

Dati di fatto: Nostra Signora della Sfiga Ferroviaria è invariante per tratte e per nazione, altrimenti non si spiega come Koris possa arrivare in ritardo di un quarto d’ora a Tolosa, cambiare al volo sotto il diluvio un regionale per Pau, che si spaccherà dopo due stazioni campagnole nel nulla della Guascogna. E Koris non ha più l’età per farsi otto ore (diciamo anche nove) di treno. Un ulteriore constatazione dice “non importa tanto l’età, quanto la comunanza di intelletti, ergo lascia perdere i coetanei che ti annoiano”.

Prima volta: i primi esseri umani ad aver messo piede nel secondo pozzo del Bébé25, la grotta privata divenuta un -80 una volta passata la strettoia. E ritrovarsi veramente where no man has gone before. La prossima volta si porta altra corda, che la grotta continua. Altre prime volte significative: aver fatto i 130 km/h in autostrada senza farsi venire i crampi per il terrore, aver imparato a superare i camion e i camper, trovarsi a maneggiare una coscia di volatile nel piatto per la prima volta nella vita.

Meteo: il concetto di “sereno” nei Pirenei Atlantici è una definizione puntuale, inframezzata ove possibile da nuvole e rovesci temporaleschi. Umidità approvata dall’alto consiglio delle Lumache Giganti. Meteo in grotta: cinque gradi, quando non sono quattro e mezzo. Finché ti muovi non li senti e ti aggiri a petto ignudo con tuta e sottotuta aperta. Appena ti fermi le morse del gelo ti catturano e ringrazi gli dei tutelari dei calzettoni da sci (e i Maiores che hanno inviato i provvidenziali veri guanti da speleo fino all’avambraccio). E inizi a tirare fuori vestiario discutibile, come il passamontagna da terrorista corso. E si vedono fenomeni parnomarli, come ‘thieu, noto per avere caldo pressocché ovunque, che grida je me les gèle!

Cibo: di tutto. A pranzo un panino, a cena qualunque cosa, dalle patate e salsiccia ai fagioli cotti nella sugna d’anatra. E trovarsi a dover stringere l’imbrago ogni giorno perché, anche se mangi come se non ci fosse un domani, dimagrisci a suon di due ore di marcia in foresta senza sentiero e parecchie ore sottoterra. Menzione speciale alla zuppa liofilizzata di patate e formaggio sotto le volte della Salle Adélie. Usando l’acqua del fiume sotterraneo della Pierre Saint Martin.

Momenti epici: il passaggio vip per entrare alla Grotte de la Verna, sotto gli occhi di attoniti turisti che ti guardano attraversare le barriere di sicurezza prendendoti per matto. La foto di Koris che lava i piatti nel fiume sotterraneo alla Salle du Métro. I volumi enormi della Grotte de la Verna, ma ancor di più che la Salle de la Verna (che è la più grande in Europa e la sesta al mondo) è impressionante la Salle Chevalier, 350 metri di lunghezza per 175 di altezza, coi suoi blocchi grandi come case che non arrivano nemmeno a metà altezza.

Momenti meno epici: niente bivacco sotterraneo causa tempo incerto, ritrovarsi bloccati sotto terra fra i due fiumi el Romy poteva non essere divertente (parola di chi ci è passato). Il momento di Koris-semi-panico quando, alla nona ora di speleo, persa nelle tenebre enormi della Salle Chevalier, non si trovava più la via del ritorno. I volumi troppo gigantiformi per fare foto decenti.

Convivialità: rutto libero sdoganato da… subito, più o meno. La doccia sommaria giornaliera nulla può contro l’odore del pile ben impregnato della sottotuta. La privacy della toilette in grotta è garantita solo se spegni la tua luce e se nessuno guarda nella tua direzione. Le pisciate in foresta si sprecano.

‘thieu: l’appestamento a base di cuoricini, pipistrelli e arcobaleni è attestato a livelli da quattordicenne mai visti prima. C’è chi dice che non si guarisce più.

Ritorno alla civiltà: violento. Post doccia, post cena va-già-bene-che-era-surgelata-in-freezer, post dormita in un letto vero, Koris ha già necessità di ripartire. Anche se lavare la sottotuta puzzona, ove necessario.

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6 thoughts on “

  1. Celia 17 agosto 2015 alle 08:59 Reply

    …è sempre buffo constatare come, pur facendo attività diverse, continuiamo a trovarci coinvolte in esperienze simili. I miei cinque giorni ad Azincourt sono stati caratterizzati, per l’appunto, da pioggia, gelo, vestiti umidi e non sempre olezzanti violetta (la lana bagnata puzza di cane bagnato, ma per fortuna l’odore di legna bruciata impregnava qualsiasi cosa), sdoganamento immediato del rutto libero e del “bagno grande” (trad. it.: visto che ci sono dieci cessi chimici per poco meno di un migliaio di persone, e sono in mezzo a un pantano di fango, e comunque su tutto l’appezzamento di terreno è già pieno di merda di vacca, appena cala il buio il “bagno” diventa qualsiasi angolo in cui non sei visibile. specie se spegni la torcia).
    Il nostro bonus è stato mangiare divinamente, in compenso, inclusa la zuppetta che ti attende fumante dopo la battaglia.

    (casomai tu decidessi di darti alla rievocazione – medievale o napoleonica o che so io – non avresti alcun problema di adattamento, fidati. perché non vai a fare la mascotte per un reggimento di Ussari?)

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    • yaxara 17 agosto 2015 alle 10:33 Reply

      Il bagno grande è geniale quanto il rutto libero, tutta natura! Anche noi alla fine abbiamo mangiato divinamente, anche perché a un certo punto arrivi con una fame tale che tutto è buono. Proprio TUTTO.

      Il problema della rievocazione è che, se mi metto a fare anche quello, devo trovare un ricco magnate del petrolio che mi mantenga, perché dovrei smettere di lavorare. E per ora non ho molta voglia di mettermi in cerca di petrolieri, ecco. L’altro problema degli ussari è che non so andare a cavallo. Non molto.

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  2. altrirespiri 17 agosto 2015 alle 13:24 Reply

    capperi!

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    • yaxara 18 agosto 2015 alle 07:12 Reply

      No, di capperi non ne avevamo 😛

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      • altrirespiri 19 agosto 2015 alle 18:18

        beh, immagino… porca puttana mi sembrava poco carino 😉 Ma un poco di riposo… no?

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      • yaxara 24 agosto 2015 alle 07:14

        La settimana scorsa!

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