Incubi dall’Ile-de-France

Quando Koris, un anno e mezzo fa, si ripeteva ossessivamente “io non voglio andare a lavorare in Île de France” non ci aveva visto giusto.
Ci aveva azzeccato in pieno. Poteri divinatori che scattano al quarto anno di residenza marsigliese, probabilmente quando un ratto di fogna ti morde a tua insaputa.
Koris si trova attualmente nel nulla brumoso dell’Île de France (ovvero vicino a Parigi, ma stocazzo Parigi) per un corso su un codice di simulazione nucleare. Il corso è figo, tutto il resto è un incubo che fa desiderare ardentemente di avere le chiappe sul TGV per il Sud dopodomani sera.
Gif-sur-Yvette non è un formato di compressione di immagini, è più lo scenario ideale per un efferato delitto. Da persone normali che si trasformano in Patrick Bateman, quelli che ammazzano tutta la famiglia, animali domestici inclusi, per suscitare ai vicini il commento “salutava sempre”.
Ma non è questo il problema. Fosse per Koris potrebbero trucidarsi tutti in un tripudio di follia omicida.
Il problema è il trasporto. Poi uno dice che a Marsiglia è impossibile vivere. Tralasciamo il solito momento alla “Giù al nord” in cui si arriva a Gare de Lyon sotto le nubi basse quando 1000 km prima a Gare Saint Charles c’era il sole. Koris ha fatto un fly-by parigino riassumibile con “correre nel metrò dietro al metrò”. O dietro alla RER, il che uguale. Giunta 40 minuti dopo a Gif-sur-Yvette, trovato il giusto autobus e scesa alla giusta fermata per arrivare in tempo limite al corso, ha osato sperare che la parte complicata della giornata fosse finita.
Sticazzi.
Finito il corso, il bus che doveva riportarla a Gif-sur-Yvette non è passato, manco fosse il 21 di Luminy il giovedì sera. Koris ha preso un altro autobus che la riportasse sulla tratta della RER, possibilmente prima che finissero gli autobus e fosse condannata a dormire nel vuoto del centro atomico. Giunta alla stazione della RER, ci è voluto un’ora prima che le si palesasse l’arcano di dover prendere non uno, ma due treni. Per fare tre fermate.
Il lunedì sera la movida di Gif-sur-Yvette offre solo uno Spizzico (che sarà fallito vent’anni fa, ma Koris non si è più aggiornata) fetido. Ma tanto Koris ha saltato il pranzo, quindi qualunque cosa fosse commestibile andava bene.
Il ritorno del martedì non poteva essere parimenti sfortunato.
Infatti è andata peggio.
A Koris è stato consigliato un secondo bus, solo che ignorandone il tragitto si è chiesto all’autista se poteva indicare la fermata giusta. L’autista si è finto Giapponese. Una signora dal trucco plastico e le labbra a canotto si è offerta di indicare la fermata.
Giunta in una zona residenziale su una collina che rinomineremo Montenotte-en-Essonne, data la spiccata somiglianza con la Val Bormida, Koris cominciava ad inquetarsi. La signora col canotto labiale è scesa dalle nuvole:
“Oh, mi sono dimenticata di indicarti la fermata! Meglio se scendi qui e vai a piedi”
Koris ha pensato di scioglierla nell’acido. Poi ha escogitato un modo nuovo ad ogni metro fino a coprire a piotte i 4 km fra Montenotte-en-Essonne e Gif-sur-Yvette. Per arrivare in albergo e scoprire che nessuno si era degnato di portarle il phon richiesto. Drammi dell’esistenza, già.
Koris preferisce non pensare a quali peripezie la attendono domani. Anche perché è appena uscita a consolarsi con una crêpe nutella, banana e panna Chantilly, meglio non osare troppo.

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11 thoughts on “Incubi dall’Ile-de-France

  1. Mezzatazza 1 dicembre 2015 alle 20:25 Reply

    Temo che l’universo potrebbe scegliere di fartela pagare cara, la crêpe..
    Daje!

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  2. Celia 1 dicembre 2015 alle 20:47 Reply

    Daje!

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  3. Nerd Stark in Paris 1 dicembre 2015 alle 21:07 Reply

    Perché non vuoi stare a Parigi a rovinarti i polmoni con l’inquinamento?

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    • yaxara 2 dicembre 2015 alle 17:09 Reply

      Perché non ci sono le sparatorie settimanali fra bande rivali per il controllo del traffico della droga. Quello e il mare.

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  4. altrirespiri 7 dicembre 2015 alle 11:15 Reply

    l’ultimo commento è puro genio.
    😀

    Io sto benone nella mia nebbiosa pianura padana. Nonostante i cinesi ed i russi posseggano ormai completamente la mia bellissima città. Nonostante continuino a tagliare sui mezzi pubblici. Nonostante tutto.
    E capisco benissimo il tuo disagio. Che poi Parigi è bellissima, ma questo non è sinonimo di comodità. Figuriamoci tutto intorno….

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    • yaxara 7 dicembre 2015 alle 14:26 Reply

      😀
      ‘thieu è nato a Parigi e ci è rimasto fino ai 25 anni, ora non ci tornerebbe per niente al mondo!

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