Pour bien commencer l’année…

Per cominciare bene l’anno, si fugge dal capodanno marsigliese che potrebbe essere deleterio a causa dell’abitudine locale a tirare petardi fra piedi sconosciuti in segno di affetto. Si preferisce la movida di Fenouillet, paesino dei Pirenei Orientali che consta di un castello cataro, i brandell di una torre e nemmeno 90 anime, con annesso rifugio comunale dalla decorazione stile nonnina-anni-60, ma confortevole. C’è pure la pentola a pressione per cuocere le lenticchie, cosa vuoi di più dalla vita?
L’anno comincia ancora meglio il primo gennaio, alla grotta di Chtulhu Demoniaco, così battezzata da alcuni fan di Lovecraft locali per le sue piene torrenziali e per i diciassetti sifoni. Ma in quest’anno di siccità i sifoni sono secchi e si passa senza troppi patemi nelle enormi gallerie di Azathot fino alle Streghe di Arkham. Gli enormi scalini di R’Liyeh saranno conservati per un’uscita più lunga e popolata.

Chtulhu

Nelle profondità, Cthulhu sogna. Questa volta davvero

Si esce nove ore dopo per strafogarsi di ceci e salame piccante, perché il cibo speleo è necessariamente a base di ingredienti disdicevoli cotti assieme per risparmiar tempo.
Il due gennaio si va a Bugarach, la montagna capovolta, sogno proibito dei complottari che sognano piste di atterraggio per i dischi volanti. L’unico posto al riparo dell’Apocalisse, tant’è che nel 2012, all’approssimarsi del 21 dicembre, il prefetto aveva dato ordine di murare le entrate delle grotte sul picco, generando la rivolta degli speleoclub locali (e non solo). Furono chiuse le strade di accesso alla montagna e fine lì, tanto è il 2016 di apocalisse manco l’ombra.
Ma a noi dei complottari e degli extraterrestri frega niente, tanto si va a Bufo Fret, il “soffio freddo” in occitano e valbormidese (questo è il vero mistero da Voyager, perché in tutto l’universo si trovano influenze della Valbormida?), con altri tre speleologi trovati in loco.
Koris è talmente entusiasta che cerca di di garrottarsi con una corda, così, tanto per testare il materiale nuovo portato da Babbo Natale. Alla fine è stato meno traumatico il tentativo di strozzarsi che tutti i meandri successivi. Koris-desiderio per il 2016: imparare a passare i meandri senza farsela nella tuta speleo (che è anche poco igienico, dai) e senza piagnucolare abusando della santa pazienza di ‘thieu.

BufoFret

Koris fra le stalattiti fossili a Bufo Fret. Foto credits: Stoche, SCM.

Nove ore di foto, piagnucolamenti e passaggi di meandro a base di “ehi, ma non siamo passati di qui all’andata, non era così facile” “certo che ci siamo passati, sei tu che non hai visto gli scalini”, si esce nella tempesta di vento che piega la vegetazione del picco di Bugarach. Roba che il Mistral a casa nostra è una scoreggina. Solo le volpi fanno capolino fra i cespugli. Più problematici sono i quattordicenni che festeggiano nella sala vicina al rifugio, alternando musiche commercial-disco-trash contemporanee a roba che si sentiva quando Koris era alle medie.
“Tranquillo, amore, se vanno ancora un po’ indietro nel tempo, per domattina sono a Enrico IV”
Il giorno dopo si dovrebbe anche tornare a casa, ma prima assicuriamoci che nell’Aude sia veramente tutto chiuso. E infatti le porte del castello di Puilaurens e di Arques sono serrate. Dalla crociata contro gli Albigesi non sono più gli stessi, da queste parti. Anche la cattedrale di Alet-les-Bains è chiusa, ma Koris, con la sua esperienza da ninja delle situazioni assurde, riesce a infrattarsi in un cimitero e scattare lo stesso qualche foto.
Si torna a casa con tanta voglia di un’altra incursione, ascoltando musica delirante di un certo livello. Ovviamente del primo XVIII secolo.
Durante questi ultimi tre giorni, Koris si è accorta che le serve veramente poco per essere felice. Ma che quel poco è stato orribilmente difficile da trovare.

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5 thoughts on “Pour bien commencer l’année…

  1. Fannes 4 gennaio 2016 alle 14:53 Reply

    Buon anno di speleologia!!

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  2. Mezzatazza 4 gennaio 2016 alle 20:12 Reply

    Beh non è che sia poco, è semplice come le cose che rendono felici

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    • yaxara 6 gennaio 2016 alle 08:13 Reply

      Ma talvolta sono semplici cose difficili da trovare! Ok, anche il concetto è un distillato di perversione.

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      • Mezzatazza 6 gennaio 2016 alle 11:10

        Eh per forza, altrimenti non ci sarebbe gusto

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