I non-luoghi

Complice la presenza dei Maiores e la mancanza in casa di oggetti fondamentali quali lo scopettino del cesso, Koris ha passato un sabato da persona normale.
Catapultata nella zona pseudo-radioattiva di La Valentine, le è toccato un tour de force Le Roy Merlin-Ikea-Ipermercato. La routine per alcuni, un’esperienza mistico-devastante per Koris. Che poi sarebbe interessante scoprire cosa fossa La Valentine prima del sorgere dei capannoni commerciali. Una palude, probabilmente.
A parte dotarsi dello scopettino del cesso e del bidone della monnezza, Koris ha approfittato (per così dire) dell’esperienza più unica che rara per fare alcune considerazioni becero-sociologiche.
Il non-luogo in questione ha il gran vantaggio di avere tutto a portata di mano nel raggio di un chilometro al massimo. Tuttavia è praticamente impossibile spostarsi a piedi poiché le strade di scorrimento, tappezzate di rotatorie, non sono dotate né di passaggi pedonali, né di limite di velocità compatibili con i pedoni. In pratica fa lo stesso effetto di una passeggiata in autostrada. Grazie alle rotatorie, inoltre, per andare da un punto A a un punto B si percorre quasi tutta la zona, una sorta di tour panoramico di tutti i centri commerciali. Tutto sommato è una mossa di marketing geniale: invito a una consumazione coatta all’urlo del “già che ci siamo” e un succhiotto di benzina mica da buttar via.
La musica. Deve fare parte della guerra psicologica per rincoglionire i clienti. Un demo ossessivo per domarli tutti. Koris, dai gusti musicali già di per sé discutibili, avrebbe volentieri fatto a pezzi l’altoparlante nel parcheggio dell’Ikea, che ripeteva in loop lo stesso motivetto isterico, già sorbito troppe volte in attesa dei call center durante Game of Bidet. All’ipermecato la colonna sonora era una sorta di top of the pops trash francese. Quando poi in macchina U Babbu ha acceso la radio su Cherie FM, Koris gli ha intimato di spegnere l’autoradio, o sarebbe andata a piedi. L’autoradio, non Koris.
Il capitolo sul cibo spazzatura, anche evitando McDonald, potremmo saltarlo a piè pari. Che poi in origine McDonald vendeva hamburger a poco prezzo agli operai durante la pausa pranzo. Questo prima delle bibite sparaflash, ben inteso. Il cibo spazzatura è venduto in porzioni microbiche, al fine di vendere altro cibo spazzatura. Tanto a tre rotatorie di distanza c’è la palestra in cui sculettare in vetrina.
I non-luoghi non sono adatti ai bambini, senza voler essere moralisti e lanciarsi in una diatriba contro l’iniziazione precoce alla società di consumazione. I bambini hanno voglia di giocare, non hanno le palle di stare a fissare vetrine a meditare su qualcosa di cui non hanno realmente bisogno (e Koris pure). Lasciate i bambini a casa (e Koris pure).
Cosa ne sarà dei non-luoghi fra qualche secolo? Resterà solo una pianura inquinata da plastiche e bitumi, con poche travi ritorte? Ci sarà mai un’archeologia della vendita promozionale, del 3×2, dell’offerta lancio? Poi vai a sapere, magari i Mercati di Adriano erano il luogo dello struscio latino del sabato pomeriggio.
Comunque sia, al ritorno da questa esperienza così ordinaria e devastante, Koris ha deciso di passare la domenica pomeriggio a zompettare a Callelongue fino a Escalier des Géants. Calcare, erbe aromatiche e Mistral. Il prossimo scopettino del cesso sarà comprato su internet.

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7 thoughts on “I non-luoghi

  1. Mezzatazza 8 febbraio 2016 alle 12:09 Reply

    Ma infatti – quando è possibile – quei luoghi vanno evitati come la peste.
    Anche perché poi uscirne, non è mica roba da ridere..

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    • yaxara 8 febbraio 2016 alle 12:24 Reply

      Infatti per quest’anno ho dato. Ora vo a nascondermi sottoterra il prima possibile.

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  2. fradicuneo 8 febbraio 2016 alle 13:08 Reply

    Quanta saggezza in questo post! Aggiungerei Il falso mito della comoditá e della velocitá di questi posti é una leggenda che ci hanno voluto vendere, era piú salubre la palude che Le Valentine,le piscine di palline sono una tristezza e potrei aggiungere altre cose ma mi fermo, ci faró un post.

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    • yaxara 8 febbraio 2016 alle 13:34 Reply

      Istigo i post 😛
      (Quanto alla comodità e alla velocità dell’Ikea in particolare… ci posso scrivere un libro!)

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      • fradicuneo 8 febbraio 2016 alle 13:38

        Ti dico solo che a barcellona partecipavo nella campagna “Supermercati? No grazie!”

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  3. Ann White 8 febbraio 2016 alle 20:13 Reply

    Non c’era proprio alternativa?

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    • yaxara 9 febbraio 2016 alle 07:53 Reply

      Talvolta no, talvolta bisogna sacrificarsi (ma non voglio più sentire parlare di roba simile fino al 2017)

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