Rigurgiti di coscienza e come superarli

Deve essere la vecchiaia che avanza, ma ogni tanto capita anche a Koris di avere una crisi di coscienza. Niente di serio, solo qualche scrupolo ribelle che salta fuori a mo’ di brufolo nei momenti in cui la cattiveria prende ferie.
Per colpa di Facebook, è capitato che, quasi tre anni dopo, Koris pensasse alla Russa.
Flashback: la Russa era la dottoranda che aveva avuto la borsa a Marseille ma che pretendeva di stare a Valencia dal marito. Era quella che rifiutò tutti gli argomenti di tesi perché voleva fare lo stesso di suo marito. Era anche quella che non volle fare il suo service task perché, testuali parole, era troppo intelligente per perdere il suo tempo con le simulazioni. A metà del suo secondo anno e con poco o niente di fatto, la Russa sfornò un bebé e iniziò a dire a tutti che non aveva tempo per la famiglia e per la fisica, ma che il dottorato sarebbe stato gradito comunque. Roy Batty il Replicante andò da Koris-a-fine-dottorato a chiederle di fare un gesto umanitario (qualcuno forse ricorda).
“Il tuo codice è pronto, e quello che hai fatto funziona. Se lo lasci alla Russa, può farlo girare con un anno di dati di più, dottorarsi e magari pubblicare un articolo. Del resto la Russa non ha tempo di fare un lavoro suo”
Koris gli rispose che si sarebbe portata il codice nella tomba, perché molto semplicemente non le sembrava giusto che si fosse fatta il mazzo solo per consegnare il pacchetto a chi ignorava le elementari norme della contraccezione. Nella vita si fanno delle scelte. Persino il Replicante non trovò niente da obiettare.
Andò a finire che la Russa, messa di fronte al fatto che non avrebbe avuto il Koris-codice, mollò capra e cavoli dottorali per seguire il marito nei suoi eterni post-doc, prima in Spagna e poi nel Sud Est asiatico.
Una volta che la polvere ha iniziato a sedimentarsi sul rancore, una vocina si fa strada nell’ingrombrato Koris-cervello:
“Non è che ti sei comportata come una merdaccia? Perché in fondo se non si è dottorata, tu ci hai messo il carico”
Forse non costava niente darle il codice e fanculo tutti. Ma tanto la storia non si fa con i se. Certo, se Koris non andrà in paradiso non staremo a elucubrare sul perché. Mettermo anche questo peccato nella collezione con gli altri, sulla mensola delle cattive azioni. Magari lo condiamo con un po’ di rimorso, hai visto mai ci concedano un’amnistia.
Sempre causa Facebook, Koris ha scoperto che la Russa si muoverà nel Sol Levante al seguito del settordicesimo post-doc del marito. E così commentava:
“Dovrei provare a imparare qualche parola di giapponese, ma non ho tempo. Voglio dire, sono una casalinga e mio figlio è sempre con la baby sitter. Ma ho le mie tre ore di yoga alla settimana. E poi c’è la manicure. Non ho tempo per tutto”
Ma c’avessi, pe’ dì, da lavorare 40 ore a settimana che fai, te spari, bella de mamma? Je dici ar capo che oggi no, non vengo, non c’ho tempo, che c’ho yoga e la manicure?
Leggendo ciò, Koris prende il suo peccato dalla mensola, lo spolvera dal rimorso e lo butta nel cassonetto dell’umido. Perché si può essere comprensivi e tutto, ma coi fancazzisti cronici vige il Nessuna Pietà.

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16 thoughts on “Rigurgiti di coscienza e come superarli

  1. Nerd Stark in Paris 18 marzo 2016 alle 10:55 Reply

    Hai i rimorsi di coscienza perché non le hai dato il codice fatto da te? Il dottorato è qualcosa che si guadagna, mica si dà al primo che passa.

    Non hai mica stampato il codice su un foglio, cagatoci sopra e poi dato con ancora la merda calda. Oppure stampato, ricoperto di benzina e lasciato sul suo ufficio a bruciare. Le hai detto di no.

    Essendo tue ore di lavoro avresti potuto venderglielo. 30000 euro, prendere o lasciare.

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    • yaxara 18 marzo 2016 alle 11:18 Reply

      Avevo dimenticato di quanto tu potessi essere meravigliosamente stronzo ❤
      (No, col cazzo che lo avevo dimenticato)
      Quella del codice scagazzato pero' è una buona idea. La tengo da parte.

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  2. Celia 18 marzo 2016 alle 11:01 Reply

    Nessuna pietà.
    Anzi, hai fatto bene: hai quantomeno messo una qualche forma di selezione là dove avrebbe dovuto porla l’università, mancando.

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    • yaxara 18 marzo 2016 alle 11:19 Reply

      In realtà è tutta invidia perché io mi faccio la manicure coi denti (e durante il dottorato ancora di più).

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  3. Mezzatazza 18 marzo 2016 alle 11:04 Reply

    Questo rigurgito di coscienza non ha alcuna base reale, anzi: visto come stanno le cose, minimo minimo a lei non può fregare di meno, quindi manco mettere il dito nella piaga avrebbe senso. Ma ci starebbe

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  4. fradicuneo 18 marzo 2016 alle 11:18 Reply

    Lei non sembra rammaricarsi molto del fatto di non essersi dottorata, quindi….
    La sorpresa é che il Replicante ti chiedesse di passarle il codice, come é stato possibile?

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    • yaxara 18 marzo 2016 alle 11:23 Reply

      Credo gli fosse stato imposto dall’alto, lei non era una studentessa del Replicante, era seguita da uno più altolocato. Infatti va detto che il Replicante me lo chiese quella volta e poi mai più, senza insistere ulteriormente.

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  5. altrirespiri 18 marzo 2016 alle 11:36 Reply

    Ecco io lavoro quaranta ore la settimana, ho un figlio, do una mano a mia madre e durante tutto ciò ho fatto un paio d’anni di università in percorso straordinario ed a rovescio, con tanto di tirocinii obbligatori… Per dire (e senza marito, donna delle pulizie, baby sitter o altro).
    Non hai prodotto niente? Non ti dottori. Semplice.
    Butta nell’umido va, che va bene…

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  6. vidaemquadrinhos 18 marzo 2016 alle 12:52 Reply

    Io probabilmente glielo avrei dato. Ma grazie al cielo non sono in grado di scrivere codici neppure per me 😀

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    • yaxara 18 marzo 2016 alle 15:11 Reply

      Si’, ma poi ti senti un cincinellino presa per il culo…

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  7. junior 18 marzo 2016 alle 13:09 Reply

    Io dico solo che Toranaga mica lo incontri in paradiso, quindi di questi “peccati” ne ben vengano altri.

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  8. Ann White 18 marzo 2016 alle 19:51 Reply

    Io sto con Koris e mi ricordi Riccardo che era andato a Fukukua.

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  9. lori 22 marzo 2016 alle 18:24 Reply

    Dovresti essere incazzata con il tuo professore non con la Russa, in fondo chi si è permesso di squalificare le tue fatiche è stato lui, non doveva prendersi questa confidenza. La Russa ha sempre fatto i cazzi suoi e continua a farseli.

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    • yaxara 23 marzo 2016 alle 12:05 Reply

      Lungi da me difenderlo, però pare che ricevesse ordini dall’alto. Poi se ne fregava alla grande, questo è ovvio.

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