Wayback machine e scoperte sordide

La vita di chiunque si occupi di simulazioni numeriche, anche solo di tanto in tanto, è un alternarsi di momenti di scrittura di codice come se mondo stesse per finire e attese interminabili del tempo di calcolo necessario. Mentre il computer macina, si possono intraprendere altre attività. Nel caso di un dottorando a fine tesi, l’attesa viene ingannata facendo una delle troppe cose da fare per cercare di finire il maledetto PhD, nella vana speranza di essere produttivo (si scoprirà solo l’indomani che nel delirio del multitasking si è fatto più casino che altro e che sarebbe stato meglio investire il tempo di attesa in qualunque altra cosa, dall’uncinetto a una sessione di bondage). Qualora invece ci sia tolti dai piedi la tesi due anni e mezzo or sono, si cazzeggia.
Koris fa parte del gruppo dei secondi. Essendo la fine giornata e sapendo che ormai l’uscita era prossima quanto la fine della simulazione lontana, Koris si è persa nei meandri di Facebook, la maniera più improduttiva di tutti per perdere tempo: ha bighellonato fra i profili dei suoi ex compagni di scuola, dalle elementari al liceo.
Questo le ha permesso di fare una considerazione di ordine generale: chiunque sia rimasto a Merdopoli, non è cambiato da 10+X anni fa (dove X è il numero di anni che separano l’incontro dalla maturità). Merdopoli deve essere una sorta di buco nero spaziotemporale in cui la realtà rimane invischiata in un rito dell’eterno ritorno. Tutto resta uguale a sé stesso con minime variazioni sul tema.
La compagna delle elementari che faceva ginnastica artistica ora fa l’allenatrice di ginnastica artistica.
La compagna ansiogena del liceo continua ad essere ansiogena, anche dopo la laurea in medicina.
La compagna del liceo che ti guardava con terrore e bocca spalancata ha, in tutti i suoi selfies da Milano alla spiaggia, la bocca spalancata e la medesima espressione da padella felice. Solo un po’ più di make-up, probabilmente per nascondere i segni del tempo.
La compagna delle medie fissata con la Dinsey ricopre il pargolo di pupazzetti, tutine, obbrobbri Disney.
In compenso si possono fare scoperte sordide. Soprattutto se si è delle BruttePersoneInside.
Con maligno piacere Koris ha scoperto che la compagna delle elementari che le prendeva in giro per essere diversamente alta, essendo lei già un metro e sessanta e Koris… beh, lasciamo stare… ebbene, è rimasta un metro e sessanta. E viene trattata amichevolmente da tappo. Koris è stata tentata di mandarle un messaggio di “come si sta ad essere alti un metro, un cazzo e un barattolo?”, ma poi ha deciso di essere superiore. Salendo su uno sgabello.
Invece il virus del SonnoDellaRagione ha colpito ancora. Non Koris, sia chiaro, bensì un suo compagno delle elementari. Koris ha trovato un articolo in cui costui vantava di aver mollato il lavoro per darsi alla vita agreste nei boschi vicino a Merdopoli, in pieno stile “ritorno alla terra”. E alle elementari non era nemmeno un idiota (anche se l’Amperodattilo sostitene che fosse già infetto allora).
Questo studio storico-archivistico delle persone che hanno attraversato il Koris-passato ha portato ad una sola conclusione: la prossima volta che Koris dovrà attendere la fine delle simulazioni senza possibilità di multitasking, si scaricherà un libro.

P.S. È tornata la categoria “In physics we trust”. Qualora questo lavoro prendesse, come sarebbe auspicabile, un tempo maggiore di un giorno alla settimana, bisognerebbe trovare un tag alternativo a “neutrini malandrini”. Per esempio “neutroni porcelloni”.

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5 thoughts on “Wayback machine e scoperte sordide

  1. altrirespiri 6 aprile 2016 alle 10:43 Reply

    sono alta un metro e sessanta, ovvero perfettamente nella media italiana per la mia età, e non mi sento un tappo!

    FB è un posto brutto. Quindi eri autorizzata a commentare brutalmente…

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  2. Mezzatazza 7 aprile 2016 alle 13:05 Reply

    Proprio vero che certe cose non cambiano mai

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  3. Quella del Sangue di Porco 9 aprile 2016 alle 16:25 Reply

    Chissà come fanno a restare nello stesso posto (di merda pure) per sempre. Non capisco se non capiscono che ci sono alternative o se le hanno pure scartate perché hanno proprio gusti di merda :D. La gente della mia Merdopoli, nel migliore dei casi (tipo, il secchione che mi odiava perché ero più brava di lui anche se io passavo il mio tempo a fare fotoromanzi imbecilli) ha fatto gran carriera e ora scrive su riviste online di gossip. Veramente, roba tipo lo share di c’è posta per te. A quel punto scoprire uno che si ritira in campagna è già una bella fortuna.
    Ultimamente vorrei che sublimasse un po’ tutto tranne le capre e quella famiglia intorno, quindi detta così la vita agreste non mi sembra nemmeno così brutta. Però la famiglia Pan il frigorifero ce l’ha.

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    • yaxara 14 aprile 2016 alle 07:06 Reply

      Il frigo è il grande discrimine fra la vita bucolica e l’insanità mentale!

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