Scarpinate e ghiaccioli

Era da un po’ che Koris rompeva l’anima al creato (e in particolare a ‘thieu) perché voleva andare in montagna a zampettare sulla neve. Si può dire che la Dent de Crolles la ha ampiamente accontentata, con le sue scarpinate da un’ora. Con trecento metri di dislivello. Spesso e volentieri su sentiero innevato. Il tutto solo per entrare in grotta, of course. Meno male che l’Amperodattilo, vent’anni fa e più, fa svezzato baby-Koris a cioccolato e ghiacciai svizzeri, altrimenti probabilmente ora non sarebbe qui a raccontare le sue prodezze.

neve

Speleologi che zampettano nella neve. A maggio.

Nonostante si sognasse di fare le grotte travesanti che vanno di qua e di là dalla montagna, ci si è dovuti accontentare di andate e ritorni, causa sentieri instabili, sifoni che pisciano neve fusa e mancanza di una seconda macchina. Dove accontentarsi significa sette ore di speleo al giorno, più due per la scarpinata di cui sopra, possibilmente carichi come muli di ferraglia, cordame e cibo, un sacco di cibo.
La zuppa sotterranea si conferma un dono degli dei ctoni. Perché i panini sono meravigliosi quando cazzeggi nelle grotte di casa nostra a 12 gradi, ma i cinque gradi del massiccio della Chartreuse esigono una pausa calorifica (e calorica). Quindi quella polvere da stabilimento petrolchimico a base di glutammato, coloranti e conservanti liofilizzati non è mai stata così buona. Mischioni che se mangiati in superficie provocano lo schifo cosmico.

Glaz

Entrata del Trou du Glaz. Glaz, per l’appunto. Caldissimo.

Koris ha testato un equipaggiamento fantozziano a base del solito pigiamone rosa in prestito (ormai usucapione) dall’amica A., sottoguanti taglia XXS sotto i guanti a manica, tuta zozza da quasi subito perché la zozzeria isola dal freddo, berretto sottocasco già collaudato in falesia, passamontagna ove necessario, scarpe da montagna modello Decathlon fuffa ma incredibilmente calde e impermeabili. Da bambino. Con inserti rosa, perché il sessismo non si esercita solo nell’atto della minzione sotterranea (e qui ci vorrebbe un post apposito sulla speleo-pipì, ma per ora soprassediamo). Invece gli stivali sono da dimenticare in qualunque grotta sia più fredda degli 8 gradi, anche coi calzettoni spessi e pelosi da sci. Il gelo sale dalla roccia, si insinua nelle suole di gomma e stritola gli arti inferiori in una morsa che non molla la presa. A questo punto i piedi possono essere venduti alla Findus. Oppure, qualora questa enorme botta di culo sia data, si può uscire dalla grotta urlando “io aspetto fuori che abbiate finito di fare le foto, eh!”, cercando disperatamente un raggio di sole o un microonde col programma scongelamento. Se invece l’uscita è troppo lontana, non resta che l’opzione Findus.

Isabelle

Pozzo Isabella, 75 m di profondità per 30 di larghezza. La buona notizia è che non si scende di qui. Quella cattiva è che lo si attraversa su un balcone di 30 cm di larghezza.

A parte qualche casino su corda dovuto alla Koris-imbranataggine, tutto è filato liscio. Praticamente tutto. Ci sono state delle vittime, fra cui lo zaino da montagna di Koris che si sta sfasciando, mettendo a nudo barre di metallo che si conficcano nelle chiappe. E il furto di ieri al parcheggio, perché spaccare i finestrini alle macchine pare non essere una specialità squisitamente marsigliese, ma ormai è divenuta di importazione, la trovi ovunque. Come il McDonald nel paesino di montagna. La vittima illustre del furto, a parte il libretto della siddetta macchina, rappresentata dai pantaloni di ‘thieu. Sporchi di fango e pieni di buchi. I gusti dei giovani teppisti di oggi restano imperscrutabili.

Sanguin

Il Cunicolo Sanguinario. Chissà perché si chiama così…

La prossima speleo-scampagnata, per fine maggio, è prevista in Ardèche, nelle grotte a 14 gradi. Koris pensa seriamente di andarci in bikini.

P.S. Tutta questa neve e roccia ha messo una gran voglia di zampettate in montagna nel Koris animo. Ma zampettate fini a sé stesse, senza i 10 kg di roba speleologica sulle spalle. I capricci sono già cominciati.

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11 thoughts on “Scarpinate e ghiaccioli

  1. altrirespiri 9 maggio 2016 alle 10:19 Reply

    scusa ma là dentro, se ingrassi un paio di chili… ci passi lo stesso?

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    • yaxara 9 maggio 2016 alle 10:49 Reply

      A dire il vero ci passa ‘thieu che non è proprio anoressico… però è bello stretto da passare!
      Il segreto in generale è osservare i punti più larghi e passare da lì. Poi il corpo umano si deforma più di quanto non si creda 😉

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      • altrirespiri 9 maggio 2016 alle 11:00

        se lo dici tu…

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      • yaxara 9 maggio 2016 alle 12:53

        Nei dovuti limiti 🙂

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      • altrirespiri 9 maggio 2016 alle 12:57

        insomma se passa la testa passa tutto?

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      • yaxara 9 maggio 2016 alle 13:39

        Più o meno. Per i normalmente costituiti, se passa la testa più un braccio passa tutto.

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      • altrirespiri 10 maggio 2016 alle 09:53

        ciononostante… vi lascio fare molto serenamente!

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  2. elena 10 maggio 2016 alle 13:58 Reply

    ahem… per la speleo-pipì consiglierei pantaloni dotati di spiraglio nella zona strategica, ed eventuale attrezzo per convogliare il flusso alla maniera mascula ( anni fa si trovavano anche costruiti col cartoncino , usa e getta ) le alternative sono:
    1. me la tengo finchè esco e mi viene una vescica da 7 litri
    2. mò aspettatemi una mezzoretta mentre mi tolgo imbrago e tuta e salamadonnacos’altro e cerco un separè di roccia o ghiaccio e porcapaletta che freddo alle chiappe.
    3. non bere niente tre ore prima e fino alla fine del tour ( e riemergere con le fattezze di una prugna secca, sempre se si riesce, a riemergere )
    mi sa che lo spiraglio è ancora la soluzione migliore …… Un bacio , Elena

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    • yaxara 11 maggio 2016 alle 07:07 Reply

      Vediamo se riesco a rispondere senza fare il post nei commenti. I pantaloni non sono percorribili, perché devo mettere per forza la tutona impermeabile (e la sotto-tutona). Per ora siamo fermamente all’opzione 2, in quanto la 1 e la 3 comportano dolore, lacrime e sangue. Sul “tubo per fare il maschietto” stiamo ragionando, cercando di vincere vergogna, ribrezzo, varie ed eventuali.

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  3. lori 15 maggio 2016 alle 21:06 Reply

    Premesso che sono una gran fifona e una polentona, non avrei mai potuto essere iniziata a tale attività, tanto meno per amore di un thieu. Il Sonnodellaragione disse che sei una compagna perfetta che si adatta e non rompe, sarà stata l’unica cosa giusta che disse, ma disse una verità. Spero che thieu ti meriti.

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    • yaxara 16 maggio 2016 alle 06:26 Reply

      In verità temporalmente parlando le due cose sono arrivate assieme. Un’amica mi aveva parlato bene della speleologia e ho detto “why not?”. All’inizio ‘thieu era solo l’esperto un po’ musone che mi insegnava le cose. Poi ha smesso di fare il musone e allora ciao ciao.

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