Bastoni e carote 404 not found

(Sì, ancora una volta è sempre la solita storia)

La tecnica motivazione top-down (ovvero dall’alto verso il basso della piramide gerarchica) è l’alternanza del bastone e della carota. In anni e anni di evoluzione gli asini (e non solo) avrebbero dovuto imparare a mangiarsi la carota e a fuggire appena si profila l’ombra di un bastone. Alcuni ci riescono anche.
Koris è ghiotta di carote ed è pronta a prendersi tutte le bastonate del caso, anche se non si direbbe.
Però. C’è il solito però.
Se continui a tirare bastonate a caso senza mai mostrare l’ombra di una carota, forse anche l’asino si stufa. Oppure dopo un po’ si dice “fanculo le carote, vado a mangiare cavoli”.
Questo genere tutta una serie di meccaniche interne anticarotistiche, il cui termine tecnico è “seghe mentali”, che in parte corrispondono a verità, ma che vanno ad arricchire quella patina di grasso (“vunciume” secondo l’Amperodattilo) che offusa definitivamente l’autostima: non valgo abbastanza per avere delle carote, merito solo le bastonate, meglio che lasci le carote a chi se le merita, ma cosa me ne faccio di mangiare carote se mi spaccano i denti.
Il Replicante in tre anni si è sempre presentato armato di un nodoso bastone. Lavoro e bastone, lavoro e bastone, quando non scopariva nell’iperspazio per riprensentarsi con un bastone ancora più grosso. Koris ha visto pochissime carote, visto che la roba che agonizzava nell’orto del SonnoDellaRagione si poteva identificare piuttosto come “aborto arancione”. E quando qualcuno le lanciava una carota, il Replicante correva ad avvelenarla. È vero che il giorno della discussione di dottorato il Replicante disse “devi essere fiera di quello che hai fatto, ma alle orecchie di Koris era suonato come le frasi fatte che si dicono ai funerali: da morte sono tutte delle brave persone.
Come già detto un sacco di volte, Koris arrivò alla conclusione “sticazzi le carote”. E ovviamente le è rimasta una paura sacrosanta delle bastonate.
Così quando ha dovuto dire ai suoi collaboratori che NJOY funzionava ma non faceva quello che ci si aspettava, Koris ha temuto il peggio. E il peggio che Koris riesce ad immaginare si trova in un abisso non trascurabile.
“NJOY è una brutta bestia, ci ho avuto a che fare vent’anni fa e non lo auguro a nessuno. Anzi, complimenti per la tua tenacia nel cercare a tutti i costi di risolvere il problema, noi al tuo posto avremmo lasciato perdere. Va bene, alla fine è un risultato negativo, ma noi lo cosideriamo positivo, molto positivo”
Il golem di autostima di Koris si è avventato su questa carota motivazionale come una mosca sul miele (o su altro, a scelta). Che poi magari scopriremo che è una carota, al curaro, ma intanto Koris non si sente una fallita totale.
E forse, solo forse, se il Replicante fosse stato un po’ più incoraggiante, se non avesse tranciato giudizi del genere “un risultato negativo significa che non ti sei applicata abbastanza” oppure “se non ci riesci significa che non capisci niente” o ancora “o ci riesci o ci riesci, non hai scelta”, beh, forse le cose sarebbero andate diversamente. Forse.
Ma la storia non si fa con i “se” e alla fine va bene così.

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4 thoughts on “Bastoni e carote 404 not found

  1. junior 8 giugno 2016 alle 18:26 Reply

    Tl;dr: a Koris piacciono i bastoni, sopratutto se nodosi.

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  2. fradicuneo 9 giugno 2016 alle 09:41 Reply

    Ieri mi hanno mandato un whataaappp mistico che diceva che ogni persona presente nella nostra vita é la persona giusta, per qualche ragione…perché da lei dobbiamo imparare qualcosa o ci aiuta a crescere. Sarebbe bello riuscire a pensare sempre cosí e vivere in pace ed armonia con la vita ed il mondo, io certe volte penso che certe persone sarebbe meglio non averle proprio incontrate…

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    • yaxara 9 giugno 2016 alle 09:47 Reply

      Esatto. Che posso anche stilare una lista di gente che non mi ha lasciato… uhm, niente. A meno che non si intenda “la persona giusta per mostrare un esempio da evitare”. Poi in realtà il Replicante mi ha insegnato un bel po’ di cose, solo che forse non aveva il miglior metodo…

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