Relax particolari

Ci sono settimane di pensantezza insensata che passa dall’inadeguatezza alla buona vecchia sindrome dell’impostore, per finire con la stanchezza cosmica. Poi ci si mette il meteo delle Hautes Alpes che prevede temporali a Ceillac per sabato e domenica. E ti ri-viene voglia di passare il week-end chiuso in casa a meditare sull’inutilità dell’esistenza.
E poi c’è ‘thieu che si impunta e dice “no, andiamo lo stesso, non sarà il primo temporale in montagna per nessuno dei due”. Come dire, per Koris il Lago del Monte è una filosofia di vita (ma c’è un post su codesto aneddoto familiare?).
E si arriva agli otto gradi di Ceillac per vedere le nuvole che arrivano dalle cime ancora imbiancate e Koris che prega “non domani, per piacere, non domani!”.
A onor del vero l’indomani non piove, il tempo è solo coperto. All’urlo di “ma dai, quante volte a fondo valle faceva un tempo di merda e appena saliti in quota c’era il sole?”, vogliamo crederci fermamente. E ci sono le scarpe da trekking che Koris deve collaudare sul serio, che cacchio.
Si sale sul versante della Cascade de la Pisse col sole che ogni tanto fa capolino fra le nubi. Ci crediamo ancora di più, tanto per non farsi mancare niente negli zaini c’è sia il k-way anti-uragano che la crema solare.Quota 2200, Lac du Miroir con una corona di cime imbiancante attorno. Koris urla “Oooooh, c’est beau!” e in un attimo ha di nuovo otto anni e zampetta come una capra fra una roccia e l’altra. Sessione fotografica di routine, col nuovo 10 mm che conferma i 400 euri meglio spesi degli ultimi anni. Le nuvole fanno avanti e indietro.
La marcia è appena ripresa che Koris sente uno strano plick! plick! plick! sul braccio. Non è pioggia: è grandine minuscola. Continuiamo, se peggiora torniamo indietro.
Si arriva alla parte brutta della camminata, passando per le piste da sci che sono una vera e propria ferita nel paesaggio. Un po’ piove, un po’ grandina, un po’ c’è un vento sgradevole. Le nuvole arrivano proprio da davanti, brutto segno. Su Ceillac, più in basso, solo nuvole nere.
“Che facciamo, torniamo indietro?” chiede ‘thieu.
“Beh, non conosco il meteo locale, ma magari le cime disposte a circolo intrappolano le nuvole. Proviamo a passare il colle, poi facciamo marcia indietro”
Sulla pietraia che porta al Lac de Sainte Anne nevica. Ma non la pioggia mista a neve, non lo sputacchio malaticcio che ci si aspetta a metà giugno. Fiocchi grossi che paiono usciti da un film ambientato a Natale. Finché non si arriva al lago.
E c’è il sole.
E c’è il lago con l’acqua blu con la neve che ci getta dentro, con le cime da 3000 m che fanno capolino fra le nubi che corrono nel cielo.
Le marmotte fischiano, nascoste da qualche parte.
E neve ovunque. È tutto bellissimo. Anche l’insalata di riso mangiata con le mani perché “Pensavo avessi preso tu i cucchiai”, “non li avevi presi tu?”, “vabbé, facciamo finta di essere sottoterra”.
Dopo un tempo sufficientemente lungo dedicato alle foto di qualunque cosa sia neve, lago e fiori di montagna, si decide di avanzare fino al limite delle nevi sul Col de Girardin, passando nei nevaietti che ancora resistono (e qui le ghette si confermano l’accessorio fèscion della moda da montagna dell’estate 2016). Il panorama ha la bellezza del deserto di neve e falesie che si ergono. A 2500 si torna indietro per mancanza di attrezzatura da neve adeguata. Le marmotte, la cui dimensione ricorda vagamente quella di gatta Spin, fischiano e prendono per i fondelli.
La pioggia arriva effettivamente a fondovalle. Arriva e non se ne va più, anche se il meteo aveva previsto solo “qualche rovescio in serata”. È un rovescio solo, piuttosto cocciuto. E ci sono sei gradi. Faceva più caldo a 2500 metri.
L’unico programma per la serata è ingurgitare la zuppa-in-cartoccio per scaldarsi e infilarsi nel sacco a pelo fino a domattina, sperando che il rovescio si trasferisca altrove. E intanto Koris prova esattamente cosa voglia dire era notte che pioveva e che tirava un forte vento, immaginatevi quale tormento… (questa la capiranno solo quelli che hanno beneficiato di ninna-nanne di un certo tipo).
L’indomani ha smesso di piovere, giusto in tempo per una nuova sessione fotografica nella Vallée des Escrins, che viene segnata subito come passeggiata da fare per intero.
E non importa il freddo umido patito nella serata, non importa la pioggia, non importa la neve in faccia e l’acido lattico nei polpacci. Koris si rilassa molto di più così che su una spiaggia caraibica.

SainteAnne

La spiaggia del Lac de Sainte Anne, balneazione diversamente consigliata.

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6 thoughts on “Relax particolari

  1. fradicuneo 20 giugno 2016 alle 11:20 Reply

    Sicuro staccare hai staccato….mi hai anche fatto venire voglia di alta montagna, me la devo tenere fino almeno al prossimo anno o accontentarmi della bassa montagna tra qualche mese, che puó essere un’ottima opzione!

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    • yaxara 20 giugno 2016 alle 11:27 Reply

      La mia opinione è meglio bassa che niente e poi l’anno prossimo dacci dentro, anche coi piccoli!

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  2. altrirespiri 20 giugno 2016 alle 13:29 Reply

    fai venire voglia di montagna anche a me…

    Sono contenta per te!

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  3. Celia 21 giugno 2016 alle 07:32 Reply

    Io mi rilasso spostando casse e fotografando gente che si legna in armatura u.u ognuno il suo.

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