De arte pisciandi in spelunca

(Warning: trattasi di un post schifoso in tema di cose schifose. Leggete a vostro rischio e pericolo)

Si era già citato l’annoso problema della minzione sotterranea, tema particolarmente sentito dalle femminucce. Già sarebbe buona norma svuotarsi la vescica in un pozzo ben profondo o in un ruscello. Semplice civiltà per evitare la puzza.
Ora, se si è dotati dell’apposita protuberanza nota anche come ImpareggiabileParte, il compito non è così arduo: si apre la tuta, si sfila l’arnese e ci si svuota la vescica con possibilità di dirigere il getto ove più aggrada. Il discorso non è parimenti semplici per le protatrici di doppio cromosoma X, a cui la pisciata-nel-pozzo è preclusa per ragioni di sicurezza (no, non ci si siede sul bordo come su una turca), e che sono costrette a trovare appositi appoggi affioranti nei ruscelli sotterranei. Pregando di non scivolare e quindi di evitare un bidet che potrebbe essere diversamente caldo.
Piccola aggiunta maschilista alla problematica: non si può dire che l’ergonomia di tute e sottotute speleo si adatti esattamente all’anatomia escretoria femminile. Per riassumere in poche parole, tutto si riassume a un’apertura sul davanti, unica, dalla gola all’inguine. Ora, mentre il monsieur apre il tutto e sfodera l’arnese, madame è costretta letteralmente a spogliarsi per poter giungere al tanto agognato strato della mutanda. Per non parlare del togliere l’imbrago, procedura che richiede un certo tempo.
E il problema non sarebbe nemmeno il mostrare le proprie grazie. Il vero problema è la temperatura. Ancora, nelle grotte calde (per caldo si intende 14°C) è possibile sfoggiare un completino due pezzi maglia più calzamaglia che lascia vestita la parte superiore mentre ci si alleggerisce. Il dramma viene quando il gelo sotterraneo impone la sottotuta. La sottotuta non ha pietà, la sottotuta tutta d’un pezzo va calata in toto, esponendo spalle, schiena e tutto quanto ai rigordi della grotta.
Il “tenersela fino all’uscita” spesso e volentieri non è una soluzione, perché in otto ore la vescica può facilmente esplodere. Senza contare che il movimento di risalita su corda fa sì che l’imbrago vi prema felicemente contro.
Quindi o il gelo o una soluzione. No, farsela addosso non è una soluzione.
I vari GoGirl e strumenti-dell’-invidia-del-pene vari non sono facilmente applicabili al caso in esame per via delle dimensioni. Un conto è poter maneggiare lo pseudo-arnese in condizioni vestamentarie standard. Tutto un altro paio di maniche (o meglio, di braghe) è una tuta rigida più un’imbrago. E fare una sorta di prova di tutto ciò che si trova sul mercato non è auspicabile.
Serviva qualcosa di customizzabile, resistente, non usa-e-getta e deformabile.
Per fortuna le speleoPrincipesse pensano a tutto e già nel 2002 esisteva la risposta. Si chiama Zig e lo si fabbrica su misura. Il segreto sta nel trovare il fustino giusto. Esatto, il fustino: un detersivo o un lava pavimenti a scelta. Si prende il cutter e si taglia il manico, più una porzione più o meno ampia del contenitore. Si consiglia anche di attenuare i bordi con la cartavetro, per inciso.
L’utensile funziona sul serio. Si slaccia l’imbrago, si inserisce il coso fra tuta, sottuta e mutanda e si dà libero sfogo alla tirannia dei dotti urinari. Il tutto senza rischiare l’ipotermia, la caduta in un pozzo o un bagno rinfrescante.
Tuttavia, l’arnese fai da te ha un sordido lato oscuro. O forse il lato oscuro sta nel cervello femminile. Tutto questo per dire che se per trent’anni della tua vita hai fatto pipì senza pantaloni addosso, non saranno quelle dieci volte di pratica sul water a convincerti che va tutto bene. Quindi, se l’inserimento e la teoria sono semplici e lampanti, sono necessari almeno cinque minuti di dialogo profondo fra la parte razionale e gli istinti acquisiti.
“Dai, fai la pipì”
“Non posso, mi sembra di farmela addosso!”
“Avanti, coraggio, falla”
“Io non so mica se mi fido di ‘sto coso”
“Forza che qui si esplode!”
“Senti, è dall’età di due anni che non ci si piscia addosso, non voglio ricominciare a trenta”
“Fallo e basta!”
“E se mi piscio sui piedi?”
“Correremo il rischio”
“A me questa cosa fa troppa impressione…”
Per fortuna poi la vescica prende il controllo e dimostra che effettivamente l’arnese funziona. Je fais pipi commme papà!. E nemmeno sui piedi, con un po’ di attenzione (però ecco, si comprende la praticità del poter pisciare seduti).
Ma va detto che questo il rischio del surgelarsi le chiappe vale ben questa sorta di stupro intellettuale. Un piccolo passo per un fustino del detersivo, un grande passo per la femminilità sotterranea.

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7 thoughts on “De arte pisciandi in spelunca

  1. Celia 18 luglio 2016 alle 12:59 Reply

    Noialtre invece abbiamo la gonna (da due a più strati di gonna, ok) e siamo agevolate. I maschietti in braghe e calze un po’ meno. Però quando la scelta è fra cesso chimico non pulito dopo due giorni di manifestazione e il “bagno grande”, ovvero avventurarsi nella tenebra e nella piova per campi a pisciare in compagnia…
    …sarà stato un po’ irrispettoso per i caduti di Azincourt, ma quando scappa scappa.

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    • yaxara 18 luglio 2016 alle 13:18 Reply

      Tanto ad Azincourt ci sarà stato pieno di gente che se l’è fatta addosso, quindi non credo che alla fine l’odore sarebbe stato tanto diverso (e i cessi chimici sono il male).

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      • Celia 18 luglio 2016 alle 15:13

        Ad Azincourt era pieno di merde di vacca. Ovunque. Perché nel frattempo è diventato un pascolo. E abbiamo scoperto che con la pioggia le “torte” si riattivano…

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      • yaxara 19 luglio 2016 alle 06:29

        Interessante annotazione! Che bella scoperta!

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  2. altrirespiri 18 luglio 2016 alle 14:39 Reply

    in farmacia ho visto un oggettino che credo funzioni come il tuo pezzo di plastica, in cartoncino richiudibile… non va bene? (forse è monouso in effetti)

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  3. lori 6 agosto 2016 alle 22:16 Reply

    L’inserimento dell’utensile mi sembra semplice, ma l’estrazione di questo pieno di pipì è altrettanto semplice?

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    • yaxara 7 agosto 2016 alle 08:12 Reply

      Non è pieno di pipì, si svuota dal tubo esattamente come l’Impareggiabile Parte dei maschietti. Quindi lo si toglie vuoto 🙂

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