Momenti che poi passano ma intanto boh

Mah. Boh. Meh.
Si potrebbe andare avanti a versi, ma non sarebbe un post molto interessante.
Non è che ci sia un problema in particolare. Nemmeno un problema in generale. Si tratta piuttosto di una successione di piccoli scazzi dell’esistenza, noie minori che sommate a qualche goccia di stanchezza sparsa fanno lo stesso effetto di un molotov nel cassonetto. Spazzatura dappertutto, già.
L’Amperodattilo direbbe che è colpa del cambio di stagione, di questo autunno che ormai ci si è spalmato addosso nella frescura delle notti, anche se di giorno fuori c’è sole. È uno dei periodi dell’anno in cui Koris sente la nostalgia di Boulogne, dove l’autunno aveva un suo perché, fra la ripresa dei corsi e i ricci ai piedi degli ippocastani fuori dal dipartimento di fisica.
Al lavoro pare si voglia dare la dimostrazione che Nietzsche aveva ragione: il tempo è veramente ciclico e si vive nell’eterno ritorno. Ma non sulla scala cosmica, all’interno della stessa settimana. Il lunedì tutti si lamenteranno che è lunedì, il martedì bisogna tenere duro, il mercoledì siamo già a metà a settimana, il giovedì è praticamente venerdì, il venerdì è il week-end, quest’ultimo da passare a riordinare in casa o a portare i figli alle partite di pallone. L’unica variazione sul tema è il meteo, anche se le attività non cambiano, che piova e o che ci sia il sole.
I capi hanno sempre la pèche, atteggiamento pseudo-superomistico per cui si presentano sempre come i più belli, i più motivati, i più forti, quelli sempre sul pezzo, quelli con la macchina figa, quelli che stanno già prenotando il capodanno sulla neve in qualche stazione di lusso, quelli che estraggono l’iPhone come John Wayne la pistola in un vecchio western. A guardarli con un po’ di distacco paiono la parodia di sé stessi.
Koris, che in questo periodo legge troppo, trova questo atteggiamento asfissiante. Vede sfilare davanti a suoi occhi una sorta di pubblicità perpetua, di cui in tutta onestà non le frega nemmeno granché, e sente crescere una sorta di disagio in cui trapela un po’ di disgusto. In fondo siamo umani troppo umani, perché continuare a illuderci, dentro e fuori dai social network, che ognuno è il più bello, senza mai un momento di debolezza se questa non è studiata e atta ad accrescere lo stuolo dei fan?
Vile cadaver eris. Quid vestes pomposas geris?
Koris lo sa che questo post è uscito da un crogiuolo di sonno arretrato, voglia-di-non-fare-una-mazza-e-invece-devi-lavorare, generica intolleranza nei confronti del genere umano, un sacco di tasse da pagare quasi che le abbia calcolate il Principe Giovanni, e un bisogno di isolamento lavorativo che non può soddisfare. Ora striscia sotto la sua scrivania, per evitare i missili al moccio di Binomio delle Brigate Ruttatori, e smette di filosofeggiare, che manco le riesce bene.

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6 thoughts on “Momenti che poi passano ma intanto boh

  1. Celia 5 ottobre 2016 alle 08:57 Reply

    Sappi che in questo momento – qui c’è un cielo blu come solo la Brianza ne sfodera in autunno, con tutto quanto talmente nitido da sembrare un quadro fiammingo – vorrei tanto essere a Bologna, e andare con te a piedi lungo via Zamboni affollata di volantini di affitto, schivando matricole e tossici, salutare le due torri, risalire via Rizzoli fin quasi in piazza, svoltare ed entrare da Terzi per prenderci un caffè. Con le scaglie di cioccolato sopra, magari, e fare due chiacchiere con il barista, che è un’omino sornione che riesce sempre a convincerti che in fondo va tutto bene.
    E gli crederemmo, penso (perché io ho sempre creduto a tutto ciò che mi ha detto Bologna all’orecchio).

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    • yaxara 5 ottobre 2016 alle 09:12 Reply

      Ecco, ora ho voglia di piangere. Pero’ un giorno nell’universo dovremmo farlo…

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  2. Moltoesenzafine 5 ottobre 2016 alle 09:16 Reply

    nostalgia canaglia, cara Yax. Non è una gran citazione, ma nella vita ti frega spesso.

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    • yaxara 5 ottobre 2016 alle 10:42 Reply

      In realtà nostalgia sì ma c’è da dire che non mi manca assolutissimamente tutta l’ansia degli esami da dare, e la media del ventotto, e darli in tempo, e le domeniche passate a studiare solo studiare…

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  3. altrirespiri 5 ottobre 2016 alle 13:28 Reply

    L’Amperodattilo è saggia!

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