Cave-addicted

In guerra e in carestia, ogni buco è galleria. Doveva essere il titolo del post, ma suona particolarmente male. Tranne per gli speleologi.
Per gli speleologi che attendono con ansia il fine settimana è particolarmente vero.
Il devasto dell’esercitazione di soccorso ha lasciato Koris particolarmente affamata, una volta recuperato il sonno arretrato (cosa avvenuta verso mercoledì). Consultare il manuale di speleologia alpina non aiuta, anzi, causa lo sgredevole effetto collaterale del ritrovarsi in autobus con una stringa in tasca per provare tutti i nodi possibili. E ritrovarsi le dita ingarbugliate in una sorta di seduta di auto-bondage, ma quello è secondario.
Probabilmente è colpa del suo scarso istinto di autoconservazione, ma Koris è passata dal suo stato depresso/”ma chi cazzo me lo fa fare” della settimana scorso a una sorta di euforia molesta. Tale stato mentale porta a un compulsivo controllo del meteo per il week-end e all’acquisto di una tuta nuova, complice la scoperta che i millemila euri da pagare di condominio si sono rivelati essere meno di duecento.
Questo week-end si prevede un’uscita con un principiante, di cui Koris aveva detto di fare a meno, ma visto il bisogno di mettere il naso sotto terra, andrà benissimo. Domenica si spera di potersi distruggere bien comme il faut nei cunicoli semi-inesplorati della buona vecchia Adaouste, che ti riserva sempre sorprese. Poi Koris vuole imparare a piantare chiodi seriamente, in modo da poter andare dove nessun uomo è mai giunto prima senza la supervisione di un adulto responsabile.
La prossima settimana si riparte per quattro giorni nella Terra dei Formaggi Puzzoni. Koris ha iniziato a molestare ‘thieu dicendole che vuole fare un’uscita grossa e impegnativa.
“Al Romy hai detto che la prossima volta che avresti chiesto un’uscita impegnativa, avrei dovuto darti un paio di ceffoni”
“Allora li sto aspettando!”
“No, niente ceffoni, non è il mio stile. Un bel kit pieno fino all’orlo di corda bagnata e fangosa da portare per 200 metri di pozzi dovrebbe essere un dissuasore migliore e più vantaggioso”
“Ecco…”
Comunque Koris si sta cucendo apposta il poncho da grotta nuovo (con l’aiuto di ‘thieu perché, in barba alla teoria del Gender, ‘thieu è molto più bravo di Koris a cucire). Si prospettano spuntini di mezzanotte a base di roquefort.

(Se soffrite negli spazi stretti, non cliccate su play, consiglio da amica)

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11 thoughts on “Cave-addicted

  1. fradicuneo 21 ottobre 2016 alle 09:10 Reply

    La mia dolce metá cuce con la macchina da cucire ed, ai mie occhi di netagata totale per il cucito, é bravissimo!

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  2. altrirespiri 21 ottobre 2016 alle 13:35 Reply

    e se uno rimane incastrato?
    Il mio volume mi impedisce di fare quelle robe lì! (non solo il volume, ma una cosa positiva gliela devo trovare, a questo volume…)

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    • yaxara 21 ottobre 2016 alle 13:44 Reply

      Se uno rimane incastrato, innanzitutto deve restare calmo. Nella maggioranza dei casi, si riesce a fare marcia indietro (e se non si passa si rinuncia all’esplorazione e si torna a casa). Se uno rimane incastrato perché si è attaccato un pezzo dell’imbrago o roba del genere… beh, la faccenda comincia a diventare più complicata e puo’ volerci del tempo. Se proprio va malissimo, arriva la squadra del soccorso speleo con mazze e scalpelli che allargano piano piano. Ogni tanto usano delle micro-cariche per far saltare la roccia attorno in maniera controllata. Ma non accade spesso e il segreto sta nel “conoscersi” e sapere che se da un certo passaggio non si passa… beh, pazienza 😉

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      • altrirespiri 21 ottobre 2016 alle 13:46

        le microcariche sono inquietanti, sallo!

        Insomma se rimani incastrato fai demolire mezza grotta, e via! 😛

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      • yaxara 21 ottobre 2016 alle 13:52

        Eh, lo so che sono inquietanti (ma anche la punta di uno scalpello a qualche cm dal bacino lo è, tranquilla)! Soprattutto ci vuole tempo per mettere tutto in opera… comunque non è affatto comune, di solito anche uno abbastanza voluminoso (e gli speleologi non sono sempre delle silfidi) riesce a liberarsi da solo.

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      • altrirespiri 21 ottobre 2016 alle 13:58

        è quella melma viscida, il trucco!

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  3. junior 22 ottobre 2016 alle 10:25 Reply

    Mi raccomando, non ti dimenticare le forbici con la punta arrotondata, assieme ai chodi da piantare da sola!

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  4. Mezzatazza 24 ottobre 2016 alle 12:13 Reply

    Ti odio.

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    • yaxara 24 ottobre 2016 alle 12:37 Reply

      Che ho fatto questa volta? Ah, il video. Oh, ma io ho messo il disclaimer! Come il bollino di Italia1, si consiglia la visione a un pubblico solo adulto…

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