In cauda venenum

Quando credi di aver visto di tutto e di aver toccato il fondo, puoi sempre cominciare a scavare. Da brava speleologa dovresti saperlo, Koris. Solo che qui non si scava il fondo col badile, ma piuttosto col tetranitrato di pentaeritrite.
Ma cominciamo da dove era rimasta la storia, ovvero da martedì pomeriggio. Sarà lunga e penosa.
Koris vegetava in abbiocco post-prandiale quando il Commerciale diversamente intelligente si è presentato in ufficio.
“Ah, ma tu lo sapevi che dovevi iniziare il tuo incarico oggi?”
“Siccome non ho la sfera di cristallo aziendale, no”
“Eh, ma ho ricevuto la mail ieri di inizio incarico per te, solo che me ne sono accorto ora, quindi adesso dovresti essere lì”
Koris non è mai stata dotata per il basket, ma in questo momento si immagina di palleggiare la testa del Commerciale contro il muro in una perfetta imitazione di Kobe Bryant.
“Stammi a sentire, io avevo chiesto una sola cosa, dal giorno in cui abbiamo mandato la candidatura fino ad oggi: di avere un minimo di anticipo per organizzarmi. Senza contare che non abbiamo firmato niente, non c’è nessun ordine di missione né niente che formalizzi i miei rimborsi. Dulcis in fundo, non ho nemmeno un badge di accesso, per cui sono necessarie almeno ventiquattro ore di tempo”
Segmentation fault, troppe informazioni tutte assieme. Il Commerciale risponde alla stessa velocità di Internet Explorer 5.
“Ah. Sì. Faccio un giro di telefonate. Mando mail. EscoFaccioCoseVedoGente. E poi ti dico”
Koris l’appesa si mette a pregare divinità assortite che dall’altra parte del telefono ci sia gente dotata di qualche neurone in più, anche se non dovrebbe essere difficile.
Preghiera accolta, le divinità erano online. Il Commerciale torna in una sorta di fly-by velocissimo annunciando:
“Ok, inizi il primo febbraio, ora devo andare che…”
“Fermo lì. L’ordine di missione? I rimborsi?”
“Ma tu non andavi in autobus?”
“Se l’autobus non c’è mi pare difficile prenderlo. Però ho una Ya(xa)ris apposta”
Koris evita di fargli presente che tale discorso è già stato fatto minimo minimo quattro volte. Pace. Il Commerciale ha la memoria di un pesce rosso smemorato, si sa.
“Beh, avrai i rimborsi con le indennità al chilometro, come tutti”
“Hai fatto i conti? Perché è una cifra non trascurabile e io devo organizzarmi. Se mi dici oggi che va bene, io inizio a muovermi di conseguenza”
“Hai diritto ai rimborsi, come da regolamento. Ho fatto i conti, se ti spetta ti spetta”
Koris sa che avrebbe dovuto farglielo scrivere col sangue o con la materia cerebrale, oppure tatuarglielo a fuoco sulle chiappe. Ma è in un momento Fox Mulder “I want to believe” condito con fiducia nell’umanità che tutto questo finisca. Ergo lascia correre. Grossolano errore da dilettante.
Con una data certa, Koris se ne torna a casa felice, Te Deum nelle orecchie, pronta per iniziare le Grandi Manovre. Non le inizia solo perché ‘thieu le consiglia di attendere. Saggio uomo.
Mercoledì mattina.
Il Commerciale ottusangolo si ripresenta in ufficio senza bussare.
“Ho scoperto di avere disponibile una macchina di funzione, la vuoi?”
“No, ho già la mia”
“Perché non la vuoi?”
“Aridaje, perché ho già la mia. Poi abito a Marseille, hai presente Marseille? Kalashnikov venduti al mercato, crack dal salumiere, corse clandestine su boulevard Sakakini a mezzogiorno e cronica assenza di parcheggi? Ho già una macchina, non so dove mettermene un’altra”
“Ah”
Rumore di meningi arrugginite senza più l’abitudine di funzionare in altra modalità che non sia “lo ha detto la tivvù!”. Poi, il lampo di genio.
“La lasci qui parcheggiata in azienda, vieni a recuperarla tutte le mattine in bus e la riporti la sera!”
Hors de question. Dovrei farmi un’ora di bus per arrivare qui, altri 45 minuti di macchina se va bene e idem al ritorno? No, ma che ti credi, che io non abbia una vita fuori di qui? Se non posso tenere un’altra macchina a Marseille, per me non ha nessun senso”
“E non puoi affittare un parcheggio?”
“No, ma scusa un attimo, perché dovrei farmi carico di altre spese per prendere la tua macchina che per altro non voglio? Visto che mi fai scegliere, la risposta è no”
“Ma pensaci”
“Ci ho già pensato, la risposta resta no”
“No, ma pensaci”
E si dilegua nella sua comoda sordità alle necessità altrui. Koris ha un’incazzatura che a confronto Heihachi Mishima di Tekken è un’educata signorina dell’800.
Pomeriggio. Colloquio ufficiale per definire l’incarico. C’è anche il Capo della baracca.
“Allora il Commerciale mi ha detto che prendi la macchina”
“Il Commerciale ti ha detto male, ho risposto no circa sei milioni di volte. E poi mi ha detto che sarebbe disponibile da fine marzo, fino a fine marzo come farei?”
“Eh, ma sai, non possiamo pagarti i rimborsi”
“Com’è che agli altri sì e a me no?”
“C’è grossa crisi. Poi sai, un rimborso così importante, il fisco, la supercazzola dell’iva con scappellamento a destra, se ti dico una cosa come controllo fiscale, lo vedi che stuzzica, no?”
La rava and la fava. Questa volta vincono loro, Koris.
“Se mi date la macchina, mi pagate anche il parcheggio. Vi costa comunque meno che i rimborsi che mi spetterebbero col mio veicolo personale”
“Ma scusa, non hai già una macchina?”
“E che ci azzecca?”
“Non puoi mettere la macchina nostra al posto della tua?”
“Anche sticazzi, no?”
“Se no… che macchina è?”
“Una Ya(xa)ris”
Il Capo si mette a ridere, il Commerciale sghignazza.
“Ma è una macchina inutile!”
Ondata d’odio. Koris sa che avrebbe dovuto rispondere “Ho un Triumph Spitfire vintage, passatomi da U Babbu quando faceva il fighetto in gioventù, non lo uso per venire al lavoro perché tirarsela con le macchine è da cafoni”. Ma tace. Il Capo in vena di farsi cazzi non suoi prosegue.
“Tanto che te ne fai di una macchina così? Perché non la vendi?”
“Perché la uso anche nei week-end per farci i beati cazzi miei”
“Ma puoi usare la macchina di funzione, lo fanno tutti. Noi chiudiamo un occhio, sai?”
“Voi sì, l’assicurazione magari no. E poi scusate, ma ho un’etica del lavoro, io”
Parlare con loro di etica è come discorrere con Koris della Premier League: totalmente inutile. Dopo aver ri-suscitato l’ilarità generale, Koris rivendica le sue preteste.
“O il parcheggio o i rimborsi. Del resto lo dice il regolamento”
“Ah, ma il regolamento è una cosa, poi ci si può accordare”
Certo. La famosa esegesi del regolamento. “Bisogna contestualizzare”. “Giuro, signor giudice, sono stato messo in mezzo, non sapevo fosse minorenne”. Koris non lascia la presa.
“Accordiamoci sul parcheggio, allora”
La richiesta pare accolta. A voce, quindi the answer, my friends, is blowin in the wind.
“Ah, per quest’anno Binomio sarà aiutato nel suo lavoro da degli stagisti, perché poverino, resta da solo. Poi se fra un anno il tuo contratto non è rinnovato torni tu”
Da Binomio a Capetto, meraviglioso. Tanto peggio per gli stagisti. Koris ha un’ultima richiesta.
“Dovrei portarmi dietro quella carcassa al silicio che è il mio portatile, attualmente non so quali dotazioni informatiche avrò ma so che ne avrò bisogno”
“Ma come il portatile! Il portatile ci serve!” si scandalizza il capo.
“Parliamo di un computer che ha due anni e mezzo, che ho sempre usato io e che non ha mai funzionato bene. Se appoggio le mani vicino al trackpad il mouse impazzisce a causa dei cortocircuiti. Il tasto della E funziona solo previa pressione paragonabile a quella della Fossa delle Marianne. Non vedo come si possa usare un computer simile”
“Ah, ma se no gli stagisti su cosa lavorano?”
“Ne comprate un altro?”
“C’è grossa crisi. E poi le dotazioni dell’ufficio non dovrebbero uscire dall’ufficio”
“E Binomio che se lo porta a casa tutte le sere?”
“Quello è un suo benefit”
Koris finisce il colloquio cercando di non incazzarsi perché il fegato è uno, già in famiglia c’è carenza di cistifellea, non ne vale la pena.
Stamattina.
L’umore di Koris è grigio quanto l’orizzonte di Aix. Mentre svuota il computer di tutta la sua fuffa, Koris invoca l’intervento di un (tappate gli occhi ai bambini) allosauro ninfomane sodomita che usi come preservativi tutti i presenti.
Arriva Binomio, garrulo e già virtualmente padrone dei luoghi.
“Ah, ieri dopo che te ne sei andata ho parlato col Capo e col Commerciale”
E qui sciorina tutti i dettagli del colloquio del giorno prima, compreso l’aumento-di-stipendio di ben 50 euro al mese lordi. Con buona pace della confidenzialità, perché invece ciò che mormora Binomio nelle stanze del potere e non è impossibile saperlo.
“Volevo chiederti se mi volessi a aiutare a scegliere gli stagisti…”
“La cosa non mi riguarda, visto che sono il mio rimpiazzo e ti competono. Fai tu”
Koris inalbera la stessa faccia del CongilioDelloScazzo™. Intanto non c’è ancora nulla che ufficializzi ‘sta minchia di macchina non voluta né il parcheggio né niente. E nemmeno un ordine di missione.
Di qui a mercoledì possono ancora succedere un sacco di cose.

coniglio

Il Sacro Coniglio dello Scazzo vigila su di te. (Credits: Celia/Impressum)

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6 thoughts on “In cauda venenum

  1. Mezzatazza 26 gennaio 2017 alle 10:01 Reply

    Lol, voglio il seguitoooooo

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    • yaxara 26 gennaio 2017 alle 10:57 Reply

      Anche a me piacerebbe sapere come va a finire…

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      • Mezzatazza 26 gennaio 2017 alle 11:09

        Immagino, ma non mancare di aggiornarci dettagliatamente a causa del tuo coinvolgimento, per cortesia.

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      • yaxara 26 gennaio 2017 alle 11:23

        Non mancherò.

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  2. fradicuneo 26 gennaio 2017 alle 14:43 Reply

    Che gente…cerchiamo di mantenere lo spirito zen e la concentrazione sull’obiettivo finale!!

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    • yaxara 26 gennaio 2017 alle 15:14 Reply

      Lo zen ormai è andato in fricassea, altroché…

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