Stalking e due di picche

Koris lo sapeva che dargli il suo numero sarebbe stato un grossolano errore, ma ne aveva bisogno. Quello che non si aspettava era che si trasformasse in un accollo simile al tizio che non batte chiodo da millenni e che cerca in ogni modo di invitarti a uscire solo perché una sera gli hai detto “ciao”.
Era in atto un idillio fra Koris e l’emissione di neutroni per fotoproduzione, quando il telefono si è fatto sentire.
“Ciao! Sono io!”
CVD. Ovvero Commerciale Veramente Deficiente. Koris ha temuto problemi con la macchina.
“No, no, ti chiamo per sapere come stai”
Si sta veramente trasformando in un accollo, fra un po’ chiederà persino di uscire. E Koris ci uscirà sì, ma con la katana Nimi. Koris risponde una qualcosa che assomiglia a una versione vagamente più gentile di “dimmi quello che vuoi e vai fuori dai coglioni”. “Posso venire a trovarti?”
Che si era detto? A come accollo?
“E per fare cosa, di grazia?”
“Sapere come va, fare il punto della situazione. Diciamo che vengo la settimana del 20?”
“Ma se il 20 passo io a recuperare la macchina, o meglio, l’Apecar che mi avete destinato!”
Sii furba, Koris, digli che lo richiami tu e archivialo alla S come Schifezza. O anche come Stupidabestia, va bene uguale.
“Allora facciamo la settimana dopo?”
Per qualche strana ragione, nel Koris-cervello comincia a risuonare la canzone “Due di picche”.
“La settimana dopo non posso, c’è il meeting del Port Integration, insomma, la technosupercazzola col neutrone che stuzzica, lo capisci?”
Forse non lo sai, ma questo è un due di picche!
“Ah, ma la settimana dopo non posso io…”
“Che peccato”
La nonna che sta male, il fratello da badare, ospiti a cena, ho un piede in cancrena, mi sono rotta un dito, il criceto ha
partorito…

“Facciamo più tardi a marzo?”
“Io te lo dico, eh, non ho idea se sarò libera o meno”
papà devo aiutare, la casa da imbiancare, non te lo posso dire, stavo per morire, mi hanno tamponata, ho la prostata infiammata, mi sanguina un dente, mi ha morso un serpente…
“Diciamo il 17 marzo?”
“Diciamo un po’ quello che vuoi, tanto comincio a dubitare che tu mi ascolti…”
È inutile sugli specchi arrampicarsi, se davvero le interessi riuscirà a liberarsi!
“Allora è segnato per il 17 marzo, mando l’invito outlook al tuo capogruppo. Vengo io, viene Binomio in qualità di responsabile della R&D, e magari altre due persone ancora…”
Eh, no, eh. C’è un limite a tutto. Tocca dire basta.
“Ferma un po’. Punto primo, il capogruppo è una persona occupata e detesta le invasioni a seimila, quindi evita di portarti la corte. Punto secondo, che cazzo c’entra Binomio in tutto questo? Perché se senza fare niente sarebbe diventato mio responsabile, io mi incazzo anche un po’”
Non solo ti accolli, ma pure ti allarghi? Non va mica bene.
“Ah, no, no, ma vengo io per vedere te. Solo che saremo in giro sul sito tutto il giorno, con Binomio. Capisci, se no dove me lo metto?”
Nell’intestino tenue, per esempio. Come posto dovrebbe piacergli.
“Allora a posto, il 17 marzo alle 10 ci vediamo tutti assieme. Ah, ma tu devi passare a recuperare la macchina”
“Non mi dire”
“Ah, non lo sapevi? Vuoi che fissiamo un appuntamento?”
Quanto sarcasmo sprecato.
“Guarda che lo abbiamo già fissato lunedì, genio”
“Davvero? E per quando?”
Non può essere vero. Deve essere un caso di trolling al di fuori dell’internet. Se no non si spiega come questo organismo
pluricellulare (o piuttosto pluri-iPhone) riesca a non dimenticarsi le sue stesse parti nel letto la mattina.
“Lunedì venti febbraio, alle otto”
“Ok, lunedì venti febbraio alle otto. Non dimenticartene, eh”
“Non sono io quella che dimentica”
Ora urge solo un meeting importantissimo e impossibile da spostare il 17 marzo. Per esempio, un meeting su come shackerare scintillatore liquido con un’oliva taggiasca e una spruzzata di vodka. La seconda priorità invece è piazzare questo individuo nella posizione di non nuocere più. O, ancora meglio, di smettere di farsi vivo.

P.S. di servizio: stiamo provando a fare post via mail, quindi qualora uscisse fuori una monnezza portate pazienza, provvederemo a rimetterlo in sesto.

[tag signore dammi pazienza, sempre ai confini della realtà, telefonate indesiderate, un giorno lo ammazzo, due di picche, non ce la posso fare, aiuto]

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4 thoughts on “Stalking e due di picche

  1. altrirespiri 9 febbraio 2017 alle 13:49 Reply

    fai un favore al mondo: sopprimilo! (dopo aver recuperato la macchina)

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  2. Sephiroth 9 febbraio 2017 alle 18:11 Reply

    Molto divertente 😂😂😂

    Mi piace

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