Devastarsi per non pensare

Koris avrebbe anche potuto fare un ennesimo post sull’ennesimo cavillo a cui il CCC sta cercando di attaccarsi per evitare di pagarle i rimborsi, ma la cosa l’avrebbe oltremodo faticata. O depressa che dir si voglia.
Quindi parliamo di cose belle e gente che puzza, ovvero di stage di speleo. Perché Koris si è messa in testa che diventare volontaria attiva del soccorso speleo è cosa buona e giusta e va in giro a cercare formazioni per tutto il dipartimento. Onde evitare di tediare troppo il pubblico non pagante ed evitando accuratamente di mettere foto di gente col culo nel vuoto, un post a punti:

  • Arrivare in grotta sotto la grandine è un’esperienza mistica. Altrettanto esperienza mistica è scendere il primo pozzo con le cascatelle attorno. Un’alzata di genio invece è scendere il primo pozzo con k-way e pantaloni impermeabili, per spogliarsi e rivelare una tuta speleo asciutta una volta arrivati al riparo, guardando gli altri bagnati fradici con l’aria da Bugs Bunny del “che succede, amico?”.

    Bugsbunny

    Koris al fondo del P17 del Petit Saint Cassien

  • Koris deve smettere di farsi mettere nel gruppo dei principianti, perché nel gruppo dei principianti albergano mostri che poi le fanno venire i dubbi. Insomma, se Koris è la migliore, forse è nel gruppo sbagliato, anche se non ha mai messo su un ripartitore di carica o un paranco. Si assiste a dubbi esistenziali del calibro “ma dove devo mettermi in sicurezza?” (boh, non so, fai tu, c’è un frazionamento davanti al tuo naso), “posso scendere senza il freno del discensore?” (anche sì, se vuoi ritrovarti alla base del pozzo molto velocemente e in parecchi frammenti), “come si fa una conversione salita-discesa?” (tu esattamente cosa ci fai in questo stage?). La verità è che ha ragione A. e il consigliere tecnico del soccorso dovrebbe smettere di accettare gente troppo principiante a stage tecnici. O meglio, principianti in tecnica di soccorso sì, principianti su corda no, semplice e conciso.
  • Quando sei nel comitato organizzativo del -1000 di questa estate, ti ritrovi all’improvviso un sacco di amici di cui non sospettavi l’esistenza. Fra cui il Cacacazzi che pretende di giocare a chi ce lo ha speleologicamente più lungo con ‘thieu e che vorrebbe che tu ci mettessi una buona parola per la partecipazione. Nice try, Sauron.
  • Evacuare qualcuno in barella significa farsi passare la barella addosso ogni tre per due. E trovarsi in posizioni al limite dell’inimità con gli altri membri della squadra. Si narra della testa di Koris, in veste di accompagnatrice della barella su per il pozzo, al livello dei testicoli dell’uomo al parnaco, mente la vittima si proteggeva il viso sullo scarsissimo petto di Koris. Configurazione troppo difficile da spiegare a ‘thieu, tanto tutto quello che succede al Saint Cassien resta al Saint Cassien. Piesse, Koris incontrava per la prima volta sia l’uno che l’altro, e ha mostrato più intimità che in un incontro organizzato su Tinder.
  • Belle bellissime le serate speleo in rifugio aggratisse, ma quando cala la notte ringrazi svariate divinità e soprattutto i Maiores per avere il sacco a pelo di piuma d’oca. Almeno finché non devi uscire dal sacco a pelo per andare a fare pipì. E non ci sono (ancora) le toilettes, quindi si orina di fuori col cielo stellato come soffitto. Solo che non ti dedichi all’astronomia perché fuori c’è -3. Il cesso di casa, al ritorno, diviene oggetto di venerazione.
  • C’è gente che non è nata per fare il contrappeso nei paranchi. Koris, dall’alto dei suoi 46 kg, è fra questi. Anche quando ti dicono “ma sì, con un kit pieno di sassi ce la fai!”, non crederci. Anché perché dovrai gestire quel kit immondo attaccato al tuo culo e il tizio di 76 kg in barella che non decolla da terra manco a pagarlo.
  • Fare una colazione frettolosa equivale a pranzare due volte. La prima alle undici e mezza perché stai morendo di fame e o mangi o stramazzi al suolo. La seconda a mezzogiorno e venti perché gli altri mangiano e stare a guardare senza condividere il desco sembra maleducato.
  • L’esercitazione in falesia è divertente finché c’è il sole. Quando comincia a piovere e tu sei l’unica della squadra in grado di disarmare tutto, il divertimento scema d’un tratto.
  • “Ma noi possiamo venire a fare inteclub con voi?” “No”. Comunicazione rapida ed essenziale fra il Cacacazzi e ‘thieu. Perché la speleologia è un piacere, se c’è il Cacacazzi che piacere è? Piuttosto uno si chiude un dito nel bloccate ventrale.
  • Rientrati a casa, la Doccia è sempre la Doccia.

Come in ogni uscita speleo, ci si potrebbe dilungare per ore, ma per oggi fermiamoci qui. Koris è riuscita nell’intento giuratosi venerdì sera: devastarsi fisicamente (a tutti i muscoli meno nobili quali l’interno coscia o le chiappe) per evitare di pensare al CCC. That’s all, folks!

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2 thoughts on “Devastarsi per non pensare

  1. Nerd Stark in King's Landing 7 marzo 2017 alle 09:05 Reply

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