Strane sensazioni di déjà-vu

Il vantaggio dello scorrere del tempo è la possibilità di
cristallizzare il passato. Ti ricordi di quando era tutto rose e fiori e tutto si trasforma in un magnifico ikebana di fiori secchi. Peccato che in realtà i fiori siano marciti e si siano trasformati in odorosissimo humus grondante larve e altre menità striscianti (e no, non sono speleologi).
Koris aveva relegato a un angolo dell’orrore in cui è stato confinato il 2013 il ricordo dei commenti del Parigino Biondo, quella sorta di attore da fotoromanzo che era uno dei controrelatori della Koris-tesi di dottrato. Costui passò i mesi a dire “per me questa analisi non è giustificata”, generando una reazione a catena in cui il Replicante sclerava in crescendo e Koris sgobbava sclerando. Quando Koris, allo stremo delle forze e della pazienza, si ruppe colossalmente gli zebedei e si attaccò al telefono per chiamare Parigi, costui rispose candidamente che in realtà non si era mai preso la briga di leggere il testo. Aveva guardato solo i grafici. Per due mesi. Koris dovette combattere con la voglia di andare a Parigi a piedi per trapanargli il cervello.
Ora si vedono variazioni sul tema. The history book from the shelf is always repeating itself.
Il grosso problema di ammassare a lavorare sullo stesso progetto migliaia di persone è la divergenza di opinioni mai sanate e probabilmente insanabili. Una sorta di telefono senza fili che funziona un po’ quando vuole. Sugli orari della mensa sono tutti abbastanza d’accordo, sul dove mettersi l’uranio un po’ meno. Questo racconto potrebbe avere un sacco di personaggi non
necessariamente in cerca di autore, ma li ridurremo a tre per facilità di narrazione: Koris, il Capogruppo e il Correttore.
Quando è sbarcata qui, Koris si è visto chiedere dal Capogruppo di scrivere un certo documento. Questo documento sarebbe stato quindi approvato dal Correttore una volta redatto. Solo che qualcuno si è perso dei passaggi intermedi.
Koris domanda “devo mettere tutti i sistemi in dettaglio?”. Il Capogruppo risponde “no, restiamo il più generale possibile, non è quello lo scopo”. Il Correttore commenta “Perché non ci sono né dettagli né figure? Uno schemino?”.
Koris chiede se certe cose se le deve inventare di sana pianta. Il Capogruppo risponde “Ecco qui le referenze aggiornate”. Il Correttore commenta “Questa referenza non è più valida perché non è aggiornata dal 2009” (n.d.K., visto che è di tua competenza pensaci tu, furbacchione).
Koris domanda “devo fare una procedura dettagliata di dove vanno a finire le componenti?”. Il Capogruppo risponde “sì, dobbiamo avere una traccia precisa”. Il Correttore commenta “meglio restare il più vaghi possibile”.
E così di seguito, fino alla fine.
Nota: non è ben chiaro se il Capogruppo e il Correttore si siano mai parlati. Non è nemmeno chiaro se il Correttore abbia veramente capito quale sia lo scopo del documento, avendo chiesto “ma lo possiamo smontare con le mani?” a proposito di una componente radioattiva. Siccome questo documento dovrebbe entarare in vigore nel 2050 o simili e dovrà essere costantemente riaggiornato fino alla morte per finimento da aggiornamento, ogni tanto Koris non è così sconteta di essere solo un evanescente rimpiazzo annuale.
Poi tanto martedì Koris avrà un altro round col CCC, il Commerciale Costantemente Coglionazzo, e rose e fiori torneranno ad avere la loro freschezza primaverile.

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