Speleoterapia antibiotica

(Disclaimer: questo post non è adatto a gente che soffre di vertigini perché c’è un sacco di verticale. Veramente un sacco. Siete stati avvertiti)

Da bravo speleologo qual è, ‘thieu sa che gutta cavat lapidem, anche se gli manca il latino. Sarà per questo che ha dosato uno stillicio mirato nel Koris-cervello.
“Vieni allo stage speleo?”
“Se lo organizzi sulle Causses probabilmente no”
“Mi sa di sì, sarà sulle Causses. In ogni caso rispetterò la tua scelta. Comunque, hai deciso se vieni allo stage?”
Questo ripetuto più volte al giorno, fino alle 20 di venerdì sera in cui Koris, fuori tempo massimo, ha ceduto sbottando “vengo, ma mi porto libri e computer e se la grotta mi rompe il cazzo me ne sto in superficie”.
Ora, Koris si sta sottoponendo a una sorta di speleo-terapia per farsi passare la fifa dei pozzi. In pratica, ‘thieu cerca di far capire a Koris che sa fare. La terapia è a base di pozzetti crescenti perché Koris riprenda confidenza in sé, visto che su Amazon la hanno finita. Con qualche fatica siamo arrivati a un P36 non larghissimo la settimana scorsa. La speleo-terapia a base di “allez, viens!” stava funzionando abbastanza bene, ma ‘thieu insisteva nell’andarci piano.
Poi è arrivato l’Aven de la Cheminée.

cheminee

Ecco il rilievo verticale della bestia. Oh, siete stati avvertiti.

Koris sapeva una sola cosa: che c’era il P40 (pozzo di 40 metri). Ma si stava convincendo che se è passato un P36 la settimana scorsa, poteva passare un P40 questo week-end.
“Ma sono contro parete o nel vuoto siderale?”
“Tranquillo, dovrebbe essere tutto contro parete. Poi non ne ho la certezza, non ci sono mai stato” disse ‘thieu, forse incrociando le dita dietro la schiena.
Koris si è detta “proviamo, tanto pioviggina fuori e fa anche freddo”. Si è quindi calata nelle prime strettoie con altri sei speleologi più o meno agguerriti.
Arrivata al P40 molto prima del previsto, Koris ha cominciato a fare un training autogeno a base di “ce la fo, ce la fo, ce la fo” e tanto una volta messasi sul discensore la voglia di fare dietro-front era poca. Contro parete un paio di palle, scesi i primi due metri Koris ha potuto bearsi di un bel pendolo che la ha portata a un altrettanto bellissimo frazionamento nel vuoto. Le cose che le fanno rimpiangere le domeniche a copertina, divano e serie tv. Ma ormai era lì, quindi niente.
È andata. Frazionamento, arrivo su un pianerottolo con la voglia di scoppiare in lacrime potentissima. Ma non essendo in intimità era meglio cercare di sorridere e nascondere le gambe di burro, dimenticando volontariamente che qualcuno avrebbe anche dovuto risalire quel pozzo.
Ma niente, il peggio era passato. Il P35 e il successivo mini-meandro sono passati senza nemmeno accorgersene. Come una lettera alla posta, dicono i Francesi (che non sanno cosa accada alle poste italiane).
Poi sono arrivati loro. P26 e P24. Felicemente sottostimati da Koris, perché “ho disceso il P40, non mi ferma più un cazzo di nessuno”. E invece LOL.
Il P26 ha avuto il buon gusto di illudere Koris di essere stretto e contro parete, almeno per i primi due metri. Poi si è aperto in uno svaso impressionante, zampe nel vuoto e ripetersi ossessivamente “guarda il discensore, non guardare in basso”. Il P24 successivo era accessibile con un pendolo dell’odio supremo. Dalla cima, Koris era moderatamente certa di vedere il fondo. Anche qui, passato il frazionamento siamo a zampe nel vuoto. Ma si arriva per terra, anche se dovrebbe chiamarsi più P50 che P26+P24.
A sette metri Koris si è accorta che quello che vedeva non era il suolo. Era un terrazzino scosceso da cui si partiva “en vire”, ovvero al traverso appesi sulle longes e piedi ancora nel vuoto. Un’altra di quelle cose che Koris adora. E lì sì che si è passati come una lettera alla posta, ma la posta italiana.
Non ripeteremo in questa sede l’imprecazione gigantesca che Koris si è fatta scappare in lingua madre.
Koris ha raggiunto ‘thieu come una Furia/Erinni.
“Ti ricordi quando due anni fa allo stesso stage, quando eravamo mezzi persi alle tre di notte, mi hai chiesto se ti stessi odiando?”
“Mi ricordo”
“Beh, no, non ti stavo odiando”
“Meno male”
“ORA PERÒ SÌ!”
Il resto è stato tutto un susseguirsi di piacevole meandro e pozzi stretti e ben educati (almeno secondo il Koris-criterio). Il tutto per decidere di fare dietro-front a -300 perché cominciava a farsi una certa ora.
La strada da -300 alla base del P24 è stato tutto un mangiare come fogne ignobili. Qualunque cosa. Riso, the, barrette di cereali, albicocche secche, cioccolato, “che, lo lasci quello?”, madleines.
Koris ha dovuto fare appello a tutta la sua scarsa forza di volontà per risalire i vari svasi (da notte) con zampe nel vuoto. Ma qualcuno da quel buco doveva pure uscire.
Arrivata alla cima del P40, non credeva a sé stessa per essere ancora viva, intera e dotata di una sanità mentale. A ‘thieu in compenso sono stati prospettati parecchi turni di lavaggio piatti per compensare l’adrenalina e i sedici chili di sudore che Koris ha perso.
Era mezzanotte quando si è rimesso il naso di fuori, più di tredici ore dopo. Sotto la neve. Ebbene sì, era la notte fra il 30 aprile e il 1 maggio e c’era la neve. Che ai tre gradi del campeggio a fondo valle si è trasformata in pioggia ghiacciata. Koris è uscita dalla macchina a bomba e si è infilata nel sacco a pelo di piumino, senza nemmeno togliersi la sottotuta speleo (che è stata collaudata come fantastico pigiamone di pile).
Però insomma, dopo troppe uscite sulle Causses in cui rinunciava quasi subito, Koris questa volta è riuscita a farsi violenza e arrivare a -300. Non che lo rifarebbe la settimana prossima, eh. E quella che doveva essere una speleo-terapia leggera è diventata una dose antibiotica, nel senso letterale di anti-vita. Effetti collaterali: l’acido lattico e una fame oscena.
E questa volta possiamo dire che i formaggi puzzoni sono ampiamente meritati.

Annunci

Messo il tag:, , , , , , , , ,

6 thoughts on “Speleoterapia antibiotica

  1. fradicuneo 2 maggio 2017 alle 08:19 Reply

    Meno male che ci sono i formaggi puzzoni!

    Mi piace

  2. Mezzatazza 2 maggio 2017 alle 09:35 Reply

    Felice che ne siate usciti tutti vivi e affamati di formaggi puzzolenti (ovviamente ho perso alcuni dettagli, leggendo con la vista appannata da sindrome da stress post traumatico).
    Devo mettermi a seguire blog di gente che ha hobby meno claustrofobici.

    Mi piace

    • yaxara 2 maggio 2017 alle 09:44 Reply

      Sì, ecco uno lo fa per i formaggi del dopo. Però non era claustrofobico. Era tutto così orribilmente enorme e verticale.
      Forse sono io che devo passare ad altri hobby…

      Liked by 1 persona

  3. laTigli 15 maggio 2017 alle 11:26 Reply

    mitica!!!
    (come si fa a risalire?)

    Mi piace

    • yaxara 15 maggio 2017 alle 11:47 Reply

      Per risalire ci sono i bloccati su corda, collegati all’imbrago ^^

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: