Necromante Informatico

Non è morto ciò che in eterno può attendere. Anche se “in eterno” uguale “da settembre 2015”, quindi è un eterno recente. Vabbè, non fissiamoci coi dettagli.

Facciamo un enorme passo indietro. Trillian è/fu/è stata il MacBook di Koris dall’ottobre del 2007, il computer con cui ci fu amore a prima vista, forse per il rene costato per pagarlo. Trillian ha avuto una vita molto piena a base di spostamenti internazionali, treni, aule, laboratori, cadute in bicicletta, tesi e romanzi scritti, cipolle informatiche varie. Trillian è morta un certo numero volte per le più svariate ragioni, fra cui annoveriamo assaggiare la colazione di Koris, dischi fulminati, la non-voglia di avviarsi per non andare a Mosca. Fino a settembre 2015, quando la cpu si mise a sputare errori logici che non potevano essere curati se non con una nuova logic board e Koris si convinse che dopo otto anni forse era il momento di lasciarla andare nei Campi Elisi dei portatili che hanno vissuto con gloria, nel Valhalla in cui un MacBook può vivere per sempre, anche a 64 bit.

Koris ripose ciò che restava di Trillian, ormai senza disco, in uno sgabuzzino, dicendosi “prima o poi la porto allo smaltimento informatico, ma voglio farlo di persona”. Ma Koris è pigra. Ora avete capito quel “ciò che in eterno può attendere”? Ecco.

Da qualche mese a questa parte Koris doveva fare dei conti di simulazione nucleare per Neutroni Porcelloni e le serviva un pc a 64 bit che avesse più di 1 giga di RAM (ora chiederete “ma se è per lavoro non dovrebbero fornitelo?”, la risposta giusta è “lassamo perde che è mejo”). LoSmilzo, ex pc dell’Amperodattilo riciclato da Koris per le esigenze che non possono aspettare i tempi geologici del servizio informatico, non poteva accollarsi tale pratica a meno di metterci secoli dall’alto del suo unico giga. Serviva un computer da lavoro e constograndissimocazzo che Koris avrebbe scomodato Blatto, il suo computer di casa, il portatile non portale di sedici chili.

Che poi è anche un po’ colpa di Junior, diciamolo, che è ora che laggenta si prendano le loro responsabilità (lett.). Junior ha parlato un po’ troppo delle riparazioni che faceva su Thanathos, il macbook gemello di Trillian che però ha visitato meno volte l’inferno. Si è scoperto che entrambi sono a 64 bit. E Trillian ha/ebbe/ha avuto 4 giga di ram. A Koris non è servito sapere altro.

La settimana scorsa ha esumato i miseri resti dallo sgabuzzino. Quindi ha comprato una nuova (vabbè, “nuova”) logic board, uguale alla vecchia. Guida di iFixit sotto gli occhi e dai dai dai. Del resto, cosa c’era da perdere?

La procedura si è rivelata più rapida meno agevole del previsto. La parte più critica sono stati i sensori di temperatura che non si volevano togliere di mezzo, per cui è stato necessario l’intervento di ‘thieu (“come hai fatto a toglierli?” “ho strappato tutto, tanto hai detto che la vecchia scheda si butta”). In un inferno di contenitori pieni di viti onde evitare di perderle, è stata tartinata la pasta termica sul nuovo processore, quindi Koris ha seguito la guida al contrario col terrore di dimenticarsi connettori per strada. O di strappare fili. “Ci voleva coraggio per farlo” ha commentato ‘thieu, quando Trillian assomigliava di nuovo a un macbook e non a un ammasso di pezzi esplosi.

A dirla tutta, nonostante la sicumera affettata, Koris non era proprio sicurissima della buona riuscita dell’operazione. Una volta rimesso il top case era più scettica che mai, un sacco di cose potevano andare storte. Ma tant’è, bisognava sapere. Koris ha schiacciato il pulsante di accensione. Il “boing!” del boot Apple è risuonato per tutta la cucina. Trillian vive! Di nuovo.

Si è anche scoperto che Trillian ha passato gli ultimi tre anni con un live cd di Slax nel lettore, ma dettagli. Il cd di Slax ha permesso di scoprire che per un caso fortuito funziona tutto: la rete, l’audio (nonostante la cassa di sinistra abbia visto cose che voi umani…), i sensori. Insomma, nessun connettore è stato massacrato nel tentativo.

Da ieri sera, Koris mostra un sorriso ebete e ripete a se stessa “non ci avrei mai scommesso”. La sua parte superstiziosa sente che l’ordine naturale delle cose è stato ristabilito, perché boh, Trillian è sì un computer ma è anche un po’ un simbolo.

Trillian è un po’ l’horcrux di Koris. O forse viceversa, non è ben chiaro, visto che si resuscitano a vicenda.

Excalibur per re Artù, il re, il regno, la spada e tutte quelle robe lì. La spina dorsale del drago e anche la cpu.

Alcesti che torna dagli inferi anche senza l’intervento di Eracle. O il ritorno di Euridice nella versione di Gluck, anche.

Ora, al netto di alcune trascurabili manutenzioni software, bisognerà spiegare a Trillian cosa si è persa negli ultimi tre anni e come può rendersi di nuovo utile. Koris nel mentre ha deciso di ritirarsi in una grotta e abbracciare definitivamente la carriera di necromante informatico. Perché questo va al di là del sogno contorto di qualunque fixer.

trillian

Qualcuno dirà “Photoshop!”

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2 thoughts on “Necromante Informatico

  1. Celia 18 marzo 2019 alle 11:33 Reply

    Io ho solo cambiato un disco ma il trauma delle maledette viti del mac è qualcosa di condivisibile.

    Per tutto il resto, riguardo “Non è morto ciò che in eterno può attendere”, rispondo solo: 3310.

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    • yaxara 18 marzo 2019 alle 12:09 Reply

      Oh, beh, Trillian ormai ha una vita su tre, si fa anche presto…

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