Pet Sematary, versione informatica

Per chi non lo sapesse, “Pet Sematary” (in italiano tradotto con “Il cimitero degli animali”) è un romando di Stephen King abbastanza inquietante. Per farla breve e raccontarla male, c’è un cimitero in cui la terra “miracolosa” (o quasi) riporta in vita gli animali domestici. Fantastico, geniale, meravigl… uhm, no. Perché gli animaletti così resuscitati hanno una certa aggressività e propensione alla stronzaggine generalizzata, che non li rende proprio piacevoli. Per di più, puzzano. Verso la fine del libro ci provano con un essere umano e vabbè, leggete il libro se volete saperne di più.

In questi ultimi giorni la vita di Koris si è trasformata nella versione informatica di “Pet Sematary”.

Il suo macbook Trillian è stato riportato alla vita due settimane fa, con una nuova scheda madre. Avviava anche il sistema operativo Slax, da un vecchio cd che si era tenuta dentro dal 2015 ad oggi. Tutto sembrava andare per il meglio. Mancava solo andare a comprare un nuovo hard disk e magari cercare di togliere quello sgradevolissimo odore che non si sa bene da dove venga.

Come al solito, sticazzi.

Koris ha comprato il nuovo venerdì, approfittando della mezza giornata libera. Lo ha inserito al suo posto, ha fatto un dvd di Linux Mint pronto alla bisogna e si è preparata a un’installazione rapida, liscio come piscio.

Trillian non ha voluto sapere di vedere il dvd di avvio. “Ma che dici a me?” sembrava annunciare al mondo con strafottenza. Koris le ha dato una seconda chance con una più versatile Ubuntu. Stesso risultato.

Scoperta raccapricciante numero uno: potrebbe essere che il firmware che permette di avviare il sistema operativo sia a 32-bit, a fronte del sistema operativo a 64. Seguono imprecazioni in atzeco. Koris spera che Steve Jobs stia lavando i cessi di un girone infernale.

Dopo una compulsiva ricerca sull’internet, pare che un disagiato mentale abbia fatto delle versioni di Linux che hanno l’avvio a 32 bit, ma il sistema a 64. Ok, questa volta potrebbe funzionare, daje forte. Facciamo un dvd, che con le usb non ne vuole sapere.

Risultato: manco per il cazzo.

Altra ricerca sull’internet, pare che la versione scriva “qualcosa” (cosa?) sul disco prima di installarsi (lolwut?). Non sarà mica che Trillian non vede il disco interno?

Scoperta raccapricciante numero due: già, Slax non ne vuole sapere di vedere il disco. Perché forse non è formattato come gli garba. Riformattare tutto, please. Koris si augura che la Apple vada in malora e venga acquisita dalla Assistenza Marranzi Computer, negozio che fornì i primi computer alla famiglia (ad ora fallito).

Ora non resta che convincere Trillian ad avviare qualunque cosa non sia a 32 bit. E che non sia Slax. Perché installare una versione di Ubuntu a 32 bit e passarla a 64 tramite il cross-grading potrebbe nuocere gravemente alla salute mentale di Koris, giù scarsa. Fino ad ora, scarsissimi risultati.

Nel mentre Blatto, il pc Debian-Dell che rispetto a Trillian pare fatto con la Lego, ha deciso di fare uno scherzone e fingere di non avere più audio. Un riavvio a suon di insulti gli ha fatto passare il capriccio.

Pare che la prossima mossa sia cercare di reinstallare un firmware che abbia senso e che permetta di avviare qualcosa, contro la volontà della stronzissima Trillian rediviva. Che a questo punto, forse, stava meglio nel regno dei morti e non è stata felice di essere portata via di lì. Mortacci suoi. Koris inizia ad odiarsi per aver scelto un Macbook nel 2007 anziché una pratica lavatrice.

E non dite che a questo punto si potrebbe anche lasciare perdere perché ormai è diventata una questione di principio.

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4 thoughts on “Pet Sematary, versione informatica

  1. Celia 30 marzo 2019 alle 20:39 Reply

    Al massimo ti passo Dodescaden.
    Che è più vecchio di Trillian ma ha seppellito il portatile successivo e mi ha salvato due tesi di fila – e credo sia l’equivalente del 3310…

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    • yaxara 1 aprile 2019 alle 08:08 Reply

      In verità ho altri tre (quattro, contando quel catafalco di Marvin) computer, ma ormai è una maledetta questione di principio. Ficcherò Linux nel mac, fosse l’ultima cosa che faccio.

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  2. Minestrella 2 aprile 2019 alle 12:42 Reply

    Al “liscio come piscio” non riuscivo più a concentrarmi.
    Poi per fortuna ce l’ho fatta, ma a Steve Jobs che lava i cessi mi ha completamente finita.
    Hai tradotto in parole quei simbolini di censura e cape di morto che mi apparivano nei fumettini di pensiero quelle poche volte che dovevo dare retta a una qualche apple cosa. Molto poche, ma basta anche così.

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    • yaxara 2 aprile 2019 alle 12:52 Reply

      E non ho ancora finito di dire cose maleducate, perché sembra essere solo l’inizio. Forse devo riaprire tutto che c’è un connettore staccato. Bella la vita del fixer.

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