Ricetta per una Koris felice

Ci sono poche cose che rendono Koris felice in automatico come l’alta montagna. E questo da… da sempre, per dire. Cosa che potrebbe avvalorare la teoria secondo cui Koris sia la reincarnazione di una capra di montagna.

Quindi, quando ‘thieu ha proposto di fuggire in montagna per evitare la canicola marsigliese, Koris ci sarebbe andata anche in ginocchio sui ceci. O forse no, che per arrivare a 3000 metri nel Queyras le ginocchia servono.

Se esistesse uno stato fondamentale per le persone, quello di Koris sarebbe con le scarponi e lo zaino in spalla, a seguire una traccia su una pietraia, verso non si sa bene dove, basta andare in alto. Perché la vetta, o la cresta, o il lago è solo una tappa in vista della successiva. E poi, basta andare, accompagnati dai fischi delle marmotte a fondo valle.

Tutto quello che serve è stare lassù, con la consapevolezza di essere ospiti della montagna, che ti tollare a zampettare sui suoi fianchi, ma in fondo in fondo comanda lei (e per le grotte vale lo stesso discorso). E lì ci si sente piccoli, alla mercé di un gigante che può fare di te quello che vuole, se non segui le sue regole. Può lasciarti guardare le nuvole salire nel cielo e formare temporali dietro il Monviso, ma scaricarti fulimini e grandine sulla testa se ti attardi troppo. Forse sarà che Koris è piccola di suo, ma in quella piccolezza si sente a suo agio. Come un minuscolo pezzo di un enorme puzzle che, per quanto insignificante e forse inessenziale all’economia del tutto, si sente a suo agio lì dov’è. Al punto da voler fare i capricci quando è ora di venir via, come… come quando aveva due anni, per dire.

Forse non c’è una vera e propria ragione per cui Koris, nata al mare e attualmente abitante al mare, si senta veramente se stessa fra i picchi, le nevi e le rocce. Ma finché può andarci e sentirsi bene, non è il caso di farsi troppe domande.

Autoscatto al 10 mm, con vista su Rocca Bianca

Poi c’è Junior che invece sostiene che Koris è felice in altitudine perché scarseggia l’ossigeno, il Koris-cevello ha meno carburante per l’overthinking e quindi c’è l’effetto fattanza, con dipendenza associata. Che come teoria in effetti sta in piedi.

Messo il tag:, , , , , ,

3 thoughts on “Ricetta per una Koris felice

  1. Lucy the Wombat 1 luglio 2019 alle 16:08 Reply

    Anche a me piace tanto la montagna, ma non avevo mai pensato alla fantastica teoria! 🙂

    "Mi piace"

    • yaxara 1 luglio 2019 alle 19:56 Reply

      Quella della mancanza di ossigeno o della vita precedente come capra di montagna?

      "Mi piace"

      • Lucy the Wombat 1 luglio 2019 alle 20:06

        La prima. Le capre mi iniziano a piacere da poco tempo, le sto ancora studiando. Sono per il team ovini 🐑🐏😃

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: