La suocera della ministra, il tricolore e il gelato di Grom

Ieri è stato il non-poi-così-grande giorno del colloquio per verificare l’integrazione (per parti) di Koris alla comunità francese. È quasi una formalità, se le carte sono in regola e se non ti chiami Abdul Alhazred, ma Koris, in questi giorni pre-Pierre Saint Martin, è in uno stato di prostrazione psicofisica tale che vede catastrofi imminenti circa ovunque. Sì, anche più del solito.

Koris si è quindi traverstita da persona normale ed è andata in Prefettura, dopo aver del tutto casualmente scoperto che non era la prefettura che pensava lei, ma insomma, dettagli. Si è travestita da persona normale perché boh, sono quelle circostanze in cui fingere un’oncia di normalità può aiutare. La normalità rassicura, o almeno rassicura gli altri.

La funzionaria dell’amministrazione non era proprio quel che si dice una persona piacevole, ma insomma, Koris doveva solo fare un colloquio, non passarci le vacanze. L’importante era riuscire a non tirarsi i coltelli prima della fine, come pareva stesse accadendo nell’ufficio accanto.

“Merdopoli, dove lo ho già sentito Merdopoli?”
“Beh, non è poi così lontana dalla frontiera è a 100 km, ci si passa se si va in Toscana…”
“Mai stata in Toscana, ma vado regolarmene a Milano”
“E allora ha visto l’uscita dell’autostrada di Merdopoli”

È seguita una digressione sulle vacanze della funzionaria a Milano, compresa una sperticata lode del gelato di Grom. Koris avrebbe dovuto mostrare la sua assimilazione alla comunità francese, ma non ci sono cazzi, gelatum totum nostrum est, mica si possono rinnegare le radici così, oh.

“Ho visto che il suo atto di nascita è datato settembre, ma la domanda è stata inoltrata solo a marzo. Come mai?”
“Se guarda bene l’atto di nascita dell’Amperodattilo è datato marzo, il comune di Roma ci ha messo sei comodi mesi per mandarcelo per posta, proprio quando pensavamo che ci avessero mandato affan…”
“Ah, vedo che l’amministrazione in Italia è molto rapida.”
“… secondo lei perché sono qui, fra le altre cose?”
Quindi lasciateci il gelato. Almeno quello, suvvia.

Le domande del colloquio sono state abbastanza elementari, Koris non ha nemmeno potuto fare sfoggio della decine di date che si era appiccicata in testa con lo sputo, complice ‘thieu (“separazione fra stato e chiesa?” “1905!” “Comune di Parigi?” “1871!” “Inizio della quinta repubblica?” “1957!”). Questo almeno finché la funzionaria non ha chiesto di citare un ministro donna, Koris ha risposto “Agnes Buzyn, ministro della salute” e la funzionaria se n’è uscita con “e chi era la suocera di Agnes Buzyn?”. Koris è stata tentata di rispondere che si era preparata sulla composizione del governo e non sulle parentele. Poi si è scoperto che la suocera della ministra era Simone Veil. Vabbè.

L’unica domanda di storia è stata abbastanza banale. E Koris ha pertanto deciso di essere abbastanza cacaminchia, perché se non rompi il cazzo sulla storia godi solo a metà. Se sei Koris, ben inteso.

“Quando è iniziata la Rivoluzione?”
“La data simbolica è il 14 luglio 1789, ma in realtà si tratta di un fenomeno complesso che…”
“E cosa cantavano?”
“Beh, non la Marsigliese, che è stata ispirata dalle guerre successive di difesa. Al massimo cantavano la Carmagnole.”

Degna di nota la parentesi di politica italia.
“Il presidente della repubblica italiana… come si chiama?”
“Mattarella. Ma il presidente ha meno poteri che in Francia, da noi è più importante, da un certo punto di vista, il presidente del consiglio”
“Ah, è quello che si chiama…”
“Conte”
“CHI?!”
“Però ultimamente si sente parlare di più del ministro dell’interno, Salveenee”
“Eh, quello lì. Ah, è solo ministro dell’interno? Non è presidente della vostra repubblica?”

L’intero colloquio è durato meno del previsto. Forse per il travestimento da persona normale che rassicura la sicurezza nazionale, vai a sapere. O forse per il numero di dichiarazioni di tasse pagate. Non lo sapremo mai.

Ora il malloppo andrà a Parigi, dove si prenderanno i loro tempi per decidere se Koris è degna o meno di diventare una mangiarane a tutti gli effetti.

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4 thoughts on “La suocera della ministra, il tricolore e il gelato di Grom

  1. nimerya 25 luglio 2019 alle 17:12 Reply

    Sulla suocera di Agnes Buzyn saremmo caduti pure io e il francesissimo marito, pur conoscendo ovviamente Simone Veil.

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    • yaxara 25 luglio 2019 alle 19:26 Reply

      Idem per me e per il francesissimo ‘thieu. Ci sfuggono delle sottigliezze.

      Piace a 1 persona

  2. Minestrella 27 luglio 2019 alle 14:32 Reply

    Ma che vacanze si fanno a Milano?

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    • yaxara 11 agosto 2019 alle 08:40 Reply

      Credo che per noi resterà un mistero.

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