What if, un salto di dieci anni

Oggi, 34 marzo, Koris non ha molta voglia di parlare del presente. Tanto meno di parlare del futuro, su cui grava un’ipoteca di improbabili promesse e speranze (“appena finisce il confinamento faccio/vado/mangio…”). Koris però si è immaginata come sarebbe andato se questo gigantesco casino del vairus fosse scoppiato non ora, ma dieci anni fa.

Dieci anni fa Koris era una studentessa universitaria all’ultimissimo anno di fisica, con tesi in fieri. Ma soprattutto Koris viveva in Collegio con quelle che venivano spacciate per le menti brillanti dell’ateneo (e alcune lo erano davvero, poi c’era Koris ad abbassare la media). Questa sistemazione aveva fatto nascere meccaniche degne di studi antropologici quando non etologici, cameratismo, solidarietà, parecchia cazzimma, mors tua vita mea, parassitismo, opportunismo, simbiosi, grandi amicizie e quant’altro. Se fossero tutti restati confinati a causa del vairus nei loro monolocali condivisi a due a due, ci sarebbe stato cibo per almeno una decina di reality.

Il Molesto B., fisico-biotecnologo-qualcosa (un personaggio alquanto improponibile con un debole per le Cinesi e non andiamo oltre che se no diventa subito un horror) sostiene di aver trovato un vaccino per il vairus. Lo scrive più volte al giorno in mailing list facendosi linciare informaticamente (e non solo) ogni volta. Chiede a Koris di testarlo, convintosi che Koris studi medicina; Koris lo manda a cagare. Il Molesto B. perde il vaccino cucinando il Sabbione, un’orribile sbobba a suo dire cinese, una broda di acqua calda in cui galleggiavano spaghetti crudi, uova crude, spezie, un dado da brodo solido e altre cose di cui non vogliamo ricordarci (s’è già detto che è un personaggio improponibile?).

Flu, studentessa di medicina per davvero, prende la palla al balzo per fare bioterrorismo ai compagni di Collegio.

Il Mathematicus fa se stesso. Oscilla fra il “cazzomene del vairus” e l’ipocondria. Dà gli esami online ripetendo ossessivamente “domani buco”, perché certe cose non cambiano nemmeno nella finzione letteraria.

B. e Z., in camera assieme, sfogano i loro ormoni nell’intimità del domicilio facendo finta di niente e continuando a sfoggiare eterismo altrove. Per il resto mangiano. Del resto è rimasta impressa la frase “non so se ho più voglia di un pompino o di pane e nutella”.

Nami, anche in circostanze avverse, assicura al Collegio la sua quota di kawaii.

Nick si propone di risollevare gli animi facendo un risotto. Ora, i risotti di Nick iniziavano e si dilatavano a dismisura nei tempi, di cottura e non. Imperi sono sorti e tramontati nel tempo di preparazione di un risotto di Nick. È quindi plausibile che nel tempo della pandemia Nick riesca a portare a termine un solo risotto, appena appena cotto.

Il Pres propone un cineforum porno con grandi classici come “Biancaneve sotto i nani”. Si lamenta dell’assenza di una pizza decente, anzi, di una Pizza.

Qualcuno propone un cineforum serio, Koris e Junior lo snobbano e lo sotterrano con un’ondata di film trash. Grande successo di pubblico per quest’ultimo.

Mitch scarica “the_internet.zip”. Interrogato sul soggetto dai gestori della rete, si giustifica dicendo che erano distribuzioni di Linux.

Koris dà di matto perché a ottobre si deve laureare e deve lavorare alla tesi. Koris dà sempre di matto in tutti i possibili universi. Nel mentre picchia il Moltesto B. e gira enormi padellate di pasta, che quella è la sua vera skill segreta.

Sophia, la Koris-compagna di stanza, trova la vera cura per il vairus, in un barattolo di fagioli scaduti nel 2002. Sophia è una geniale biotecnologa e fan del cibo scaduto, ovvero come conquistare il mondo a colpi di gastrite.

Gecko vive la pandemia barricato in camera, chiuso dentro il suo sacco a pelo. Tanto Faithful si è ritirato in seno alla famiglia. Faithful l’insopportabile, per inciso, era originario dell’epicentro pandemico italico, solo una coincidenza? Noi di Voyager pensiamo di no.

Gweedo corregge l’ortografia e la dizione nei discorsi di Conte, ogni tanto tedia in giro, cerca di uccidere il vairus a colpi di azoto liquido.

Il direttore del Collegio, soprannominato già in tempi normali Gollum, dà istruzioni contraddittorie e in linea di massima tutti se ne fregano perché il Collegio è, da anni, sotto la dittatura rossa del Bailorg.

P.S. Questo post è una private joke fra vecchi sodali, ma anche sticazzi.

P.P.S. È anche colpa di Junior, questo post.

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2 thoughts on “What if, un salto di dieci anni

  1. Mari 3 aprile 2020 alle 20:49 Reply

    Anch’io ho vissuto in un collegio… al netto della private joke capisco benissimo!

    "Mi piace"

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