Trentatroppo di marzo

Ci sono giorni migliori, ci sono giorni peggiori, ci sono giorni. Tanti giorni. Troppi giorni. Troppo uguali. Se non ci fosse una ferrea routine scandita da “si lavora dalle 8 alle 16:30 dal lunedì al venerdì”, sembrerebbe di vivere un’eterna domenica pomeriggio in cui è sempre troppo presto per andare a dormire e troppo tardi per fare qualcosa di costruttivo. La routine un po’ salva la vita, è il rituale di protezione dalle forze oscure a cui ci si aggrappa ogni giorno. Il che significa che quanto (e se) questa routine verrà mandata per aria dal ritorno alla normalità, tutto farà malissimo. Ma ormai si è nell’ottica che, qualunque cosa succeda, tutto farà malissimo. Karma.

Koris ha ricevuto di nuovo la visita della sua amica insonnia, da due notti. Solo che ha meno ripercussioni sulla Koris-vita: sono bravi tutti ad essere insonni quando il massimo dello spostamento richiesto è dal letto alla scrivania alla cucina al divano. Koris ricorda di aver avuto una vita in cui faceva 150 km ogni giorni. O forse era un sogno, chi lo sa.

Data la sua insonnia, Koris ha pensato che forse la cosa migliore è lasciare perdere i videogiochi prima di dormire. Ha quindi cercato di guardare la docu-serie “L’impero Ottomano”; non è andata oltre la prima puntata per colpa di “Alle otto della sera”. Perché quando la caduta di Costantinopoli è raccontata da Barbero o dalla Ronchey, beh, Netflix, de che stiamo a parlare? Ieri sera Koris ha interrogato Netflix alla ricerca di relax. È finita a guardare “Suspiria”. Risultato: ha dormito male e continua ad avere un fastidioso motivetto in testa. Brava Koris, sempre 100% grandi insuccessi.

Per quanto riguarda il lavoro, continua l’isolamento, che hai visto mai il vairus si propaghi anche via Skype. Però sono arrivati i dati che Koris aspettava da gennaio. Erano illeggibili. Una volta resi leggibili, erano incomprensibili. Potrebbero essere MeV, GeV, pere o mele, sarebbe la stessa cosa. Unico commento di accompagnamento: “il post-doc ha perso gli altri dati”. Bella raga, congratulazioni. Koris sta avendo attacchi di super-scazzo lavorativo non trascurabili, sapendo che dopo andrà solo peggio e che del suo progetto non frega nulla a nessuno. Karma anche questo.

Giovedì è il troppesimo compleanno di ‘thieu. Koris ha un progetto di torta ambiziosissimo e pertanto destinato a fallire in maniera miserabile, come tutti i progetti culinari made in Koris. Il regalo è monco ed esiste solo perché Koris è psicopatica-ansiosa e si era messa a concepirlo già a febbraio. Se altrimenti sarebbe ancora peggio. Ciò non toglie che, nel suo stato attuale, fa schifo.

Il salotto è decorato in versione bombardamento. Tutto sommato anche con una pittura approssimativa e data male, le cose possono solo migliorare.

Un giorno finirà anche marzo, ma per il momento porcatroia.

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