Il resto delle riflessioni notturne

Tanto tanto tanto tanto TANTO bene non va. Altrimenti Koris non si ritroverebbe (di nuovo) a guardare sfilare le ore nel cuore della notte. C’è da dire che ha fatto il possibile per non aggiungere ira all’insonnia. C’è stato dello sforzo. Si è messa a rileggere un libro-relitto della sua adolescenza, “Vivere e morire per Napoleone”, giunto a casa di ‘thieu per ragioni non note. Solo che anziché trovare resoconti di gente che si butta alla carica a villoso petto nudo o pettegolezzi sulle uniformi tamarre di Murat, si è ritrovata a leggere una sorta di diario di un chirurgo di guerra. E allora ditelo che lo fate apposta.

Koris continua a pensare al suo grasso e grosso culo, dicendosi che no, non doveva andare così per un cazzo. Che uscire da tre anni di difficoltà (filtro censura per evitare di turbare gli animi col termine corretto da usare) per… uhm, beh, NON USCIRE PROPRIO non è così facile. Certo, non è facile per nessuno, ma non è questo il Koris-punto. Il punto è che proprio quando iniziava a pensare che non andasse proprio tutto-tutto-tutto male, tutto-ma-proprio-tutto si è messo ad andare malissimo. Colpa sua, sì. Che poi è una cazzata, ma Koris pensava di poter finalmente prendere i ponti e le vacanze che nei tre anni successivi si era fumata. Che oh, resta una cazzata, ma quando pensi che aspettavi solo la rivalsa e invece sticazzi, un po’ ti fa male. Che non volevi finire di nuovo a dare le dimissioni con 50 giorni di ferie arretrati. L’abbiamo già detto che è una cazzata, vero?

L’assenza di valvole di sfogo si fa sentire. Perché quando pratichi sport diversamente conformi e da alcuni ritenuti estremi da… uhm… anni (arrampicata prima, speleo poi) per quasi tutti i fine settimana, il resto è un palliativo. Pure il salotto di Penelope, il bricolage tirato per le lunghe per durare fino alla fine di questo periodo infame, se fine ci sarà.

‘thieu dice “potresti scrivere”. Come se per scrivere fosse sufficiente posare il culo su una sedia e battere sulla tastiera. Come se scrivere non fosse fatto di esperienze, riflessioni, sensazioni. Koris non è sufficientemente vecchia per scrivere le sue memorie, rinchiusa in quattro mura. O forse lo ha già fatto e le sue memorie stanno qui, neeeeeext.

Quanto ai piani, anche ai micro-piani piccini piccini che Koris si era fatta fino a un mese fa, meglio non parlare. Che pare che salti pure il capo alla Pierre-Saint-Martin questa estate, quindi le ragioni per continuare a zampettare nel mondo paiono molto risicate.

Altro fun fact che in realtà non è fun per un cazzo: non potendo andare a casa sua, Koris non ha notizie della sua domanda di naturalizzazione. Che probabilmente è stata cestinata e non le hanno mandato nemmeno un “lol didnt read”. Ma il ministero degli interni potrebbe in effetti avere altri problemi attualmente che non gli sporchi stranieri venuti in Francia a rubare il lavoro (precario).

P.S. Che poi oh, lo sappiamo che c’è gente che ha problemi veri. Gente che lavora negli ospedali e non si ferma un secondo, gente che sta male, gente che ha perso i suoi cari, gente in situazioni precarie. Però questo è anche un po’ il mio blog, se non mi lamento qui delle mie cagate tanto vale che mi metta dei post-it lamentosi per casa.

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