Il salotto di Penelope

S’è già detto dell’alzata di ingegno migliore che si potesse avere in questa prima metà del 2020 (forse anche del 2020 intero, che se continua così potrebbe non esserci una seconda metà) è stata comprare tutto il necessario all’Ultimo Sabato delle Nostre Vite di Prima e rifare il salotto. Almeno per darsi un obiettivo per il week-end. Un’illusione di sopravvivenza.

Dal quindici marzo Koris e ‘thieu hanno strappato tappezzerie, rifatto intonaci, tappato buchi, incollato metri e metri di carta pitturabile, estirpato zoccoli dietro cui si celavano cumuli di polveri intonsi dal XIX secolo. Non è stato sempre un compito facile, complici i soffitti alti tre metri e l’orribile parete assassina con due angoli smussati, talmente orribile da aver fatto propendere ‘thieu per la via del trasloco (dove? Non si sa, ma ovunque non ci fossero angoli arrotondati).

L’opera poteva avanzare in maniera più spedita, ma la lentezza è stata voluta. Rifare il salotto non è stata che una pallida scusa per occuparsi nei fine settimana e non sentire la mancanza delle grotte. Almeno, non troppo. Il lavoro è stato centellinato in modo da occupare il più tempo possibile, fino alla fine della quarantena. Una sorta di tela di Penelope, ma senza i fili. Ci mancava solo che durante la notte andassero a riattaccare la tappezzeria per andare a scollarla di nuovo.

Lo scorso week-end i due hanno pitturato tre pareti su quattro. Manca solo la maledetta parete con gli angoli arrotondati. Ma manca anche la pittura, perché quei 50 mq indicati sulle confezioni erano una lurida menzogna, ancora più dolorosa in tempi di quarantena. Si può procurare dell’altra pittura? Ovviamente no: Amazon France non consegna e anche i negozi di bricolage, i pochi aperti, si limitano a vendere un ristretto numero di articoli essenziali. La pittura non è considerata un articolo essenziale, pare sia stato deciso che si può sopravvivere fino alla fine della pandemia col salotto bicolore.

Koris e ‘thieu, alle porte di un minaccioso di week-end e con la prospettiva di due ponti di TRE GIORNI da passare confinati, sentono lo sconforto cadere su di loro. E nemmeno un bidone di pittura a poterli consolare. Il morbo infuria, la tinta manca, sul ponte sventola bandiera bianca.

penelope

Uguale, ma con le cazzuole

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3 thoughts on “Il salotto di Penelope

  1. nimerya 27 aprile 2020 alle 21:57 Reply

    I ponti di tre giorni 😦
    Il salotto bicolore é la tendenza d’arredamento del 2020, non lo sapevi?

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    • yaxara 28 aprile 2020 alle 08:49 Reply

      Per i ponti l’unica cosa che possiamo dire è “speriamo che piova!”.

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      • nimerya 28 aprile 2020 alle 09:53

        Ma davvero, speriamo che piova! Io già me li pregustavo al grido di “portiamo i bambini a scoprire la Francia” visto che per la prima volta in 7 anni mio marito non deve lavorare tutti i week end e i festivi e, lavorando entrambi, avevamo anche due soldi per fare qualche spostamento.

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