Primo anno di fisica e dintorni

Questo è un post sull’incertezza. Ma non di quelli alla moda, sulla caducità dell’esistenza, sul sottile equilibrio che regge il mondo, sul vairus che incombe sempre su noi. No, no, è un post sulle incertezze vere: quelle di misura.

Koris è stata spedita, non troppo consenziente, a fare una… formazione? Training? Corso di tre giorni? sulle incertezze di misura. Ha fatto presente che lei misura cose dall’ormai lontano 2006, insomminchia, non è che abbia bisogno di imparare adesso. “Vacci lo stesso che è certificato” le hanno risposto.

La totale assenza di entusiasmo, oltre al ripassone sgradito, era generata dalla flemma di dover andare in macchina in siffatto posto. Posto sperduto da qualche parte fra i vigneti e le fabbriche chimiche, in riva a uno stagno. 50 km da fare in macchina sull’autostrada preferita dei camion, guidati per lo più a caso e come se fossero calibro Twingo, con buona pace di precedenze, limiti di velocità e altre decorazioni stradali inessenziali. Adorabile.

L’analisi delle incertezze di misure suscita in Koris la stessa verve di quando le faceva lezione Zio Palmo e quelle due ore di Laboratorio I si finivano tartinati sui banchi a gradoni dell’aula magna. Del resto, la teoria è sempre la stessa, con l’aggravante del già visto e già praticato. Ma se quando spiegava Zio Palmer (che poi “spiegava” è una parola grossa, bofonchiava a occhi semichiusi mentre in aula magna c’era il delirio) Koris-classicista non ne sapeva una beneamata, l’odierna PhD-Koris è un concentrato di spokkia fisica e non rinuncia a farlo sapere.

Nonostante tutto, abbiamo imparato cose, fra cui:

  • “Le derivate parziali sono difficili perché ti fanno fare gli errori di segno”
  • “Excel è l’unica cosa su cui si possono programmare formule”
  • “La radice quadrata di una deviazione standard negativa ha senso se pensi che non sia negativa”
  • “I coefficienti di correlazione non esistono”

Koris si è trattenuta dall’andarsene solo perché quella formazione costa e avere un bollino sulla chiappa che attesta che sai calcolare cose è sempre utile, nel folle mercato del lavoro (Koris ha appena corretto merdato? possibile). E fa sempre piacere sapere che il primo anno di lezioni di fisica non è passato invano.

P.S. La stesura di questo post stitico ha permesso di andare a riesumare certi Koris-post del 2006 e… che disagio, signori miei. Il Koris-blog è l’unica entità a cui invecchiare fa bene.

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3 thoughts on “Primo anno di fisica e dintorni

  1. Minestrella 23 settembre 2020 alle 08:53 Reply

    Se questa dei coefficienti di correlazione è vera, mi sparagno la metà delle cose che faccio.

    Il termine tartinati è bellissimo e rende meglio di una foto.

    Io correggo spesso “merde file” per farlo tornare a “merge file”

    Poi hai permesso pure a me di andare nel tuo 2006. Dai, ho visto 2006 peggiori e anche con più puntini sospensivi. Forse la quantità di puntini sospensivi dipende dalla lunghezza dei telomeri.

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    • yaxara 23 settembre 2020 alle 08:59 Reply

      Lollissimo per i telomeri, ma c’è tantissimo disagio lo stesso. E viva i merde files e le correlazioni che invece esistono eccome, sob.

      Piace a 1 persona

      • Minestrella 23 settembre 2020 alle 09:30

        Eh, peccato, la consolazione è che possiamo vedere se i telomeri sono correlati ai puntini.

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