Aridajela

Sono le quattro e dieci e questo potrebbe non contribuire in positivo alla qualità del post. Comunque al di là dell’ora che ormai non si sa nemmeno se sia prestissimo o tardissimo, Koris è incazzata con una grande categoria di persone e cose. Forse animali e minerali la scampano, ma non ne siamo così convinti.

Koris è incazzata perché there we go again, confinamento, lockdown, insomma, quella roba lì che tutti avevano giurato e spergiurato che non sarebbe mai più successo. Uh, proprio, come no. E questo porta l’incazzatura di Koris a dirigersi verso due categorie in particolare.

Koris è incazzata con quelli che del vairus se ne sono sempre circa battuti il belino, che tanto era sempre il problema di qualcun altro. A Marsiglia ce ne sono a mazzi, ancora stasera nell’appartamento di fronte c’era un festone base di partita dell’OM e droplets infetti. Poi magari domani se ne escono con le loro manif de soutien a stocazzo, inveendo contro chi ha lo stipendio garantito e lavora da casa perché non ci sono più le mezze stagioni, signora mia.

Koris è incazzata con chi non si è svegliato un po’ prima con misure conseguenti per evitare questa gigantesca menata. E il telelavoro no, perché è come non lavorare; consigliamo ma non imponiamo mica, chi si vuole prendere la responsabilità? E la chiusura dei bar no, perché nella costituzione c’è il diritto all’aperitivo sputazzato dal vicino. E riconfinamenti puntuali e locali no, perché tanto i sindaci non li fanno rispettare, visto che pare una punizione. E poi oh, raga, siete stati a grattarvi per tutta la primavera, qui bisogna fatturare! BIsognerebbe far presente che i morti non fanno chiffres d’affaire.

Koris è incazzata (un po’) anche con ‘thieu, che ripete “ah, ci riconfinano di sicuro!” da tre giorni e poi se ne esce con “ma io mica me l’aspettavo”. E inizia una spirale di negatività da cui non se ne esce se non fra sei mesi e potremmo anche essere tutti morti nel frattempo. Quindi si gira dalla sua parte di letto e russa. Mentre qui sono le 4:24 e non c’è alcun segno che permette di riaddormentarsi.

Koris è incazzata con se stessa e con la sua necessità di trovare un equilibrio che viene puntualmene buttato all’aria. E allora il cervello si mette in moto e pianifica, perché l’unico modo per poter rispondere all’evolversi della situazione è avere una solida base. Con delle exit strategy per non dare di matto anche se non puoi fare più di un chilometro da casa tua. C’è il romanzo da editare con la motosega. C’è l’emulatore della Play Station e stavolta abbiamo anche il joypad. C’è il bricolage da finire. C’è l’Imperia per fare le lasagne e le tagliatelle, se siamo ancora capaci (spoiler: no). C’è la corsa di chittoliniana memoria, perché come diceva Lerry e tutti gli adepti dell’Albadociccia, se i tempi sono stronzi tu devi essere ancora più stronzo. Ci sono un sacco di cose.

Però nel frattempo sono le 4:30, fra le cose mancanti annoveriamo il sonno e la speranza che questa roba sia archiviata alla svelta.

4 thoughts on “Aridajela

  1. io boh 29 ottobre 2020 alle 06:17 Reply

    “No, ma è tutta colpa di Bill Gates!” A me ascoltare i complottisti (non per scelta personale, ma perché sono ovunque, al lavoro o in famiglia) sta mandando ai matti. La mia conclusione è che i complottisti sono il complotto.

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  2. lastejan 1 novembre 2020 alle 21:19 Reply

    “Koris è incazzata (un po’) anche con ‘thieu, che ripete “ah, ci riconfinano di sicuro!” da tre giorni e poi se ne esce con “ma io mica me l’aspettavo”. E inizia una spirale di negatività da cui non se ne esce se non fra sei mesi e potremmo anche essere tutti morti nel frattempo. Quindi si gira dalla sua parte di letto e russa”
    Sembra mio marito 😀
    “Vedrai che chiudono tutto. Si ricomincia da capo in autunno, Minimo due anni andiamo avanti. Se va bene andiamo a Genova l’estate prossima. Chissà come sarà grande il nipotino quando potremo vederlo, che l’ultima volta aveva una settimana. Sì, col cavolo che tuo padre si sposa, vedrai che finirà tutto in un buco nell’acqua. Tanto mica possiamo andare in Italia, chissà fino a quando. Ah, ma adesso vedrai, vedrai che richiudono anche le scuole.”
    Io lo vorrei schiaffeggiare, mi fa venire da piangere e da sbattere la testa contro il muro. Poi appunto, lui si gira e russa o videogioca o videolavora o qualunque cosa abbia da fare, mentre io guardo il muro con desiderio di darvi zuccate, insieme a tutti i pensieri brutti che mi mette addosso.
    Comodi loro: ce li vomitano addosso e poi dormono il sonno dei giusti, se ne sono liberati.
    Noi li prendiamo, li cunzerviamo (come diceva mia nonna) assieme ai nostri pensieri brutti e passiamo la notte a fissare il soffitto. Oddio, io no: sono così stanca che dormo lo stesso, Però ho gli incubi da covid.

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    • yaxara 2 novembre 2020 alle 07:59 Reply

      Ecco, esatto. Beati maschi, che ti devo dire…

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