Andiamo a bruciargli la casa, PhD edition

Disclaimer: questo sarà un post molto offensivo, per cui se siete persone suscettibili convinte che la ricerca si faccia per passione e non coi contratti, beh, non è per voi. Passate oltre, poi torniamo a parlare della ricetta della focaccia al plutonio.

In questi tempi di futuro incerto ma di certissime parolacce, nella casella mail di Koris è approdata un’offerta di lavoro che in sé prometteva bene. Il titolo era “Cercasi fisico sperimentale”, in paese di cui non faremo il nome per la privacy anche se vorremmo tantissimo perché questa gente deve chiudersi la pelle delle chiappe nella zip PACE INTERIORE. Koris ha vacillato per un attimo, si è detta “perché no?” e ha aperto l’allegato. Riga dopo riga ha iniziato a ballarle un occhio.

Koris più o meno alla terza riga

Potrebbe essere istruttivo commentare assieme i requisiti richiesti per tale posizione. I dettagli pratici, come se si trattasse di un indeterminato o i soldi, li lasciamo per ultimi. Ricordatevi, passione ci vuole, passione!

  • Un dottorato conseguito con successo, se possibile con molto successo: quale sia l’unità di misura del successo non è dato sapere, fa parte dei sacrosanti misteri delle risorse umane. Era di successo ma non abbastanza, spiace.
  • Aver dato prova di un lavoro scientifico indipendente tramite pubblicazioni come primo autore: ci sta. Le pubblicazioni sono importanti. Pubblica o muori. Pubblica anche il rimedio contro i calli di zia Paoletta. Ingrassa l’H-index del laboratorio, oppure essendo tu un misero schiavo non ti sarà concessa nemmeno la preparazione H una volta che ti avremo fatto il cu… vabbè.
  • Conoscenza intensiva di molti campi fra cui la fisica nucleare, i dati della fisica nucleare, la programmazione in più linguaggi, l’analisi dati, la dosimetria, la programmazione del videoregistratore, la cucina armena, le simulazioni Monte Carlo, il problem solving quando ti chiama la mamma e ti dice che non trova Google, l’aerodinamica del cetriolo. Il tutto provato da pubblicazioni in ognuno di questi campi, ça va sans dire.
  • Esperienze di lavoro in ambiente internazionale, con la capacità di fare fund raising da enti pubblici e privati. Insomma, andare in giro col cappello in mano a chiedere l’elemosina in più lingue, ma detto così suonava male.
  • Team player con eccellenti skill di comunicazione. Non so se le squad di Fortnite contano come referenze.
  • Disponibilità a lavorare in un ambiente radioattivo; si risparmia sulla pensione.
  • Disponibilità a viaggiare un po’ ovunque in Europa con preavviso minimo. E diaria altrettanto minima. Arruolatevi, girerete il mondo, ci dicevano.
  • Stile di lavoro indipendente e strutturato e ottima organizzazione. Insomma, detto papale papale: ti arrangi. Detto ancora più papale: cazzi tua.
  • Eccellente conoscenza orale e scritta dell’inglese e di AltraLingua. Se parli anche il sanscrito è un punto in più.
  • Capacità di seguire tirocinanti, dottorandi e altre bestie varie che si aggirano a fare domande. Suvvia, a chi non è mai stato appioppato un dottorando Santuzzo e i suoi “Please help me!” notturni? Sono quelle skill che germinano da sole, nella grande fratellanza del SiamoTuttiNellaMerda.
  • Abilità a motivare lo staff tecnico-scientifico, con approccio al management cooperativo, da dimostrare e valutare alle risorse umane. Un po’ come la supercazzola col team building di Antani ma sempre nel rispetto del quality system dello scappellamento della mission, ma a destra.

Ora viene il bello. Tutti questi fenomenali poteri cosmici per…

  • Orario di lavoro dalle 7 alle 22, con almeno il 10% del lavoro da compiere in turno di notte.
  • Salario da concordare in base all’esperienza.
  • DICIOTTO MESI DI CONTRATTO. Eventualmente seguito da una conferma della posizione in indeterminato.

Ok, prendiamoci tutti un secondo per riflettere. Questi chiedono di saper fare e disfare il mondo con gli occhi chiusi e le mani legate dietro la schiena, di essere allo stesso tempo tecnici e formativi, di saper cantare l’Aida col culo… per diciotto fottuti mesi di contratto? DICIOTTO? Nemmeno due anni, diciotto mesi. Al termine dei quali uno si trova davanti all’addetto risorse umane di turno sentendosi dire, a scelta:

  1. C’è grossa crisi a causa del Covid/della bolla speculativa dei derivati/delle quote latte, non ci è possibile aprire una posizione fissa;
  2. Stiamo cercando una donna (se sei un uomo)/ stiamo cercando qualcuno che abbia sì 10 anni di esperienza, ma meno di 25 anni (se sei una donna)
  3. Dispiace, ma la precedenza è alla mobilità interna di chi è già in indeterminato;
  4. Varie ed eventuali.

E verranno a dirti di riprovare, di andare altrove, di provare in un altro laboratorio, in un altro paese. Che la prossima volta andrà meglio. E che in fondo la vita è bella così, è il challenge, l’adrenalina, l’incertezza che ti porta a dare il meglio di te. Come ti invidiano, quelli che hanno messo il culo in un ufficio vent’anni fa e non si sono mai mossi di lì.

Quello che è davvero sorprendente è come non ci sia ancora stato un tumulti dei Ciompi col PhD, perché di queste offerte di lavoro con bastone reale e carota olografica ce ne sono anche troppe. O almeno, se chiedete la fetta di culo con pinoli tagliata sottile sottile vicino all’osso, abbiate almeno la decenza di offrire un vero indeterminato in cambio. Potete sempre usare come scusa “nessun candidato corrispondeva al profilo cercato” per giustificare le vostre zozze politiche di riduzione della massa salariale.

Nessun ulteriore commento è necessario

P.S. Poi ci passerà anche questa presa a male, ma nel frattempo porcatroia.

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6 thoughts on “Andiamo a bruciargli la casa, PhD edition

  1. io boh 24 novembre 2020 alle 19:09 Reply

    No, ma la gggente non vuole lavorare! -dicono

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  2. delilahdevore 26 novembre 2020 alle 12:37 Reply

    Reitero la mia stima per i riferimenti a Barbero. In merito all’offerta di lavoro, l’unico commento genuino che mi viene dal cuore è “sticazzi”!

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    • yaxara 26 novembre 2020 alle 13:20 Reply

      Barbero è necessario alla sopravvivenza umana. E “sticazzi” detto da Martellone è l’unica risposta che si meriterebbero.

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  3. nimerya 26 novembre 2020 alle 12:39 Reply

    Beh dai, potevi concordare il salario in base all’esperienza, pensavo già proponessero direttamente un “rimborso spese” o un minimo sindacale minimissimo (se nel paese in questione esiste una roba tipo lo SMIC).
    Ma poi scusa, vuoi anche essere pagata per il privilegio di lavorare di notte in un ambiente radiattivo ? 😛

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