Ancor più diversamente ottimisti

Sembra essersi innestata una linea spaziotemporale in cui le cose possono solo peggiorare esponenzialmente. Un po’ come in un romanzo di Zola, in cui gli unici minimi miglioramenti non sono che un preludio alla catastrofe finale, un gradino salito per cadere da un po’ più in alto. Solo che Zola non ha mai scritto di epidemie (o almeno così pare a Koris-gnurante), scacco matto, Emile.

Koris per natura non è ottimista, non ha fiducia in se stessa e ne ha, se possibile, ancora meno per il futuro, ma in questi ultimi tempi le cose sono virate allo sfacelo. Non è come quando Koris lavorava su Neutroni Porcelloni, quando il fato si accaniva su di lei in particolare ma tutt’attorno c’erano ancora cose belle a cui appigliarsi. Ora è un decadimento generale e globale, l’intero pianeta sta rotolando su un’oribta distruttiva e chissà come e, soprattutto, quando ne usciremo. Se ne usciremo. Ci sono pochi spiriti eletti che riescono ad essere ottimisti e Koris non sa se sono sconnessi dalla realtà o illuminati da una luce superiore. Beati loro.

A Marseille si mormora che qualcuno si sia fatto un panino con un pipistrello inglese all’ora del the, quindi hanno trovato dei vairus che guidano a sinistra. Ciò rende gli animi inquieti e diversamente ottimisti. Perché se ne sentiva il bisogno.

Koris ha l’impressione che ogni suo sforzo per trovarsi un futuro lavorativo oltre i prossimi diciotto mesi sia destinato a cascare nel vuoto. Anche perché a 34 anni e con un percorso eclettico e bizzarro, chi te vole. C’è questa simpatica dicotomia per cui Koris non è abbastanza brava per meritarsi un posto fra quelli che hanno un dottorato, ma troppo diplomata per ritagliarsi un spazio fra i non-dottori. Il futuro è fosco e assomiglia sempre di più all’Ammazzatoio, anche se a Koris non piace l’assenzio. Che poi anche se fosse rimasta a Neutroni Porcelloni il problema sarebbe punto e a capo se non peggio. In ogni linea temporale Koris segue la legge del Menga.

Sul lavoro in scadenza che le sta dando attualmente da mangiare è meglio stendere un velo pietoso. Lo spettrometro che doveva arrivare a metà febbraio arriverà a marzo o anche ad aprile, perché l’ufficio acquisti ha fatto un contratto lasco come l’elastico della mutande usate. Il che significa altro catastrofico ritardo. Koris dovrebbe fare delle misure a metà febbraio in quel nulla cosmico dell’Ile-de-France, ma vista la situazione attuale è poco verosimile. E poi con che cappero ci contiamo i gamma senza lo spettrometro, non si sa. E dire che Koris era partita coi migliori auspici e super motivata. Mai motivarsi, uno ci resta solo peggio.

In questo clima di ottimismo generalizzato, Koris vorrebbe occuparsi dell’editing del tomazzo e magari iniziare a scrivere un nuovo malloppo, ma cui prodest? Che tanto ha l’impressione che sarà un giga-flop, non se lo filerà nessuno perché alla fine è sempre e solo questione di follouers, che lei e l’editor si stanno sbattendo tanto per nulla e che sarà tanto se l’editore non chiederà i danni. E manco a dire “sarà talmente brutto che tutti se lo accatteranno per percularlo”; no, sarà l’ennesima cosa mediocre e buttata lì della Koris-vita. Good but not good enough. Quindi Koris alla fine cincischia, si ritrova a fare la palazzinara in The Sims (ieri ha costruito un palazzo sulla spiaggia chiamandolo “abusi edilizi Berlu’s”) e poi si odia perché ha l’impressione di aver buttato il tempo nel cesso.

Bon, facciamo anche basta per oggi, che se no diventa una torre di Hanoi di merda da spostare, con soluzione matematica forse esistente, ma di certo puzzolente. Insomma, per dare una definizione esagerata di questo periodo, a Koris pare appropriata un’espressione presa a prestito dal libro che sta leggiucchiando (che anche leggere è complicato), “Vita e destino” di Grossman: “aveva l’impressione che la vita fosse finita, ma che l’esistenza continuasse”. E sì, c’è sempre chi sta peggio e Koris non avrebbe da lamentarsi, ma se c’è una cosa che il coviddi ci ha insegnato è che mal comune non è mezzo gaudio.

Anche InspiroBot è ottimista oggi.

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7 thoughts on “Ancor più diversamente ottimisti

  1. delilahdevore 11 gennaio 2021 alle 17:22 Reply

    Non sentirti troppo in colpa per i Sims, io ci ho perso giornate intere a ricreare l’appartamento di Friends e la casa delle Gilmore Girls un anno fa 🙂 per il resto, non so che dire a parte che ti capisco e che ti mando un abbraccio!

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    • yaxara 12 gennaio 2021 alle 11:13 Reply

      Mi fa piacere sapere di non essere l’unica che butta tempo a The Sims. Che poi ti dà l’illusione di poter ancora controllare qualcosa in questo periodo del cappero…

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  2. Minestrella 11 gennaio 2021 alle 18:25 Reply

    Qui suppongo che il preludio positivo prima del baratro fosse la canzone sulla carta di Magic, giusto?
    Io sono sicuramente tra gli sconnessi della realtà (io come definizione userei più un “questa è scema proprio”, ma poi fai tu). Ma, nonostante questo, e nonostante il mal-comune mi abbia in qualche modo dato il mezzo-gaudio (non ho potuto rosicare per il fatto di non poter accettare inviti per gite fuori porta, o solo per fare tardi di sera, perché non potevo ricerverne direttamente), sto iniziando a scocciarmi pure io di questi sandwich coi pipistrelli.

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    • yaxara 12 gennaio 2021 alle 11:12 Reply

      Ma tu sei sconnessa in maniera bellina, non come certi sciroccati che sono ottimisti col didietro degli altri.

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  3. Emanuele Balboni 13 gennaio 2021 alle 19:49 Reply

    Vorrei ricordare che, di rimando alla legge del Menga, contrapposta è la legge del Volga…

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  4. nerd stark 18 gennaio 2021 alle 13:04 Reply

    Ti dissi già, vai nel privato a fare data, sai programmare, sai analizzare dati e lavori, trovi un posto (abbastanza) facilmente se sei pronta a spostarti nella capitale

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    • yaxara 18 gennaio 2021 alle 13:09 Reply

      Solo che no, non sono pronta a spostarmi nella capitale. Lavoro di merda per lavoro di merda, vado a impilare scatolette al Carrefour, ma almeno sto in un posto in cui non mi deprimo.

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