Disagi termici (Shackelton reloaded)

Dopo l’esperienza anti-riscaldamento del SonnoDellaRagione, Koris si era ripromessa di smettere con queste velleità da ecologisti talebani e non vivere mai più senza riscaldamento. Va bene il rispetto per il pianeta, ma il fuoco resta pur sempre una delle scoperte fondamentali dell’umanità. Non si parla di girare in bikini in casa in pieno inverno, giusto di avere un minimo di confort senza che sia obbligatoria la tuta da sci indoor. Il problema è che, quando il proposito non dipende da Koris, potrebbe non essere così facile rispettarlo.

È arrivato l’autunno, quello vero, anche in questi posti sperduti del Luberon, nell’immaginario collettivo un paese di campi di lavanda in ogni stagione e casolari in pietra con piscina, nella realtà scivolosissimi tappeti di aghi di pino e sette allegri gradi alle otto del mattino. Ora, è dal 2017 che Koris bazzica questo fazzoletto di terra denso di cose nucleari, prima su Neutroni Porcelloni, poi a Neutronlad e infini qui a fare cose simili a pentole a pressione ma con l’uranio. Koris conosce il fattore climatico, sa che mentre a Marsiglia l’autunno è mite (al netto dei giorni di feroce Mistral), qui quando le temperature si abbassano non ce n’è più per nessuno, tocca aspettare il disgelo (e i 40 gradi a luglio, ma questo è un altro disagio termico). C’è da dire che su Neutroni Porcelloni i disagi termici erano l’ultima Koris-preoccupazione, del resto quando sei troppo occupato a cercare di non suicidarti un sacco di cose si rivelano accessorie; a Neutronland l’ufficio di tre metri quadri aveva una parete intera occupata da un termosifone, si scaldava in tempi brevissimi. Koris pensava che anche da queste parti sarebbe stato uguale.

Illusione di brevissima durata.
“Ah, no, nei nostri uffici in inverno si gela. Siamo i più lontani dalla caldaia centralizzata (a carbone, abbiamo otto reattori sparsi qui e là e la caldaia va ancora a carbone, ma sarà una stronzata? n.d.K.), quindi a noi il riscaldamento arriva per ultimi. Quando arriva, perché i tubi viaggiano in superficie, quindi l’aria si raffredda e arriva appena appena tiepida. Questo se il termosifone nel tuo ufficio funziona, che non è scontato. Infine, i vetri delle finestre sono degli anni ’60, quindi ti lasciamo immaginare come si l’isolamento dell’edificio intero. Dalla direzione dicono che non è necessario ristrutturare perché tanto l’edificio verrà demolito e ci sposteranno altrove, solo che lo dicono da quindici anni…”
Per coronare questo quadro non proprio termicamente rassicurante, il Koris-ufficio è esposto a nord e non prende mai mezzo raggio di sole; una grotta, insomma, ma senza la parte ludica.

Beh, che dire? Se Koris non va sulla banchisa, allora è la banchisa che va da Koris. Quest’ultima, convinta di aver mangiato pane e volpe a colazione, si era detta che si poteva attutire cotanto disagio restandosene un giorno in smart-working alla settimana. Il suo pieno di micro-migrazione verso climi più caldi si è scontato contro la cruda realtà del diversamente competente servizio informatico: per qualche ragione che nessuno si spiega, Koris non ha più accesso al vpn al di fuori dal sito. Com’è stato possibile? Boh, succede. Quanto tempo ci vorrà per ripristinare l’accesso? Boh, chi lo sa, non metteteci fretta.

Intanto il gelo non aspetta i comodi del servizio informatico e incombe minacciando temperature attorno ai tre gradi per la fine della settimana. D’accordo, Koris preferisce l’inverno e il freddo, però non quando ha il culo su una sedia incatenata a un computer. Dopo una settimana a lamentarsi e avvolgersi nella sciarpa, s’è decisa a correre ai ripari, tanto ha un guardaroba fornitissimo di vestiti per climi ostili. Non è un guardaroba socialmente accettabile, ma di fronte ai disagi termici è un dettaglio del tutto irrilevante.

Koris ha iniziato oggi portando in ufficio il completino termico detto anche second skin, indumenti in fibre di plutonio e metalli pesanti usati per lo più per la montagna, questa volta indossati nei cessi appena giunti al lavoro. Siccome la dispersione di calore passa per le mani, Koris ha arruolato un vecchio paio di sotto-guanti color porpora cardinalizia (s’è detto che non si tratta di un guardaroba presentabile) con feature touch (nel senso che la punta di qualche dito è bucata), orridi a vedersi ma utilissimi per digitare senza ritrovarsi coi geloni. Nel mentre Koris continua a nutrire una tenue speranza che il riscaldamento arrivi e possa rendere il clima meno ostico. Qualora le fosche previsioni dei colleghi fossero veritiere, Koris è pronta a portarsi una sottotuta speleo in uso ai quattro gradi della Pierre Saint Martin, un pigiamone di pile rosso e peloso con decorazioni di pipistrelli. La cosa divertente è che, prima di arrivare, Koris temeva di passare per la sacchettona del gruppo, ma di fronte al Generale Inverno si sono tutti rivelati piuttosto sacchettoni.

Insomma, siamo pronti a scommettere in un’improvvisa inversione dei cambiamenti climatici, con l’avvento di una nuova era glaciale; un buon test per sapere se la legge di Murphy è più potente delle emissioni di gas serra. Koris sta progettando di portare delle paratie di fortuna per tappare gli spifferi, quindi di barricarsi per l’inverno antartico in questa specie di Isola Elephant e aspettare che Shackelton venga a salvarla. Se chiude la mensa possiamo sempre sfamarci con carne di foca.

Mi sa che pure quelli sono finiti col caldo, assieme alla decenza.

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6 thoughts on “Disagi termici (Shackelton reloaded)

  1. un Lich 11 ottobre 2021 alle 16:25 Reply

    La sto vivendo anch’io l’’esperienza anti-riscaldamento in questi anni, giacché vengo da una cultura familiare “Accendere i termosifoni il minimo indispensabile, tipo quando la neve arriva al secondo piano” e mi innesto in quella del mio fidanzato che pretende un clima subtropicale a Natale. Quindi vado disperata in giro per casa, costantemente a girare le manopole dei termosifoni, un po’ alzando, un po’ abbassando. Ma sono molto confusa e temo che moriremo congelati, ma mai quanto il conguaglio di fine anno.
    Devo andare alla Decatlon e comprare un po’ delle cose nominate in questo post.

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    • yaxara 11 ottobre 2021 alle 16:29 Reply

      L’importante è che le manopole dei termosifoni non ti restino in mano, altrimenti la cosa potrebbe degenerare molto rapidamente. E sempre meglio Decathlon del conguaglio.

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  2. blognumeroquattro 15 novembre 2021 alle 15:58 Reply

    Lo sai, sì, che l’ultima parte di questo post l’ho letto con la voce di Fantozzi?
    “Abbigliamento di Filini: gonnellino pantalone bianco di una sua zia ricca, maglietta Lacoste pure bianca, scarpa da passeggio di cuoio grasso, calza scozzese e giarrettiere”
    😀

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  3. Emanuele Balboni 23 novembre 2021 alle 07:37 Reply

    Anche io ho guanti feature touch alla tua maniera… quasi tutti, a dire il vero! 😅

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