Archivi categoria: Casa Koris

Valigie

Koris è giunta a Marsiglia con uno zaino (anzi due) carico tutti i suoi regali di Natale (tranne “Kobane Calling”, finito a casa e lasciato all’Orso da leggere), più un contrabbando di parmigiano, torrone piemontese, coppa sottovuoto e biscottini.
Anche ‘thieu è rientrato da Parigi portando torrone, quindi ieri sera c’è stato uno scambio culturale nocciole&miele con caramello&mandorle. Approvati entrambi bipartisan.
Altra cosa che ‘thieu ha molto apprezzato è stato l’inventario delle grotte del basso Piemonte, anche se vi figurano alcuni abissi territorialmente francesi. Segue dissertazione sull’appropriazione del ducato di Nizza.
Koris nel mentre legge libri zozzi. E ‘thieu, contravvenendo al divieto di portare regali, si è presentato con l’edizione critica della storia di Gilgamesh (e qui escono battute a tema Final Fantasy, perché Koris sa essere molto culturale). Ma del resto ‘thieu quando vuole dimostra quattro anni (e mezzo), come nel ritrovamento del suo regalo di Natale, aperto in treno il 22 dicembre invece che alla data stabilita, come promesso.
Siccome recuperare il sonno arretrato a casa dei Maiores è out, Koris ha pensato bene di ricominciare a dormire male, con incubi e compagnia, in concomitanza col ritorno della sveglia alle sei e mezza. Quindi oggi, ultimo giorno feriale del 2016, ha una valigia di sonno paragonabile agli zaini che si è trasportata l’altro ieri nelle stazioni della Provenza.

La nemesi del tunz tunz

Quando OccupyCasaKoris diventa realtà, un po’ per approfittarne, un po’ perché ci sarebbe da cucire la tela da aquiloni e farla diventare un vero poncho da grotta.
Solo che chi semina vento raccoglie tempesta, chi semina Mistral si ritrova il Cetriolo Cosmico mandato dal Karma proprio dietro le proprie terga. In realtà è sempre stato lì, ma ogni tanto decide di schiacciare a tavoletta sull’acceleratore.
Risultato: ieri sera al parco troppo vicino a Casa Koris c’era una sorta di festa techno o roba del genere. La chiamano “discoteca effimera”, solo che per essere effimera è durata anche troppo. Da Casa Koris si sentivano solo le vibrazioni d’urto, purtroppo non era un T-Rex. Quando c’era lui gli allosauri arrivavano in orario, bei tempi.
Per contrastare la discoteca effimera, ‘thieu si chiuso in un mutismo pseudototale a base di Ars Subtilior. Perché si ammorbano con la techno, bisogna usare le maniere forti.
Koris avrebbe voluto cucire, ma si è dimenticata il modello perché è poco furba. Quindi ha ciondolato per casa saltellando da un libro a Trillian rediviva senza concludere granché.
Il T-Rex ha continuato a danzare la techno fino alle undici e oltre. A un certo punto Koris è stramazzata dal sonno, per risvegliarsi solo nella notte per una pausa pipì. Nell’oscurità della camera, si ergeva un monilite sul letto. Era ‘thieu che ronfava tenendo un cuscino in verticale a mo’ di menhir.
Stamattina Koris è quanto si più simile a uno zombie, inutile a sé stessa e agli altri. Vive pregando che le cinque del pomeriggio arrivino in fretta e indenni.
Quando il Cetriolo Cosmico ti fa ballare i T-Rex vicino a casa per tutta la notte, non hai che da espiare mantenendo un basso profilo.

Collassi dello spaziotempo e affini

Quando una blogger con un non-fèscion blog incontra due bloggers con dei non-fèscion blog succede… beh, succede di tutto.
Tanto che ci vorrebbe un post parecchio lungo per raccontare la permanenza di J e di Salo in Provenza.
Dall’arrivo in mezzo a una mandria di tifosi polacchi in esodo verso il Velodrome. Bonustrack, il tizio con la trombetta che cercherà di suonarla per una gran parte del dopo partita, pare senza alcun successo.
Koris e J hanno scoperto di essere due simil-personaggi Disney gemelli che parlano in coro senza essersi coordinate prima. Solo che spesso e volentieri in coro dicono “Sticazzi”, che non è molto Dinesy, in effetti.
J e Salo hanno preso molto seriamente il motto “climb every mountain!”. Tant’è che Salo si è procurata delle scarpette ad arrampicata vere e, si dice, J abbia tentato di scalare l’Ile d’If dove erano andate a trovare il Conte.
Vivissime congratulazioni al trio per essere riuscite ad arrivare al sito di arrampicata di Calissanne sbagliando strada una sola volta in tutto il tragitto e solo alla fine. Roba che non si crede.
Momenti di intensa emozione in falesia. Salo affronta il dolore delle scarpette e il “fai una cosa spaventosa ogni giorno”, ivi compreso il turbine che ti assale appena arrivato in cima. J prende la locuzione “momenti di intensa emozione” per il suo vero senso: grandi bestemmie on the rock. Koris fa una cazzatona di via in testa dopo secoli e millenni di astinenza. Il momento dell’abbiocco post prandiale all’ombra della falesia mette d’accordo tutti. D’accordo a dormire sui caschi.
La Ya(xa)ris segna 36°C. Pausa acqua e pausa doppio gelato perché non fanno più le confezioni da tre. O da 4 o da 6 e pareva brutto avanzarne uno.
Svacco serale a casa Koris con la pizza del take away sotto casa perché, come dicono i Giapponesi, mendokusai. E dopo l’arrampicata il mendokusai scorre potente. Anche se J ha già la nostalgia della falesia e si metterebbe ad arrampicare la facciata del palazzo lì subito immediatamente.
E siccome la Francia non vuole proprio lasciare J e Salo, il loro volo è cancellato per sciopero dei controllori (Salo dovrà abituarsi ai formaggi che puzzano).
Ma loro sono intrepide e si lanciano in un viaggio della speranza in treno, per portare l’anello a sud, assieme a Salo che mangia funghi di Mordor.
E Koris, anche se non ha segretamente fomentato lo sciopero, non avrebbe voluto lasciarle andare via perché sono le amiche che vorresti alla porta accanto.
Ma tanto hanno già detto che in primavera atterreranno per un secondo round di falesia, quindi non resta che attendere.

È qui la festa?

Era una festa e sembrava una guerra,
Era Roma e sembrava il Vietnam

Non era Roma, ma sembrava il Vietnam lo stesso.
Koris è una persona che non ama il calcio. Per niente. Già in condizioni normali ne farebbe benissimo a meno, ma tant’è, è uno sport. C’è a chi può piacere.
Già l’idea di avere gli Euro2016 sotto casa non la sconfinferava per niente, per questioni di gusto personale. Ma Koris mugugna anche quando l’Olympique Marseille gioca in casa, quindi sarebbe stato normale.
Passi il fatto di non poter muovere la macchina perché la strada sotto casa è bloccata dal mattino e se esci non rientri più.
Passi il disagio di non poter andare in grotta perché altrimenti si passa la serata negli ingorghi di tifosi che cercando di arrivare in centro.
Passino tutti gli imprevisti del caso.
Poi giocano Inghilterra-Russia.
E non passa più un cazzo.
Da giovedì sera bande di teste di cazzo armate di bottiglie, sedie e altro si pestano al Vieux Port. Francesi contro Inglesi. Poi arrivano i Russi. Più che l’Euro2016, pare Lipsia1813. Finché non arriva la polizia a disperderli a suon di nerbate e lacrimogeni. La calma dura un’oretta, poi qualcuno più ubriaco di prima torna alla carica. E si ricomincia da capo. Si narra che sul viale che porta allo stadio si siano visti tifosi Russi che portavano sedie a tracolla. Ripeto: sedie a tracolla. E no, non nel caso fossero rimasti solo posti in piedi. Sono arrivati, hanno caricato i tifosi inglesi e se ne sono andati. Ovvero, le teste di cuoio li hanno dispersi altrove. Si dice che anche allo stadio sia successo di tutto. Gli ospedali hanno dissuaso i locali a recarsi al pronto soccorso se non per problemi di estrema urgenza.
Per una partita che si è conclusa con un pareggio, per altro.
Ora, Koris scrive come una persona che non ha avuto danni in prima persona. Semplicemente non si è usciti di casa per una giornata, dalle finestre aperte è entrato l’odore dei lacrimogeni, si sentivano ambulanze andare e venire, andare a fare una spesa minima ha necessitato una missione stealth tale che i ninja dell’Ise stavano prendendo appunti.
L’unico disagio che Koris avrà sono le tasse locali che sborserà per pagare i danni. Perché non li pagheranno né il teppista vodka-addicted di Staminkioskaja, né l’hooligan pieno di birra di Mecoglionyfiled. Tanto è Marsiglia, è brutta per definizione, chissenefrega se non erano nemmeno due anni che il Vieux Port era stato rifatto.
L’organizzatore degli Euro2016 ha così commentato i fatti di ieri: “Forse non avremmo dovuto far giocare una partita così a Marsiglia, scusate, non abbiamo pensato che la città potesse essere problematica”. Eh, si sono confusi con Cosio Valtellino. Così simili che uno rischia di sbagliarsi.
Che poi ci mancherebbe, non sarà sicuramente colpa del calcio, poteva succede con qualunque cosa. Però il mese scorso, col concerto degli AC/DC al Velodrome, non è stato necessario schierare 1200 poliziotti, i lacrimogeni e un cannone ad acqua.

Audit e pellegrinaggi

Mentre Koris si è autonominata Gran Maestro dell’Ordine Plutonico del Fagiolo Radioattivo (“L’Organizzazione degli Sticazzi Atomici chiede un referente aziendale per i codici di simulazione, posso farlo io. No, aspetta, che cazzo sto dicendo?”), la casa è pronta e le visite pastorali iniziano a fremere. Per prima, quella dei Maiores.
“Se volete venire a vedere la casa nuova, la cucina e le minchie di mare, sono disponibile il primo week-end di febbraio”
“Le cosa?”
“Le minchie di mare. Abito al mare, mica potevano essere minchie di montagna”
U Babbu ha promesso di scaricare a casa Koris un tir di mezze penne e pan di stelle, l’Amperodattilo si è messo a delirare sulle date di andate e ritorni dei suoi troppi figli (due). Gatta Spin non ha espresso preferenze telefoniche, croccantini a parte.
L’Orso londinese, che a Natale lamentava di non aver ancora avuto il piacere di conoscere né ‘thieu né il Koris-domicilio, ha deciso di programmare la sua visita nella bella stagione “per venire a godersi l’estate”. Come gli Inglesi con le case in Costa Azzurra. Quindi la severissima Audit del Plantigrade dovrà attendere ancora.
‘thieu domanda timidamente quale sia il suo posto il tutto questo, Koris gli consiglia caldamente una comoda poltrona nella retrovie. Ché la famiglia italiana, a differenza della speleologia, è uno sport estremo.

Odore di casa

Dopo quasi duecento giorni (194, per essere precisi), Koris ha nuovamente dormito nel suo letto. Cioè, nel letto che era stato comprato post Sonno della Ragione per essere suo-solo-suo e che era stato abbandonato nella casa nuova, inutilizzato causa cucina inagibile.
Ieri è venuto l’omino del gas e ha estinto ogni possibile rischio di dover alimentare la cucina a puzzette. La sacra fiamma si è accesa dopo sette mesi di attesa. Alle stoviglie non sembrava vero di tornare in servizio.
Koris ha tirato fuori il copripiumone di lusso, quello con gli urucchi (ovvero coi gufi, per tutti coloro la cui nobiltà non viene da Montenotte), perché certe dormite si festeggiano.
In cucina ci si è dovuto accontentare di una pasta pomodoro e piselli per mancanza di voglia. Sempre meglio della pizza take away, comunque. ‘thieu ha lavato i piatti.
Persino la partita OM-Montpellier disputata al (troppo) vicino Velodrome non ha turbato la calma. O le onde sonore non si propagano fino al nono piano, oppure la partita era soporifera e allo stadio ronfavano tutti.
Insomma, sono dovuti passare sette mesi prima di avere una casa operativa. Ma forse ne è valsa la pena.

Gli sticazzi di gennaio

Sono arrivati i tre giorni di vero inverno marsigliese e Koris si appallottolerebbe volentieri sul divano a rincoglionirsi davanti al computer, tanto in casa di ‘theiu fa caldo e il divano ha la forma delle Koris-chiappe. Invece Koris si rincoglionisce davanti al computer, ma al lavoro e senza divano. Forse sarà stato il Blue Monday, forse che il Capo ieri si sentiva stupido, ma Koris è andata a due dita dall’efferato omicidio. Al solito, ogni tanto bisogna pensare al mutuo.
Il compleanno speleo è stato abbondantemente festeggiato con 90 metri di pozzi esposti e fondant au chocolat. Il problema è che dalle grotte prima o poi bisogna uscire e tornare alla vita vera.
Solo che in superficie ci sono i mostri dell’essere adulti, come pagare il condominio, alzarsi alle sei e mezza per avere di che pagare il condominio, tollerare le cazzate dei capi. Nonostante fosse tornata dall’Ardèche e dal magico mondo ctonio appena 24 ore prima, Koris ieri sera ha deciso che era la circostanza giusta per preparare la zuppa viola e fingersi catapultati in Harry Potter. Quando si dice gente matura.
Si dovrebbe anche popolare la to-do list delle cose gradevoli, ma la pigrizia impera.
Questo week-end sarà sicuramente sotterraneo e Koris dovrebbe passarlo ad avvitare viti e moschettoni, ma è ancora ignoto il dove e il quando. Il perché si riassume a “‘thieu vult” e ‘thieu sottoterra comanda.
Fra dieci giorni si vocifera che Koris vada sulla neve, ma non sa ancora se scierà o se si darà alle ciaspole. Maledetto Sonno Della Ragione che le fece passare la voglia quattro anni or sono.
I Maiores sono stati convitati per il 5-6 febbraio per ammirare i risultati del sofferto Game of Bidet, ma anche lì non si sa se l’Amperodattilo sarà scrutinante o meno.
Koris dovrebbe anche scrivere una nuova puntata bonus de Il Sonno della Ragione, ma invece le escono solo post sticazzistici. Un’altra dose di zuppa viola e ci riprendiamo, promesso.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: