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La Via Crucis dei pantaloni estivi

Capita, anche nell’esistenza di una Koris qualunque, che ci si trovi nella necessità di dotarsi di pantaloni estivi, pena andare in ufficio in mutande, coi polpacci preda dell’aria condizionata. Capita anche che una Koris qualunque un sabato qualunque in cui è eccezionalmente libera decida di sacrificare una mattina per andare alla ricerca del siddetto copriculo. E capita anche che, per una volta nella vita, sarà forse il giro di boa dei trent’anni, Koris si impegni a non fiondarsi sul primo paio di braghe vagamente papabili e vagamente della sua taglia, ma a scegliere con criterio ragionato.
Capita tuttavia che l’Universo non ci creda nemmeno un po’ e decida di divertirsi.
Koris ha iniziato quella che nel suo immaginario è una via crucis con un minimo sindacale di buona volontà. Non può farti tutto schifo, Koris. Riuscirai a trovare un paio di pantaloni che siano presentabili a un gruppo sociale non composto esclusivamente da arrampicatori o speleologi (o fisici, perché non è che ci sia molto da stare allegri). E riuscirai a considerare il compito, se non piacevole, almeno sopportabile. Avanti, ammetti che quella dei tuoi anni precedenti era una posa e che c’è una femminilità nascosta dentro di te a cui fa piacere provarsi vestiario. Vestiario che non comprenda solo pile, neoprene o materiale tecnico di colori improbabili, si intende.
L’Universo ha ribato il suo perentorio LOL.
Entrata nel primo negozio, Koris aveva un’idea piuttosto precisa del pantalone che intendeva comprarsi. L’unica pecca è che doveva trattarsi di un’idea aggioranta alla moda 2010, perché di un simile capo di abbigliamento non si è trovata traccia. In compenso, eccezion fatta per i jeans che ai 30 gradi estivi potrebbero anche uccidere, sembrava di essere stati catapultati in Jumanji, complice la presenza di braghe zebrate, leopardate, pitonate, fintopelo. Nella giungla dovrai stare, finché una taglia 38 non compare. Non era decisamente cosa. Koris ha cercato invano una paio di pantaloni di lino, nella vana speranza che aumentare il budget servisse a qualcosa. I pantaloni di lino sono fabbricati esclusivamente per i baricentri importanti. Ricordiamo al pubblico pagante che Koris consiste in 46 kg strizzati in 155 cm. Non esattamente quello che si definisce una taglia forte, eccezion fatta per le cosce. Abdichiamo il pantalone di lino. Evitiamo anche Jumanji. Resta il reparto junior. Che oh, a Koris andrebbe anche bene. Ma i pantaloni rosa confetto taglia 12 anni anche no. I maschi non sono contemplati, maledetta teoria del gender.
Koris si dirige alla seconda stazione della via crucis, del resto fa anche caldo e la sofferenza comincia a farsi sentire. Il negozio in questione è più piccolo e luminoso, magari hanno in stock fantasie che non prevedono maltrattamenti di animali e di senso estetico. Ma non è mica così facile. Tutti i pantaloni vagamente Koris-papabili sono in tinta unita, delle seguenti tinte: arancione sparaflash, giallo fosforescente, verde vomito alieno, fucsia Barbie passione allucinogeni. Koris forse non è psicologicamente pronta per diventare parte di un trip da LSD. Se no si può sempre optare per un paio di pantaloni bianchi, ovvero le braghe usa-e-getta, messe un’ora, messe a lavare (e comunque non torneranno mai più come prima).
Terza stazione della via crucis, ecce Koris. È la stessa catena di negozi in cui l’Amperodattilo ha spesso trascinato Koris, in tempi di carestia vestiaria. Con un po’ di culo magari ce la caviamo con poco e in breve tempo. L’Unierso questa volta risponde ROTFL. Pantaloni animalier. Pantaloni floreali. Pantaloni fluorescenti. Pantaloni floreali animalier fluorescenti per zebre hippy dipendenti dagli acidi. Poi appaiono loro. Un paio di pantaloni leggeri, anonimi, beige. Un po’ da vecchia signora, ma con gli accessori giusti potrebbe funzionare, si dice Koris, ripetendo frasi a cazzo da “Il Diavolo veste Prada”. Se ne prova un paio che dovrebbero essere più o meno della sua taglia. E in effetti sono della taglia giusta, ma per due Koris. Inizia il balletto della ricerca della taglia perduta. Fino ad arrivare a quella che, qui in Francia, è contrassegnata come una taglia 34, minimo contemplato. Che di prosciutti cosce andrebbe anche bene. Ma non di vita. Lunghezza LOL.
Koris è sul punto di buttarsi in ginocchio in mezzo a teenagers shopaholic perfettamente a loro agio e mettersi a gridare “perché, perché mi tocca questa pena?!”. In latino. Al contrario. In un chiaro caso di possessione demoniaca, che sarebbe un’ottima scusa per andare in mutande al lavoro ed evitare questa pena.
Koris non se la sente di affrontare una quarta stazione della via crucis perché evidentemente il regno dei cieli sarà di qualcun altro. Qualunque velleità di impiegare un’oncia di buon gusto è andata a farsi friggere, prova ancora una volta che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Poi si decide che a mali estremi, estremi rimedi: reparto bimbi. Koris opta per due paia di pantaloni che siano il più anonimi possibile (tanto da lontano non si vede che sono fiorellini e forse anche rosa), trova una taglia che le entri e che la umili il giusto, quindi si avvia alle casse lanciando strali contro la società consumistica e la grande distribuzione dell’abbigliamento.
Ora, via crucis a parte, Koris ci avrebbe anche messo una certa buona volontà questa volta. Solo che proabilmente, se cercasse consigli top fèscion, più che il blog di Chiara Ferragni dovrebbe consultare il catalogo di Benetton 0-12.

Caina attende

Essendo cresciuta a dosi massicce di “Cerentola” di Rossini, Koris è sempre stata abbastanza convinta che la migliore strategia è e sarà la mia vendetta il lor perdono. Insomma, di essere un individuo capace di provare buoni sentimenti di fronte alle ingiurie passate e ormai fossili.
(Poi ti presentano il duo malefico Mozart/Da Ponte che si canticchiano la vendetta è un piacer sebrato ai saggi, obliar le onte e gli oltraggi è bassezza e ognor viltà e finisce tutto in vacca. Come alla discussione della magistrale che poco mancava che il presidente di commissione dicesse “la proclamo dottore in fisica, baciamo le mani”).
Comunque, libretti d’opera a parte, Koris pensava di essere abbastanza vecchia da innestare la modalità emozionale “sticazzi” e riuscire a provare persino un po’ di umana pietà per certi soggetti, in quanto appartenenti alla stessa specie. Fino a prova contraria.
Finché non è piombato nella sua casella di posta, dopo più di due anni di silenzio, lui. Proprio lui.
Il SonnoDellaRagione.
(Quindi se i bookmakers del blog se lo giocavano spacciato 25 a 1, andranno delusi)
Si è ripresentato a chiedere Koris-notizie.
Si è ripresentato a fare autodafè per essere stato troppo duro con Koris mentre stavano assieme.
Si è ripresentato raccontando una storia di miserie degna di Emile Zolà.
Si è ripresentato a mendicare un’ombra di conforto.
Koris, sulle prime, ha provato un’ondata di rabbia, in nome un sacrosanto “cazzovuoi?”. Se nessuno ti ha evocato da quando hai smarmittato fuori dalla Koris-vita un motivo ci sarà, no? Chieditelo. La risposta è dentro di te (epperò è sbajata).
Poi Koris ha cominciato a pensare.
Ha pensato che venire a chiedere scusa a tre anni dalla fine è insensato. Come dire “il gatto è morto tre anni fa, ma lo abbiamo tenuto in questa scatola, se vuoi puoi accarezzarlo ancora”. Come se Grouchy si fosse presentato la sera di Waterloo sul campo di battaglia chiedendo “sono mica in ritardo?”. Come se servisse a qualcosa parlare adesso della rottura, quando non si è voluto ascoltare prima per evitarla, ammesso che ciò fosse possibile.
Poi Koris ha pensato alla sua storia da novella verista. Al fatto che preferisce leggere Zolà che vivere in un romanzo d’appendice. E lì le è venuto da citare “Shogun”.
Karma, ne?
Che è più o meno traducibile con “era destino, non è vero?”. E in quell’istante Koris non è stata in grado di provare né pietà né empatia. Solo un vago senso di sollievo all’idea del “avrei potuto esserci ancora in mezzo”.
Il SonnoDellaRagione se n’era andato compiangendo Koris e la sua “piccola vita di merda”, facendole fare una vera vita di merda. E ora che Fortunae rota volvitur ha all’improvviso nostalgia di quella normalità che tanto ha vituperato, ora che si trova nel momento del bisogno (in una situazione che sembra essere molto colpa sua). Ora che, a suo dire, ha bisogno di svegliarsi da un incubo e sperare che questi tre anni non siano stati che un sogno.
C’è da riconoscere che il messaggio è stato sapientemente costruito: prima il velato rimprovero per non essersi più sentiti, poi l’evocazione dei bei tempi andati con tanto di pentimento, la narrazione della sua attuale situazione miserabile e per finire il rimpianto, con l’augurio che Koris stia bene. Tutto infiorettato per generare sensi di colpa, magari un po’ di rimorso, e infine una risposta che apra uno spiraglio.
No, SonnoDellaRagione, no.
Koris non si sente per niente in colpa, pensando a te e pensando a sé. Nemmeno nel momento del bisogno. Hai sempre rifiutato tutto quando eri ancora in tempo (e anche fuori tempo massimo), ma ormai sei un fossile nei Koris-ricordi. Sei cristallizzato nelle zucchine bollite, nell’inverno senza riscaldamento, nel tuo sentirti sempre migliore di tutti, nella tua follia, nelle lacrime che sei costato a Koris. E non per la rottura, a tuo dire dura: per la vita che c’è stata prima. Per l’aver preso e troppo raramente dato. Per aver metodicamente distrutto Koris, avvelenandole qualunque cosa positiva in momenti già difficili. Per aver denigrato e gettato alla polvere quello che ora chiami “un sogno” e che all’epoca definivi “la schiavitù della routine quotidiana”.
No, Koris non prova pietà, né per la tua situazione spinosa, né tanto meno in nome della nostalgia dei tempi che furono. Koris non ti darà alcun sostegno. Koris probabilmente non ti risponderà nemmeno. Anzi, Koris non riesce a non sentirsi sollevata a vedere tutto questo con distacco e dirsi “guarda cosa hai rischiato”.
E sì, probabilmente Koris ha già un posto prenotato nel lago ghiacciato della Caina all’inferno per questa mancanza di compassione. Ma di vita terrena, l’unica di cui può ad oggi attestare l’esistenza, ne ha una sola. E il SonnoDellaRagione non ha più alcun diritto di farne parte.

Nota: qualcuno potrebbe dire “facile per te, tu ora hai ‘thieu”. È vero che la presenza di ‘thieu mette un no categorico a qualunque minimo fraintendimento di sorta, anche se ‘thieu fosse solo un’unghia della persona meravigliosa che è. Ma a onor del vero, questo post (e tutto quello che vi è legato) è a prescindere da ‘thieu, dai suoi occhi blu, dal sieguo Cupido, amo un bel volto, né so mancar di fé. Koris ha speso troppe energie e troppo tempo ad aggrapparsi al bordo dell’abisso prima, a ricostruire i cocci poi. Il non concedere nemmeno un dito al SonnoDellaRagione lo deve innanzitutto a se stessa.

bridgetjones

“Francamente preferirei pulire il culo a Saddam Hussein”

C’est ainsi que l’Amour de tout temps s’est vengé:
que l’Amour est cruel, quand il est outragé!

Pienezze

Ci sono settimane che ti passano velocemente. Sopra. Prima avanti e poi in retromarcia. Tre volte.
Koris si è sbattuta un sacco per un documento fondamentale fondamentalissimo che doveva venire dall’Oriente prima, dalla Russia poi e che è finito col Senatore Palpatine che mercoledì ha sentenziato “Se chiedo a te di farlo so che per domani ho una bozza, quindi fallo tu”. Così lo ha fatto Koris, dal mercoledì alle undici al giovedì a mezzogiorno. Non non-stop, ma grazie a un certo numero di ore che chiameremo veramente straordinario perché, come dice l’economOrso politicamente scorretto, “prenderlo in culo con la ricorsa anche no”. Poi a Koris queste ore di straordinario non verranno mai riconosciute, essendo che il CapoPadroneDellaBaracca ha già sentenziato “c’è grossa crisi, se fai straordinari non te li paghimo, accordati ufficiosamente col cliente per arrivare più tardi un giorno” (eccerto).
Il concessionario che ha avuto in cura Christine la macchina infernale chiama Koris un paio di volte al giorno per pregarla di ritirare la valutazione al vetriolo. Dopo aver perso Christine nel loro garage. Dopo aver perso il Koris-assegno (“non è che può passare a farcene un altro?” “come vi suona il concetto di mancoperilcazzo?”). In parole povere, no way.
Koris vorrebbe fare tante cose, ma il divano sarebbe un’opzione allettante. Con tanti videogiochi fine anni ’90, primi anni 2000. Tanto sta diventando tutto abandonware. Potenza dell’essere vecchi. Poi tanto ci sono sempre dll che mancano e si finisce a giocare a solitario.
‘thieu santo subito perché ha capito che la soluzione a tutto di solito è il gelato. Col cioccolato fuso sopra. ‘thieu ne sa sempre un sacco. Prometti a Koris un gelato e sarà tua per sempre. In allegato il suo bagaglio di follia, prendere o lasciare.
Continua il caldo umido, il meteo delle mangrovie. E no, Koris non è ancora psicologicamente pronta al #jesusimangrovia. Bisognerebbe emigrare al di sopra dei 2000 m di quota. O al di sotto del circolo polare antartico.

Inserire titolo volgare a scelta

Ci sono dei momenti in cui hai come una premonizione. Un presentimento tangibile. Una sensazione fisica. Come qualcuno che te lo stia appoggiando da dietro. Sì, anche se hai le chiappe sulla sedia. Bene: quello è il Cetriolo Cosmico che annuncia la sua presenza.
Koris stamattina ha avvertito un tremito nella Forza, alla Obi Wan Kenobi, mentre faceva colazione. Ha appoggiato la tazza del latte cioccolatoso e ha guardato negli occhi ‘thieu dichiarando:
“Secondo me se ne inventano un’altra”
Soggetto: i tizi dell’azienda.
Koris ha mandato la nota tecnica su suoi calcoli-del-cazzo mercoledì sera alle 21:22, dicendo papale papale che ora ha da fare, di smettere di cacarle maestosamente la minchia. Del resto se ti mando una roba dopo le nove di sera, o sono il Replicante o c’ho veramente troppo da fare per cosa che mi competono e per cui sono pagata. La mail doveva chiudersi con l’hashtag #mobbastaveramenteperò.
E invece no.
In mancanza dell’hashtag, è stato girato un altro film: La Gentaglia Colpisce Ancora.
Oggi arriva la seguente mail:
“Abbiamo ricevuto la tua nota tecnica e ne siamo un po’ delusi. Abbiamo bisogno di un documento più formale che segua questo template (che lunedì nessuno poteva darmi perché vuoi mettere, li disturbava in pausa kafféééééééééé, n.d.K.). Ci abbiamo scritto delle informazioni dentro che andrebbero completate (ma anche sticazzi, visto che non sapevate nemmeno quali fossero le referenze d’origine per il conto, n.d.K.). Vogliamo anche il codice sorgente da mettere in appendice (che sta nel pc in azienda, anche qui perché mai dirtelo lunedì? n.d.K.). E vogliamo tutto al più presto. Sbrigati.”
Koris ha sentito il Lato Oscuro crescere in lei con ira, collera, odio e anche fame perché è anche ora di pranzo. Un’onda sonora ha propagato un “ma che cazzo!” fino alla galassia di Andromeda. Sì, anche nel vuoto siderale. Sì, anche se le onde sonore non si propagano nel vuoto. Potere del Lato Oscuro.
Attualmente Koris non sa bene cosa rispondere, perché attualmente le opzioni sono tre:

  • possa il vostro intestino farvi defecare ricci di mare vivi
  • ho letto che in Indonesia un pitone ha stritolato un uomo e lo ha mangiato intero. All’improvviso sento la necessità di avere un’orda di pitoni come animali domestici e portarveli a conoscere. Nagini, la cena! (Koris è sempre stata un po’ Serpeverde)
  • vi consiglio prudenza, in Laramidia si sta diffondendo il sesso sicuro: un tirannosauro potrebbe usarvi come preservativi, siete l’unico utilizzo intelligente che mi viene in mente.
dino_crisis

“Un pacchetto taglia XL, grazie”

Il limite della pazienza ormai è stato ampiamente superato, quello della comunicazione in maniera cortese sta rapidamente collassando. Possono provare ad abusare ancora un po’, tanto è noto che gli fra i Neutroni Porcelloni Koris passa le giornate pasticciarsi l’ombelico o a contarsi le doppie punte.
Oppure li tocchiamo dove fa male, ovverosia nel portafoglio, chiedendo ore di straordinario. Che va bene tutto, ma ricordiamo che Koris, da brava ligure con ascendente valbormidese, se lo porta già menato da casa.

P.S. In realtà Koris farebbe volentierissimo un post sui Neutroni Porcelloni, ma poi succedono ‘ste cose qui e allora andiamo per merde (cit. sempre di CervoCheCaga, stregone Sioux addetto alla qualificazione ISO 9001 della tribù).

Oltre i confini della realtà

A dire la verità fino in fondo, Koris non avrebbe voluto scrivere questo post, ma le cosa diventano talmente assurde che a un certo punto o scrivi o ti fai ricoverare alla neurodeliri perché ti convinci di essere Pompeo Magno. Oppure fai una strage, che è sempre un’opzione interessante.
C’è un modo di dire in francese che recita così: “tu veux le beurre, l’argent du beurre et le cul de la crémière”. Che equivale un po’ a volere la botte piena e la moglie ubriaca, più una prestazione sessuale da parte della viticoltrice. I capi di Koris, oltre a ciò menzionato poc’anzi, vogliono anche chiamarla puttana mentre la frustano.

cremiere

La crémière, ovvero zozzolattaia dell’immaginario erotico francese.

Lunedì, come forse qualcuno ricorderà, Koris aveva risposto a una mail dicendo che se è al 100% su un affare (i.e. Neutroni Porcelloni), non può intervenire altrove, di chidere al Commerciale Cretino Certificato se non è vero.
E cosa ha detto il CCC? “Ma no, se pò fa’!”
Koris ha quindi ricevuto ieri sera un’altra mail che diceva più o meno così:
“Il CCC è d’accordo che tu faccia questo conto di radioprotezione di cui non hai mai sentito parlare prima in mezza giornata, così possiamo fatturare al cliente. Ah, hai una settimana per farlo, quindi muoviti”
Koris è caduta preda dell’Epicus Furor ed era molto tentata di rispondere “Ecco qui le mie dimissioni, vado a spalare cacca di marmotta in Valtellina”. Poi si è data una calmata e si è detta che era meglio procedere per vie legali, per cavilli contrattuali. Se tutto il codice dovessi volgere, se tutto l’indice dovessi leggere, con un equivoco, con un sinonimo qualche garbuglio si troverà.
Non c’è voluto molto per trovare una clausula di esclusività sul contratto che in pratica dice “Koris, ci siamo noleggiati il tuo cervello per un anno, non puoi andare a darlo via in giro”. E a Koris andava benissimo così. Con l’aiuto di ‘thieu, è stata vergata la seguente risposta, un po’ più articolata dello “sticazzi” iniziale che Koris voleva mandare.
“Punto primo: a causa della clausula di esclusività io non faccio niente se non ho l’approvazione del Cancelliere Palpatine e del Senato Galattico Capogruppo. Seconda cosa: non ho più un pc perché voi avete deciso che non era così strettamente necessario lasciarmelo e se mi beccano a usare i pc di qui per una cosa che non riguarda i Neutroni Porcelloni, finiamo tutti in penale diretta”
La mail aveva una sua logica abbastanza ferrea, Koris si è detta che non potevano che stare contenti al quia.
STI.
GRANDISSIMI.
CAZZI.
Dopo una notte semi-insonne, una lista di cose da fare lunga una vita e una riunione mattutina che la ha messa decisamente al tappeto, Koris ha ricevuto in ufficio la visita del Capogruppo. In versione inquivocabilmente Darth Sidious.
“Mi ha chiamato il tuo CCC”
“E gli hai detto che io caricherò il documento per la consegna quando mi farà comodo…?”
“Non è per questo”
Ahia. Mo’ sì che sono cazzi amari.
“Mi ha chiesto se posso liberarti mezza giornata. Mi ha fatto tutta una scena pietosa secondo cui se non fai questa prestazione per loro sono rovinati”
Sarà che l’odio conduce al Lato Oscuro, ma Koris a questo punto sente un gran bisogno di ucciderli tutti tuttissimi.
“Quindi gli ho detto che in via del tutto straordinaria posso concedeterti una mezza giornata, ma che la cosa non deve ripetersi. Se ti abbiamo voluta qui è perché devi stare qui e lo farò presente venerdì al CCC quando viene”
“Potevi dirgli di no”
“Vero, ma mi sono detto che non volevo peggiorare i rapporti e che la cosa avesse conseguenze su di te”

palpatine

“Avrò i miei rivelatori fissili nel 2020 e tu mi aiuterai, giovane Skywalker”

Uscito Darth Sidious, Koris si è data alla cupa disperazione chiamando ‘thieu di supporto morale, che se non ci fosse ‘thieu il mondo sarebbe orribilmente complicato e come cazzo si facesse prima di ‘thieu proprio non si sa.
A quel punto chiama il CCC, garrulo. E quando il CCC è garrulo significa che sono uccelli senza zucchero, volatili dietetici, fringuelli per diabetici. Insomma, ancora cazzi amari.
“Hai visto che tutto si è risolto per il meglio e sono riuscito a liberarti una mezza giornata?”
“Invece non hai risolto una fava, perché in mezza giornata io non posso fare proprio nessuno conto, per altro su una cosa a me totalmente sconosciuta e di cui non ho sentito prima”
“Beh, ma questi sono dettagli tecnici, io gestisco solo i contatti”
“Il fatto che io non abbia più un computer su cui installare i codici per te è un dettaglio irrilevante?”
“Non è un mio problema”
“PRONTO??? Hai capito quello che ho detto?! Come cazzo faccio a far girare un codice senza un computer?”
“Ah, ma io non mi intendo di queste cose tecniche. Chiama l’incaricato tecnico che ti ha chiesto le tue referenze”
“Tanto qui non ho niente da fare che posso passare la giornata la telefono, eh?”
Koris vorrebbe ordinare un’armata di cloni con cui massacrare interi sistemi solari. Solo che Amazon non prende in considerazione gli ordini dal sistema Kamino, troppe spese di spedizione. E i Kaminoani non hanno nemmeno e-Bay store.
Non resta che chiamare l’incaricato tecnico e fargli presente del piccolo dettaglio. Manco a dirlo, è garrulo pure lui.
“Allora, ti sei messa a fare i conti che la consegna è urgente?”
“I conti dei santi che sto tirando giù dal calendario, sì. E poi chi cazzo la ha fatta la stima della mezza giornata di lavoro, totalmente inverosimile?”
“Mah, abbiamo pensato a spanne, una con la tua esperienza, più o meno…”
“Avete pensato male. E poi a che codice avreste pensato, per tale stima?”
“MesCouillesRad o MicroSticazziShield”
“COSA?”
“Come cosa?”
“Io non ho mai toccato né l’uno né l’altro”
“Non sono nelle tue referenze?”
E qui Koris si immagina un bel “LOL didnt read”. Del resto le referenze che ha mandato facevano ben 5 righe, mica si può pretendere che siano arrivati a leggerle fino alla fine. Hanno fatto inferenza bayesiana, se sapessero cos’è.
“E non puoi, come dire, imparare ad usarli un po’?”
“In mezza giornata?! Più il calcolo da fare?”
“O magari la sera…”
“Fuori di discussione. E anche se volessi, non ho nessuno dei due codici. E non si ottengono in mezza giornata. E costano”
“E non puoi… come dire… recuperarli in altro modo”
“Se devo scaricare qualcosa illegalmente, preferisco del porno con allosauri che sodomizzano commerciali cretini”
Koris sperava che con questa ennesima cazzata la storia fosse finita qui. Era già da blog così, siamo a posto, possiamo tornare ad esplorare il Lato Oscuro della fusione nucleare.

palpatine2

“Fila a fare le simulazioni dei runaway electrons, mio giovane apprendista!”

E invece no.
Perché quando si tratta di rompimenti di coglioni e ne ha già tre etti abbondanti, il Cetriolo Cosmico ti guarda con l’aria del salumiere mariuolo e chiede “è mezzo chilo, signò, che faccio, lascio?”. E vuoi essere scortese col Cetriolo Cosmico?
Chiama una TERZA persona. L’incaricato della missione a cui servirebbe i calcoli. Perché lo scaricabarile è un’arte e gli intermediari sono come le patate al forno, non sono mai abbastanza. Mentre questo sciorina tutta la lista delle cose da fare, Koris lo blocca.
“Prima cosa: non ho un computer su cui fare i calcoli, anche se venissi mezza giornata”
“Ma in azienda c’è sempre il fisso che usavate prima. Binomio dice che per mezza giornata può prestartelo”
“Sicuro che non ne abbia bisogno?”
“No, no, non lo usa praticamente mai, quindi per mezza giornata puoi usarlo tu”
Se c’è un essere umano di cui non si sente minimamente la mancanza, quello è proprio Binomio.
“Resta il problema che il codice che il tuo cliente richiede io non solo non lo so usare, ma non lo ho nemmeno”
“Ah, ma il codice non è un problema”
“In che senso, scusa?”
“Usane uno a caso”
Koris è già abbastanza disconnessa dalla realtà per aspettarsi le peggio cose, ma a questo punto l’assurdo è a un punto tale che persino lo Stregatto potrebbe richiamare alla serietà.

stregatto

“La Luna sorge all’Olimon… e con ‘sti coglion… invece pure!”
(Scusate, è stato troppo più forte di me)

“Cosa intendi per uno a caso?”
“Vedi, in realtà a noi dei calcoli in sé frega poco. Il cliente ce li aveva dati come dati in input, ma poi ha deciso di cambiare la geometria e quindi i calcoli non sono più validi. Ora, se riusciamo a rifarli bene, glieli fattureremo in più. Se non riusciamo a rifarli amen, sarà colpa sua. Comunque sarebbero due simulazioni”
“Due simulazioni in mezza giornata coi tempi di calcolo di mezzo? Non vi garantisco sul risultato”
“Ancora meglio! Allora vieni lunedì mattina e vediamo cosa fare”
Koris non sa più cosa pensare. A parte una riconversione professionale come spalatrice di cacca di marmotta in Valtellina.

Benefit dell’ubiquità e abissi di idiozia

I responsabili di Koris probabilmente non hanno mai seguito nessun corso di comunicazione aziendale interna, visto come gestiscono ciò che succede fra le loro quattro mura.
Koris la settimana scorsa ha ricevuto una mail di un incaricato sul sito di Mon-Cul-Sur-Gardon che le chiedeva le sue referenze in fatto di codici di simulazione nucleare. Koris ha chiesto il perché di tale domanda. Piuttosto piccato e infastidito, il tizio ha risposto più o meno “dammele e stai zitta”. Koris avrebbe voluto replicare “visto che credi che chiunque sia titolare di un dottorato se la tiri e sia un intellettuale di merda, me la tirerò davvero e ti dico che non prendo ordini da un laureato all’Università della Vita”, ma quel giorno era di buon umore.
Al solito, mal gliene incolse perché un vaffanculo non si nega a nessuno.
Stamattina Koris riceve una mail dal suddetto incaricato dicendo “bene, ti ho piazzato in supporto a un tipo a Mon-Cul-Sur-Gardon per alcuni calcoli di radioprotezione, veditela con lui”. Siccome Koris non ha le energie per incazzarsi, ha semplicemente risposto, mettendo in copia il Commerciale Costantemente Cretino, dicendo che se è alquanto improbabile che possa accollarsi il compito. Koris parte di casa alle sette del mattino e ci torna alle sei e mezza quando va bene, il sito dei Neutroni Porcelloni e Mon-Cul-Sur-Gardon distano più o meno 140 km, anche volendo non può fare straordinari. A meno che come benefit le tolgano la macchina di funzione Christine e le diano la Giratempo di Hermione (ma a quel punto Koris la userebbe per andare in grotta nei giorni feriali).
Spedita la mail, Koris pensava che la sbrigassero fra loro e che la dose di cazzate quotidiane fosse finita qui.
Grossolano errore.
Koris aveva premuto il pulsante “invia” da circa dieci secondi, quando è arrivato in ufficio il Capogruppo con una faccia che effettivamente lo faceva assomigliare molto a Darth Sidious (n.d.K. il link è stato messo per l’Amperodattilo che non vive nel Nerd-Universo).
“Ho ricevuto una mail dal CCC e non sono per niente contento”
“Anche io se ricevessi una mail da CCC non sarei per niente contenta. Che dice ancora?”
“Mi ha mandato una richiesta di pagamento. Quando la prima consegna è alla fine di questa settimana”
Ecco. Koris lo sapeva che lo avrebbe fatto. Va in scena una sorta di flashback al telefono in cui il CCC, fra i rimborsi misteriosi, butta lì un “cerca di consegnare il prima possibile i documenti per la consegna, che voglio fatturare prima della scadenza”. Abbiamo anche le blog-prove alla fine di questo post.
“Non mi piace per niente questo modo di fare” rincara Darth Sidious. Koris a questo punto vorrebbe mettersi in ginocchio, anche se la la paura conduce al Lato Oscuro, perché Darth Sidious contrariato non è un bello spettacolo.
“Mi dispiace, gliene parlerò, mi dispiace, non ne posso niente!”
E soprattutto, niente Catena di Fulmini che Koris è innocente.
“Lo so che tu non ne puoi niente. Ma volevo metterti al corrente. So che sei carica di lavoro e che se non hai ancora consegnato il documento una ragione c’è”
“Vuoi che ne parli al CCC?”
Insomma, eseguire l’ordine 66? (Koris, questa cosa di Star Wars ci sta già sfuggendo di mano)
“No, gliene parlo io a tempo debito quando viene venerdì. Tu carica il documento così com’è appena puoi, così anche questa è fatta. A me interessa che tu lavori, il resto sono solo menate amministrative”
Benissimo, siamo d’accordo. Koris torna al lavoro dicendosi che se qui decidono di non rinnovarle la missione per colpa del CCC, potrebbe costruirsi una spada laser e una sera tornare a casa dicendo da ‘thieu “Io… li ho uccisi. Li ho uccisi tutti. Sono morti. Tutti, dal primo all’ultimo. E non solo gli uomini, ma anche le donne, le donne e i bambini. Sono delle bestie, e li ho uccisi come bestie da macello! Li odio quei mostri!”. E se oggi il CCC prova a chiamare, gli mostriamo come l’ira conduce al Lato Oscuro.
(Sì, la situazione ci è davvero sfuggita di mano).

Solo perché uccidere è ancora illegale…

scoiattoli

Scoiattolini addormentati.

Sempre allegri bisogna stare,
Che il nostro piangere fa male al Re,
Fa male al Ricco e al Commerciale…

Ops, lapsus freudiano. Koris si domanda come sia potuto scapparle.
Sarà perché non essendo il peggio un insieme inferiormente limitato, come dicono i matematici, ne succedono di ogni.
Eravamo rimasti che Koris martedì doveva andare Malvivenzolandia a vedere se i soldi che le devono saltano magicamente fuori. Un tête-à-tête con CCC e tizia delle risorse umane (quella che guarda Walking Dead perché lo guardano tutti ma che non ci dorme la notte perché le fa paura) che si sarebbe volentieri risparmiata. Ovviamente dopo l’orario di ufficio, sia mai che fatturiamo di meno, oh. Il buisnness non dorme.
Stamattina Koris riceve una mail dalla tipa delle risorse umane: “riempire imperativamente i rapporti di attività settimanali, o lo stipendio del mese potrebbe risentirne”. Koris fa presente che finché c’è il merdone coi rimborsi, ed essendo i suoi rapporti di attività automaticamente riempiti, non si può far nulla. La tipa delle risorse umane si ritira in una sua turris eburnea di silenzio commentando che non è un suo problema.
I presupposti erano già sufficienti per attendere martedì affilando la katana Nimi sulla mola. Un metodico lavoro scacciapensieri. Gniiiik! Gniiiik! Gniiiik!

pinguini

Pinguini coccolosi.

A quanto pare non era abbastanza. Del resto venerdì scorso Koris era talmente abbruttita dalla vita da entrare nella migliore pasticceria marsigliese, comprare un sacchetto di cioccolatini all’arancia e consegnarli a un ‘thieu dall’aria decisamente interdetta.
“Perché i cioccolatini?”
“Per farmi perdonare a priori”
Quindi scatenossi l’inferno.
Ora, il fatto che il sacchetto di cioccolatini non sia stato saccheggiato e ne restino ancora, non implica che stasera debba essere riutilizzato per lo stesso motivo. O forse sì, le vie del Cetriolo Cosmico sono infinite e passano tutte a mezz’aria a circa un metro dal suolo.
Il CCC ha lasciato una chiamata da mezzo squillo sullo SmartPhogn di Koris. Non un messaggio in segreteria, non una seconda chiamata, non una mail. Un chiaro sintomo della Sindrome del Culo Sporco.
Koris lo sapeva che ci si sarebbe rovinata la giornata. Ma ha chiamato lo stesso.
Dall’altro capo della linea, l’essere poco smart e molto phone tergiversa.
“Ah, voloevo sapere come va”
Scusa meno credibile della galassia per qualunque chiamata impropria, dalle questioni lavorative al cercare di risentirel’ex-fidanzata. Giusto un po’ meno azzardata di “scusa, mi è partita la chiamata da sola!”. La Notte degli Smartphone Viventi, solo su Rieducational Channel.
“Cosa devi dirmi?”
“No, maaaaa… come va?”
Sindorme da Culo Sporco Cronico. Tempesta escrementizia all’orizzonte.
“Te lo posso dire martedì come va”
“Ah, ecco. In effetti no”
Dunque, se non erro nella lista ci eravamo fermati a bestemmiare Quetzacoatl l’ultima volta, quindi possiamo riprendere dal pantheon azteco e andare avanti fino ad esaurimento scorte.
“Volevo dire che io martedì non ci sono”
“Come sarebbe a dire martedì non ci sei?! Ci siamo organizzati secondo le tue disponibilità…”
“Eh, devo andare a negoziare un grosso contratto. Sai, gli affari sono affari. Soldi. Se riesco mi connetto col telefono”
Porco Tezcatlipoca… porco Huitzilopochtli… porco Nanauatzin… porco Tlaloc…

cinghialotto

Tenero cinghialotto

“Va bene così?”
“A dire la verità non granché, era utile che ci vedessimo tutti”
“Ah, ma non ti preoccupare! Ho detto tutto alle tizia delle risorse umane!”
Alle orecchie di Koris la cosa è suonata piuttosto come “ho già detto alla tipa delle risorse umane come rifilarti quattro balle ben piazzate”. Non che la tipa delle risorse umane sia più stupida del CCC, ma anche le lumache giganti della Pierre-Saint-Martin hanno più massa cerebrale del CCC (grazie al cappero, Koris, sono lumache di 30 cm, così astute da farti credere che si sono ritirate e invece preparano un lumacAttack infilandosi ovunque, storie di vita irreale). La cosa promette di essere interessante dall’esterno. Dall’interno è meglio che non ci pensiamo, perché potrebbe rapidamente diventare dall’inferno.
Il lato positivo è tanto materiale per il blog con cui fare i big like.
Il lato negativo è che è altamente probabile che Koris non riveda mai e poi mai i suoi soldi. Peccato che coi big like non si facciano i big money, si risolverebbero un sacco di problemi.
Insomma, la storia continua. O forse no. Qualora Koris non aggiornasse più, significa che ha smesso di ripetere compulsivamente “in culo un ananas” ed è passata ai fatti. Quindi è in galera a Baumettes. Ricordate a ‘thieu di portarle i cioccolatini.

Orsetto

Orsetto fra i fiori

P.S. Questo post è stato riempito di animaletti carini affinché l’astio contenuto sia più agevole da digerire.
P.P.S. Per Koris è stato durissimo trovare quali animaletti mettere, in quanto si è accorta solo dopo che pipistrellini, ramarri e serpentelli forse non rientrano nella comune accezione di “carino”. All’infuori di quella di Koris, si intende (i pipistrellini sì, però, dai…!).

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