Archivi categoria: Epicus Furor

Countdown natalizio

Mancano dieci troppi giorni alle vacanze natale e Koris, come ogni anno, non è sicurissimissima di mantenere la sua integrità strutturale fino ad allora. Quest’anno ripete un po’ meno il suo mantra “fuga in Georgia Australe” solo perché le temperature oscillano fra, appunto, Georgia Australe e foresta pluviale. Ma non è ancora del tutto scongiurato che vada in onda il cinepanettone “Natale a Grytviken“.
Koris pensava di essere a posto con i regali natalizi, specie con l’operazione “Terroristi della felicità” che dovrebbe essere a buon punto. Poi ha scoperto che il regalOrso, ordinato a fine novembre, è al momento bloccato alla dogana tedesca di Singapore. Da una settimana. Perché sia lì e come vi sia arrivato non è dato sapere. Forse non si vuole nemmeno sapere.
Al lavoro l’universo si è reso conto che è la fine dell’anno e che bisogna fare cose e vedere ggggente al più presto. Peccato siano cose che esistono sulla to-do-list da giugno e a cui tutti avevano risposto “lalalalala non sento!”. Non sarà il Natale a farvi aprire gli occhi, regà.
Dottorando Santuzzo vive la sua vita all’insegna del periodo e gioca coi Koris-nervi facendosi vivo in particolare per… cazzate. Di preferenza alle quattro e mezza e con le idee non chiare. Koris inizia a chiedersi se anche il Replicante si sentiva così e se questo non sia l’inizio di un processo di Replicantizzazione. Koris non ha ancora cominciato a portare esclusivamente t-shirt, quindi forse non è ancora così grave. Però un dottorando al terzo anno non può venire a chiedere quale sia l’intergrale di exp(x), nemmeno il venerdì pomeriggio. Se no si attiva il mini-Bazilla sulla spalla che si mette a strillare “Al DAMS! Deve andare al DAMS!”.
Dei contratti ancora non si sa niente, chi vuol esser lieto sia, del diman non v’è certezza. Forse è davvero venuto il momento di dichiarare aperta la decadenza e comprare un cesso d’oro e due leopardi.
La settimana prossima dovrebbe essere il trentunesimo Koris-compleanno, se ci si arriva vivi. Quest’anno non si festeggia in grotta, Koris vorrebbe una sacher ma ha il terrore di dare origine a un’orgia di carboidrati e grassi insaturi che terminerà solo a inizio gennaio. Magari è il caso di non aggiungere sei uova e un barattolo di marmellata. ‘theiu ha deciso di sfidare il Karma e il Karma lo ha punito severamente con “articolo indisponibile”. Uno mica si improvvisa terrorista della felicità così su due piedi, ci vogliono anni e anni di cospirazioni compleanniche e di complotti natalizi, una mano ratta e dei complici infallibili.
Tutto andrà meglio quando, fra dieci giorni, Koris avrà il culo sul Flixbus verso Merdopoli. Sempre che il meteo regga.

Annunci

In una sola giornata

Ci sono giorni in cui il letto grida “non lasciarmi!” e bisognerebbe dargli ascolto. Koris stamattina non lo ha fatto e mal gliene incolse.
Koris aveva la macchina parcheggiata a un livello sotterraneo che non credeva esistere. ‘thieu le ha consigliato di farsi accompagnare da Orfeo, in quanto la macchina doveva stare proprio accanto a Euridice all’inferno. Al solito, conversazioni leggerissime.
All’uscita degli inferi del parcheggio, la strada era bloccata da un argutissimo omino pulitore che aveva abbandonato il suo pick-up con spruzzino in modo da ostruire totalmente le tre vie esterne. Non è stato facile fargli capire che era giusto un po’ in mezzo alle palle.
L’autostrada era felicemente bloccata non da uno, non da due, ma da tre incidenti. Quarantacinque minuti solo per fare un tragitto che normalmente ne richiede dieci.
Arriavata quasi a destinazione, al casello di Mordor c’era coda. Altri venti minuti, giusto per arrivare con un’ora di ritardo alla riunione diversamente utile che allieta le Koris-giornate lavorative in questi giorni.
Un tizio che doveva organizzare una riunione in Skype da ottobre circa, dopo l’ennesimo sollecito, si è fatto vivo. Ha proposto come data per la discussione “il 25 di questo mese o un qualunque giorno di quella settimana”. Ne ha ricavato una maschera viso esfoliante a base di sputi.
Dottorando Santuzzo è in fase accollo. Ha cercato di placcare Koris mentre stava facendo scaldare il cuibo, è stato liquidato con “non ora”. Non pago, un’ora dopo ha deliberatamente ignorato il segnale “occupato” su Skype e ha iniziato uno stalking informatico a base di “sei in stanza? Posso passare? Posso parlarti?”. Quindi ha mandato una mail per un meeting questo venerdì. Quindi ha mandato una mail per dire che aveva mandato una mail per un meeting questo venerdì. Bromuro nella colazione di dottorando Santuzzo, per piacere.
La neve ha cominciato a scioglersi, la voglia di vivere pure. Speriamo che nevichi di nuovo al più presto, altrimenti Koris ricomincia a sognare la Georgia Australe.

Pressappochismo nucleare

“La settima tromba cadrà la cielo e avrà la forma di mille e mille neutroni!”

No, scusate, errore mio, mi sono fatta trascinare dall’entusiasmo di questo ritrovato medioevo in cui un ciarlatano con due idee (sbajate) e una manciata di terminologia a cazzo trascina le folle. No, scusate di nuovo, ritrovato medioevo un tubo, probabilmente Gioacchino da Fiore diceva meno cazzate e i contemporanei erano disposti ad ammettere quando pigliava un granchio.
Di cosa parliamo? Del “servizio” delle Iene sui Laboratori del Gran Sasso. Ora, la mia intenzione era di fare una critica puntuale ad ogni minchiata solenne venisse pronunciata, con relativo spiegone da qualcuno che, e pecchiamo di immodestia per una volta, qualcosina ne sa. Almeno, qualcosina di più di qualcuno che si improvvisa giornalista di punta senza pur tuttavia saperne niente dell’argomento.
Solo che no, non è possibile contestare tutte le minchiate dette, per la semplice ragione che sono troppe. Tutto è mal posto, fazioso, i video copia/incollati con la serità latitante. Termini tecnici buttati lì a caso.
Becquerel! Cerio/Cesio/Miocugginio! Radiazioni! Falde acquifere! Mutageni! Zona sismica! Acidodesossiribonucleico! Anche le due cose come vicesindaco, lei capisce che stuzzica la faglia, poi c’è la radioattività ma a destra, capisce, no?
Alle orecchie di qualcuno che ne conosce un minimo in materia, il discorso suona letteralmente così. Ma tanto è nucleare, è cacca, lascia perdere, non toccare.
E soprattutto, non conoscere. Che se magari conosci corri il rischio di scoprire che:

  1. Citare Fukushima non ha assolutamente senso per una pletora di ragioni che non si dovrebbero nemmeno spiegare. Si può argomentare la differenza fra un ananas e un paio di pantofole? No, perché non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro. Fra Fukushima e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso idem. Gli esperimenti che si fanno al Gran Sasso non riguardano la produzione di energia nucleare (l’Italia non ha più alcuna ricerca in tal senso, indovinate perché).
  2. Il Becquerel misura il numero di disintegrazioni al secondo, ovvero quante particelle (quanta radioattività, se vi piace) esce da un determinato campione. Dipende, fa le altre cose, dalla massa del campione, oltre che dalla sua composizione isotopica. La misura presa dal rapporto della IAEA (piesse, avete mai provato a leggere un rapporto della IAEA? Non sono esattamente letture della buona notte), presa per altro a cazzo, non vuol dire niente se non adeguatamente contestualizzata. Altrimenti è come dire “uh, Tiburzio pesa appena 30 kg!”, senza precisare che Tiburzio è un bambino obeso di 4 anni.
  3. Il cesio non è il cerio e no, non sono parenti. Il cesio 137 è particolarmente fetente perché è solubile e se introdotto nell’organismo si attacca ai muscoli scehletrici e lì fa danni. Ed è generalmente prodotto nei processi di fissione nucleare (sì, qui c’entra Fukushima, contenti?). Il cerio, invece, è un elemento della crosta terrestre. Il presunto criminale cerio 144 non ha nessuna delle caratteristiche del cesio 137. Le Iene si sarebbero divertite un modo a leggere le catene di decadimento, se ne fossero in grado. Non suona terribilmente bene il Pericoloso Proattinio?
  4. La sismicità. Qualcuno ricorda cosa accadde nell’aprile del 2009? Il terremoto che devastò l’Abruzzo, per dire. Quale occasione migliore per una fuga di materiale radioattivo dai Laboratori Nazionale del Gran Sasso? Eh, ma all’epoca non ce n’era. Sticazzi, fra sostanze radioattive e sostanze chimiche pericolose facevamo il pienone. Hanno citato il pericolosissimo piombo, e nel 2009 al Gran Sasso c’era OPERA pieno di piombo. Pensate, i laboratori sono progettati talmente male che non solo agli esperimenti non successe nulla, ma OPERA si riallineò da solo.
  5. Le autorità sapevano da due anni che ci sarebbero state robe radioattive. E grazie al cazzo. Magari voi non lo sapete, ma io sì (again, pecchiamo di immodestia, ma è così). Richiedere l’autorizzazione per importare e utilizzare sostanze radioattive è un fottuto incubo, com’è giusto che sia, anche per istituzioni che le manipolano tutti i giorni. Le sostanze devono essere tracciabili, devo avere un protocollo di utilizzo, hanno delle conformità molto stringenti, gli autorizzati a toccarle di fatto si contano sulle dita di una mano. Sapete cosa? È molto più probabile che vi venga sulla testa la veranda abusiva mentre aspettate il condono edilizio, piuttosto che l’INFN importi di frodo una sostanza radioattiva.
  6. L’idea che un laboratorio sia costruito in mezzo a una falda acquifera è talmente ridicola da non meritare nessun genere di commento.

Sulle interviste stendiamo un velo pietoso. Resta valida la vecchia metafora sul giocare a scacchi con un piccione: si può essere scacchisti di fama mondiale, non impedirà al piccione si sparpagliare i pezzi cagando sulla scacchiera. Perché è quello che fa l’inviata, fra una domanda priva di senso e un montaggio selvaggio in cui è chiaro come il giorno che le interviste sono state trasformate in quello che fa comodo. Onestamente ho visto video di complottari amatoriali montati meglio.
Ultimo punto: la ggggenta vogliono sapere. Come si dice in “Men in Black”, la gente è un animale ottuso, pauroso e pericoloso. Va bene, teniamoli informati su quello che succede al Gran Sasso, ma onestamente, l’Italiano medio ha gli strumenti per comprendere cosa sia una procedura di manipolazione di una sostanza radioattiva? La gente spesso e volentieri ha difficoltà a comprendere che il presidente del consiglio non è eletto direttamente dal popolo (e vota comunque), vogliamo spiegargli perché il cerio? Ultimo ma non ultimo, parliamo di quella gente che non comprende che i vaccini salvano la vita, che non vaccina i suoi figli per i metalli pesanti, l’autismo, la placenta di scimmia o che so io. E questo perché è gente informata che lo ha letto sull’internet, perché tanto gli esperti sono tutti inciuciati col potere.
Quel servizio è un abuso di credulità popolare bello e buono, che meriterebbe montagne di scuse e una ritrattazione in pubblico. Che non avverà perché tanto “nucleare = tanto kattivo!”, la ricerca in Italia è già in uno stato pietoso, chissenefrega se è tutto pressappochismo. Meglio cavalcare l’onda di una notizia che, a dirla tutta, è già vecchiotta di un mese (e mi ci ero già incazzata a suo tempo), andiamo in prima serata su un programma che ormai necessiterebbe l’eutanasia e facciamo i big likes!
Ovviamente, non una parola sull’esperimento che usa effettivamente il cerio, SOX. Anche perché s’è fatto di tutta l’erba un fascio, pare che al Gran Sasso ci sia il covo del SuperKattifo di un film Marvel che vuole avvelenare tutto l’Abruzzo; Shredder e il Tecnodoromo dei giorni nostri, portate le tartarughe che il mutageno lo offre la ditta. SOX, si diceva, è un esperimento di fisica fondamentale che cerca prove dell’esistenza dei neutrini sterili. Ahò, ma ancora ‘sti neutrini? Ma non c’avevano già il tunnel per annà a Ginevra? E che vi devo dire, saranno stufi di trovarci traffico.
Lo dico subito, così la Iena complottista di turno non sta a perderci tempo: questo post, ovviamente, non ha alcuna valenza gentista certificata all’università della strada. Sono un fisico nucleare, una precisina laureata al classico, mi sembra ovvio che sono pagata dalle lobby. Appena girerete l’occhio vi avrò contaminato gli arrosticini con sticazzio 546. Perché il mio sogno di bambina è regnare in un deserto vetrificato in cui nevica fallout radioattivo.
Ad mortem festinamus, peccare desistamus!

ScaricaPoltrona

(Post non adatto alle persone facilmente impressionabili, ai bambini al di sotto dei 14 anni, alle donne incinte e a chiunque pensi che tutto ciò sia normale)
Se nessuno è ancora morto in maniera efferata, è solo una maledetta coincidenza.
Cominciamo a narrare i fatti dal principio. Qualcuno ricorda le riuioni della morte di fine settembre? No? Fortunati mortali. A codeste riunioni il cosiddetto chairman (che non è l’uomo-poltrona detto anche Poang, mostro mitologico degli oscuri meandri del reparto salotto Ikea, ma il capoccia delle riunioni… ma sapete che c’è? Poang gli sta benissimo) è un pensionato che ha sempre bazzicato questi ambienti e che ci tiene ad essere informato di quello che accade. Dove essere informato sta per “rivestire posti di potere sgabolando gli obblighi del caso”. Poang è astutitssimo.
Dopo le riunioni mortali, al RussoUmano era stato sgabolato il rapporto delle due riunioni. Il RussoUmano si è guardato intorno e ha scoperto che Koris aveva meno anzianità di lui.
“Preferirei lo facessi tu. Questo è il template, gli appunti li hai presi, fai. Ma solo una versione per agevolare il lavoro a Poang, non quella definitiva”
Koris ha cristonato un po’ secondo la migliore tradizione, poi hai fatto. Data di invio dei due rapporti: 10 ottobre.
Passa il tempo.
Il 26 il Capogruppo si sveglia e vuole vedere i rapporti. La risposta giusta era “li ho mandati due settimane fa”, ma seguitiamo. Correzioni minori, “rimanda tutti e metti anche il Division Header in copia”.
Koris obbedisce, il Division Header si incazza dicendo che la cosa non lo compete, di contattare Poang. Questo mandando una mail alle otto di venerdì sera, quando Koris è arrivata a casa alle sette e mezza dopo una lunga sequenza di altre cagate.
Segue week-end in cui Koris si rifiuta categoricamente di guardare le mail lavorative perché a) non è tenuta ad avere la reperibilità continua, b) non lavora come cardiochirurgo pediatrico e una cazzo di riunione non è un cuore da trapiantare prima che marcisca, c) non la pagano abbastanza visto che manco le pagano le ore di straordinario. Koris forse è una fricchettona fancazzista, ma non crede che un individuo si identifichi solo e soltanto nel suo lavoro (ma questo è un pistolotto che per ora vi sarà risparmiato).
Ergo lunedì mattina Koris scopre che la domenica si è risvegliato Poang dal reparto salotti dicendo:
“Ecco alcune correzioni ai due rapporti. Per piacere, mandami le versioni corrette lunedì o martedì, perché mercoledì parto per un tour completo dell’Africa e sarò di ritorno solo a dicembre”
Koris un po’ si incazza perché o fai il pensionato o fai la parte attiva, non che hai un dualismo del genere onda-particella quando ti fa comodo, un po’ rosica perché quando ha annunciato che lei si prende il venerdì tre di ferie le è stato chiesto se fosse proprio necesario (sì, fuck you). Comunque, ore otto legge la mail, ore otto e dieci si incazza, ore nove e mezza manda i documenti corretti.
Il Division Header, ancora una volta in copia, si incazza di nuovo dicendo che non sa se Poang è d’accordo (incazzati con Poang e non con Koris non è dato, perché Poang ha sempre ragione essendo un pezzo grosso).
Poang si rifà vivo, ovviamente senza citare il Divsion Header che magari chissà che idee si fa. La sua risposta è la seguente:
“Sì, va bene le correzioni, ma io i rapporti li avrei fatti diversamente. Non è che puoi rifarli alla mia maniera, sempre entro domani che devo partire?”
Ora Koris sta scrivendo questo post a mo’ di blog-terapia perché se no la sua ira potrebbe dare luogo ad azioni sconsiderate (come mollare tutto, entrare nella prima Ikea di strada e dare fuoco al reparto poltrone). Ragioni dell’ira funesta:

  • Poang non dice quale sia il suo metodo, dice solo “lo avrei fatto diversamente”. La risposta adeguata sarebbe “torna a commentare i cantieri”;
  • Esiste un template, una forma in cui questo documento deve essere messo, che non tiene conto dell’estetica di Poang. Se il documento non è nella forma giusta, non viene approvato e Koris si fa urlare dietro dal Division Header;
  • Per dirla in francese raffinato, je n’ai pas que ça à foutre, ovvero “ci sarebbero anche altre questioni in sospeso che richiederebbero la mia attenzione”;
  • Non c’è nessuno che possa dare una consulenza a Koris in quanto si sono tutti defilati tomo tomo cacchio cacchio. Tranne il Division Header, che forse è incazzato per quello.

Dulcis in fundo, questo documento doveva essere prodotto due settimane dopo la riunione. Quindi è in ritardo. Ma Koris declina ogni responsabilità per quanto troveranno sicuramente il modo per sbolognarle la colpa.

Postmeridiani

Sono stati necessari diversi tentativi per convincere lo SmartPhogn a smettere di dare l’ora del Pacifico orientale e a riportarsi sul fuso orario giusto. Per quanto riguarda il bioritmo di Koris, invece, converrà lasciarlo all’ora delle Fiji perché forse sta meglio lì che altrove.
Koris vorrebbe fare come gli individui normodotati e sfondarsi di camomilla per addormentarsi, ma se Koris si sfonda di camomilla inizia a vedere la settima dimensione a velocità x4. Ne consegue che il cervello di Koris è alle Fiji assieme ai bioritmi, tanti saluti, stronzi, mandate una cartolina.
Qui a GMT+2, in compenso, non è ben chiaro in che stagione siamo. O meglio, riusciamo ad avere almeno tre stagioni al giorno, cosa che richiederebbe avere un cambio dietro per ogni momento della giornata. Ora, per esempio, sta andando in onda la tarda estate brianzola con caldo umido. Fra l’umidità e l’ora attuale delle Fiji (un po’ prima dell’una di notte), la produttività di Koris ha fatto onorevolmente seppuku.
Promesso, fra una settimana cominciamo ad invocare l’estate antartica. Del resto ormai ci siamo, è sorto il sole, tutti i pinguini a fare il surf. Per altro dalle immagini della web-cam della stazione Amundsen-Scott oggi fa pure bello, quindi cosa cazzo stiamo qui con l’umidità e il cielo velato.
Domenica Koris voleva fare un post di fuoco contro il calcio e sul se fosse normale bloccare una città per una partita. Poi si è detta che c’è un limite anche alla propria impopolarità e che sputazzare sul calcio faceva molto snob. Koris potrebbe in effetti essere molto snob, se non avesse il discutibile vizio di ruttare a tavola. Ma visto che per essere veramente snob mancano ancora degli zeri nel conto in banca, lasceremo che almeno lo stomaco sia libero di esprimere il suo disappunto durante i pasti e ancor di più dopo.
Koris forse voleva comunicare qualcosa di importante in questo post, ma se è così non se lo ricorda. Koris non è nemmeno sicura di voler comunicare qualcosa. Koris non sa nemmeno perché si è messa a tediare WordPress, forse per rimandare il momento di chiedere aiuto per FISPACT che non vuole saperne di funzionare, maledetto cesso di codice.
Nel mentre si stanno piantando dei semi e si spera di coglierne i frutti. Ma visto che è ancora presto, per ora si sente solo l’odore del concime. Uccellino, se non canti aspetterò, ma se non ti dai una mossa fai la fine del tordo allo spiedo.
Al lavoro non si sa bene cosa succede, fra dottorandi in panico e Russi in vacanza.
“Ma ho bisogno di quelle informazioni, quando torna il PiccoloZarDiTutteLeRussie dalle ferie?”
“Ah, ha detto che stava via una settimana, ma venerdì ha detto che non sa bene quando torna. Speriamo presto”
Qui bisogna osare quanto lui. Mica è giusto, oh.
Fra una decina di giorni Koris trascinerà di nuovo ‘thieu in Italia per sottoporlo a una cura di ravioli, affinché impari che certe robe non devono mai arrivare a tavola. L’Amperodattilo fa becero umorismo chiedendo se la cura è orale, intravenosa o se bisogna impastare ravioli con forme particolarmente aerodinamiche. Saranno giorni molto interessanti.
I passati scioperi dei raccoglitori di monnezza hanno fatto conoscere quando prende effettivamente un netturbino marsigliese. Agli occhi di Koris si è aperta una prospettiva di carriera.
“Sono pagati benissimo!”
“Guarda veramente che sei tu che sei pagata di merda”
È sempre il momento buono per farsi una domanda e darsi una risposta. Ma ora è il momento di chiudere il post.

Metto la virgola e aggiungo uno zero

Una vita da Medrano,
Che nel circo faccio il nano,
E all’altezza dei calzoni
Guardo tutti nei c…

Ahem, qualcosa del genere.
Koris si sta domandando se in tutto ciò non ci sia un errore primigenio, una sorta di peccato originale. Per esempio, Koris potrebbe aver sbagliato tutto nella sua vita (tanto per cambiare), quando verso i 15-16 anni ha deciso che avrebbe studiato roba inerente alla fisica. Forse avrebbe dovuto restare sulla via maestra battuta e decisa anni prima di studiare storia. Probabilmente non avrebbe mai incontrato il compagno Faithful, noto provocatore di Koris-cazzimma a livelli elevatissimi, e nemmeno la banda della Balda, del Prussiano, di Bazilla e di tutto lo zoo accademico fino al Replicante, che ha progressivamente smontato la Koris-autostima come pezzi di Lego. Studiando storia Koris si sarebbe posta molti meno problemi. Ora probabilmente sarebbe a friggere da McDonald’s o a fare la supplente di geografia alle medie nella migliore delle ipotesi, ma forse si sarebbe goduta la giovinezza. Ma la storia non si fa a sliding doors e questa non è la linea temporale di Koris-friggitrice.
Fin qui, riflessioni di Koris alle tre di notte mentre pensa che l’ottavo libro di “Wheel of Time” sarebbe veramente bello, se Roberto Jordan non avesse riempito pagine e pagine di stereotipi con donne gelose e uomini che non capiscono. E mentre pensa anche che si è dimenticata di lavare la pentola del brodo dopo il risotto. Koris pensa troppe cose assieme, it is known.
La giornata di ieri è stata una sorta di divisione in colonna con resto periodico. Ad ogni punto che fioccava in coda alla to-do-list, Koris si diceva “metto la virgola e aggiungo uno zero”. Non che voglia dire qualcosa al di fuori delle scuole elementari (e probabilmente solo alle scuole elementari di più di vent’anni fa, #VecchiaiaModeON), ma le vie delle Koris-sinapsi sono imperscrutabili e probabilmente non portano a Roma. O forse a una versione di Roma dopo il passaggio dei Vandali di Genserico.
Che s’era detto a proposito dello studiare storia?
In questi giorni ‘thieu è raffreddato e, con tutto il bene che Koris gli vuole, sembra di dormire accanto a una motosega. Certo, sempre meglio dell’asma del SonnoDellaRagione, che faceva tanto finale della “Traviata” e qui né Verdi né la tisi ci sono mai piaciuti. Però insomma, un fagottista che russa è capace di andare avanti a basso continuo tutta la notte. Per cui Koris si mette a leggere “Wheel of Time”, per cui si incazza, per cui pensa di aver sbagliato tutto nella vita. Poi verso le tre si addormenta e sogna di incazzarsi ancora di più.
Qualcuno deve spiegare al team di Neutroni Porcelloni che ci sono dei limiti al Koris-multitasking e qui limiti potrebbero essere stati raggiunti. Ok, i limiti sono fatti per essere superati, ma ci sono dei limiti ai limiti da superare. Anche con de L’Hopital. Insomma, limite di Koris per tasks che tendono all’infinito dà Koris che tende a zero. Detta con Stephen King, all work and no play makes Koris a dull girl. Se poi alle 17 di lunedì ti comunicano di partecipare a un meeting dalle 8 alle 18 dell’indomani e di mercoledì, il che ti assicura di partire di casa prima delle 7 e di tornarvi dopo le 19… beh, il suicidio in molteplice forma comincia ad avere un certo appeal.
Ma no, c’è ancora tanta speleo da fare. E ci hanno promesso di visitare prima gli Scogli Neri, poi il Gouffre Géant de Cabrespine. Dobbiamo sopravvivere. Sempre mettendo la virgola e aggiungendo uno zero nella divisione periodica.

La dura vita di una file hoarder

Dicesi “file hoarder” un individuo dedito all’accumulo più o meno indiscriminato di file di sorta. Come gli scoiattoli con le nocciole, solo che anziché riempire le tane si riempiono gli hardisk (grazie, Junior, per la terminologia e la similitudine).

scoiattolo

Koris mette in ordine i suoi files.

Da quando la vita sul web si è fatta dura, Koris è diventata una file hoarder compulsiva al grido “quando ci ricapita?”. Probabilmente lo era già da prima, ma da quando si è diffusa la cultura simil-Netflix, simil-Spotify del consumo via etere, la tendenza all’accumulo si è inasprita parecchio. Sì, possiamo rigirare la frittata come vogliamo, si chiama vecchiaia: Koris è un dinosauro del web ed è consapevole di essere pronta a diventare un fossile.
Ormai, i giorni dei pari nostri sono numerati. L’unico dio viene a scacciare via i molti dei. Gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. È il tempo degli uomini e dei loro modi.
In tutto ciò, cosa è successo per scatenare cotanto flame?
Ieri Koris ha pensato di rimpiazzare un libro che perde le pagine col suo corrispettivo informatico, in modo da averlo sotto mano ovunque e di pronta consultazione (leggerlo per intero era già stato fatto). Tutta contenta di allinearsi per una all’evo moderno in maniera diversa da pdf-del-libro-fotocopiato-passato-di-straforo, Koris ha speso l’incredibile cifra di dieci euri per comprare l’ebook. Prima di lanciarsi nell’impresa, aveva persino scaricato l’antemprima, che si rivelò essre un praticissimo epub da dare in pasto a Calibre. Il libro doveva essere della stessa risma.
Certo, come no. LOL.
Completato il pagamento, Koris si è vista recapitare nella casella di posta un link per scaricare l’ebook. Che si rivelò essere un file in formato ascm. Cosa esser tu? Non il libro, ovviamente, ma un file che rimanda all’ebook. Come si apre questo file sconosciuto? Con un solo programma, Adobe Digital Editions (da ora nel post sarà conosciuto come AdobeSticazzi per brevità). Che ab origine esisteva solo per Windows, poi è stato ampliato per Mac OS. Utenti Linux attaccatevi al cazzo (lett.).
Koris, che era già abbastanza indispettita da questo razzismo verso il suo sistema operativo di elezione, si è indiposta ancora di più quando ha scoperto che Wine, l’emulatore di ambiente Windows, non ne voleva sapere di installare AdobeSticazzi. Installato quindi su una copia vagante di Windows 10 (Koris e il suo rispetto alquanto discutibile per i dual boot), AdobeSticazzi continuava a dare “errore nel server, il suo libro non è disponibile”. Anche se lo hai pagato.
È stato necessario scomodare il Windows 7 nascosto nel cuore di VeloBlatto per riuscire ad insallare AdobeSticazzi, programma che per inciso può girare solo su un numero limitato di dispositivi perché se no fa brutto, dicono. Il programma dal ascm ha partorito con dolore un epub, Koris pensava fosse finalmente finita lì.
Certo, come no. LOL. (ep. II)
Il libro era protetto dai diritti d’autore, quindi poteva essere solo con AdobeSticazzi, su un numero limitato di computer. La cosa è diventata una questione di principio e Koris, con parecchie colorite imprecazioni, ha tirato furoi gli strumenti del mestiere per esorcizzare l’epub. A fine serata erano nati un epub free, un pdf, un docx e un file testuale perché hai visto mai. Per esclusivo uso personale.
A Koris, fossile informatico, girano tantissimo i coglioni. Perché ha pagato per avere quel file, com’è giusto che sia, ma non può farne quello che vuole, anche per un uso esclusivamente personale. Deve stare al capriccio di Adobe, che sottostà al capriccio di Microsoft. Altrimenti sticazzi l’ebook, anche se hai pagato. Per proteggere i diritti d’autore, dicono.
Alla fine di tutta questa trafila, Koris si è sentita presa per i fondelli. O meglio, truffata. Compro un ebook e non ne sono interamente proprietaria. Non posso leggerlo sul supporto che voglio e dove voglio. Come se comprassi un libro e potessi leggerlo solo in salotto e in camera da letto, nel cesso no. Non posso prestarlo a un amico a meno che non venga a leggerlo nel mio salotto (rigorosamente non nel cesso). Sarà Koris ad essere un fossile, ma questo modo di fare non le piace nemmeno un po’. Nel dubbio, meglio ammassare.

pirateria

Però anche rompere i coglioni a chi vorrebbe il suo file PAGATO in pdf, eh.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: