Archivi categoria: Epicus Furor

Finale col botto

Come già fatto, facciamo due pesi e due misure. C’è il finale di Neutroni Porcelloni e c’è il finale con l’azienda. Entrambi sono finiti, ma comunque, ci sono pur sempre delle differenze.

Neutroni Porcelloni, game over

Ieri i Koris-colleghi hanno consegnato a Koris un (orribilmente grosso) mazzo di fiori e una scatola di cioccolatini, per salutare la sua partenza. Doveva essere una sorpresa, ma qualcuno ha pensato bene di mettere Koris in copia della mail che annunciava la sorpresa. Da un certo punto di vista meglio così, perché le reazioni di Koris alle sorprese non sempre controllate e controllabili. Comunque sotto sotto le ha fatto piacere che non la odino e che abbiano capito che il cioccolato risolve sempre tanti problemi.

Stamattina era l’ultima mattina. Koris ha sbolognato ancora qualche file al Rimpiazzo, ha detto a Capo Palpatine cosa c’era da fare, ha aiutato il Rimpiazzo a tirare parolacce a MCNP. Poi, verso mezzogiorno, ha iniziato a dire ciao a tutti.

Al MegaCapo, che anche se non ci rivediamo pazienza (no, vabbè, Koris ha fatto finta di essere una persona civile).
Al MedioCapo, che verrà ricordato come colui che non ruppe quasi mai le palle.
Ai colleghi, che restano e resistono.
Al Rimpiazzo, che avrà bisogno di fortuna.
A Intrallazzone, che si è detto sempre pronto ad arruolare Koris just in case (#credici, ma non si può mai dire).
A Capo Palpatine, con cui si stava consumando una scena da film strappalacrime in corridoio. Perché sì, è vero, è incasinato, è confusionario, non è sempre facilissimo capire cosa voglia e altri mille difetti di cui si è già lungamente parlato. Però in questi tre anni Koris ha finito per volergli un po’ bene. Bisogna anche ammettere il vero: se non fosse stato per Capo Palpatine, Koris non starebbe andando dove andrà e forse avrebbe continuato a pensare di essere una nullità buona solo a farsi sfruttare. Capo Palpatine, pur con tutti i problemi annessi, ha ridato a Koris un po’ di autostima e di dubbio di saper forse fare delle cose. “Sei una rompicoglioni, ma hai ragione di essere una rompicoglioni e mi mancherai” ha detto. Certo, non poteva durare (anche perché avanti di questo passo non sarebbe durata Koris), ma è stato importante che ci sia stato. E comunque Capo Palpatine ha già minacciato Koris di collaborazioni o, quanto meno, di averla come esperta per le review. Insomma, se ne esce ma non se ne esce.

Quando Koris ha restituito il badge, è stata una sensazione strana. Di qualcosa che finiva, di crollo di alcune certezze, di libertà, di sollievo, di ommoddioeorachefaccio. Però è fatto.

Ciao, Neutroni Porcelloni, anche se non era per sempre, forse alla fine è stato bello lasciarti una Koris-impronta.

L’azienda, ovvero come morire gonfi

Presente tutti i discorsi strappalacrime di cui sopra sul “è stato bello”, “bisognava passarci”, “alla fine non è stato tutto inutile”? Ecco, per l’azienda non valgono proprio per una cippa di minchia. Koris se ne va e benissimo così, a mai più rivedersi davvero, piuttosto che lavorare di nuovo con loro si va a spalare cacca di oloturia in fondo al mar.

Il CCC ha detto che non aveva capito quale vetro della macchina fosse rotto, pensava il finestrino, ma se era solo il triangolo allora Koris poteva circolare lo stesso. Certo, come no. In ottobre, un’ora in autostrada ad andare e un’ora a tornare (se ci dice culo), ai 130, col triangolo rotto. Koris gli ha detto gentilmente che no, non poteva e cazzi suoi se non è contento.

Si è inoltre scoperto che la macchina circolava senza assicurazione. “Però la paghiamo, credo” ha detto interdetto il CCC. Accendiamo un cero postumo a tre anni di guida marsigliese senza incidenti, che qui c’è da gridare al miracolo, altro che Medugorje.

Last but not least, il bollo per la circolazione in periodi di guida alternata non è mai arrivato perché… il CCC ha sbagliato a mettere la targa. Commentiamo? No, non commentiamo, tanto non è più un nostro problema.

La ciliegina sulla torta: la tipa delle risorse umane, appena tornata da due ore di palestra, non ha voluto ricevere Koris. Nemmeno farla entrare in ufficio. Koris ha fatto presente che doveva ricevere il certificato di fine impiego e il saldo di stipendio, arretrati, giorni di ferie. La tipa ha risposto che non aveva pronto niente perché “c’era da organizzarsi”. Ora, Koris ha scritto che se ne andava tre fottuti mesi fa. TRE FOTTUTI MESI, se non si fosse capito. C’era tutto il tempo di organizzarsi, come hanno organizzato il Rimpiazzo. Forse non c’era la voglia. Koris ha detto che o le arriva tutto per posta entro dieci giorni, oppure buongiornissimo denuncia. Tanto è l’unico orecchio da cui sentono.

Però. È finita. Nel senso, domani si ricomincia. Altro, ma si ricomincia. Se Koris sopravvive all’orgia di panissa che ha previsto per cena.

Annunci

Meno venti, gli smemorati

Ultimi venti giorni sulle sponde di Neutroni Porcelli e Koris è verosimilmente diventata ipersensibile, intollerante e rompicoglioni. Ok, rompicoglioni lo è sempre stata, ma ci sono sempre margini di miglioramento, con l’obiettivo di trovare strani e nuovi modi, per rompere le palle come nessuno le aveva mai rotte prima.

E mentre Koris vive di post-it, note sull’agenda, lista delle cose da fare, memorie alimentari affidate alla lavagnetta in cucina, altri individui non si ricordano nulla e vivono felici nell’oblio. E Koris invece si sfava, da vera professionista del vivere male.

Stamattina ‘thieu ha guardato lo smartphone (potremo aprire una parentesi su quanto Koris-ipersensibile odi la pratica del guardare le mail ancora prima di dire “buongiorno”, ma soprassediamo) e ha annunciato giulivo “Ah, il sedici ottobre c’è la riunione col gruppo speleo del Pacchetto Alpitour (qui e qui per maggiori informazioni), quindi mi serve la macchina”. Il sedici ottobre Koris inizia a lavorare altrove. Ma non è una cosa che si sappia, eh. Lo ripete solo ogni giorno, più volte al giorno. Quindi le è esploso l’equivalente gastrico di una testata nucleare nello stomaco ancora prima delle sette del mattino. Quando Koris ha fatto presente che le serviva la macchina per una ragione giusto un filo più importante, la risposta è stata “ah, me lo sono dimenticato”. Seconda testata nucleare di bile radioattiva. “Ma magari puoi vedere di uscire un po’ prima”. Stomaco vetrificato da fallout nucleare. “O chiedere se puoi andare in bus, tanto non sei obbligata a venire alle riunione”. Koris a quel punto ha richiesto che le venga riconsegnata la Ya(xa)ris (che attualmente usa ‘thieu per mini-tragitti), fanculo i suoi sedici anni, fanculo tutto, almeno è una Koris-macchina che Koris può accartocciare a piacimento. Bon, bah, d’accord, comme tu veux.

Però il fattaccio della dimenticanza un po’ resta. Non è che Koris sia il genere di persona che si attacca alla data, all’anniversario, al compleanno, a saturno-nella-settimana-casa, ma sperava che l’evento più atteso degli ultimi due anni lasciasse un minimo segno. A meno che tutto il fiato non sia sprecato e allora tanto vale tenerselo, nunc resonat in aperto vox clamantis in deserto. Va bene non aver memoria per le date, ma incasinare la logistica a una persona che vive già sui suoi nervi e poco altro… allora tanto vale pensare alla logistica solo per se stessi, che si fa prima.

“Eh, ma sono stanco, mi dimentico, non ci penso”. Ripetuto per cambiare i letti, mettere a posto le scarpe, azionare il cazzo di fottuto pulsante di Roomba, o anche solo scrivere “uova” sulla lavagnetta delle cose da ricomprare. Tanto c’è Koris-cylon che ha la memoria per tutto, del resto se la chiamavano Vicki a quattro anni una ragione ci sarà. Koris non dimentica, il che è un bene e un male.

Altro giro, altro smemorato. Ovvero lo smemorato per eccellenza, Capo Palpatine. Che dopo aver creato un turbine di casino che stava degenerando in un tornado di letame pronto ad abbattersi sulla regione, è venuto a pigolare da Koris per trovare una soluzione, fermare la catastrofe, hold the door e simili. Koris ha appurato che era una cazzata e il tifone merdifero si è esaurito in nulla. Capo Palpatine ha griato al merdacolo e ha guardato Koris come se fosse una sorta di re taumaturgo.

“Quindi nei prossimi mesi quando si presentano problemi del genere posso chiedre a te!”
“Ahem, veramente…”
“Ti nomino responsabile di questa attività!”

E allora sì, se vuoi. Responsabile per i prossimi venti giorni poi boh, qualche (altro) santo sarà. S’è dimenticato anche lui che Koris è in via di evaporazione. Se lo dimenticano tutti. Forse è solo una Koris-illusione.

Poi c’è l’azienda o che è smemorata davvero o sta facendo la gnorri, ma Koris non se ne vuole occupare. È allocato nella memoria grazie al puntatore cazzi_loro.

In questa landa di smemorati Koris vorrebbe solo avere un periodo per piagnucolare in un angolo, senza accolli di sorta. E potrebbe anche essere possibile, se l’azienda si ricorda di convalidarle venerdì e lunedì di ferie. Un’altra oculata dimenticanza?

Poi magari fra venti giorni passa tutto, eh. O passa Koris. A miglior vita.

Meno venticinque, la bile e il necromante

Meno venticinque giorni alla fine della fiera e, com’era prevedibile, sta succedendo di tutto.

L’azienda ha rifiutato le Koris-ferie per il mese di ottobre, col simpatico messaggio “ferie rifutate”. Punto. Nessun altro dettaglio. Koris ha quindi ritenuto opportuno abolire ogni paccottiglia quali i convenevoli e ha risposto di brutto “c’è una ragione valida?”. A quel punto il CCC si è rifatto ampolloso e ha risposto che siccome il primo ottobre arriva il rimpiazzo, quindi ci vogliono quindici giorni di passaggio di consegna (#credici, CCC). Koris ha risposto a sua volta che, dall’ultima chiamata del 26 agosto, nessuno le aveva più confermato nulla del rimpiazzo, quindi pensava di farsi i cazzacci suoi, ma che comunque sposterà le ferie a… la settimana prossima. E che si inculino un cipresso se non sono contenti. Per ora nessuna risposta, nessuna nuova buona nuova.

Koris è un po’ disgustata all’idea di aver passato cinque anni della sua vita a far fare soldi a questa banda di disonesti sfruttatori. Che se in francese li chiamano “mercanti di carne” non è poi così sbagliato. Comunque fra venticinque giorni è finita e piuttosto che tornare a lavorare per gente del genere, Koris va fare l’acconciatrice di ratti di fogna a domicilio.

La macchina di funzione è stata rigata da un’anonimo marsigliese nel parcheggio. Poco e su un parafango, un danno che in media manco si vede. Siccome Koris non ha alcuna voglia di sborsare la caparra, ci metterà la cera e pregherà che il giorno della consegna piova a catinelle. E qualora il CCC dovesse accorgersene, farà la sceneggiata del “oddio, non lo avevo visto, deve essere accaduto stanotte!”. Del resto in azienda succhierebbero il moccio dal naso di una carogna se questo potesse fruttare mille euri, quindi gli scrupoli sono morti e sepolti.

Poi dal primo minuto del sedici ottobre Koris torna ad essere la persona honestaaaa che è (quasi) sempre stata, promesso.

Il pc del lavoro ha deciso che i driver audio non sono necessari al Koris-lavoro e si attivano solo coi privilegi di amministratore. Koris è quindi tagliata fuori da tutte le conf call, ohquantomidispiace. Capo Palpatine le ha lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica di Skype che, una volta riusciti ad ascoltarlo, si è rivelato essere due minuti di silenzio e rumori di fondo. Sempre cento per cento grandi insuccessi.

Il ciclo veglia-sonno di Koris continua ad essere alquanto confuso e alquanto carente per quanto riguarda la seconda parte. Le malelingue dicono che potrebbe essere la bile accumulata dal di tutto che sta succedendo, ma suvvia, sono solo dicerie, di sicuro è colpa degli ormoni. Comunque, visto che ormai la situazione si protrae da un po’ (troppo) tempo, Koris ha deciso di fare qualcosa per questa valigia di sonno arretrato. E ha provato di tutto: la lettura, l’astinenza dal pc prima di andare a dormire, le erbe, la meditazione, le pratiche tantriche, la kimika, i riti sciamanici, le tisane, il chi più ne ha più ne metta. Risultati nulli.

Ieri sera Koris ha deciso che there is no way like the old way, è andata alla ricerca del cd di Diablo II del signor IoNonHoMaiGiocatoAiVideogiochi ‘thieu, ha constatato che Winsozz 7 si è pappato la sua maga di trentesimo livello. Quindi ha creato un personaggio necromante chiamato Kakka in onore del messaggero dei morti sumero e ha passato un tempo non trascurabile a maledire cose e resuscitare scheletri. Strano ma vero, stanotte Koris ha dormito più del solito. Non siamo ancora a livello ottimale, ma del resto Kakka il necromante è ancora a livello sei. Ci sono ampi margini di miglioramento per lui e per i ritmi circadiani.

Non è sicuro che Koris sopravviva alla bile dei prossimi venticinque giorni. Se non dovesse farcela, chiamate Kakka a resuscitarla.

P.S. Per chi interessa: “Star Coso” è stato terminato e, se Wattpad vi sta sulle palle (o viceversa), ve lo potete scaricare in formato acconcio dall’apposita pagina qui sopra. Fine informazione promozionale.

Ventinove giorni all’alba

Sono gli ultimi ventinove giorni presso i Neutroni Porcelloni (e l’azienda) e Koris sta passando attraverso tutti gli stati d’animo. E con tutti si intendono proprio tutti. L’euforia perché finalmente questo tunnel da cui pareva impossibile uscire finisce e si va a fare altro. Lo scazzo perché non è ancora finito quando sarebbe tempo. Il terrore di non saper fare e aver fatto una cazzata, tipico di lascia la via vecchia per la nuova. L’ansia per tutto quello che potrebbe succedere o non succedere. La tristezza figlia del senso di inadeguatezza e dell’impostore in agguato. Tutto ciò fa sì che Koris dorma poco o nulla, e quando dorme sogna che le esplodano i denti mentre gabbiani col volto da signora entrano dalla finestra. O che Marseille si trasformi in un livello bastardo di Tomb Raider, cosa che corrisponde abbastanza al vero.

Nel mentre oggi torna Capo Palpatine dalle ferie e potrebbe essere una giornata psichedelica. Nel senso che le mail di Capo Palpatine hanno senso solo se vengono lette sotto l’effetto del LSD. Ma tanto, eh. Per altro, è molto probabile che Capo Palpatine si sia dimenticato che Koris alza i tacchi, quindi che venga a chiedere cose oltre metà-ottobre, a cui Koris probabilmente risponderà SEP. In tutto ciò Koris fa di tutto per evitare il MegaCapo nei corridoi, ma sa che la cosa non può durare in eterno, dove eterno è 15 ottobre.

L’azienda invece… boh. Koris aveva ventilato al CCC che magari, se fa la sua ultima consegna documentaria il 20 settembre come previsto da contratto, Neutroni Porcelloni la caccia per non pagare, visto che non è umano fare una consegna di tre mesi in tre settimane (potrebbero anche proporle di farlo, ma steekatsee). Il CCC, come al solito, non ha capito una beneamata mazza.

“No, ma resti lì fino al 15 ottobre sera”
“Allora, mettiamo le cose in chiaro: punto uno, col cazzo che resto fino alla sera così per sport; punto due, se proprio vogliamo prolungare l’agonia, sto su Neutroni Porcelloni fino a mezzogiorno, poi vengo in azienda a recuperare i documenti che voi siete tenuti a darmi per la fine del contratto”
“Ma ci sarà una persona che ti rimpiazza”
“A me Capo Palpatine e MegaCapo hanno detto che non sarò rimpiazzata”
“Ma sì! Ma sì! Mi hanno detto di cercare un rimpiazzo per il contratto…”
“Ah beh…”
“E io lo ho trovato!”
“Buon pro vi faccia”
“Quindi devi restare lì fino all’ultimo a formarlo al tuo lavoro!”
“A parte il fatto che io mi sono formata da sola e cazzi miei. Ma quando dovrebbe arrivare questo fantomatico rimpiazzo da formare?”
“Ah, non lo so. MegaCapo e Capo Palpatine devono ancora validarlo. Penso a fine settembre.”
“Senti, coso, in due settimane io non posso formare nessuno a fare nulla. Per altro vorrei spendere altri dei miei quasi sessanta giorni di ferie arretrati…”
“Ma devi reggerci il gioco! Bisogna sacrificarsi! Bisogna…”
“Questa conversazione finisce qui, CIAO”

Quindi Koris aspetta che qualcuno le dica qualcosa sul suo futuro prossimo, medita come piazzare ferie in giorni strategici per svuotarsi il cervello, tracce rotte di bus come se fossero navi corsare del XVII secolo, cerca di arginare il senso di inadeguatezza per tutto quello che succederà dopo il 15 ottobre.

Nel mentre, ventinove giorni all’alba.

Cronaca di un giorno di pioggia

Ti svegli coi lampi. “No, ma vai tranquilla, sono solo due gocce” disse quello che ha dei geni Ch’ti. Ora, le due gocce di uno Ch’ti corrispondono circa a un’allerta meteo di livello arancione per il Mediterraneo medio.

In strada è buio. Ma non buio naturale da cambio di stagione in atto, le tenebre complete. I lampioni sono spenti perché il comune deve aver trascurato di pagare la bolletta, ma sarebbe capacissimo di dire che è una procedura ecologica per risparmiare elettricità. Come no. Ti avvii nel buio sotto la pioggia, sentendoti già un po’ sfigata per il quadro e perché sono le 6:50, e non osi attraversare la strada per paura di essere investita da: A) una macchina coi fari spenti, B) un ratto di fogna mutante, C) un monopattino elettrico contro mano.

E ancora hai culo che non ti muovi negli orari di entrata scolastica. Altrimenti dovresti fare il percorso di guerra fra i veicoli ammassati davanti al portone della scuola, nel tentativo di far sbarcare i pargoli direttamente dal sedile alla soglia della classe. Ma del resto, in questo XXI secolo, il “allora ti sgancio in corsa, eh” e lasciare che il bambino attraversi da solo la palude stigia dei giardini delle elementari De Amicis sarebbero considerati abbandono di minore e denunciati ai servizi sociali.

Arrivi finalmente sulla Cannebière dove ci sono ben due lampioni accesi che fanno luce a un tizio impegnato in un’inversione a U in pieno senso unico. Vabbè, entri nel parcheggio. Dove due uscite su tre sono bloccate per ragioni imperscrutabili, ma te lo hanno già detto, qui siamo a Marseille, se vuoi un posto con senso civico devi emigrare in Svizzera (lett.).

Entri in macchina, metti in moto che già non ne hai voglia. Nota di colore sulla macchina di funzione, Christine III ed ultima: non è dotata del pulsante che attiva automaticamente lo sbrinatore per i vetri. Il conducente deve girare le manopole di direzione del getto e temperatura fino a trovare la soluzione a mano. Livello di ergonomia: Wolkswagen Jetta del 1984.

Anche sul tratto urbano dell’autostrada i lampioni sono spenti e le righe delle corsie non si vedono. La gente va un po’ a cazzo di cane e tu con lei. Ma che bisogno c’è della luce, no? In fondo si sa che i Marsigliesi sono sempre così ligi alle regole… abbastanza da considerare i collaudi una formalità inutile e continuare a guidare la Clio del defunto zio Toninu, immatricolata nel ’90, sprovvista di frecce, stop, pezzi di carrozzeria a scelta e con gli abbaglianti come unica opzione per i fari. A confronto la Ya(xa)ris entra nella categoria auto di lusso. Cosa può mai andare storto? Ah, dimenticavi: ci sono anche lavori e relative voragini sparse qui e là per il tragitto.

Termini, tant bien que mal, il percorso del combattente marsigliese per arrivare alle porte di Aix, ovvero Fighettolandia in cui funziona tutto tuttissimo, che mica siamo a Marseille, oh. Peccato che per attraversare sani e salvi il tratto autostradale di Aix sia consigliabile avere una macchina con l’opzione U Boat, per guadare indenni le pozzangere con una profondità stimata di un paio di metri.

Arrivi finalmente sull’autostrada di Gap, passati i due tornanti della muerte che escono da Aix. Ora dovresti essere un pelo più tranquilla, nonostante la pioggia che ti limita ai 110. Almeno finché non ti trovi in coda un* stronz* (la pessima abitudine si è rivelata essere gender neutral) con, a scelta, una Audi/Mercedes/BMW/Porche/Maserati (nella campagna Aixoise hanno la riccanza, loro) che ti si incolla al culo, in barba a qualunque nozione di distanza di sicurezza, perché a suo dire non stai andando abbanstanza veloce e stai facendo perdere tempo prezioso al bizness. Già ti girano i coglioni a raffica.

Superi l’ultimo ostacolo della coda al pedaggio, che questa volta ha deciso di accettare la tua carta di credito senza protestare, almeno quello. Parcheggi, ma vorresti solo buttare la macchina (ora in riserva) nella Durance e ritirarti a fare l’eremita all’Adaouste assieme ai pipistrelli.

Poi ti dicono anche “eh, ma vuoi mettere la comodità della macchina rispetto ai mezzi pubblici?”.

Avec ta bite et ton couteau

In francese esiste una colorita espressione, non esattamente per educande, per indicare un compito da svolgere senza avere i mezzi necessari: avec ta bite et ton couteau, tradotto in lingua italica “col tuo pisello e col tuo coltello” (che fa pure rima). L’espressione piace moltissimo agli speleologi, noti esseri abituati ad arrangiarsi con poco e, soprattutto, amanti della volgarità gratuita. Nonché forniti di coltello, mentre per l’altro utensile la dotazione non è così scontata.

Tuttavia l’espressione è abbastanza versatile per applicarsi anche a quel delirio di Neutroni Porcelloni. Del resto perché stanziare dei fondi quando puoi risparmiare su… tutto, e lasciare che la gente si arrangi con nulla? Eh, la gerarchia è più felice se non spendi.

Nonostante sia a -41 giorni dalla grande fuga finale, Koris è tutt’altro che libera dalle minchiate dell’ultimo minuto. Ieri le è piombata in ufficio un tizio che non vedeva da aprile e con cui pensava di non avere più alcun contatto perché Capo Palpatine aveva deciso che quella simulazione non s’aveva da fare.

“Ehi, ma tu hai fatto le simulazioni per il rivelatore a raggi X!”
“Ahem, no. Capo Palpatine mi ha detto di lasciare perdere e io ho obbedito, anche se lui credeva di no”
“Quindi hai fatto i conti per i danni da riscaldamento nucleare!”
“No, avevo iniziato giusto a calcolare i flussi e con un livello super semplificato…”
“Però puoi farlo!”
“Aridajela, NO. Non ho nemmeno il modello completo, non ha nessun senso che lo faccia su…”
“Ti mando il modello del CAD!”
“Inutile, non posso aprire i modelli CAD!”
“Vabbè, in qualche modo farai, abbiamo bisogno di quei risultati, se l’unica che può farlo quindi lo fai tu.”

Qui la gente ha la tendenza a non capire la risposta “no”. Se sia un problema di ego o di accettazione del rifiuto è ancora un mistero.

Koris ha scoperto che il suo computer non ha più un editor di testo decente (ovvero qualunque cosa non sia Notepad) e se chiede al servizio informatico di installarglielo, per quella data sarà già migrata ad altri lidi. Inoltre, sul cluster di calcolo mancano le sezioni d’urto di gran parte dei materiali, quindi impossibile far girare le simulazioni lì. Senza contare che è in panne a giorni alterni.

Koris sta quindi cercando di codare roba sul suo laptop di emergenza, chiamato LoSmilzo per le sue ridotte dimensioni e quindi ridottissima potenza. LoSmilzo ha un potentissimo giga di RAM e una ventola ridicolissima che gli fa raggiungere temperature prossime alla fusione nucleare (ecco,lui sì che ce la può fare). Ieri la CPU aveva una temperatura fissa di 80 gradi. Ma tant’è, questi sono i mezzi (non) messi a disposizione.

Quindi Koris è, come al solito, costretta ad arrangiarsi avec sa bite et son couteau. E può contare solo sul coltello.

Non ce la possiamo farcela

Meno cinquantaquattro giorni alla fine del Koris-contratto con l’azienda, ma secondo i bookmakers Koris sclera prima. Sicuramente perché è colpa sua che è fancazzista, che non vuole impegnarsi, che è pigra e altre cose del genere. Tuttavia non si può dire che Capo Palpatine non ci metta del suo.

Ieri Koris ha notato che l’ufficio fatturazione di Neutroni Porcelloni ha scritto a lei e a Capo Palpatine per sapere quale sarà l’ultima scadenza del Koris-contratto (ricordiamo, non del Koris-contratto con l’azienda, ma del contratto di Neutroni Porcelloni con l’azienda grossa che ha il contratto con l’azienda di Koris che al mercato mio padre comprò). Palpatine ovviamente non si è degnato di rispondere perché non legge le mail. Koris ha risposto che, in teoria, l’ultima scadenza di fatturazione prima delle Koris-dimissioni è il 20 settembre, ma che voleva la conferma di Palpatine.

La cosa è stata tutt’altro che facile e scontata.

“Senti un po’, Capo, lo sai che il mio contratto con l’azienda finisce a metà ottobre, ma l’ultima fatturazione qui è il 20 settembre, come facciamo?”
“Mi servi fino al 15 novembre”
ZOMG. Risposta sbagliatissima.
“No, ecco, quello non è proprio possibile perché sarò già altrove”
“Ma scusa, il tuo posto mica è sicuro, no?”
“Certo che è sicuro, altrimenti non avrei dato le dimissioni”
“Ma puoi ancora ripensarci”
“NO”
A parte il fatto che Koris non ha alcuna intenzione di ripensarci.
“Vabbè, ma puoi negoziare di cominciare più tardi, no? La data mica sarà fissata”
“E invece è fissata, inizio il 16 ottobre”
Silenzio imbarazzato.
“E allora se il contratto con noi finisce il 15, stai qui fino al 15 sera”
“Aridajela, no. Il contratto con la mia azienda finisce il 15 ottobre, ma fra voi e la mia azienda l’ultima scadenza di fatturazione è il 20 settembre, data a cui io dovrò consegnare un documento. Come intendi gestire la cosa?”
Altro silenzio imbarazzato.
“Facciamo finta di niente”
“In che senso, scusa?”
“Eh, facciamo finta che ci dimentichiamo di settembre e consegni tutto il 15 ottobre”
“Ripeto, mi ha scritto l’ufficio fatturazione di Neutroni Porcelloni ricordandomi ‘sta cosa. Poi non che a me freghi molto di essere ai ferri corti con la mia azienda, però non voglio nemmeno prendermi le colpe dei ritardi di fatturazione così per niente…”
“Vabbè, ma scriviamo che il lavoro comprende anche quello che fai fino a metà ottobre. Del resto chissà cosa succede al tuo lavoro quando te ne andrai, chissà se qualcuno lo porterà avanti…”
Ignoriamo il rumore di magone ingoiato perché due anni e mezzo di lavoro sull’orlo della crisi di nervi sono stati for the soul of the dick.
“Ma con la fatturazione ufficiale come vuoi fare? Perché conosco quelli della mia azienda, non penso che saranno contenti di fare beneficienza pagandomi i tragitti e tutto…”
“Ah, ma quello non è un mio problema, tu ignoralo”

Stamattina Koris apre la casella di posta e si trova in copia a una mail di Palpatine all’ufficio fatturazione.
“Dunque, attualmente Koris resterà con noi fino a metà ottobre, ma la decisione spetta a lei e non la ho ancora incontrata in questi giorni, quindi non so come fattureremo”

Koris lascia ai lettori ogni commento perché è così abbattuta e disgustata da codesto modo di fare che non sa manco più cosa scrivere.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: