Archivi categoria: Epicus Furor

Il merdone pre-vacanziero

E quando eri quasi convinta che tutto andasse non per il meglio, ma almeno liscio-come-piscio (relativamente allo status “Isola di Lost” o “35 minutes” di Battlestar Galactica), ecco che arriva lui: il Cetriolone Cosmico, l’oloturia esistenziale, il merdone subito prima delle vacanze,
In realtà Koris ne aveva già avuto sentore mesi fa, perché i merdoni cominciano con una singola puzzetta. Quando Koris era andata a vedere sul suo spazio personale e risultava sempre attaccata al vecchio contratto dell’anno scorso e non alla sua azienda che lavora per l’azienda grande che lavora per Neutroni Porcelloni che al mercato mio padre comprò. Era marzo, le avevano detto che si era fatto tutto da poco, magari i sistemi non si erano ancora aggiornati. Insomma, c’era puzza, ma magari aprendo le finestre e cambiando aria si sarebbe dissipata. Forse urgeva anche cambiarsi le mutande, hai visto mai.
Ad aprile il contratto non era ancora aggiornato, la puzza di cacchina . Koris è andata a parlarne con la tizia che fa l’interfaccia fra le aziende e Neutroni Porcelloni.
“Ah, non è aggiornato? Strano. Ci guardo, se non ti dico niente significa che è tutto a posto”
Non se n’era più saputo nulla, Koris si era detta che ok, forse non c’era alcun problema. Livello del merdone: palline di cacca di capra, tante, piccole, persistenti e odorose.
A maggio iniziavano le potenziali scadenze, ma siccome il Koris-contratto risutava sempre concluso non esisteva nessuna scadenza. Colta da un impeto di follia, lo ha segnalato al CCC, al Commerciale Citrullo Certificato.
“Ma è normale che io sia sempre assegnata al vecchio contratto?”
“Ah, non so”
“Come sarebbe a dire ‘non so’? Il contratto dovrebbe cambiare oppure no?”
“Ti mando lo screenshot del contratto di un altro!”
“Cosa me ne faccio dello screenshot del contratto di un alro?!”
“Così sai com’è fatto e vedi se è uguale!”
“Non può essere uguale e in ogni caso sarebbe confidenziale…”
“Ah, vabbè”
E allora vabbè, che ti devo dire? Visti gli effluvi escrementizi che iniziavano a levarsi, Koris si è cautelata rispondendo per mail al CCC che lo screenshot non rispondeva al suo problema. Silenzio di tomba. Livello del merdone: parto coperto di buse di vacca fresche.
L’altro ieri: il CCC si sveglia mandando mail mettendo in copia Capi, MegaCapi, il papa e il Bey di Algeri dicendo che vuole fatturare e che Koris deve riempire le scadenze del contratto. Koris ha fatto presente che il contratto non si è mai aggiornato, quindi scadenze sticazzi. Il CCC, che quando gli si tocca la borsa va in panico, ha scritto al Capo dei Neutroni Porcelloni. Il Capo ha scoperto… cioè, non ha scoperto: il Koris-contratto, virtualmente firmato a febbraio, non si trova da nessuna parte. Non si sa bene come e perché Koris sia ancora qui. Livello del merdone: Golgotiano demone di merda.
Quindi ora come ora non si sa nulla. Koris sabato mattina parte in vacanza, in sua assenza può succede qualunque cosa. Il Capo è d’accordo che in ogni caso Koris se la vedrà dopo le vacanze. Forse è il caso di iniziare a mettere su casa nei Pirenei e valutare un non-ritorno finché qualcuno non avrà tirato lo sciacquone in tutto casino.

golgotiano

“Il risultato è quel mucchio di merda ambulante lì” (cit.)

Annunci

Fuffe soprannaturali e smanagement

Koris ha letto di sfuggita su Facebook un link secondo cui chi si sveglia fra le tre e le cinque del mattino ha un’entità ultraterrena che cerca di dirgli qualcosa. Ecco, entità ultraterrena, facciamo una cosa: manda una mail. O un messaggio vocale su wazzapp. O lascia anche un post-it sul frigo, se preferisci, ma evita questi mezzucci così XIX secolo. Sono demodés.
Koris ha parlato dei suoi calcoli neutronici porcellonici con un visiting tizio dell’università ed è stata una conversazione molto proficua.
“Hai provato a usare Codice XYZ?”
“Sì, ma abbiamo solo la versione 1”
“Ma è uscita da secoli la versione 2”
“E perché non usate la versione nuova?”
“Perché il servizio informatico non vuole, dice che non serve. E le sezioni d’urto, ce le avete?”
“Ma puoi richiederle anche tu”
“Il servizio informatico dice che non ha la sbatta e non ci sono gli accordi fra le organizzazioni”
“E devi fare lo stesso i calcoli?”
“Certo”
“Ma non si può lavorare in queste condizioni!”
“Eh”
In tema di sciroppamento cerebrale, Koris ha perso 24 ore per mettere a posto un pezzo di codice, dove pezzo uguale quarantamila linee di numerelli con poco senso. Per scoprire oggi a mezzogiorno che era il pezzo di codice sbagliato. Dove si getta il lavoro fatto a cazzo, nell’organico? Tralasciamo il “avevo detto che per fare questo lavoro bene dovevo chiudermi in un eremo senza rotture di colgioni ogni cinque minuti”, che tanto del senno di poi son piene le fosse.
Koris non ha ancora bene capito se ha una riunione forevaH and evaH oggi pomeriggio, oppure se la riunione va in scena adesso, così, di brutto. Sempre al proposito di “come organizzare le giornate in maniera proficua e produttiva”.
L’estate sta creando un clima infame. In tutti i possibili sensi. Ma per quanto riguarda Koris, saranno gli ormoni. Ancora una volta, il vantaggio di essere femmina: non è mai una causa esterna, non è mai un problema vero, sono sempre e solo gli ormoni. O troppi o pochi o in congiunzione con Saturno nella quarta casa dei Pesci ascendente Ariete.
Ma fra trenta giorni si parte per la Pierre Saint Martin, dove il cellulare non prende. Quindi, entità ultraterrena, datti una mossa a lasciare il tuo messaggio, fosse anche “Dio ti vede più come un’amica, Koris” (dice che Gaius Balthar era già impegnato) o un invito ad andarsi a bere un birrozzo insieme, che l’esperienza di premorte è gentilmente offerta dal lavoro (only Junior will get this, ma vabbè).

neelix

Non c’entra un tubo, ma cercare su Gooooooogle Gaius Balthar e trovarsi Neelix dà un senso al non-sense di tutto questo.

Come organizzare un epic fail

Koris dovrebbe essere ormai cosciente di possedere un dono come re Mida, ma non della stessa qualità: tutto quello che Koris tocca si trasforma in fallimento critico, anche ove non sia necessario tirare un D20. Ne consegue che Koris non dovrebbe più prendere alcuna iniziativa. E in effetti aveva cercato di attenersi al piano, solo che poi le prende la smania di fare cose perché Spes Ultima Dea e finisce regolarmente a schifo.
Koris aveva organizzato da ottobre un’uscita per il week-end scorso nella grotta che dovrebbe essere una delle più belle di Francia. Guida necessaria, numero chiuso, jet set della speleogia, vi strapperete i capelli! Entustiasta di aver trovato una data dopo aver sgomitato via mail, Koris si rivolse al gruppo speleo chiedendo “chi vuole venire e per non perdersi questa occasione meravigliosa?” in modalità Dibbler-Mi-Voglio-Rovinare. All’appello hanno risposto ‘thieu e un altro, il resto del gruppo aveva da asciugare il gatto nel microonde. Vabbè, si farà un’uscita fra pochi intimi.
Poi qualcuno-di-cui-non-faremo-nome pensò bene di aprire l’uscita in interclub con quelli che sono un po’ dei salami su corda, nonostante il parere contrario di Koris. Ora, quando Koris dà parere contrario è già prona allo scassamento di gonadi, che si frantumano per un nonnulla.
“Ma perché proprio quella data lì?”
“Ma possiamo decidere noi a che ora uscire?”
“Ma non possiamo andare da soli noi sei?”
“Ma devo portarmi l’imbrago?”
“Ma devo portarmi l’acqua?”
“Ma devo davvero portarmi una tuta?”
“Ma davvero voi arrivate lì il giorno prima?”
Dato lo scambio di mail, Koris se lo portava talmente menato da casa che il rischio di dire “e allora fate voi, io me ne resto sul divano” era molto pronunciato. ‘thieu ha compiuto l’abuso di caricarla in macchina di forza.
Domenica mattina c’è stata un’ulteriore scena del “devo prendere questo? devo prendere quello?” e Koris si è trattenuta dal rispondere “sì e prendi anche il tuo culo”. Poi erano in ritardo. Koris odia poche cose come il ritardo. Ha detto ancora una volta che lei se ne tira fuori, ma invece no.
Nonostante le guide siano simpatiche, si comincia male: una discesa di 80 m su un’impalcatura arrugginita. Koris odia le scale in speleo. Koris forse si sarebbe fatta gli 80 m in un getto più volentieri, almeno non ti scivola il piede. Koris si odia molto per essere lì.
La grotta è un fiume sotterraneo. “Ma tranquilli, ci si bagna solo metà stivale” dicevano. Poi l’acqua entrò nello stivale. Poi l’acqua arrivò al ginocchio. Poi alla coscia. Poi alla cintola.
Koris ha camminato per non si sa quanto in un fiume di marmo blu (molto pittoresco) con l’acqua fino alla cintola e la faccia del gatto bagnato che l’avrebbe fatta pagare all’universo. L’unica fortuna è stata la sottotuta magica di Koris, che si asciuga in dieci minuti e non vogliamo sapere come e perché. It’s a kind of magic! One dream, one soul, one prize, one goal…

pissed-cat

Fedele descrizione di Koris nel fiume di Cabrespine

Arrivati a non molto lontano, si scopre che le guide hanno scelto di non andare nel ramo concrezionato, troppo fragile, urge autorizzazione papale. Il gurppo, soprattutto i tre invitati, fanno rimostranze.
“Ma eravamo venuti per quello!”
“Ma davvero non possiamo andare?”
“Ma non potevamo saperlo prima?”
“Koris perché non ce l’hai detto?”
Sulla fronte di Koris scintilla la scritta al neon “non sono una fottuta agenzia di viaggi”, ma non dice nulla perché potrebbe e non sta bene passare per quelli che si incazzano. Meglio passare per muti.
La grotta in effetti merita anche senza il ramo concrezionato, ma non quanto Koris si era aspettata. Mentre rimugina sul suo sconforto, Koris scivola su un duomo di calcite e si infrange il ginocchio sinistro. Livido numero uno.
Foto di rito. Koris continua a pensare a pratiche violente verso chiunque, tanto pensarle non è illegale e gli incidenti capitano.
Si torna indietro. Se prima si scendeva lungo il fiume, ora bisogna risalre la corrente come fottuti salmoni. Acqua di nuovo fino alla cintola. Acqua torbida, Koris non vede il bordo di una vasca, se lo prende nel ginocchio sinistro. Livido numero due. Koris cade di faccia nell’acqua, si rialza senza fiatare.
Il ginocchio e la coscia associata fanno un sacco male, ma Koris si trascinerebbe su un monopiede con la gamba mozzata nel kit, piuttosto che chiedere aiuto. Tanto l’acqua a 13 gradi raffredda il livido. Basta crederci tantissimo.
Quasi all’uscita, i salami decidono che non si può andare via senza la foto ricordo fatta con la compatta demmerda che richiede tre ore per essere messa a punto, senza comunque produrre risultati apprezzabili. Koris sorride sulla foto solo perché sta pensando come annegarli tutti in 10 cm d’acqua.
Uscita in vista. Altri 80 m di impalcatura da rimontare, Koris si odia, la tuta ormai è asciutta, l’universo deve detonare a breve.
Si arriva nella sala equipaggiata come grotta turistica. La gente guarda Koris-gatto-bagnato, Koris elargisce sguardi di “fatti li cazzi tua”. ‘thieu si avvicina in un momento di masochismo.
“Allora, valeva la pena venire?”
“Umpf”
“È un momento in cui bisogna evitare di farti domande?”
“Già”
Poi magari Koris deciderà che il fiume nel marmo blu è uno dei più bei ricordi della sua vita. Ma per ora ha fatto voto infrangibile che la prossima volta che organizzerà qualcosa sarà stocazzo.

Fuck the Polis e Res-li-cazzi-tua-Publica

Fra le mille assurdità che stanno accadendo in questo periodo, ieri si è arrivati a un certo livello. C’è un tizio da queste parti di incrollabile fede pentastellata (e no, purtroppo non stiamo parlando di astronomia), che preso dall’impeto euforico della vittoria del suo partito ha mandato una mail dicendo di voler celebrare tale storico evento. Nel capolavoro di letteratura dell’assurdo che è quella mail, spicca una frase in particolare, a proposito dell’applicazione della democrazia diretta: “Faremo la traslazione per i tempi moderni di ciò che era possibile più di 2000 anni fa nelle repubbliche di Atene e di Roma”. Qui a Koris hanno sanguinato gli occhi.
Caveat: questo post potrebbe essere una contraddizione in termini, in quanto Koris è fermamente convinta che chi non sa di storia dovrebbe tacere. Ma Koris non è una storica, quindi dovrebbe tacere, però un nientino ne sa, quindi…
Già il SonnoDellaRagione menava il belino (termine tecnico) con la democrazia ateniese e la partecipazione alla vita pubblica e il suffragio per elezione casuale e sto gran cazzo di capitello dorico. La risposta è “sì ma”. O anche “Bisogna contestualizzare”, qualora rimpiangeste le politiche del 1994.
Va bene, Atene sarà anche la prima forma di governo democratico mai apparsa su questo pianeta. Potere al popolo ateniese. Solo che di quel popolo ateniese partecipava alla vita politica un 10-20% della popolazione totale. Togliendo bambini, donne, stranieri residenti (forse anche ad Atene qualcuno sbottava nella Boulé dei Cinquecento “Questi Tebani che vengono ad Atene a rubarci il lavoro!”) e ovviamente gli schiavi, la maggioranza. In tutto avevano diritto al voto circa 60 mila persone. Per dare un’idea: la popolazione attuale di Merdopoli, cittadina di provincia. Anzi, Pericle (sì, quel Pericle, quello dell’età d’oro di Atene, grande legislatore, #SantoSubito) introdusse la clausula secondo cui, per poter accedere alla vita politica, i cittadini dovevano discendere in linea paterna e materna da cittadini Ateniesi (hashtag in voga all’epoca #PrimaGliAteniesi). Quindi, a parte il non appartenere alle categorie sopra citate, per poter partecipare alla mirabolante democrazia diretta ateniese serviva… vediamo un po’…

  1. Aver fatto il servizio militare
  2. Non avere debiti con la città, ergo niente puffi col fisco
  3. Non essere schiavi liberati che ‘sti parvenus puzzano e non li vogliamo

Questo per dire quanto dal basso venisse la democrazia diretta ateniese.
U Babbu ci tiene a sottolineare inoltre che Atene e la sua democrazia andarono in merda quando caddero in mano ai demagoghi, i populisti di allora. Tanto per dire che Aristofane, fra una battuta zozzona e l’atra, non aveva mica torto.
Per quanto riguarda Roma… di che stiamo parlando? Di una repubblica oligarchica. Tota nostra est, nella Penisola 2500 non hanno poi cambiato molto le cose. Sempre Patrizi versus Plebei. Parliamo della fine dei Gracchi? Di Silla? Delle clientele? Eddai, su. Ci siamo evoluti. Un minimo, ma ci siamo evoluti.
Se si vogliono fare esempi storici, si dovrebbe andare oltre il sussidiario delle elementari in cui “Atene buona, Sparta cattiva” e “Tarquinio il Superbo brutta persona, W la Repubblica”. Ogni volta che si citano eventi storici a cazzo c’è uno storico che cade morto. Sarebbe il caso di leggere un libro ogni tanto, prima di lanciarsi in panegirici di sorta.

socrate

Le ultime parole di Socrate.

P.S. Qualora Koris abbia detto delle cazzate, correggete apportando fonti.

Lasciatemistaredì

In realtà non è che Koris oggi sia assillata da chiunque. Solo che è uno di quei momenti dell’esistenza in cui niente funziona.
Le sezioni d’urto fotonucleari producono zero neutroni. Sarebbe il loro lavoro, ma troppo sbattimento.
L’integrazione del modello che doveva essere fatta con uno script in gloria, non è fattibile con lo script. Forse non è proprio fattibile tout court.
Il MegaCapo dice cose che non sono quelle ufficiali, aggiungendo “ma non è un mio problema”. Koris a questo punto risponderebbe anche “figurati se è il mio”, epperò non si può.
Sul punto di vista non lavorativo si aprono voragini che per armarle necessiterebbero di molte decine di metri di corda e forse manco si arriva al fondo. E comunque, se si arriva il fondo, sarebbe pieno di quel fango colloso color marroncino che si attacca agli stivali e ovunque, e se ne va solo dopo plurimi lavaggi. E se qualcuno trova similitudini con la materia organica comunemente detta merda, forse non è una coincidenza, anche senza scomodare Voyager.
Mancano 48 giorni alla Pierre Saint Martin, ma solo sei al Gouffre Géant de Cabrespine e se tutto per l’uscita non fila liscio come piscio olio o se la grotta non è eccezionale come dicono, forse Koris non sopravvive. Ma visto il caldo umido degli ultimi tempi forse non sopravvive lo stesso.
Forse il problema è il solito: che si va in sbattimento per un nonnulla. E dallo sbattimento non si esce più, perché lo sbattimento genera ansia, ira, paura… tutte robe che conducono al Lato Oscuro. Forse i Sith avevano solo dormito male.
Si necessita di una svegliata alla vita o qui rischiamo di abbruttirci.

fener

In effetti dalle occhiaie si deduce che tanto bene non dorme…

Senza addurre motivazioni plausibili

La giornata non è nemmeno a metà e Koris avrebbe già voglia di urlare il suo disappunto di qui alla galassia di Andromeda. E tanto peggio se il suono non si propaga nello spazio, sarà un disappunto sotto forma di onda gravitazionale. Solo che Koris non è certa di poter addurre una giustificazione sufficiente. Forse sta diventando isterica. Ai lettori l'(affatto)ardua sentenza:

  1. Non si trovano le sezioni d’urto fotonucleari, o meglio, si trovano solo per qualche isotopo, il resto nada. Koris ha fatto presente il problema al MedioCapo, perché boh, se vogliamo fare dei conti di dose neutronica magari le reazioni nucleari non sono proprio bruscolini. Il MedioCapo ha risposto “try to figure this out”, in lingua italica “arrangiati”. Koris continua a rimuginare, non vuole tornare nel gorgo di NJOY, odia le sezioni d’urto, odia il doversi sempre arrangiare e dover fare l’equivalente di semina-mietitura-macinazione per poter produrre una fottuta pagnotta.

  2. Koris aveva preso la sua buona volontà e a settembre aveva organizzato un’uscita speleo in una grotta protetta, prevista per giugno. Koris aveva anche insistito perché rimasse una cosa inter nos, ovvero all’interno del suo gruppo, ma invece no, bisogna per forza essere ospitali. La domanda “perché ogni volta che dico una cosa nessuno mi caga?” resta senza una risposta. Comunque, si è finiti con tre imboscati, che forse possono fare l’uscita, forse no, forse la mandano a pallone e allora fanculo. Tanto se Koris dice qualcosa chissenefrega, è lei che crea problemi perché è lenta, perché non si butta in un P100 senza farsi patemi, perché è troppo prudente. Koris aveva deciso di non organizzare più nulla dopo la grande delusione del Gouffre Berger (ricordiamo: organizzi tutto, ma tu non scendi perché sei scarsa, a meno di litigare con tutti per dimostrare che, hey, puoi farcela), se ci sono problemi anche questa volta l’iniziativa sarà fissa a zero.

  3. Si deve seguire una conferenza di interesse… boh, discutibile. Koris si chiede perché c’è gente che può andare in giro alle conferenze a dire “Non so, non sono sicuro, non ho finito il lavoro” e altri che invece devono arrangiarsi (vedi punto uno). Il mondo è bello perché è avariato, o forse non è proprio bello.

  4. I trasporti eccezionali che non vogliono prendere la corsia per veicoli lenti nei tratti in salita. Quindi procedono fra le due corsie per veicoli, ai trenta all’ora. Senza farsi problemi. Forse la patente per i tir fa parte delle nuove sorprese delle uova Kinder, vai a sapere. La guida giornaliera sta giocando un ruolo importante nella perdita della già scarsa Koris-sanità mentale. Un giorno qualcuno troverà Koris ad azzannare i copertoni di una Mercedes e tutti si chiederanno anche il perché.

  5. Koris forse ha scoperto di essere una pusillanime e non capisce come questo sia successo. O forse lo è sempre stata, ma la consapevolezza è arrivata solo ora. A meno che l’overthinking sull’overthinking non sia andato in segmentation fault, il che ha una probilità non nulla.

Comunque, c’è di che rallegrarsi, almeno sul fronte carriera: se uno come Di Maio può diventare ministro, Koris può benissimo riconvertirsi in fashion blogger/influencer.

Andromeda

Galassia di Andromeda, messaggio ricevuto?

Impostore sì, impostore no

Koris è un curioso individuo che deve aver dimenticato l’autostima nell’altra giacca. Poi l’altra giacca è finita nel saccone dei vestiti da riciclare e qualcuno in Bangladesh sta girando con la Koris-autostima in tasca. Visto che su Amazogn non è ancora in vendita e nemmeno nel Deep Web (vatti a fidare dei trafficanti di organi), Koris sta cercando di rifarsene un’altra. Al fine di coronare cotante impresa, sono bandite riflessioni troppo profonde, prendersi troppo sul serio, farsi domande del calibro “ma sono veramente sicura di aver capito?” oppure “cosa sto facendo della mia vita?”.
Ogni tanto ci riesce.
Ieri, forse compiaciuta dall’essere riscita a dormire una quieta notte perché l’OM aveva perso e la città era in lutto, Koris si sentiva particolarmente sicura di sé. Quasi indistinquibile da un essere umano normale, insomma. Un essere umano che ha fatto studi scientifici, ha preso una laurea e un dottorato e sa quello che dice. È riuscita a intrattenere una conversazione sulle reazioni fotonucleari senza che il suo impostore interiore bisbigliasse “ehi, lo sai che l’ultima volta che hai visto una reazione fotonucleare era nel 2009, se va bene?”. Forse era Santuzzo a sentirsi impostore, ma oh, mica si può salvare il mondo. Koris non si è fatta scalfire nemmeno dalla simulazione che si è piantata malamente senza voler dire perché. Per una volta ogni tanto, ha ri-scoperto che le piace fare queste cose, che c’è un motivo e non è piombata giù da Marte. Insomma, una buona giornata. O comunque una giornata poteva-andare-peggio.
Stamattina, complice un obiettore di coscienza nell’uso delle frecce ma avvezzo al clacson e ai diti medi facili, Koris non era quello che si definisce un drago, a prescindere dal non sputare fuoco e non avere le ali. Alla riunione ansiogena del venerdì mattina Koris-mal-gliene-incolse si è seduta vicino a un tizio che faceva il cosplay della TrivellaSpaziale (nota: TrivellaSpaziale era un compagno di facoltà di Koris con la capacità di attaccare lo stress a chiunque per la sessione invernale il 20 di settembre, forse si cibava del nervosismo altrui).
“Ma tu sei staff?” ha chiesto.
“No, io sono extern, lavoro per gli amici degli amici degli amici in subappalto”
“Ma per quale università?”
“Non lavoro per un’università, ma per un’azienda”
“Però hai un dottorato”
“Beh, le due cose non si escludono…”
“E da quale università?”
“Marseille”
“Però sei italiana!”
“Che c’entra? Ho fatto l’università a Boulogne”
“E perché non fai un post-doc?”
“Uhm, perché no?”
“Eh, ma la carriera, uno dei fare dei post-doc, io ho chiesto qui vicino, ti chiedono il voto del dottorato, due lettere di raccomandazione…”
A questo punto l’impostore era già bello sveglio e stava intavolando uno dei suoi pistolotti preferiti, ovvero “Cento scelte del cazzo con cui ti sei rovinata la vita, dall’asilo ai giorni nostri”. Koris ha uno script python che non vuole obbedirle e pensa complusivamente che altro che simualazioni di reazioni fotonucleari, dovrebbe andare a lavare i cessi della stazione.
Il prossimo passo per cercare di uscire da questo circolo vizioso dell’impostore è trovare l’interruttore che lo attiva. Lavorare in un bozzolo isolato dall’universo potrebbe essere un’opzione, ma probabilmente non è praticabile. Si cercano consigli, suggerimenti e contributi.
L’image contient peut-être : chien

Definizione operativa della sindrome dell’impostore. Koris è il gatto. (Credits: Academia Obscura)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: