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Listolandia

Fin dall’infanzia una delle (scarse) doti di Koris era una memoria mica da buttar via. Secondo l’Amperodattilo si tratta di una memoria selettiva, ovvero “ti ricordi solo quello di cui ti frega qualcosa, mica ti ricordi di mettere le mutande a lavare”, ma comunque aveva uno spettro abbastanza ampio. Koris è la depositaria della memoria familiare, quella a cui chiedono “Ma quando siamo andati in questo posto cosa abbiamo visto?” e che risponde con la prontezza di Google ante-litteram (o una storia di Korisgram Stories, se preferite). Poi l’Amperodattilo rende tale pratica estrema dando input fallaci e contradditori, ma questo è un altro discorso.
In questo periodo di disfacimento della forma e della sostanza (dello spirito non parliamo nemmeno), pare che anche la Koris-memoria sia salpata per altri lidi. Forse è lo stress. Forse è il sonno intermittente. Forse è l’età. Fatto sta che nelle Koris-giornate, magari a causa della routine o magari no, si creano buchi neri e voragini in fatto di spese, bagagli, cose da fare al lavoro, vita in genere. L’oblio fagocita dettagli in maniera bulimica lasciando dietro di sé il Nulla della Storia Infinita.
Visto che il disfacimento va bene, ma anche nella decadenza bisogna tenere botta, Koris ha iniziato a fare liste perché scripta manent mentre in segnali elettrici fra i neuroni paiono essere in cortocircuito. Poi le liste ci hanno preso gusto e hanno iniziato a proliferare.
Liste della spesa.
Liste delle cose da fare per casa fra cui la spesa.
Liste delle cose da fare in ufficio.
Liste delle cose fa fare in ufficio con priorità.
Liste delle cose che vorresti fare se avessi tempo libero.
Liste di libri che uno vorrebbe leggere (queste ultime, affidati a siti truffaldini hanno il brutto vizio di sparire ogni tot necessitando di ricerche storiche).
Liste del bucato con priorità.
Liste di grotte.
Liste di cibo mangiato e da mangiare.
Liste di liste.
La situazione sta lentamente ma sicuramente sfuggendo di mano a Koris, teletrasportata nell’oscura contrada di Listolandia. Ma si reputa che finché non si passa alla lista di funzioni fisiologiche da espletare la situazione è tragica ma non grave.

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Gli imbucati

Al telefono, mercoledì sera.
“Ciao Amper!”
“Ciao, scusa, eravamo in mezzo a una strada. Siamo andati a Ormea. Ora vado in bagno, ti dò a U Babbu, eh”
“Ah, ahem, io…”
“Pronto? Pronto! Non ti sento?!”
“Ciao, U Babbu, non mi senti perché non sto parlando”
“Ah! Come va?”
“Bene, senti, cosa fate per il primo maggio?”
“Noi? Boh, metteremo un po’ aposto il terrazzo…”
“Quindi non andate via…?”
“No, tanto dove vuoi che andiamo?”
“Che ne so, magari a farvi un giro.”
“Voi dove andate?”
“Questo è il punto dolente, diciamo che… visto che prevedono tempeste di fulmini su tutta la Francia per tre giorni, avremmo… avremmopensatodivenirelì”
“Eh? Cosa? Pronto? Mi senti?”
“Ho detto: avremmo pensato di venire lì”
“Ah, ma qui?”
“Eh”
“Ma in grotta”
“Beh, sì, anche. Se a voi sta bene”
“Ma sì, tanto l’Orso non viene. Quindi arrivate fra dieci giorni?”
“No, dopodomani?”
“Cosa?”
“Ho detto dopodomani”
“Aspetta che ti passo l’Amperodattilo”
“Ma io…”
“PRONTO?! PRONTOOOO!”
“Oh, Amper, non urlare, sono qui”
“…’sto telefono non funziona”
“Ho detto che sono qui!”
“Ah, ecco. Cosa c’è?”
“Stavo chiedendo se non fate niente per il ponte del primo maggio”
“No, c’è il tavolino nuovo sul terrazzo davanti, quello che diventa esagonale…”
“E cosa c’entra il tavolino col ponte del primo maggio?”
“Niente”
“Ecco, allora, io volevo dire che se non fate niente il ponte del primo maggio noi potremmo venire lì”
“Eh, sì”
“Cioè, se io vi manco…”
“Sì, sì”
“Ora ascoltami, per mangiare ci arrangiamo, non è necessario che…”
“Aspetta che vado a vedere se il 30 ho vacanza!”
“No, Amper, stammi a sentire, ci guardi dopo…”
“No, ora lo devo sapere!”
“AMPER!! Pronto? Pronto?”
“Amper sta controllando se ha il ponte”
“Ecco, vabbè, U Babbu, diglielo tu che non stia a fare il pranzo di natale, che noi alla sera una pasta o un’insalata e andiamo cantando”
“Ma ‘thieu è d’accordo?”
“A dire il vero è stata un’idea sua”
“Ma quindi venerdì quando arrivate?”
“Non ne ho idea, conta che io devo fare seimila chilometri per…”
“Ho trovato! Ho il ponte! Allora venite?”
E quindi ‘thieu e Koris oggi si imbucano, a passare il ponte del primo maggio in Riviera come dei Padani qualunque.

La mia grassa grossa Pasqua italica

È la terza volta che ‘theiu cala a Merdopoli e già il fatto dovrebbe dare da pensare al masochismo di quest’uomo. Che non vi è stato costretto, ma che ha domandato di venire mesi fa di sua spontanea iniziativa. Dai Maiores. Per tutti i quattro giorni doveva compare come trend topic su Twitter #thieuSantoSubito.
“Com’è beneducato!” ha detto l’Amperodattilo “Cosa ci fa con una stundoia (n.d.K.: termine dialettale per indicare persona rozza e priva di maniere) come te?”
“Fa la patre rispettabile della famiglia, io ho deciso che la vita è troppo breve per stare composti a tavola”
A proposito di tavola, l’Amperodattilo deve avere con ‘thieu lo stesso piano che aveva con gatta Spin: farlo esplodere di cibo e fingere che sia stato un incidente. In quattro giorno sono arrivati in tavola polpettoni, pizze, lasagne, arroti, avanzi di minestrone, affettati e formaggi assortiti. I formaggi, a onor del vero, sono di responsabilità di U Babbu.
Il giorno di Pasqua si è mangiato talmente tanto che ‘thieu e Koris hanno dovuto fare 10 km a piedi con 500 metri di dislivello per digerire. Poi, una volta scesi da Rocca dei Corvi, l’Amperodattilo li ha nutriti di nuovo e si sono trovati punto e a capo. Bisogna ancora far capire all’Amperodattilo che, anche se ‘thieu è alto un metro e ottanta e più, non è necessario cercare di riempirlo tutto di cibo.
Orso, brillante sempre per la risposta “Mah, esco un po’” alla domanda “Cosa fai stasera?” per un totale di 4/4, si è lanciato in acrobazie linguistiche.
“Porto in tavola la frutta, come si dice in francese?”
“Secondo te?”
“La frutt!”
Inoltre, il Plantigrade si è lamentato del degrado dei costumi e non quelli da bagno, mentre guardava in streaming parti della via crucis a Roma.
“Ma io vorrei una Pasqua con delle cerimonie solenni, barocche, qualcosa che sia maestoso! Non so cosa farmene di questa chiesa pauperista e terzomillenaria!”
Il contributo di U Babbu è stato “le bon cafè” (sic), ovvero prepare caffè per chiunque a qualunque ora del giorno e, grazie all’insonnia, della notte. Al solito, ‘thieu gli parla in francese, U Babbu risponde in italiano, chi capisca cosa resta un mistero.
L’Amperodattilo ha cercato di ordire un’elaborata congiura ai danni della dignità di Koris, sfoderando non solo le foto, ma anche i filmini per l’occasione. Solo che la dignità di Koris ha abdicato da quel dì, quindi non teme più nulla.
“Ma da quando sei diventata così stronza, tu? Eri così buoncita!”
“Poi sono andata a Bologna”
“No, eri già stronza al liceo. Pure alle medie. Persino già dall’ultimo anno delle elementari. A pensarci bene ci sei nata, stronza”
“E allora di che stiamo parlando?”
Koris e ‘thieu hanno anche fatto un tentativo di andare in grotta. Prima pareva che il meteo non concedesse. Poi hanno trovato la grotta contro ogni aspettativa, senza diluvio. Per finire su un pozzo di dieci metri che non doveva essere lì e che li ha fatti ripiegare con le pive nel sacco. Ma la questione è solo rimandata.
Koris è tornata a Marsiglia con un carico di cibarie non indifferente, fra cui un’ingente quantità di pan di stelle. ‘thieu li ha messi sullo scaffale più alto, così alto da essere difficilmente raggiungibile. Resta da chiarire se si tratti di una vendetta per la grassa grossa Pasqua italica.

Anteprima

“Santo Natale, Santa Pasqua, Santa Polenta, Santa Rumenta!”
Preghiera dell’Amperodattilo ad invocazione di non si sa bene cosa e non si vuole nemmeno sapere.
Koris ha ricevuto come dono di compleanno una mummia di alluminio. Che detto così pare un reperto trafugato da Luxor, ma invece è un copri-sacco a pelo anti umidità. È stata altresì dotata di un libro sulle spade dei samurai, regalo, secondo alcuni, piazzato in mani assai pericolose.
Orso lamenta insonnia e reflusso. Attualmente si trova a un’apericena, perché niente ti rimette lo stomaco in sesto come gli stuzzichini.
L’Amperodattilo è in preda al gorgo di Stranger Things, cominciato per caso ed evolutosi in maniera del tutto inaspettata.
U Babbu maneggia Netflix come se fosse nato col telecomando in mano.
Ci si stava dimenticando di preparare la tavola per natale.
Attendiamo trepidanti domani.

Lezioni mediterranee

“Hai una famiglia molto organizzata, ma è un’organizzazione, come dire… mediterranea”
Questo il commento ‘thieu a caldo dopo un altro richiamo di italianità, offerto da tre giorni di permamenza a Merdopoli per il congresso italiano di speleologia. Nella breve permanenza non è ben chiaro se ‘thieu abbia imparato nuovi vocaboli, ma ormai la si considera una causa persa.
L’uscita speleo prevista agli Scogli Neri per cui Koris ha un sacco insistito è stata fatta sì, ma alla bersagliera. Non si andava così veloce nemmeno al soccorso speleo (e grazie al cavolo, con la barella al seguito…). ‘thieu è riuscito a fare qualche foto, ma meno del previsto. Pazienza per la grotta fast’n’furious.
Koris, durante le presentazioni del congresso, si è incazzata come una biscia di fronte alle esplorazioni di un gruppo russo che è arrivato a quota -2200 alla Sima Veryovkina. Koris non se l’è presa tanto per la profondità, che tanto o si fanno esplorazioni nel Caucaso o si raggiuggono col ca… ucaso, appunto. Se l’è presa a morte perché questi sono passati in quattro anni da -400 a -2200. Hanno esplorato pozzi e pozzi senza mai dover tirare secchi di terra, senza essere costretti a scalpellare strettoie, senza avere il minimo dubbio del “ma sarà da quella parte? Boh!”. Ecco, tutto questo non è carino di fronte alla gente che esulta per aver percorso dieci metri dopo mesi e mesi di spaccamento di pietre (e non solo pietre). Koris ha passato il resto della serata strillando “non è giusto, però!”.
Au passage, Koris si è improvvisata interprete di qualunque lingua passasse sullo schermo verso il francese. Non c’è alcuna garanzia sul risultato.
L’Amperodattilo, in preda alla sindrome dell’ospite, ha cucinato il cucinabile fra focacce, ravioli, cappelletti, salsicce, patate e antipasti vari. ‘thieu ha chiesto se facesse sempre così, gli è stato risposto che può essere anche peggio. U Babbu ha effettuato un certo numero di viaggi in cantina e altrove da ampero-gregario.
Orso è diventato BarbOrso, nonostante la sorella lo osteggi in qualunque modo.
“Orso, sai cosa c’era fra le clausule del trattato di pace che Carlo Magno impose al duca longobardo di Benevento?”
“No, cosa c’era?”
“Di tagliarsi la barba”
Koris è tornata in Francia con due chili di Pan di Stelle generici della Coop, focaccia secca, olive taggiasche, parmigiano e altre cose da tipico “pacco da giù”, solo che in questo caso il pacco è da est. ‘thieu ha avuto un subitaneo amore per la focaccia di Recco e chiede perché in Francia non si trovi lo stracchino. Non ha ancora finito di stupirsi per come si possa passare dal livello del mare a settecento metri di altitudine in soli tre chilometri, ma ehi, è la Liguria, baby, e tu non puoi farci niente. Intanto Koris ha potuto staccare la spina e non pensare ai mille assilli che la aspettano all’uscita dell’autostrada di Marseille.
Prossima puntata a Natale. C’è del potenziale.

Note e ignote

Alcune veloci note di quello che è successo dall’altra parte della frontiera:

  • Non si trova più gatta Spin. Forse è stata terrorizzata dall’arrivo di Koris e ‘thieu venerdì sera, fatto sta che il sabato mattina si era volatizzata. Lasciando dietro di sé tutte le porte chiuse. Vista la massa del felino, si esclude un comportamento quantistico. La posizione di gatta Spin è a tutt’oggi ignota.
  • ‘thieu sembra essere sopravvissuto all’esperienza merdopolese nonostante il miscuglio linguistico, la folle atmosfera della famiglia e le due paste al forno dell’Amperodattilo, che ha deciso di cucinare come se fosse stato invitato a Pasqua un intero battaglione della Vecchia Guardia dopo la campagna di Russia.
  • Koris ha finalmente trovato un proof reader degno di questo nome, solo che essendo fratello Orso tale proof reader è anche severissimo, bacchettante ed esigente. Ma ha anche dei difetti.
  • U Babbu ha tirato fuori l’equivalente dell’asso di mazze in fatto di musica barocca e rinascimentale. Si è instaurato un bizzarro dialogo fra U Babbu che parla italiano e ‘thieu che gli risponde in francese, ma riescono a capirsi a parlare di Monteverdi lo stesso.
  • Ya(xa)ris vive e lotta insieme a noi, anche quando le chiudono l’autostrada ad Altare per andare a Ceva e si ritrova dispersa fra le alture di Cosseria, direzione Garessio. Ma continua a fischiare ai 130 km/h.
  • L’uscita speleo italica ne è valsa la pena nonostante la camminata assassina per arrivare in grotta e nonostante il ritrovarsi al ritorno alle nove di sera sotto il temporale. Gli speleologi piemontesi sono stati più che accoglienti e la speleo-terapia su Koris pare iniziare a dare i suoi frutti. Poi non puoi rifiutarti di scendere un pozzo quando ti dicono “Fuma c’anduma!”, la tua genetica piemontese risponde subito anche contro l’istinto di conservazione. Criste né!
  • Per continuare col piemontese, ‘thieu è anche troppo buoncito e paziente. È stato comunque ricompensanto col gelato di Superfrutto e difficilmente ne mangerà un altro così buono in tutta la sua esistenza (per sua stessa ammissione).

Koris è attualmente tornata a Marseille e forse ha bisogno di un’altra settimana per riprendersi dalla santa Pasqua.

Molto molto divertente

Koris sta aspettando con ansia questo week-end che le pare lontanissimo anche se manca solo un pomeriggio. Perché quando strisci sui gomiti tutto sembra lontanissimo, parola di speleologa.
Ma Koris aspetta con ancora più ansia il prossimo week-end, quello delle cosidette vacanze. Con Pasqua, Pasquetta e Pasqua al cazzo un giorno in più per evitare di rientrare con tutto il traffico immaginabile e possibile. Una settimana in cui per ben due giorni la sveglia non suonerà alle sei mezza.
Koris se ne tornerà a Merdopoli per uno dei suoi fly-by. Nel menù dei quattro giorni, fra un uovo di Pasqua e dare noia a Orso, è compresa persino un’uscita speleo nelle grotte della Talebrania Superiore.
C’è un novità, tuttavia.
Quest’anno viene ‘thieu.
‘thieu che non parla una parola di italiano (a parte tutte le volgarità che Koris ripete e che sono passate per osmosi). Coi Maiores che biascicano qualche parola di francese ma ‘nzomma, Orso che parla il suo inglese londinese con qualche “belin” come guest star e Spin… no, niente, gatta Spin miagola e non si caca di striscio gli estranei, visto che preferisce cacare nei vasi di fiori.
Sarà una Pasqua molto molto divertente.

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