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Note e ignote

Alcune veloci note di quello che è successo dall’altra parte della frontiera:

  • Non si trova più gatta Spin. Forse è stata terrorizzata dall’arrivo di Koris e ‘thieu venerdì sera, fatto sta che il sabato mattina si era volatizzata. Lasciando dietro di sé tutte le porte chiuse. Vista la massa del felino, si esclude un comportamento quantistico. La posizione di gatta Spin è a tutt’oggi ignota.
  • ‘thieu sembra essere sopravvissuto all’esperienza merdopolese nonostante il miscuglio linguistico, la folle atmosfera della famiglia e le due paste al forno dell’Amperodattilo, che ha deciso di cucinare come se fosse stato invitato a Pasqua un intero battaglione della Vecchia Guardia dopo la campagna di Russia.
  • Koris ha finalmente trovato un proof reader degno di questo nome, solo che essendo fratello Orso tale proof reader è anche severissimo, bacchettante ed esigente. Ma ha anche dei difetti.
  • U Babbu ha tirato fuori l’equivalente dell’asso di mazze in fatto di musica barocca e rinascimentale. Si è instaurato un bizzarro dialogo fra U Babbu che parla italiano e ‘thieu che gli risponde in francese, ma riescono a capirsi a parlare di Monteverdi lo stesso.
  • Ya(xa)ris vive e lotta insieme a noi, anche quando le chiudono l’autostrada ad Altare per andare a Ceva e si ritrova dispersa fra le alture di Cosseria, direzione Garessio. Ma continua a fischiare ai 130 km/h.
  • L’uscita speleo italica ne è valsa la pena nonostante la camminata assassina per arrivare in grotta e nonostante il ritrovarsi al ritorno alle nove di sera sotto il temporale. Gli speleologi piemontesi sono stati più che accoglienti e la speleo-terapia su Koris pare iniziare a dare i suoi frutti. Poi non puoi rifiutarti di scendere un pozzo quando ti dicono “Fuma c’anduma!”, la tua genetica piemontese risponde subito anche contro l’istinto di conservazione. Criste né!
  • Per continuare col piemontese, ‘thieu è anche troppo buoncito e paziente. È stato comunque ricompensanto col gelato di Superfrutto e difficilmente ne mangerà un altro così buono in tutta la sua esistenza (per sua stessa ammissione).

Koris è attualmente tornata a Marseille e forse ha bisogno di un’altra settimana per riprendersi dalla santa Pasqua.

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Cronache natalizie, 2016 ediscion

Ore 2:00: si sentono dei rumori in casa. Ma non è Babbo Natale che recapita i doni: è gatta Spin che è riuscita ad imboscarsi per evitare di passare la notte in terrazza. Il felino evaso viene ributtato da U Babbu nelle tenebre della notte Merdopolese.
Ora imprecisata: torna Orso dalla movida natalizia. Siccome non si sa se l’evento sia collocabile prima o dopo la fuga di Spin da AlTerraz, potrebbe anche darsi che Orso si sia portato il gatto di casa a ballare.
Ore 7:45: Koris si sveglia. Inizia la lotta per impedire all’Amperodattilo di andare a scuotere tutti i pacchetti per scoprire cosa contengano.
Ore 8:45: Orso viene svegliato d’ufficio. I Maiores sono al secondo caffè della giornata.
Ore 9:00: segue mezz’ora di spacchettamento regali, come secondo la migliore tradizione. Koris ottiene un sacco a pelo invernale serio, un lettore MP3 per rimpiazzare Pod in agonia e un set di dadi draconici, perché anche a Natale si deve poter tirare un fallimento critico. Orso inizia a fare foto a tutta la casa col grandangolo nuovo.
Ore 9:45: Orso e U Babbu sono obnubilati dal nuovo telefono di quest’ultimo. Ripassano la tabellina del 2 per non ben comprese ragioni.
Ore 10:20: terminata la lezione sul cellulare, Orso si trincea in bagno. Fervono gli ultimi preparativi. Spin rifiuta di farsi fotografare, non vuole essere inquadrata, fa la diva, ha venduto l’esclusiva a Novella 2000. Nell’unica foto concessa sembra un GattoMostro.
Ore 10:40: Koris e U Babbu si inabissano in cantina per andare a cercare un pentolone di brodo, un vassoio di insalata russa e una teglia di gnocchi alla parigina. La teglia dei siddetti gnocchi, a giudicare dal peso, è stata forgiata da una colata di ghisa di un altoforno. L’Amperodattilo ripete “Però se a Pasqua viene ‘theiu non sto a fare gli gnocchi alla parigina a un Parigino. Gli faccio i ravioli. O le lasagne?”. Amper, ci abbiamo ancora da passare Natale, a Pasqua ci pensiamo poi.
Ore 10:55: Koris viene arruolata a pelare patate. L’Amperodattilo fa BastarChef e si lamenta che non vede il sale, alla “mangio questo muoro”, “mio gatto viene e piscia su gamba”.
Ore 11:30: l’Amperodattilo chiede di andare a prendere il coso per il “lingfood”. Dopo attento lavoro filologico, Koris capisce che vuole il pane da fingerfood.
Ore 11:50: Arriva il resto della famiglia, inizia l’orgia di cibo.
Ore 14:10: Orso stramazza sul divano privo di sensi e soprattutto con un disagio gastro-esofageo, “se mangio le cipolline mi viene subito il reflusso”. Pausa prima dei dolci.
Ore 15:20: scofanato tiramisù, dimezzate le paste. Orso agonizza in preda al cibo. Il resto della famiglia parla dei grandi misteri dell’universo: area 51, gli alieni a Roosvelt, la pseudo-parente Mummia fuggita in segreto in Savoia e di cui i familiari rifiutano di dare notizie in maniera ostinata. Nei momenti in cui riemerge dal divano, Orso si lamenta di essere stempiato. Gli si fa presente, previo riscontro fotografico, di essere sempre stato stempiato, fin da bambino. “Ma almeno ero magro” commenta Orso, prima di ritirarsi dove il re va solo.
Ore 16:00: metà della famiglia (non) guarda un documentario sui canguri assassini.
Ore 17:00: la famiglia si disinteressa dei canguri e decide di interessarsi alle foto di ‘thieu, una sorta di valutazione dell’assente. Presiede l’Amperodattilo per la certificazione ISO 9001.
Ore 18:05: U Babbu e lo zio sono obnubilati da una cosa che potrebbe essere “Piccole Donne” ma forse anche no, l’Amperodattilo fa l’esegesi di Facebook. Orso, ovviamente, è in fuga, ma ha minacciato di tornare “per cena, ma tranquilli, mangio magari solo un po’ di tiramisù”. Fai un dolce, Orso non ti deluderà mai.
Ore 18:20: dramma da suicidio di Sky.
Ore 18:40: “E anche questo Natale lo abbiamo passato”, come da tradizione.
Ore 19:00: Koris dichiara che potrebbe essere venuto il momento per attaccarsi a Final Fantasy Tactics o a X-Files.
Ore 20:00: Orso torna mentre la famiglia guarda l’Eredità e la gatta fa le fusa. Siamo sopravvissuti.

Pasqua’n’furious

La vera novità della Pasqua 2016 è stato il viaggio Marseille-Merdopoli effettuato sulla Ya(xa)ris quasi senza scalo a parte una pisciata rapida prima di Albenga, perché la Koris-vescica non reggeva più. Koris è giunta a Merdopoli per trovare quella che in piemontese si chiama la porta ‘d bosch: ovvero chiusa fuori di casa e i Maiores in coda sull’Aurelia.
Il collaudo della Ya(xa)ris è stato parimenti trovato nell’uovo di Pasqua. La macchina rischia di cadere a pezzi e fischia ai 130 km/h, ma il bollino della revisione è stampigliato sul libretto. Santa burocraizia.
Il meteo di Merdopoli è ottimizzato per far sì che il tempo di cacca faccia capolino esattamente quando si decide di uscire. O quando si decide di emigrare in Valbormida alla ricerca delle orgini. Il tempo merdoso non ha impedito la calata dei Longobardi in Riviera, rendendo improbabile qualunque speranza di parcheggio nelle zone del litorale. Fine del servizio da Studio Aperto.
L’Amperodattilo ha scoperto lo streaming online. Nel mentre cerca di sbolognare a Koris una parte consistente della biblioteca di casa.
U Babbu ce l’ha accoratamente col parcheggio delle gru sotto casa, con la piattaforma dei container nel porto e con gatta Spin nel suo parossistico andare e venire per la cucina.
Gatta Spin, in quanto felino di un metro quadro, odia tutti in maniera incondizionata. Soprattutto quando viene manipolata e puzza di umano. Poi detesta la Pentax di Koris, ma è un altro discorso.
Orso è sempre lui, personificato talvolta nel suo stesso torcicollo. Si bea della presenza a Merdopoli della sua ex futura macchina per vantarsi di un parco macchine degno del principe di Galles:
“Quindi stasera posso scegliere se prendere la 500 o la Ya(xa)ris!”
Velleità prestamente sedate.
Come le veilleità di rientrare a Marseille a un’ora umana, dopo una sosta nel VarVunciume per un tradizionale piscio-su-pianta. Si arriva in vista delle Sainte Baume, con lo stesso valore simbolico del San Luca Bolognese fuori dal finestrino del coast-to-coast, e ci si illude di essere giunti. E invece si è solo giunti alla coda del casello di Aubagne, scoglio su cui si infrangono le speranze.
Ma finché non si infrange il paraurti, si può andare.

Audit e pellegrinaggi

Mentre Koris si è autonominata Gran Maestro dell’Ordine Plutonico del Fagiolo Radioattivo (“L’Organizzazione degli Sticazzi Atomici chiede un referente aziendale per i codici di simulazione, posso farlo io. No, aspetta, che cazzo sto dicendo?”), la casa è pronta e le visite pastorali iniziano a fremere. Per prima, quella dei Maiores.
“Se volete venire a vedere la casa nuova, la cucina e le minchie di mare, sono disponibile il primo week-end di febbraio”
“Le cosa?”
“Le minchie di mare. Abito al mare, mica potevano essere minchie di montagna”
U Babbu ha promesso di scaricare a casa Koris un tir di mezze penne e pan di stelle, l’Amperodattilo si è messo a delirare sulle date di andate e ritorni dei suoi troppi figli (due). Gatta Spin non ha espresso preferenze telefoniche, croccantini a parte.
L’Orso londinese, che a Natale lamentava di non aver ancora avuto il piacere di conoscere né ‘thieu né il Koris-domicilio, ha deciso di programmare la sua visita nella bella stagione “per venire a godersi l’estate”. Come gli Inglesi con le case in Costa Azzurra. Quindi la severissima Audit del Plantigrade dovrà attendere ancora.
‘thieu domanda timidamente quale sia il suo posto il tutto questo, Koris gli consiglia caldamente una comoda poltrona nella retrovie. Ché la famiglia italiana, a differenza della speleologia, è uno sport estremo.

Meno due

Koris ha compiuto 29 anni venerdì e deve essere questo avviarsi con molta convinzione e poca maturità verso i 30 che la fa sentire a pezzi. O sarà stata la sacher preparata con sei uova, burri e marmellate che la tiene in suo possesso. Del resto gli Austriaci non producono armi dalla seconda guerra mondiale, devono aver deciso che il modo migliore per conquistare il globo è impossessarsi di terroritori deserti mentre gli occupanti sono impegnati a digerire. Sono tre giorni che ‘thieu si avvicina circospetto alla torta assassina mormorando “c’est lourd, mais qu’est ce que c’est bon!”.
Koris ha ancora due giorni di lavoro, poi parte per Merdopoli per l’endurance natalizia. Roba per cui bisogna essere allenati, che Orso è già lì da una settimana e al telefono si sente Spinz che miagola con insistenza. Ma non si è ancora capito se voglia Koris o le crocchette. Dicono poi che a Natale l’Amperodattilo faccia la zuppa di cipolle e che Iset insista per un sabba veloce prima delle feste.
Koris attende trepidante anche il 31, giorno in cui si andrà a fare il capodanno cataro, se le piogge nell’Aude lo consentono. Iniziare il 2016 in una grotta che si chiama Chtulhu Demoniaco potrebbe essere tutto un programma.
Nel mentre bisogna sopravvivere per altri due giorni, stringendo tutti i denti, ivi compresi quelli del giudizio che non ci sono più.

Venite già dormiti

Al telefono.

Koris: “Non so perché, è un periodo che mi addormento ovunque. In autobus, al lavoro se non sto attenta… l’altro giorno ero in metrò in piedi, ho chiuso gli occhi due secondi ed ero partita bene per schiacciarmi una pennica. Meno male che fra qualche giorno arrivo, così mi riposo un po’”
Amperodattilo: “Ah, no, eh! Qui è Natale e ci sono un sacco di cose da fare, quei due latitano e mi mettono in minoranza! C’è da preparare il pranzo e tutto quanto… e il gatto! Tuo padre gli dà (il gatto sarebbe una gatta per l’Amperodattilo l’identità sessuale del felino è un dettaglio, n.d.K.) dei vizi incredibili e quello miagola. Tuo fratello va e viene che non sto manco a tenere il conto e quando parla non ce n’è per nessuno. Quindi fatti passare il sonno che ho bisogno di un’aiutante.”
Detto in parole povere, onde evitare ulteriore sonni arretrati causa risvegli natalizi alla segente maggiore Hartmann, è il caso di venire già dormiti fino a Merdopoli.
Poi Orso fa manifestazioni di affetto telefonico di questo calibro:
“Ma a te fa più impressione l’idea di avere ventotto anni e quindi quasi trenta, o avere ventotto anni e dimostrarne la metà?”

In breve

Orso è tornato dalle vacanze a Maiorca in stato pietoso. Più che un fratello, un bollettino medico. Viste le sue condizioni, ha deciso che la prossima vacanza devasto avrà come meta Lourdes. Ipocondria portami via.

Spin, inspiegabilmente dimagrita, si mette a giocare con i cordini dell’ombrellone, nel tentativo di distruggerli. Le viene proposta un’interessante alternativa col CordinoValeCazzi (ovvero, un cordino sacrificabile, di valore infimo rispetto a quelli dell’ombrellone), mentre Koris e U Babbu le forniscono un sottofondo musicale a base di variazioni sul tema del cordino, da Handel a Orietta Berti.

L’Amperodattilo fa l’Amperodattilo. Lamentandosi ad intervalli regolari del futuro ritorno a scuola, cento ne fa e mille ne pensa, anche se novecentonovanta idee su mille prevedono o che vada in pensione o che possieda una casa di cinquanta stanze. Un giorno si improvvisa personal trainer di Koris facendole fare un’inusitata fatica ai pesi caricando 40 kg sulle gambe, gioca a ping pong vincendo grazie a bieche operazioni psicologiche e pallonetti alti, un altro giorno prepara la farinata nel forno a legna, un altro ancora confeziona abiti insegnando a Koris il segreto dei punti molli e dello sbieco. Ogni tanto esplode in un capriccio.

U Babbu gira per casa, ogni tanto porta via la spazzatura. Per la maggior parte del tempo si lamenta del tempo di merda di Merdopoli, quando non chiama soccorso poiché un pezzo di tecnologia, telefono a parte, sta cercando di gabbarlo. Nel mentre raccatta “mi piace” su Facebook.

Koris è regredita allo stadio della prima infanza, per lo più per ignorare segreti rovelli che la assaliranno in massa appena giunta a Marseille. Si consuma nel dilemma parigino non sapendo se andare a Rueil-Malmaison o a Fontainebleau. Per non farsi mancare niente, sta mettendo un dente del giudizio, vilipesa dell’Amperodatillo con “Io non ho mai sentito che a uno spuntino i denti del giudizio a trent’anni” (ma si sa che Koris è un’aliena in campo ortodontinco, oppure si può decidere che l’età biologia di Koris è indietro di 10 anni rispetto a quella anagrafica). Viene meno ai suoi propositi di riprendere a guidare e fare ginnastica. E latita dal blog.

cordinovalecazzi

Spin, in una sfuocata ma magistrale interpretazione dell’umore della famiglia.

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