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Non dormo, faccio cose, vedo gente

Koris è viva e lotta assieme a noi. O meglio, voi lottate, Koris si piglia ancora cinque minuti che c’ha sonno. Ammesso e non concesso che riesca ad addormentarsi, visto che il Koris organismo pare essersi dimenticato come si prende sonno, tranne quando crolla in coma in un’ora arbitraria dopo le quattro. Forse è sempre l’entità ultraterrena di cui sopra (sei tu, Toranaga? In questo caso abbiamo del lavoro da fare).
La vita di Koris era già abbastanza assurda con Russi e Cinesi che litigavano via Skype per… boh, come fare cerca nelle linee di un file Excel (Koris ammette che non stava seguendo con attenzione sopraffina). Poi l’assurdità ha avuto un inaspettato picco e la vita di Koris è diventata delirio&follia in Provenza. Si sono aperti scenari talmente incredibili che la realtà ha deciso di collassare per cinque giorni, durante i quali Koris ha scalato le vette delle Montagne della Follia (Lovecraft approva). Per citare un solo elemento in cinque giorni, Koris che chiede a ‘thieu alla guida:
“Ma io ho veramente un dottorato scientifico?”
“No, ma che domanda è?”
“Sul serio, ce l’ho davvero?”
“Secondo te?!”
Che poi ‘thieu avrebbe anche i suoi cazzi di abilitazione a relatore di tesi, cosa rende la schizofrenia ancora più pronunciata. Però, a differenza di Koris, ‘thieu dorme. E russa.
La zona di massimo delirio è arrivata ieri mattina, quando oltre al clima di penetrante follia si è aggiunto il Cacaminchia della Sicurezza Nucleare e i suoi “ci servono le informazioni per oggi, ve lo abbiamo detto ora, siete già in ritardo”. Koris ha detto volgarità, il resto del gruppo ha detto volgarità, il Capo ha detto ancora più volgarità e si è trasformato nella sua versione Darth Sidious/Imperatore Palpatine, che è sempre una condizione foriera di guai e di ore di straordinario non pagato. Ieri era uno dei pochi giorni in cui Koris non poteva permettersi di fare tardi, pena il collasso della struttura spaziotemporale per troppa ansia. Ammesso che servisse a qualcosa, ma ammettiamolo. Quindi ha cercato di incanalare l’ira di Palpatine verso “sticazzi il Cacaminchia”, mettendoci una pezza alla meno peggio. Litri di sudore persi: 15. Anni di vita consumati: altrettanti.
Koris-chiavica ha quindi affrontato la singolarità che ha assorbito tutto il senso logico degli ultimi cinque giorni. Era abbastanza certo che la singolarità avrebbe risposto “tu chi te cridi de minchionà?“. E invece… boh. Che non un “invece no”, ma nemmeno una conferma. Forse un giorno sarà una storia degna di essere raccontata. O magari no.
Koris credeva che una volta sbrogliato il nodo assurdo e riportata la vita a un normale livello di follia (perché la tranquillità non è mai stata di moda) il sonno sarebbe tornato da sé. Credici, Koris.
Dopo una notte passata più a leggere che a dormire, Koris sta cercando di capire cosa voglia da lei vim, MCNP, la vita in genere. L’obiettivo è arrivare vivi fino alle 17. Poi bisognerà arrivare vivi fino a casa in macchina, mais ceci est une autre histoire.

toranaga

“Svegliati, Koris: chi dorme non piglia castelli”, il messaggio notturno ce lo immaginiamo così.

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Fuffe soprannaturali e smanagement

Koris ha letto di sfuggita su Facebook un link secondo cui chi si sveglia fra le tre e le cinque del mattino ha un’entità ultraterrena che cerca di dirgli qualcosa. Ecco, entità ultraterrena, facciamo una cosa: manda una mail. O un messaggio vocale su wazzapp. O lascia anche un post-it sul frigo, se preferisci, ma evita questi mezzucci così XIX secolo. Sono demodés.
Koris ha parlato dei suoi calcoli neutronici porcellonici con un visiting tizio dell’università ed è stata una conversazione molto proficua.
“Hai provato a usare Codice XYZ?”
“Sì, ma abbiamo solo la versione 1”
“Ma è uscita da secoli la versione 2”
“E perché non usate la versione nuova?”
“Perché il servizio informatico non vuole, dice che non serve. E le sezioni d’urto, ce le avete?”
“Ma puoi richiederle anche tu”
“Il servizio informatico dice che non ha la sbatta e non ci sono gli accordi fra le organizzazioni”
“E devi fare lo stesso i calcoli?”
“Certo”
“Ma non si può lavorare in queste condizioni!”
“Eh”
In tema di sciroppamento cerebrale, Koris ha perso 24 ore per mettere a posto un pezzo di codice, dove pezzo uguale quarantamila linee di numerelli con poco senso. Per scoprire oggi a mezzogiorno che era il pezzo di codice sbagliato. Dove si getta il lavoro fatto a cazzo, nell’organico? Tralasciamo il “avevo detto che per fare questo lavoro bene dovevo chiudermi in un eremo senza rotture di colgioni ogni cinque minuti”, che tanto del senno di poi son piene le fosse.
Koris non ha ancora bene capito se ha una riunione forevaH and evaH oggi pomeriggio, oppure se la riunione va in scena adesso, così, di brutto. Sempre al proposito di “come organizzare le giornate in maniera proficua e produttiva”.
L’estate sta creando un clima infame. In tutti i possibili sensi. Ma per quanto riguarda Koris, saranno gli ormoni. Ancora una volta, il vantaggio di essere femmina: non è mai una causa esterna, non è mai un problema vero, sono sempre e solo gli ormoni. O troppi o pochi o in congiunzione con Saturno nella quarta casa dei Pesci ascendente Ariete.
Ma fra trenta giorni si parte per la Pierre Saint Martin, dove il cellulare non prende. Quindi, entità ultraterrena, datti una mossa a lasciare il tuo messaggio, fosse anche “Dio ti vede più come un’amica, Koris” (dice che Gaius Balthar era già impegnato) o un invito ad andarsi a bere un birrozzo insieme, che l’esperienza di premorte è gentilmente offerta dal lavoro (only Junior will get this, ma vabbè).

neelix

Non c’entra un tubo, ma cercare su Gooooooogle Gaius Balthar e trovarsi Neelix dà un senso al non-sense di tutto questo.

Lasciatemistaredì

In realtà non è che Koris oggi sia assillata da chiunque. Solo che è uno di quei momenti dell’esistenza in cui niente funziona.
Le sezioni d’urto fotonucleari producono zero neutroni. Sarebbe il loro lavoro, ma troppo sbattimento.
L’integrazione del modello che doveva essere fatta con uno script in gloria, non è fattibile con lo script. Forse non è proprio fattibile tout court.
Il MegaCapo dice cose che non sono quelle ufficiali, aggiungendo “ma non è un mio problema”. Koris a questo punto risponderebbe anche “figurati se è il mio”, epperò non si può.
Sul punto di vista non lavorativo si aprono voragini che per armarle necessiterebbero di molte decine di metri di corda e forse manco si arriva al fondo. E comunque, se si arriva il fondo, sarebbe pieno di quel fango colloso color marroncino che si attacca agli stivali e ovunque, e se ne va solo dopo plurimi lavaggi. E se qualcuno trova similitudini con la materia organica comunemente detta merda, forse non è una coincidenza, anche senza scomodare Voyager.
Mancano 48 giorni alla Pierre Saint Martin, ma solo sei al Gouffre Géant de Cabrespine e se tutto per l’uscita non fila liscio come piscio olio o se la grotta non è eccezionale come dicono, forse Koris non sopravvive. Ma visto il caldo umido degli ultimi tempi forse non sopravvive lo stesso.
Forse il problema è il solito: che si va in sbattimento per un nonnulla. E dallo sbattimento non si esce più, perché lo sbattimento genera ansia, ira, paura… tutte robe che conducono al Lato Oscuro. Forse i Sith avevano solo dormito male.
Si necessita di una svegliata alla vita o qui rischiamo di abbruttirci.

fener

In effetti dalle occhiaie si deduce che tanto bene non dorme…

Senza addurre motivazioni plausibili

La giornata non è nemmeno a metà e Koris avrebbe già voglia di urlare il suo disappunto di qui alla galassia di Andromeda. E tanto peggio se il suono non si propaga nello spazio, sarà un disappunto sotto forma di onda gravitazionale. Solo che Koris non è certa di poter addurre una giustificazione sufficiente. Forse sta diventando isterica. Ai lettori l'(affatto)ardua sentenza:

  1. Non si trovano le sezioni d’urto fotonucleari, o meglio, si trovano solo per qualche isotopo, il resto nada. Koris ha fatto presente il problema al MedioCapo, perché boh, se vogliamo fare dei conti di dose neutronica magari le reazioni nucleari non sono proprio bruscolini. Il MedioCapo ha risposto “try to figure this out”, in lingua italica “arrangiati”. Koris continua a rimuginare, non vuole tornare nel gorgo di NJOY, odia le sezioni d’urto, odia il doversi sempre arrangiare e dover fare l’equivalente di semina-mietitura-macinazione per poter produrre una fottuta pagnotta.

  2. Koris aveva preso la sua buona volontà e a settembre aveva organizzato un’uscita speleo in una grotta protetta, prevista per giugno. Koris aveva anche insistito perché rimasse una cosa inter nos, ovvero all’interno del suo gruppo, ma invece no, bisogna per forza essere ospitali. La domanda “perché ogni volta che dico una cosa nessuno mi caga?” resta senza una risposta. Comunque, si è finiti con tre imboscati, che forse possono fare l’uscita, forse no, forse la mandano a pallone e allora fanculo. Tanto se Koris dice qualcosa chissenefrega, è lei che crea problemi perché è lenta, perché non si butta in un P100 senza farsi patemi, perché è troppo prudente. Koris aveva deciso di non organizzare più nulla dopo la grande delusione del Gouffre Berger (ricordiamo: organizzi tutto, ma tu non scendi perché sei scarsa, a meno di litigare con tutti per dimostrare che, hey, puoi farcela), se ci sono problemi anche questa volta l’iniziativa sarà fissa a zero.

  3. Si deve seguire una conferenza di interesse… boh, discutibile. Koris si chiede perché c’è gente che può andare in giro alle conferenze a dire “Non so, non sono sicuro, non ho finito il lavoro” e altri che invece devono arrangiarsi (vedi punto uno). Il mondo è bello perché è avariato, o forse non è proprio bello.

  4. I trasporti eccezionali che non vogliono prendere la corsia per veicoli lenti nei tratti in salita. Quindi procedono fra le due corsie per veicoli, ai trenta all’ora. Senza farsi problemi. Forse la patente per i tir fa parte delle nuove sorprese delle uova Kinder, vai a sapere. La guida giornaliera sta giocando un ruolo importante nella perdita della già scarsa Koris-sanità mentale. Un giorno qualcuno troverà Koris ad azzannare i copertoni di una Mercedes e tutti si chiederanno anche il perché.

  5. Koris forse ha scoperto di essere una pusillanime e non capisce come questo sia successo. O forse lo è sempre stata, ma la consapevolezza è arrivata solo ora. A meno che l’overthinking sull’overthinking non sia andato in segmentation fault, il che ha una probilità non nulla.

Comunque, c’è di che rallegrarsi, almeno sul fronte carriera: se uno come Di Maio può diventare ministro, Koris può benissimo riconvertirsi in fashion blogger/influencer.

Andromeda

Galassia di Andromeda, messaggio ricevuto?

Impostore sì, impostore no

Koris è un curioso individuo che deve aver dimenticato l’autostima nell’altra giacca. Poi l’altra giacca è finita nel saccone dei vestiti da riciclare e qualcuno in Bangladesh sta girando con la Koris-autostima in tasca. Visto che su Amazogn non è ancora in vendita e nemmeno nel Deep Web (vatti a fidare dei trafficanti di organi), Koris sta cercando di rifarsene un’altra. Al fine di coronare cotante impresa, sono bandite riflessioni troppo profonde, prendersi troppo sul serio, farsi domande del calibro “ma sono veramente sicura di aver capito?” oppure “cosa sto facendo della mia vita?”.
Ogni tanto ci riesce.
Ieri, forse compiaciuta dall’essere riscita a dormire una quieta notte perché l’OM aveva perso e la città era in lutto, Koris si sentiva particolarmente sicura di sé. Quasi indistinquibile da un essere umano normale, insomma. Un essere umano che ha fatto studi scientifici, ha preso una laurea e un dottorato e sa quello che dice. È riuscita a intrattenere una conversazione sulle reazioni fotonucleari senza che il suo impostore interiore bisbigliasse “ehi, lo sai che l’ultima volta che hai visto una reazione fotonucleare era nel 2009, se va bene?”. Forse era Santuzzo a sentirsi impostore, ma oh, mica si può salvare il mondo. Koris non si è fatta scalfire nemmeno dalla simulazione che si è piantata malamente senza voler dire perché. Per una volta ogni tanto, ha ri-scoperto che le piace fare queste cose, che c’è un motivo e non è piombata giù da Marte. Insomma, una buona giornata. O comunque una giornata poteva-andare-peggio.
Stamattina, complice un obiettore di coscienza nell’uso delle frecce ma avvezzo al clacson e ai diti medi facili, Koris non era quello che si definisce un drago, a prescindere dal non sputare fuoco e non avere le ali. Alla riunione ansiogena del venerdì mattina Koris-mal-gliene-incolse si è seduta vicino a un tizio che faceva il cosplay della TrivellaSpaziale (nota: TrivellaSpaziale era un compagno di facoltà di Koris con la capacità di attaccare lo stress a chiunque per la sessione invernale il 20 di settembre, forse si cibava del nervosismo altrui).
“Ma tu sei staff?” ha chiesto.
“No, io sono extern, lavoro per gli amici degli amici degli amici in subappalto”
“Ma per quale università?”
“Non lavoro per un’università, ma per un’azienda”
“Però hai un dottorato”
“Beh, le due cose non si escludono…”
“E da quale università?”
“Marseille”
“Però sei italiana!”
“Che c’entra? Ho fatto l’università a Boulogne”
“E perché non fai un post-doc?”
“Uhm, perché no?”
“Eh, ma la carriera, uno dei fare dei post-doc, io ho chiesto qui vicino, ti chiedono il voto del dottorato, due lettere di raccomandazione…”
A questo punto l’impostore era già bello sveglio e stava intavolando uno dei suoi pistolotti preferiti, ovvero “Cento scelte del cazzo con cui ti sei rovinata la vita, dall’asilo ai giorni nostri”. Koris ha uno script python che non vuole obbedirle e pensa complusivamente che altro che simualazioni di reazioni fotonucleari, dovrebbe andare a lavare i cessi della stazione.
Il prossimo passo per cercare di uscire da questo circolo vizioso dell’impostore è trovare l’interruttore che lo attiva. Lavorare in un bozzolo isolato dall’universo potrebbe essere un’opzione, ma probabilmente non è praticabile. Si cercano consigli, suggerimenti e contributi.
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Definizione operativa della sindrome dell’impostore. Koris è il gatto. (Credits: Academia Obscura)

Tante idee, pochi post

In questi giorni Koris è una personificazione del suo stesso eczema e questo non la rende un essere umano degno di essere frequentato. Forse non la rende un essere umano e basta, ragion per cui è meglio limitare le interazioni con l’universo, anche di natura informatica. Pensate solo quale grado di santità ha raggiunto ‘thieu: 1 like = 1 preghiera, insomma.
Koris dorme poco e male. L’altro ieri sera a causa di un gruppo di pischelli che cantavano a squarciagola l’equivalente francese di “Laudato sii o mio Signore” e correvano per le scale. Fino all’una di notte. Visto che aderiscono alla teoria del “non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso”, significa che gradiscono il trattamento. Si cercano gruppi satanic super black darkazzone metal da propinargli per le notti a venire. Questa notte invece i poveri angeli sono innocenti, Koris non dorme perché non dorme. Poi si stressa perché se non dorme rischia il colpo di sonno in macchina, quindi dorme ancora di meno. It’s the circle of life, ma anche no.
La lavatrice di ‘thieu è morta e non vuole fare come Alcesti. È stato necessario trovarne una nuova. Koris ha scoperto che, da psuedo-scienziata o quello che è (comunque una persona che ha fatto troppa statistica nella sua vita), la scelta del nuovo apparecchio sarebbe stata abbastanza penosa. Risparmiamo i criteri di scelta logici, scartate le marche bidone e quelle che fanno lavatrici usa e getta, Koris continuava ad essere perplessa.
“Per i tre modelli in lizza per la scelta finale, volevo fare un po’ di inferenza sui commenti su internet, però non sono convinta”
“In che senso non sei convinta”
“Beh, intanto non sono le stesse persone che hanno valutato i tre modelli, quindi non è lo stesso campione di referenza. Poi, il numero dei commenti non è lo stesso, quindi qualunque considerazione vogliamo fare sarebbe falsata dalla statistica. Infine, trovo che i criteri elencati dipendando da considerazioni soggettive e non da misure riproducibili…”
“Sai cosa significa?”
“Che possiamo scegliere a cazzo e che il dottorato mi ha rovinato la vita, lo so”
Prima ragione di Koris-incazzatura: le è stato appioppato un modello MCNP da far girare, dicendole che era tutto pronto, perfetto, nessun errore, tranzilli regà. Sticazzi. Più Koris investiga il modello, più scopre bacherozzi. E più le viene voglia di prendere un aereo per l’India e strappare le budella all’autore del modello, per ora fuggito in contumacia.
Seconda ragione della Koris-incazzatura: leggere i commenti agli articoli sulle elezioni. Che è uno sport estremo. Ieri siete scampati a un post al fulmicotone a proposito della polemica “gli Italiani all’estero non dovrebbero votare”. Ma il rischio non è ancora scongiurato, per cui non diremo di più.

Pressappochismo nucleare

“La settima tromba cadrà la cielo e avrà la forma di mille e mille neutroni!”

No, scusate, errore mio, mi sono fatta trascinare dall’entusiasmo di questo ritrovato medioevo in cui un ciarlatano con due idee (sbajate) e una manciata di terminologia a cazzo trascina le folle. No, scusate di nuovo, ritrovato medioevo un tubo, probabilmente Gioacchino da Fiore diceva meno cazzate e i contemporanei erano disposti ad ammettere quando pigliava un granchio.
Di cosa parliamo? Del “servizio” delle Iene sui Laboratori del Gran Sasso. Ora, la mia intenzione era di fare una critica puntuale ad ogni minchiata solenne venisse pronunciata, con relativo spiegone da qualcuno che, e pecchiamo di immodestia per una volta, qualcosina ne sa. Almeno, qualcosina di più di qualcuno che si improvvisa giornalista di punta senza pur tuttavia saperne niente dell’argomento.
Solo che no, non è possibile contestare tutte le minchiate dette, per la semplice ragione che sono troppe. Tutto è mal posto, fazioso, i video copia/incollati con la serità latitante. Termini tecnici buttati lì a caso.
Becquerel! Cerio/Cesio/Miocugginio! Radiazioni! Falde acquifere! Mutageni! Zona sismica! Acidodesossiribonucleico! Anche le due cose come vicesindaco, lei capisce che stuzzica la faglia, poi c’è la radioattività ma a destra, capisce, no?
Alle orecchie di qualcuno che ne conosce un minimo in materia, il discorso suona letteralmente così. Ma tanto è nucleare, è cacca, lascia perdere, non toccare.
E soprattutto, non conoscere. Che se magari conosci corri il rischio di scoprire che:

  1. Citare Fukushima non ha assolutamente senso per una pletora di ragioni che non si dovrebbero nemmeno spiegare. Si può argomentare la differenza fra un ananas e un paio di pantofole? No, perché non hanno niente a che vedere l’uno con l’altro. Fra Fukushima e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso idem. Gli esperimenti che si fanno al Gran Sasso non riguardano la produzione di energia nucleare (l’Italia non ha più alcuna ricerca in tal senso, indovinate perché).
  2. Il Becquerel misura il numero di disintegrazioni al secondo, ovvero quante particelle (quanta radioattività, se vi piace) esce da un determinato campione. Dipende, fa le altre cose, dalla massa del campione, oltre che dalla sua composizione isotopica. La misura presa dal rapporto della IAEA (piesse, avete mai provato a leggere un rapporto della IAEA? Non sono esattamente letture della buona notte), presa per altro a cazzo, non vuol dire niente se non adeguatamente contestualizzata. Altrimenti è come dire “uh, Tiburzio pesa appena 30 kg!”, senza precisare che Tiburzio è un bambino obeso di 4 anni.
  3. Il cesio non è il cerio e no, non sono parenti. Il cesio 137 è particolarmente fetente perché è solubile e se introdotto nell’organismo si attacca ai muscoli scehletrici e lì fa danni. Ed è generalmente prodotto nei processi di fissione nucleare (sì, qui c’entra Fukushima, contenti?). Il cerio, invece, è un elemento della crosta terrestre. Il presunto criminale cerio 144 non ha nessuna delle caratteristiche del cesio 137. Le Iene si sarebbero divertite un modo a leggere le catene di decadimento, se ne fossero in grado. Non suona terribilmente bene il Pericoloso Proattinio?
  4. La sismicità. Qualcuno ricorda cosa accadde nell’aprile del 2009? Il terremoto che devastò l’Abruzzo, per dire. Quale occasione migliore per una fuga di materiale radioattivo dai Laboratori Nazionale del Gran Sasso? Eh, ma all’epoca non ce n’era. Sticazzi, fra sostanze radioattive e sostanze chimiche pericolose facevamo il pienone. Hanno citato il pericolosissimo piombo, e nel 2009 al Gran Sasso c’era OPERA pieno di piombo. Pensate, i laboratori sono progettati talmente male che non solo agli esperimenti non successe nulla, ma OPERA si riallineò da solo.
  5. Le autorità sapevano da due anni che ci sarebbero state robe radioattive. E grazie al cazzo. Magari voi non lo sapete, ma io sì (again, pecchiamo di immodestia, ma è così). Richiedere l’autorizzazione per importare e utilizzare sostanze radioattive è un fottuto incubo, com’è giusto che sia, anche per istituzioni che le manipolano tutti i giorni. Le sostanze devono essere tracciabili, devo avere un protocollo di utilizzo, hanno delle conformità molto stringenti, gli autorizzati a toccarle di fatto si contano sulle dita di una mano. Sapete cosa? È molto più probabile che vi venga sulla testa la veranda abusiva mentre aspettate il condono edilizio, piuttosto che l’INFN importi di frodo una sostanza radioattiva.
  6. L’idea che un laboratorio sia costruito in mezzo a una falda acquifera è talmente ridicola da non meritare nessun genere di commento.

Sulle interviste stendiamo un velo pietoso. Resta valida la vecchia metafora sul giocare a scacchi con un piccione: si può essere scacchisti di fama mondiale, non impedirà al piccione si sparpagliare i pezzi cagando sulla scacchiera. Perché è quello che fa l’inviata, fra una domanda priva di senso e un montaggio selvaggio in cui è chiaro come il giorno che le interviste sono state trasformate in quello che fa comodo. Onestamente ho visto video di complottari amatoriali montati meglio.
Ultimo punto: la ggggenta vogliono sapere. Come si dice in “Men in Black”, la gente è un animale ottuso, pauroso e pericoloso. Va bene, teniamoli informati su quello che succede al Gran Sasso, ma onestamente, l’Italiano medio ha gli strumenti per comprendere cosa sia una procedura di manipolazione di una sostanza radioattiva? La gente spesso e volentieri ha difficoltà a comprendere che il presidente del consiglio non è eletto direttamente dal popolo (e vota comunque), vogliamo spiegargli perché il cerio? Ultimo ma non ultimo, parliamo di quella gente che non comprende che i vaccini salvano la vita, che non vaccina i suoi figli per i metalli pesanti, l’autismo, la placenta di scimmia o che so io. E questo perché è gente informata che lo ha letto sull’internet, perché tanto gli esperti sono tutti inciuciati col potere.
Quel servizio è un abuso di credulità popolare bello e buono, che meriterebbe montagne di scuse e una ritrattazione in pubblico. Che non avverà perché tanto “nucleare = tanto kattivo!”, la ricerca in Italia è già in uno stato pietoso, chissenefrega se è tutto pressappochismo. Meglio cavalcare l’onda di una notizia che, a dirla tutta, è già vecchiotta di un mese (e mi ci ero già incazzata a suo tempo), andiamo in prima serata su un programma che ormai necessiterebbe l’eutanasia e facciamo i big likes!
Ovviamente, non una parola sull’esperimento che usa effettivamente il cerio, SOX. Anche perché s’è fatto di tutta l’erba un fascio, pare che al Gran Sasso ci sia il covo del SuperKattifo di un film Marvel che vuole avvelenare tutto l’Abruzzo; Shredder e il Tecnodoromo dei giorni nostri, portate le tartarughe che il mutageno lo offre la ditta. SOX, si diceva, è un esperimento di fisica fondamentale che cerca prove dell’esistenza dei neutrini sterili. Ahò, ma ancora ‘sti neutrini? Ma non c’avevano già il tunnel per annà a Ginevra? E che vi devo dire, saranno stufi di trovarci traffico.
Lo dico subito, così la Iena complottista di turno non sta a perderci tempo: questo post, ovviamente, non ha alcuna valenza gentista certificata all’università della strada. Sono un fisico nucleare, una precisina laureata al classico, mi sembra ovvio che sono pagata dalle lobby. Appena girerete l’occhio vi avrò contaminato gli arrosticini con sticazzio 546. Perché il mio sogno di bambina è regnare in un deserto vetrificato in cui nevica fallout radioattivo.
Ad mortem festinamus, peccare desistamus!

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