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Meno tre e l’orrore

Meno tre massacranti giorni all’agognato campo speleo sperduto fra i monti. Koris ormai adotta lo stesso look di Samara/Sadako di “The Ring”, in particolare il lei non dorme mai, fa incubi che Freddy Kruger non oserebbe mai proporre nemmeno ad un pubblico adulto e perde talmente tanti capelli da lasciare intere parrucche in giro che pare di vivere in “Exte” (questa è solo per un pubblico di amanti del trash nipponico). Infatti l’aspirapolvere si è pacificamente suicidato.
Ieri notte un vicino sconosciuto doveva essere in preda alla fame chimica e ha fritto l’universo interno. Alle narici di Koris insonne è arrivato soprattutto l’odore di olio bruciato, non esattamente annoverabile fra le fragranze per profumare le camere. Il quadro è stato completato dal condizionatore di un altro vicino che ha risuonato una sorta di suo “ohm” universale alla frequenza giusta per trapanare i timpani. Koris ha deciso che l’unica soluzione è nuclearizzare il quartiere: i resti vetrificati non fanno più alcun rumore.
Koris stamattina dovrebbe fare una classificazione degli equipaggiamenti sottoposti a pressione e l’unica cosa che le viene in mente tale compito è canticchiare “Under pressure“. Solo che forse la sua performance come sostituta di Freddie Mercury potrebbe non essere apprezzata, ma solo perché non ha i baffi.
Orso ha fatto la peer review del secondo tomo delle Koris-scrittura. Koris, essendo una persona ragionevole ed equilibrata, oscilla fra il depresso e l’esaltato. Poi magari le passa.
O forse no, visto che Koris sta canticchiando la sigla delle tartarughe ninja per tenersi sveglia. Si accettano scommesse sul se Koris arriverà viva o meno a vedere “Erismena” mercoledì sera.

Campanga di sensibilizzazione all’abbandono del dottorando

È estate, la stagione in cui gli animaletti domestici che normalmente trotterellano attorno ai padroni diventano una palla al piede. C’è chi abbandona il cane in autostrada, chi apre la porta di casa al gatto per filarsela alla chitecella, lasciandolo gironzolare senza meta.
Anche i relatori/supervisors/directeurs de thèse se ne vanno in vacanza e abbandonano i loro dottorandi. I quali si comportano a metà fra cani e gatti: si aggirano con lo sguardo perso di chi non ha più niente nella vita, alla ricerca di chi può dare loro una ciotola di accademici croccantini per accollarsi definitivamente.
Santuzzo Panda, il dottorando di questo cortile, è stato abbandonato tempo fa dal suo relatore ufficiale e da qualche settimana anche dal suo correlatore. Santuzzo vaga disperato per i corridoi perché a settembre vuole andare a una conferenza, ma nessuno gli dà udienza. Santuzzo sta attraversando la parte esitva del suo personale inferno dottorale.
Solo che nel suo vagabondare ha incontrato Koris. E, come un animaletto senza padrone, ha iniziato a seguirla a casa.
Koris, avendo un background da bestiola dottoranda abbandonata, è particolarmente sensibile al fenomeno e reagisce come una dodicenne qualsiasi:
“Era tanto triste, tutto solo… possiamo tenerlo?”
“Se vuoi tenerlo te ne occupi tu. Guarda che un dottorando è un impegno, non è un giocattolo”
“Non c’è problema! Penserò a tutto io!”
Solo che fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Un mare di stupidaggini che faceva anche Koris quando era PhD-Koris, ma di cui si è ovviamente dimenticata con la vecchiaia.
Mercoledì pomeriggio Santuzzo si è presentato in ufficio pigolando.
“Ti ho mandato una mail, perché c’è un picco che non dovrebbe esserci?”
Koris era in tutt’altre faccende affaccendata, la mail era stata mandata cinque nanosecondi prima, nessuno l’aveva vista e Koris non aveva la minima idea di che razza di picco si stesse parlando. Per un attimo ha pensato che era così occupata che poteva rispondere come Roy Batty il Replicante quattro anni fa. Ovvero, a scelta: “sparisci, ho da fare” oppure “non è un mio problema”. Ma il Koris-cuore, benché stantio, non è di ghiaccio e tanto meno di circuiti stampati. E poi non si risponde male a un dottorando abbandonato.
Koris ha quindi mollato quello che stava facendo per guardare il grafico in allegato alla mail. C’era in effetti una gobba dove non avrebbe dovuto esserci.
“Ci sarà un errore da qualche parte”
“Sì, ma dove?!”
“In che senso dove?”
“Nelle tue simulazioni o nel mio modello?”
A questo punto Koris si immagina un mini-Bazilla, con barba e corna, che si arrampica sulla Koris-spalla e si mette a saltellare dimenando un forcone.
“Al DAMS! Gli studenti sono approssimativi e si sbagliano sempre! Digli di andare a rincontrollare i suoi conti. O cominci a amputare qualche arto…”
(Nota di colore: si mormorava nei corridoi dell’università di Boulogne che invece Bazilla come relatore fosse un adorabile buontempone, diversissimo dall’iracondo professore che si mostrava in aula)
Tuttavia l’approccio Bazilla funzionava bene quando Koris insegnava. Koris è anche eminentemente affetta dalla sindrome dell’impostore a un livello piuttosto acuto. Koris non se l’è sentita di dire a Santuzzo che era colpa sua.
“Facciamo che rivediamo entrambi tutto e ne parliamo”
Koris ha passato il resto della serata oppressa dal dubbio esistenziale, chiedendosi se si stesse dimenticando parti essenziali della Bethe-Bloch, che in fondo l’esame della Salamella chi minchia se lo ricorda più, che sono troppo vecchia per queste cose. Da lì a naufragare in un mare di inadeguatezza fisica, il passo è stato breve. Ripetere in loop per tutta la notte “i Maiores me lo dicevano che dovevo fare lettere e non fisica”, prego.
Stamttina Santuzzo manda una mail a un’ora in cui solo un dottorato in preda a crisi mistiche può vegliare.
“Avevo fatto un errore in un integrale! Ecco il grafico corretto”
Il grafico corretto aveva dei marker a fiorellini. Se Koris avesse inviato al Replicante un grafico del genere, le andava bene se rispondeva come il sergente maggiore Hartmann. Il mini-Bazilla sulla spalla ha pungolato Koris con il forcone.
“Allora, signorinah, la vogliamo smettere di pistolare coi sensi di colpa? Sono gli studenti che sbagliano. SEMPRE!”
Nel mentre Santuzzo, da cucciolo felice, si è precipitato di nuovo in ufficio da Koris dicendo “facciamo altre millemilioni di simulazioni! Facciamo tutto!”. Koris ha dovuto ridimensionare i suoi sogni di gloria accademica in nome del tempo di calcolo a disposizione. Santuzzo nel mentre si è fatto rassicurare sul “ma secondo te ce la faccio a discutere fra un anno? Ma secondo te mi accettano l’articolo? Ma secondo te il mio relatore mi odia?”. Perché se quattro anni fa ci fosse stato qualcuno a rassicurare PhD-Koris nell’abbandono estivo, forse la storia sarebbe andata diversamente.
Comunque, forse Koris non è emotivamente pronta ad essere assunta nell’aurea sfera dei relatori. Almeno finché non imparerà a dare retta al mini-Bazilla. Ma fra cinque giorni Koris parte, non senza aver instradato Santuzzo su cosa fare durante la sua assenza. Perché in sé il dottorando non è cattivo: il bastardo sei tu che lo abbandoni!

P.S. Post dedicato a Celia, a Sangue di Porco e a tutte le (ormai ex) dottorande-Pokémon che si sono aggirate da queste parti. E anche all’Orso che c’è dentro fino al collo.

P.P.S. Nessun dottorando è stato maltrattato per la stesura di questo post.

Meno sei ma #nonseneesce

Meno sei giorni al campo speleo del Berger. Koris è arrivata al lavoro strisciando sui gomiti e cercando di convincersi che, se avesse tenuto un basso profilo, avrebbe potuto trincearsi in ufficio e passare la giornata a finire il suo modello MCNP. O almeno morire nel tentativo, ma sempre nell’intimità dell’ufficio.
Et ho errato.
Koris era appena arrivata in ufficio e cercava di arginare la sua sindrome dell’impostore scartabellando roba sulla Bethe-Bloch (ciao, laurea con 110 e lode in fisica, ciao), quando è arrivato il Cancelliere Palpatine con quell’espressione. A metà fra il contrito e il disperato, riesce sempre a farti capire che è colpa di quei maledettissimi Jedi che vogliono prendere il controllo della Repubblica, lui non c’entra niente, sta solo chiedendo aiuto. Koris, come Anakin Skywalker, ci casca regolarmente (ma probabilmente non approfitterà del benefit di diventare Darth Koris).

jedi

“Colpa dei Jedi se non ci sono più le mezze stagioni, signora mia”

“C’è da rifare e consegnare entro oggi una versione definitiva del maledetto documento, io non so come fare, ho bisogno che lo faccia tu”
“Va bene, ci provo, faccio una versione e poi la mando in giro”
“No, non mandarla in giro, mandala a me”
“A te e al PiccoloZarDiTutteLeRussie” (aka il Russo Junior che ultimamente si sta allargando un po’ troppo)
“No, è in vacanza, per questo i documenti da correggere spettano a te”
Moto di ira, collera, stizza e tutte quelle robe che conducono al Lato Oscuro. Visto che il PiccoloZarDiTutteLeRussie ieri si è presentato a rompere i cabassisi per quelunque inezia, avrebbe potuto menzionare il dettaglio della sua sparizione. Invece no, ha fatto terra bruciata, ritirandosi in buon ordine senza dire niente. Astuto come una faina. La sa più lunga di una prolunga.
“Per quando vuoi il documento?”
“Fra mezz’ora. Poi ci saranno da corregere dei reviewers. Poi ci sono quei documenti da rivedere in comunicazione coi tipi di Barcellona…”
“Quali tipi di Barcellona?”
“Non hai partecipato al meeting un mese fa?”
“No, nessuno mi ha invitato, il SodomizzatoreDiDrosofile ritiene che io non faccia parte del jet-set”
“Ma porca miseria! Sistema il documento uno, poi vieni da me che vediamo di metterci una pezza”
A suon di pezze qui Koris si fa una coperta patchwork, peccato ci siano seimila gradi.
Meno sei giorni e quel meno sei è stato (ri)conquistato vendendosi l’anima per quello che resta. Se oggi si esce prima di mezzanotte è già qualcosa, che le riunioni alle quattro del pomeriggio sono raramente buon segno.

Paranormal coglionity

Punto della situazione a otto lunghissimissimi giorni dal campo al Gouffre Berger.
Qualche mariuolo si è introdotto nel parcheggio prima e nella macchina di Koris poi per fregarle un paio di occhiali da sole graduati da miope di marca sconosciuta e la penna usb con la musica. Cosa se ne faccia di tali tesori non è dato sapere. Parimenti non è dato sapere come si sia introdotto in macchina, essendo che non c’è segno di infrazione e la macchina è stata trovata chiusa il lunedì mattina. Gradita consulenza da Guglielmo da Baskerville.
Koris ha dovuto rendere Christine per esorbitante numero di chilometri. È stata dunque dotata di Christine II, stessa macchina ma grigia. Tale solenne passaggio di consegne ha comportanto un inevitabile scambio col CCC. Il succo della discussione:

  • Il contratto rinnovabile ma anche no, per la serie “chi ci capisce è bravo”. Riportiamo fedelmente lo scambio:
    “Ma c’è una speranza che il mio contratto a gennaio venga rinnovato, secondo te?”
    “Sicuramente verrà rinnovato! Io ne sono certo!”
    “E allora come funzionerebbe? Con quanto anticipo conviene muoversi per parlare con la controparte?”
    “Ah, non lo so, ma tanto il tuo contratto non può essere rinnovato”
    Se Koris non sta scrivendo questo post dal carcere per omicidio efferato è un puro caso;
  • le ore di straordinario, con annessa sceneggiata (e qui parte in automatico il a un dottor della mia sorte certe scuse, signorina). Perché se Koris fa ore in più l’azienda non ci lucra abbastanza, ma oh, il CCC è dalla tua parte. La proposta di farsele passare come ore di riposo è caduta nel vuoto cosmico perché “sulle tue ore di riposo l’azienda ci paga le tasse, quindi deve pagare il cliente, non si può fare, oh, quanto mi dispiace, battiamoci il petto assieme”. Mancava solo “Hanno ammazzato compare Turiddu“;
  • i chilometri di Christine II non sono comunque sufficienti ad arrivare a fine contratto. Koris ha cercato di negoziare di mettere in servizio la Ya(xa)ris per la metà delle indennità chilometriche che le spettano basta che smettano di romperle i coglioni. Toccato sul portafoglio, il CCC si è illuminato di immenso e ha detto “Ah, sì, certo!”. Poi si è incupito di nuovo e ha esclamato “No, se lo facciamo per te vorrebbero farlo tutti, non si può!”. Ma prima era sì! E ‘mo è no!

Tacciamo per decenza la scena in cui il CCC cerca le chavi di Christine II pur avendole in mano e cerca di rifilare a Koris le chiavi di Christine I. Koris, essendo stronza dentro, ha atteso la fine della pantomima senza dire niente.
Sul lavoro, Koris manca di pazienza e vorrebbe esplodere crani con l’imposizione delle mani. Il Russo sociopatico fa correzioni a un documento di quattro mesi fa. Correzioni inessenziali che fanno venire l’eczema. Nel mentre si cerca una composizione isotopica di un olio di origine aliena, forse. Così le simulazioni restano monche. Koris ha una gran voglia di urlare “io mollo tutto e vado ad allevare vongole!”.
Per la serie “ci sono le Masche“: sono spariti il porta occhiali da vista (no, non era assieme agli occhiali da sole) e il cavetto del lettore MP3. No, non erano in macchina. Il continuum spaziotemporale li ha inghiottiti senza pietà.
Mancano ancora otto fottutissimi giorni al Berger e può succedere di tutto.

Giornate tipo

Tipo “girareComeLaMerdaNeiTubi” (Orso op. cit.), come ieri.
Koris si sveglia già devastata e con un vagone di sonno arretrato. A parte la notte fra sabato e domenica, che si paga in comode rate, c’è stata la cosiddetta Fete de la Musique, che in versione marsigliese diventa “Festa dei bar che affittano casse enormi e sparano tunz tunz tunz senza una ragione apparente”. Non paghi di cotanto entertainement, un gruppo di amanti del teatro ha pensato bene di rievocare il “Giulio Cesare” di Shakespeare in piazza. In versione realistica. Un gruppo di persone ha pugnalato uno, incurante che le idi di marzo fossero passate da un pezzo. Annesso concerto di sirene, polizia, ambulanze.
Koris aveva un programma fenomenale per la gioranta: cercare di finire le simulazioni, fare le riunione con la sicurezza nucleare, nascondersi in ufficio per sbrigare cose, filarsela un po’ prima delle cinque, fare benzina, fare la spesa, collassare ignobilmente sul divano. Era una to-do list fattibile.

ohno

Fumetti troppo relatable postati da Nami. Mannaggia.

Koris stava scartoffiando fra vari articoli in attesa della riunione (perché per finire i modelli mancano sempre dei pezzi) quando la ha chiamata il Capogruppo, il cancelliere Palpatine.
“Cosa stai facendo?”
“Le simulazioni per la calibrazione del braccio meccanico con la sorgente radioattiva”
“No, ho bisogno della presentazione pronta, quella che sarebbe per lunedì”
ZOMG.
“Vaaaabene, sarà fatto”
Koris intanto entra in una sorta di stato comatoso casa mancanza di sonno. Mette il pilota automatico per il meeting con la sicurezza nucleare, nessuno si rende conto che in realtà il suo cervello è in BSOD. Ora i casi sono due: o Koris ne sa senza rendersi conto ne sa, o gli altri non si sono resi conto che Koris non ne sa. Ai posteri l’ardua sentenza.
Koris mangia cercando di dare forma alla presentazione, Palpatine si ripresenta.
“Senti, io sono fregato tutto il pomeriggio, ce la facciamo a vedere la presentazione assieme fra le cinque e le cinque e mezza?”
ZOMG Koris che volevi svicolare via prima.
“Facciamo più le cinque che le cinque e mezza, dai” si sacrifica Koris. Palpatine accetta, Koris cerca di finire di mangiare, nel mentre si lamenta con se stessa perché anche ‘thieu esce tardi e checcapero, chi fa la spesa, non c’è niente da mangiare, minchia minchia.
Mentre Koris minchioneggia fra sé e sé, arriva Santuzzo Panda, lo studente di dottorato locale in freak-out perché se non sei in freak-out c’è qualcosa che non va col tuo dottorato.
“Avrei bisogno che mi facessi delle simulazioni di elettroni per la tesi. Ti prego, ti prego, ti prego, devo farci uscire un articolo e senza simulazioni non so come fare!”
Koris fraternizza empaticamente, ma all’improvviso capisce la rogna di un dottorando che pigola quando tu hai troppe cose da fare. Si ripete quello che doveva essere il motto di tutti i laboratori: “What do we say to the PhD student? Not today!” (so sorry, Orso).
“Ora non ho tempo, domani molto forse, ci provo la settimana prossima. Mandami tutti i dettagli per mail, se di qui a cinque minuti non mi ricordo nemmeno che esisti”
Santuzzo esce, Koris si domanda se il Replicante per caso non fosse stronzo, ma solo oberato di cose da fare. No, no, era proprio stronzo.
Dopo nemmeno dieci minuti rientra Palpatine.
“Dammi almeno il tempo di finire la presentazione!”
“Non sono venuto per la presentazione. Abbiamo deciso di recuperare il meeting dello spettrometro gamma, oggi alle quattro, via Skype”
“Che bello”
“Ma cercheremo di essere brevi”
Sarà che Koris forse sta diventando uno jedi (o un sith, a seconda di come si vuole vedere la cosa), ma ha percpeito menzogna nella voce del suo superiore. Si è rimessa mestamente a fare la presentazione con l’orrida sensazione del NonSeNeEsce.
Un po’ prima delle quattro Koris stampa la presentazione e la porta a Palpatine che sta discutendo con altra gente.
“Tieni, per quando hai tempo di darci un’occhiata…”
“Stai sbagliando tutto”
La dottoranda che è in Koris si rianima all’improvviso dall’apatia e va in freak-out come Santuzzo.
“Cosa ho fatto di male, questa volta?”
“Se mi dici così la risposta è che non ho mai tempo. Dimmi che è urgente e io ci guardo”
Palpatine, se ti metti pure tu a fare gli scherzi siamo messi male.
Arrivano le tanto agognate ore sedici. Il cervello di Koris è ridotto piuttosto male, ma riesce comunque a restare confinato fra le cuffie Skype. Cuffie che ai 35 gradi esterni fanno effetto berretto di pelo modello Siberia, ma qui siamo nati per soffrire. Chi anima il meeting è un pignolo per eccellenza e anche un po’ rompicazzo. Siccome in Francia l’espressione per il pignolo è enculeur de mouches ovvero “colui che ha rapporti anali non consenzienti con le mosche”, qui lo chiameremo semplicemente SodomizzatoreDiDrosofile. SodomizzatoreDiDrosofile chiede a una Koris disattenta di condividere il suo schermo per fare la rivista di tutti i documenti relativi allo spettrometro. Dopo nemmeno cinque minuti, Koris è stata colta da un’irresistibile voglia di aprire Paint e mettersi a disegnare cazzetti sullo schermo condiviso.
La riunione è talmente rapida che il Russo astuto a un certo punto sparisce, il SodomizzatoreDiDrosofile si delifa alla gallica dopo le cinque e mezza, un tipo a Milano fa in tempo ad andare a prendere il figlio all’asilo e tornare. Koris è sempre lì.

Stessa faccia, stessa posizione.

Il meeting finisce alle sei, sulle note di “Koris, manda la lista aggiornata a tutti”. Koris odia un po’ l’universo, ha la dispensa vuota e deve fare benzina.
Poi ti dicono che gli uomini di scienza non fanno un tubo tutto il giorno…

Accozzaglie e accolli

Cose confuse e un po’ a cazzo di questa settimana che potrebbe anche essere la sagra dell’accollo facile.
Dall’alto del potere conferitole dai suoi pantaloni simil-pigiama taglia junior e Superga bianche numero 35, Koris non frequenta la quinta elementare della scuola Edmondo De Amicis, come si potrebbe credere, ma sopravvive nella giungla dei meeting. Compresi i meeting per organizzare i meeting. Sta cercando di elaborare un vaccino per “il preferirei lo facessi tu”, ma i test sperimentali non stanno dando risultati incoraggianti. Ieri aveva deciso che la migliore strategia era la quarantena, quindi si è barricata in ufficio. Nada, i guai sono venuti a cercarla lì.
Ci si è messo pure il CapoCapissimo inglese che ha chiesto di Koris mentre era in trasferta in Russia. Il Cancelliere Palpatine si è fatto latore del messaggio, dicendo “tanto l’esperta sei tu”. Koris sta ancora cercando di capire di cosa dovrebbe essere esperta, nel mentre prepara una presentazione per una riunione a cui non è ammessa perché non fa parte del jet-set. A meno che il CapoCapissimo non ci metta una buona parola.

palpatine

“E sto ancora aspettando i calcoli dosimetrici per il braccio meccanico”

Questo per quanto riguarda i Neutroni Porcelloni, il lavoro in cui inizi una cosa, scoppia un merdone, smetti la cosa, risolvi il merdone, riprendi la cosa, arriva una priorità, arriva Santuzzo Panda a chiederti che formato hanno i file MCNP, perdi il filo del discorso. Ricevi la mail di un Indiano che inizia con “Thank you for the mail and pray God to keep you healthy”. Pace e gioia sian con voi… Forse è venuto il momento di porsi delle domande esistenziali.
Senza essere evocato da nessuno, si è ri-rifatto vivo il SonnoDellaRagione, blaterando che tanto meglio se Koris non lo ricorda più, buon per lei. Ma la loro storia non è finita, è incompleta, manca qualcosa, dice. Che non vuole aver fatto del male involontariamente e che vuole riparare. Ma che se a Koris fa troppo male rispondere, di non farlo. Koris riesce a pensare solo a cose volgari, quindi non commenterà ulteriormente. A parte “Crucio!”, dai, non è volgare.
E per la serie “a volte ritornano”, si è rifatto vivo anche il CCC. Dinamitare la casella mail potrebbe essere un’opzione. Il CCC vuole vedere Koris per fare il punto della situazione, forse anche secondo lui hanno ancora tanto da dirsi. Koris potrebbe fare una mail di gruppo a lui e al SonnoDellaRagione spiegando con poche parole che l’unica cosa che hanno da dirsi sono moltissimi vaffanculo. Per guadagnare tempo possiamo anche vederci tutti e tre assieme.
Il CCC ha detto che ha cercato di occuparsi del problema chilometrico di Christine la macchina infernale, ma che boh, non sa. “Ti tengo informata”, dice, sempre con la palla nel suo campo. Solo che Koris è a più di 73000 km su 75000 massimi, fra un po’ la gente va in ferie e noi che si fa? Mo’ glielo buco, ‘sto pallone.
Varie ed eventuali: Koris dovrebbe smettere di ascoltare i podcast di “Guerra e Pace” da capo ultras. E smettere anche di leggere “La morte di re Artù” immaginandosi i personaggi di “Excalibur“. Più che un essere umano, un disastro.
Ma Koris cerca di sopravvivere a tutto questo pensando che passerà il week-end fra speleologi puzzoni e volgari, all’esercitazione di soccorso alla Grotta degli Gnocchi Forsennati. Conta di disintossicarsi un po’ e soprattutto

EDIT: … soprattutto stare lontani dalla casella di posta e dalla tastiera che si mangia la fine dei post.

Troppi cosi

Quando Koris ha iniziato a lavorare qui si era ottusamente convinta che tenere una lista delle cose da fare l’avrebbe aiutata a tenere botta. E in effetti la lista aiuta. Il problema è che non finisce mai.
Koris ci prova anche a dare delle priorità alle varie mansioni, poi succede più o meno questo: inizia scrivendo il programma di smantellamento della RobbaNucleareCattiva, poi arriva la mail del capo di divisione che dice “se non ci date le interfacce fra i vari rivelatori vi mettiamo il pongo al posto dell’uranio”, quindi ferma tutto e mettiti a fare le interfacce, almeno fino alle due mezza, quando sei in riunione col Cancelliere Palpatine, aka il Capogruppo, e i tizi della sicurezza che ti dicono che, ops, si sono scordati che voi c’avete le sorgenti radioattive, ops, e hanno bisogno di un documento ufficiale, che però non esiste, quindi Palpatine ci va in sbattimento e tu, anziché scrivere il resoconto della riunione, cerchi disperatamente un documento pseudo-ufficiale, restando un’ora in più per la gloria, che tanto gli straordinari non si pagano, fa brutto. Fine del periodo sintattico e fine della giornata (se non siete riusciti a respirare per arrivare al termine, avete scoperto come si sentiva Koris giovedì sera). Il giorno dopo arrivi e Palpatine ti dice che no, del documento non c’era bisogno, era un malinteso fra loro, ma le interfacce restano urgenti perché il pongo non è un buon rilevatore di neutroni. E hai sei milioni di riunioni, compresa una con un tipo che arriva mezz’ora in ritardo, non si scusa e ti congeda dopo dieci minuti perché, ehi, c’ha da fare. Torna a casa, fingi di essere un adulto funzionale ignorando la tua intrinseca indecenza che ti mormora “Cazzocifrega della cena, mangiamo piselli crudi in lattina mentre ci ammazziamo di retrogaming con Alone in the Dark 2!”. Se non ci fosse ‘thieu in circolazione Koris vivrebbe aggrappata a un computer su un Everst di lattine di piselli.
Poi viene la notte coi sensi di colpa, perché non abiti nel 7ème arrondissement di Parigi con tre domestici e quella cucina non si pulirà da sola (e ‘thieu ha già pulito il cesso). Poi il tempo nel week-end è poco. E c’è la grotta da esplorare che forse prosegue, forse no, ma intanto ci sono ragni giganti che Lara Croft avrebbe detto “ma che schifo!”. E poi domenica ‘thieu vede il sole e gli piglia il complesso del Parigino, per cui bisogna uscire.
Lunedì mattina si ricomincia: il documento sulla RobbaNucleareCattiva è sempre lì, ma prima vengono le interfacce, poi c’è la riunione per costruire il magazzino del rilevatore con gli scaffali Ikea, e allora scopri se l’isotopo emette gamma e se li emette quanti sono, e fai il resoconto…
Koris ogni tanto ha il sospetto che la sua vita sia un po’ troppo incasinata e potrebbe condurla a una lovecraftiana follia, ma non ha più di tanto tempo per pensarci.

palpatine

“Koris, fila a finire le interfacce”

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