Archivi categoria: La Grande OPERA

Il tocco del padrone

C’è stato un tempo, quando Koris era una laureanda senza grado né arte né parte in OPERA, in cui i microscopi le obbedivano. Se non funzionavano, le bastava un’occhiataccia che quelli riportavano il culo in carreggiata, per citare sempre Hartmann. Qualora non bastasse un’occhiataccia, lo Stato Maggiore conosceva ogni metodo per persuaderli a interrompere lo sciopero. Il MIC1, quello che fu per due anni il Koris-microscopio personale con ingrandimento smodato e obbiettivo di super-precisione, voleva essere usato solo da Koris. Tant’è che quando G. provò a metterci le mani, si suicidò riducendo in frantumi il braccio di granito che lo reggeva.

A luglio Koris ha abbandonato OPERA, a ottobre ha cambiato bandiera (lett.) per ANTARES.
Ormai è un mesetto che Koris cerca di domare SeaTray, con alterni risultati. Qualche volta ne esce vittoriosa, qualche volta se ne va con le pive nel sacco.
Oggi è il secondo giorno che SeaTray la fa dannare, quindi lo Stato Maggiore è andato a mendicare aiuto da S., dottorando italico ed esperto. S. ha corretto un paio di dettagli minimi nel codice e tutto è andato a posto.
SeaTray, evidentemente, è come i microscopi che Koris ha abbandonato: sente il tocco del padrone. L’unica soluzione è fargli sentire che c’è una nuova autorità nell’aria.

A proposito: in questi giorni gli errori fioccano tant’è che pure feissbuc se n’è uscito al cospetto di Koris con:

Warning: array_rand() [function.array-rand]: Second argument has to be between 1 and the number of elements in the array in /var/www/html/fb/logic/i_five_suggest.php on line 37

Non male. Non male per niente. Complimenti al programmatore.

 

La sposa neutrino

Koris alla fine si è arresa. È tornata a lavorare in OPERA, mestamente, con la coda fra le gambe. Non poteva fare diversamente, del resto. È esperta in quello e nient’altro. Che poi esperta è una parola grossa.
"Ma certe cose non te le scegli e la vita è ingiusta. Come quando decide di farti diventare madre a 23 anni. Beh, quasi 24, siamo onesti"
Non lo sa nessuno. Non lo sa il Senzaddio, non lo sanno i Maiores, non lo sa il laboratorio. Lo sa lo Stato Maggiore e tanto basta. Magari meno gente lo sa e meno la cosa è reale. Quanto meno nella logica perversa di Koris.
Comunque sia, data la attuale consapevolezza, i cinque brick appena arrivati dal Gran Sasso sembrano alti quanto la montagna che ospita OPERA. Insormontabili quasi quanto il meeting della settimana prossima con i nipponici T. e A., i coniugi del Sol Levante a cui non va regolarmente mai bene niente, in particolare il Koris-lavoro.
Sono le due del pomeriggio, il tempo è orribile e umido e Koris avrebbe voglia di prendere quei cinque brick e tirarli dalla finestra, 57 emulsioni nucleari per brick, incurante delle loro necessità di temperatura controllata.
Suona lo Schiphone. È il Senzaddio.
"Scommetto che sei ancora in laboratorio"
"Ovvio che sono ancora in laboratorio. Dove pensi che dovrei essere?"
"Cosa succede oggi alle cinque?"
"Mancherà un’ora all’uscita? Non lo so, ho una vita vomitevole, il mio cervello fa acqua da tutte le parti e noi dovremmo parlare…"
"Comunque mi sembra improbabile che non te lo ricordi. Vuoi farmi uno scherzo come al solito"
"Lo giuro su Trillian che è quanto di più caro abbia al mondo, non lo so"
"Ci sposiamo"
"Come sarebbe a dire che ci sposiamo?"
"Sì, ci sposiamo. Mica lo ho deciso io adesso, ne parliamo da mesi"
"Mesi?! Ma io, OPERA, il dottorato…"
"Beh, alle cinque io mi sposo, con o senza di te. Ciao, dottoressa"
Merda. Merda cosmica. Ed era pure segnato sull’agenda di Trillian, quindi nessuna scusa. Tocca mollare tutto, brick, neutrini e compagnia, per filare a casa. Cosa non facile, visto il traffico che accompagna Koris fino all’uscio, assieme alla sfiga che regna sovrana su di lei in secula seculorum.
A casa Koris ovviamente regna il casino più totale. U Babbu è in registro festoso, quasi molesto. Orso, dall’alto della sua saggezza, è non pervenuto per recarsi alla ricerca dello champagne. L’Amperodattilo sta agghindando la casa e persino la gatta.
"Non ditemi che vi ricordavate tutti che io mi sposo oggi!" esplode Koris, che avrebbe da fare tutt’altro terribile annuncio. Lo Stato Maggiore pensa che suicidarsi e divenire la sposa cadavere sia l’unica soluzione.
"Certo che lo sapevamo tutti. Solo tu non ti ricordi mai niente, presa come sei dal tuo dottorato. La fisica, la fisica, sempre la fisica! Che ci troverai poi in quei neutrini lo sai solo tu…"
"E dove dovrei sposarmi, di grazia?"
"Nella chiesa in cui ci siamo sposati noi, quella a picco sul mare"
"Chiesa?! Mi rifiuto di chiedere che il Senzaddio abbia accondisceso a sposarsi in chiesa! E poi non abbiamo i requisiti minimi di sistema, nessuno dei due"
"Ma con rito civile, scema"
Koris si sente in trappola. Tutti hanno pensato a tutto. Forse aveva pensato a tutto lei stessa, ma se n’è dimenticata. U Babbu si veste e va in chiesa ad occuparsi di ospiti che sfuggono alla Koris-memoria e, soprattutto, del Senzaddio. Che sarà vestito di blu perché ha sempre ripetuto che se mai avesse dovuto sposarsi si sarebbe sposato in blu. Sembrerà Jack Aubrey di "Master and Commander" e sarà fichissimo. A questo punto allo Stato Maggiore viene un terribile dubbio. Si guarda addosso: è vestita coi suoi soliti stracci, jeans e maglietta.
"Amper, scusa, ma io avrò pur pensato a un vestito da sposa…"
L’Amperodattilo sfodera quel sottile sorriso bieco proprio dei momenti in cui parla di abbigliamento con Koris.
"Non che io sappia. Avevi detto che ci avresti pensato tu, che avresti fatto una sorpresa a tutti"
Merda episodio due. Koris si è dimenticata persino del matrimonio, figurarsi pensare a un vestito. E intanto sono le quattro del pomeriggio, il tempo stringe e le idee latitano. Poi un’illuminazione.
"Il mio vestito estivo blu!"
"Ma è novembre!"
"È l’unica cosa decente che possiedo. Mica posso sposarmi con lo stesso vestito della laurea"
"Ma non puoi nemmeno sposarti in minigonna. Poi è in cantina"
"Vallo a prendere"
"Non farai mai in tempo"
"La sposa si fa sempre aspettare"
Ovviamente il tempo per trovare il vestito è pare a un’era geologica. Fuori è già buio e sembra fare persino piuttosto freddo. La giornata ideale per stare in laboratorio fino a mezzanotte, non per sposarsi.
"Eccoti il vestito. Hai idea di che scarpe metterci?"
"Possiedo solo scarpe da ginnastica"
"Escludo categoricamente che tu ti sposi in scarpe da ginnastica!"
"Affrontiamo un problema per volta, per piacere"
Koris si veste. Sembra un sacco della spazzatura in formato umano. La depressione la assale mentre rifiuta sdegnosamente il velo che l’Amperodattilo cerca di metterle sulla testa. È incinta, ha un sacco di lavoro da fare e sente di essere sul punto di esplodere. In un fungo non atomico, ma leptonico.
"Amper, io non posso sposarmi"
"Ma come non puoi sposarti? Sono già le cinque e mezza, sei in ritardo e tutti ti aspettano"
"Io… non me la sento"
"Dovevi pensarci prima"
"Non escludo di averlo fatto"
"E il Senzaddio? Lo abbandoni così?"
"Gli spiegherò. Capirà. Se mi vuole bene sono sicura che capirà il mio gesto…"

Ore 7:45, Koris si sveglia nel suo microbico letto di Marsiglia, dottoranda non di OPERA ma di ANTARES, senza prospettive di matrimonio a breve termine. E con un’unica consapevolezza: le proiezioni notturne, altresì note come attività onirica delirante, sono ricominciate. Dense di emozioni fino al risveglio, lasciano scosse anche dopo la fine del film. Psicologi astenersi da comprendere, lo Stato Maggiore non vuole responsi.

Hyperdoctor

Ebbene sì, lo abbiamo rifatto:

laurea_a

La foto è un po’ scrausa, ma in tempi futuri miglioreremo.
110 e… e… e… lode!
Domande sui ringraziamenti, ovviamente.
Lo Stato Maggiore torna alle sue sbronze, un resoconto dettagliato verrà in un momento di maggiore sobrietà.

Ringraziamenti

Per non dimenticare nessuno… questi furono i ringraziamenti della tesi.

Il primo ringraziamento è un po’ scontato, ma comunque doveroso e sentito. Il primo grazie va al Relatore, che ha accettato di seguirmi con pazienza e disponibilità nel tortuoso percorso di questa tesi, pur sapendo gi dalla triennale cosa lo aspettava (del resto, la laureanda è rimasta la stessa). Parimenti ringrazio G., che si è preso la briga di correggere parte della tesi e che è sempre stato pronto ad aiutarmi e, incredibile ma vero, rincuorarmi nei momenti in cui il lavoro sembrava inesorabilmente approdare al nulla.
Si ringrazia tutto il team di OPERA di Boulogne, che fin dal tirocinio della triennale mi ha accolta e sopportata. In particolare E., M. e P., colleghi di decay search e di innumerevoli ore passate allo scanning, e D., che ha tenuto alto il morale del gruppo. Ringrazio il Capo, che mi ha insegnato un po’ del mestiere del fisico e mi ha soprattutto inculcato la pazienza nel cercare tracce che non si trovano mai. Grazie anche a V., che ha resuscitato il mio francese zombie, e C., dispensatrice di materna sapienza e generi di conforto nel momento del bisogno. Un ringraziamento speciale va anche al prof. GG, che mi ha dato buoni consigli per la mia strada accademica.
Desidero ringraziare anche il team di OPERA di Berna, che mi ha ospitato per più di due mesi. Grazie al prof. E. che ha reso possibile l’esperienza, merci a F. che mi ha fatto strada nel mondo dell’analisi dei feedback, arigato gozaimashita ad A. e T. che mi hanno insegnato molto (e fatto lavorare altrettanto…).
Un particolare ringraziamento, anche se non strettamente legato al lavoro di tesi, va alle dottoresse A. e Koris-omonima, che hanno preso a cuore il mio futuro, aiutandomi ad ottenere un posto di dottorato.
Ora i ringraziamenti non tecnici, ovvero per chi questa tesi la ha subita di rimbalzo, senza metterci mano direttamente, ma sopportando urla, strepiti e lamenti della sottoscritta.
Il primo nonché più sentito ringraziamento va al mio analista, al mio cuoco, al mio autista, al mio agente, al mio assassino di fiducia, al mio skipper, al mio editor, al mio punchball, al mio ufficiale tattico…ah, sì, è anche il mio fidanzato. Al Senzaddio, insomma, che ha tollerato di buon grado la mia fuga a Berna ed è sempre stato pronto a spingermi ad andare avanti, anche nei momenti di peggiore sconforto.
In secundisi, ringraziamo la famiglia nelle pirsone pirsonalmenti di U Babbu, dell’Amperodattilo, di Orso l’economista romano e anche un po’ di Spin la gatta fermionica, i quali, al pari al losco individuo di cui sopra, hanno condiviso gioie e dolori di codesto lavoro e hanno pagato sulla loro pelle, in termini di rompimenti di cabassisi, cosa significa avere un fisico per casa.
E ora veniamo alla famiglia allargata. Un grazie di cuore va agli amici e ai ragazzi tutti. A Iset, che grazie a me continua a odiare la fisica, ma fornisce gentilmente supporto morale. A Whisper, con cui ci siamo trainati a vicenda per arrivare a consegnare la tesi e sopravvivere a questi mesi. A Junior, che si è fatto seccare in chat ogni volta per ore e ore, nonostante il suo disprezzo per gli sperimentali. Al Mathematicus, che ha assolto una funzione catartica. A Sophia, la migliore compagna di stanza che si possa desiderare. A Nami, che ha ancora un po’ di strada da percorrere sul sentiero della fisica e non si fa spaventare dalle urla della sottoscritta. A E., con cui è stato un piacere condividere parte del tirocinio. A Arunka, compagna di magistrale e di svariati esami. A Bryda e consorte, nuovi particellari. E ai collegiali tutti, che sarebbe troppo lungo enumerarli ed elencarne i meriti. Ringrazio anche le numerose amicizie on line (Chiara, Em1x, Lotti, i ragazzi della USS Star Viking e della USS Marconi), con cui non ci siamo mai visti ma che sono stati coinvolti nel gorgo di questo lavoro.
I ringraziamenti molto molto speciali non posso mancare nemmeno qui: per la mia bicicletta Gemini, sopravvissuta alla giungla bolognese prima e a tre mesi di abbandono poi, e al mio MacBook Trillian, che mi ha fedelmente seguito in Svizzera e che ha avuto il buon cuore di non esplodere durante la stesura della tesi (scritta un po’ a Bologna, un po’ in Liguria, un po’ a Berna ma soprattutto in treno durante gli spostamenti).
In coda, un ultimo grazie con velato sarcasmo a coloro che, al primo semestre del primo anno di fisica, scrissero "Yaxara non farà molta strada con noi", dandomi così la determinazione necessaria ad andare avanti nonostante tutto e ad arrivare fin qui.
Nunc et semper… I.C.B.!

(N.d.K. questo post è stato scritto e datato avanti. Attualmente Koris ha altre gatte da pelare, ma era bello farlo lo stesso)

Riflessioni a caso

Sabato sera ignavo, pertanto foriero di riflessioni casuali. Essere uno studente in scadenza non aiuta.
L’assenza prolungata della compagna di stanza ha fatto sì che la camera avesse un reflusso degli antichi splendori. Nella fattispecie, oltre alla reconquista del Koris-letto, sono tornate le cipolle (e annesso odore di soffritto), la musica a volume ingiustificato (per quanto senza casse non sia la stessa cosa), la piastra elettrica abusiva per le verdure, l’uso plateale del bidet e il caos strisciante in libera uscita. Manca solo Sophia. Anche se, essendo sabato, Koris potrebbe essersi fatta pirsuasa che da marzo ad oggi non sia cambiato nulla, che Sophia sia semplicemente a casa per il week-end e che tornerà lunedì mattina assieme al suo accento bresciano e alla contagiosa allegria. Niente di più sbagliato, ma meglio non contraddire laureanda Koris.
Anzi, è il caso che lo Stato Maggiore lasci la piazzaforte al più presto. Quanto meno prima che diventi troppo nostalgico.
La passeggiata fuori per smaltire un’illegale dose di aglio ha portato un milione di morsicature di zanzare sui piedi. Colpa di Koris, che invece di abbondare con l’aceto sulle melanzane ha abbondato con l’aglio. Errori da dilettanti in cucina. Koris sta decisamente invecchiando.
Se un anno e qualche mese fa Koris si fosse degnata di aprire la pagina di fakebook del Senzaddio, forse si sarebbe accorta di avere un bersaglio disegnato sulla schiena. O forse no. Koris è tonta quel tanto di dà tormento, quindi avrebbe pensato a qualcos’altro. Comunque sia, forse si sarebbe rovinata qualche sorpresa. Inutile domandarselo, è andata così, fakebook resta sempre e comunque il male e Koris non bazzica, se non quando i geni di archivista di U Babbu le fanno venire la pulce all’orecchio. Per la cronaca, Koris non è pentita di come si sono svolte le cose. Anzi…
Koris si laurea fra sei giorni senza esserne consapevole. Male. Ma come dicono tutti, lo diventerà il giorno prima. Quel giorno saranno cazzi per tutti. Alla laurea precedente era stato Zaff a farle capire che al gran giorno mancavano meno di 24 ore. Nami l’aveva stabilizzata onde evitare che Koris desse di matto più del dovuto e il Senzaddio (all’epoca solo un contatto di ICQ) aveva terminato l’opera, mentre meditava azioni turpi dai campi di regata.
Giovedì potrebbe essere tutto più difficile. O più facile, visto che ci siamo già passati. Saranno cazzi amari/uccelli senza zucchero/volatili per diabetici per i presenti. Giovedì. Minchia, quattro giorni. Meno che quelli concessi dalla videocassetta di "The Ring" (trattandosi di Koris, questo è più appropriato…). Non siamo pronti. La presentazione non è pronta. Lo Stato Maggiore non è pronto. È pronto giusto il vestito, ma il vestito non può rispondere al controrelatore. Siamo nel guano fino al collo. O forse no. Al Relatore l’ardua sentenza.
Koris si domanda altresì perché tutti si meravigliano quando proclama di aver radunato una dozzina di validi (o meno) elementi per il suo buffet di laurea. Se ne meraviglia anche il Senzaddio. Koris è molto offesa per questa generale sfiducia nelle sue capacità di aggregazione sociale. O forse è l’aglio a parlare. L’aglio era decisamente troppo. Poi manda via il diavolo e Koris non lo regge.
Chiunque incontri Koris per strada la ferma dicendo "Ehilà, ma come sei magra! Sei stata male?". "No, sono stata in Svizzera. Patate e fisica sperimentale per tre mesi, un miracolo per la linea". Che poi non è Koris si veda molto più magra di quando è partita per oltr’alpe. Oppure la gente confonde Koris con qualcun’altro.
Le Koris-zampe sono piene di lividi e graffi assortiti. In aumento, per altro, data la Koris capacità a procurasi lesioni lacerocontuse semplicemente deambulando. Questo potrebbe essere un problema per il Vestito. Whisper ha proposto di schiarire i lividi col fondotinta. Essendoci Iset la cosa potrebbe essere persino fattibile. Anche se non è detto che l’Amperodattilo approvi. Ma la macchia viola sulla tibia sinistra è proprio brutta. Le Koris-zampe sono un campo di battaglia, altro che gambe femminili. In effetti c’è sempre la soluzione Jean Lannes, se non fosse che abbiamo già Horatio Nelson fra il pubblico e la situazione virerebbe al grottesco. Urge soluzione per salvare l’estetica.
Koris e Whisper a fare sciopping sono epic fail. Esperienza naufragata, assieme a tutti i pregiudizi del caso.
Anche aglio più assenza di citrato è epic fail. Tutta colpa di Koris e del suo zelo in cucina. Peccato, la pasta gamberi e zucchini di ieri era decisamente win. Alti e bassi della Koris-cucina.
Ripercorrere all’indietro la cronologia di fakebook del Senzaddio pensando "Oh, qui mi disperavo perché gli altri si laureavano e io no! Qui ero stata appena bocciata a microelettronica! Qui ero in vacanza con W. che stava defecando anche l’anima in un ostello di Lubiana!" è decisamente epic fail, anzi, di più. Fortuna che la cronologia si interrompe al 20 luglio 2008. Questo probabilmente denota un bisogno di affetto non sanabile tramite i pan di stelle generici della coop. Ovviamente non si possiedono armi anti-depressione quali cioccolato fondente a gradazione illegale o gelato "follia di cioccolato".
Forse l’unica soluzione è andare a leggere Terry Pratchett.

Back to the light

(Sospetto che esista già un titolo con questo post, ma a quest’ora non si fanno sottigliezze)

Koris ha subito una giornata 9-20:45 in laboratorio, equivalente moderno di un massacro. Ha visto farsi, disfarsi e rifarsi la sua tesi, due volte nella polvere, due volte sull’altar. Del resto, come ha detto il Relatore, "abbiamo ancora ventiquattr’ore, c’è gente che ci ha scritto una tesi, in ventiquattr’ore". Ha corretto il correggibile, anche se i refusi ninja si annidano comunque nei meandri della tesi. Ha passato l’ultimo quarto d’ora della folle giornata abbracciata alla stampante LpOpera3, pregandola di stamparle due copie della maledetta, facendo fronte alla penuria di inchiostro. Koris ha lasciato l’INFN ultima degli ultimi.

Attualmente ha appena finito di redigere un delirante riassunto della tesi, combattendo contro il sonno arretrato e non. Domani la attende la dura lotta contro la burocrazia, l’ultimo scoglio.

Ma nel frattempo è finita. Finita. Back to the light. Koris può finalmente cominciare a tirare il fiato e mettere un po’ d’ordine in quel casino che è stata la sua vita, da tre mesi a questa parte.

48 ore dopo, la notte

A seguito del post di ieri, dopo 48 ore campali che nemmeno la battaglia di Aspern-Essling, il Koris-bioritmo ha deciso che è venuta ora di dormire.
Il fattaccio è avvenuto ieri sera verso le 23:30. Non è stato naturale, ovviamente. Koris stava cercando di epurare la tesi dagli innumerevoli errori di battitura che si incuneano ovunque e proliferano notte tempo. Già dopo le due pagine di introduzione lo Stato Maggiore dava segni di cedimento. Nonostante Morfeo incombente, Koris ha resistito fino alle 30 pagine del primo capitolo. Curiosamente, nell’ultimo paragrafo non è stato riscontrato nemmeno un errore. Koris si era fatta furba all’epoca della stesura oppure errori ninja le sono passati sotto gli occhi approfittando della guardia bassa? Al Relatore l’ardua sentenza.
Comunque alle 23:30 Koris ha alzato bandiera bianca ed è piombata in un sonno funestato da incubi di ogni genere, implicanti il Senzaddio in fase depressivo-distruttiva prima, il giapponese A. sposato a una Koris-compagna di corso poi.
Alla sveglia delle otto Koris ha pensato di ingorarla. Ma sono gli ultimi giorni di follia e delirio a Boulogne, quindi scarpe rotte eppur bisogna andar.
Risulato: Koris è attualmente narcolettica, passiva a qualsiasi cosa il Relatore le dica, fosse anche dargli il numero di conto corrente (non che ci troverebbe qualcosa). Koris è tentata di diventare caffenoimane per 24 ore. Per adesso va a lavarsi la faccia con acqua gelida ogni mezz’ora, ma l’unica cosa che potrebbe servire è un’abluzione nell’Aare. Speriamo che i Rhapsody riescano ad avere la meglio sul sonno imperante.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: