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Disavventure a motore e nostalgia pedalante

Questo post potrebbe trasformarsi molto velocemente in un elogio della compianta Gemini. Per chiunque non seguisse il blog dalla notte dei tempi (di Splinder), Gemini è il mezzo di trasporto che ancor di più della Ya(xa)ris occupa il Koris-cuore. Gemini non ha mai avuto problemi di parcheggio o di imbottigliamento nel traffico. Gemini era eco-friendly, zero emissioni e palestra incorporata. Gemini andava anche sulla neve senza catene, con una certa dose di spregiudicatezza. La riparazione più costosa di Gemini fu quando saltò il mozzo della ruota e furono 30 euri, il resto era quasi tutto Koris-fattibile. Gemini ha resistito a qualunque tentativo di furto con scasso, anche senza il deterrente della zozzura perenne. Gemini aveva 50 anni sani sani e non li dimostrava (e valeva molto di più di quando sembrasse a prima vista). Gemini suscitava fischi d’ammirazione in tutti i meccanici a cui veniva presentata. Gemini non aveva bisogno di benzina o di diesel, solo di gambe adeguatamente polpacciute.

gemini

Gemini è stata per cinque lunghi anni la bici bolognese di Koris.

Koris si sposterebbe ancora solo ed esclusivamente tramite Gemini, solo che 70 km in bici la mattina potrebbero essere lunghetti, per di più con dislivello (la grande pecca di Gemini è l’assenza del cambio, cosa che se a Boulogne non si notava, a Marseille potrebbe essere fatale).
Tuttavia, quello che è successo ieri non sarebbe mai accaduto se Koris non avesse avuto la malaugurata idea di tuffarsi nel mondo dei motori.
Christine, aka la macchina di funzione maledetta, doveva fare una sorta di collaudo imprescindibile perché vuolsi così colà dove puote ciò che si vuole e più non dimandare. Fortuna ha voluto che il concessionario convenzionato fosse a uno sputo a palombella da casa Koris.
Fortuna a quel punto si è fermata lì.
Nota: un paio di settimane fa, Koris ha avuto la malaugurata idea di non vedere un pezzo di ferraglia ad altezza ruote entrando in un parcheggio, e la ferraglia ha palesato la sua presenza con uno schriiiiiiiik sulla portiera di Christine. Da allora Koris si ripete un rosario di “con Gemini non sarebbe mai accaduto, Crash Pandicoot (aka la Panda vecchio stile bianca modello SIP) avrebbe estirpato la ferraglia e sulla Ya(xa)ris ce ne saremmo fregati”. Essendo Christine fatta di alluminio e pastafrolla pare invece che abbia avuto una collisione con un asteroide.
Koris ha parcheggiato lunedì sera la vulnerata Christine nel parcheggio sotto casa sua in un posto corretto, umano, lontano da ferraglie di sorta. Il piano era “tirare fuori la macchina ore 7:30, mollarla al concessionario ore 7:45, tornare a casa ore 8:00, ritirare macchina ore 14:00, tornare a lavorare a casa come se non ci fosse un domani”.
E invece, plotwist.
Alle ore sette e mezza una macchina si era parcheggiata a un metro e mezzo dal culo di Christine. Quanto basta per creare un corridoio per altre macchine, non abbastanza per permettere a Christine di uscire. Almeno, non a una Koris imbranata con stress post-traumatico da ferraglia, ovvero “se non ho la Piazza Rossa moscovita a disposizione, non mi azzardo a fare manovra”. Koris è andata in lacrime a richiamare ‘thieu, che sì, è una self-rescuting princess ma se è il principe a tirare fuori la macchina è meglio. C’è da dire che è stato un lavoro di squadra che ha necessitato venti minuti di avanti-indietro con precisione chirurgica. In tutto ciò, una tipa parcheggiata nel vialetto dietro voleva uscire. Liberata Christine, la tipa si è accostata a Koris.
“Per colpa sua mi fa arrivare tardi al lavoro!”
“Mi scusi, ma sa, io sta macchina dovevo tirarla fuori, se c’era un intelligentone che me la chiusa io non ne posso niente…”
“Ma no! Quella è la macchina di un condomino, la parcheggia sempre lì. Se dà fastidio basta citofonargli e se lei non lo sa è colpa sua!”
Eccerto. La famosa sosta ingombrante ma non se conosci il condomino. Koris augura ad entrambi un’estate piena di eritema solare sulle chiappe, nel mentre si ripete che se avesse avuto Gemini l’avrebbe semplicemete sollevata e spostata. Gemini aveva il vantaggio di avere un telaio leggerissimo forgiato da fabbri elfici.
In ritardo abissale, Koris ha portato la macchina al concessionario. Ci sarebbe da fare una dissertazione sul tempo che si può perdere da un concessionario, ma soprassediamo. Un impiegato prende Christine e la guarda.
“Lo sa che hai dei pneumatici così lisci che ci può correre in formula 1?”
“Me n’ero accorta, ma il CCC nel darmi la macchina mi ha detto che non era un problema”
“E invece è un problema sì! La macchina è a trazione anteriore, con questi pneumatici non si va da nessuna parte. Però l’usura era già precedente, non può averla fatta lei in soli tre mesi”
Koris l’unica trazione che conosce è quella a pedali. Koris, in fatto di macchine, è lo stereotipo femminile perfetto.
“Cambiamo le gomme, allora”
“C’è un problema: non sono comprese nel prezzo, deve anticipare lei i soldi e poi vede se la sua azienda glieli rimborsa. Ma la avverto, coi pneumatici così rischia di ammazzarsi”
“Quanto sarebbe?”
“250 euri”
Koris scaccia con nostalgia il ricordo dei copertoni comprati alla Coop e montati con Bryda sotto il portico del Collegio.
“Va bene, facciamolo, me la vedo col CCC”
Koris torna a casa, si attacca al pc, gestisce tutte le crisi del caso, si fa fuori un pacco di grissini al mais perché ha capito che tanto mangiare sano è accessorio (e tanto non c’è tempo di prepararsi il pranzo).
In un punto indeterminato della tarda mattinata, suona il telefono. È il concessionario.
“Senta, è passato il perito dell’assicurazione per il danno, dice che si fa riparare subito, abbiamo già ordinato i pezzi”
“Grazie per aver chiesto il mio parere, eh”
“Quindi ce la teniamo fino a venerdì, in attesa dei pezzi. Se vuole alle 14 può passare a ritirare la macchina di cortesia, ma avrà solo due posti”
“Che macchina sarebbe, per informazione?”
“Un simil-furgoncino”
Visioni di Koris alla guida di autoarticolato in stile trasporto eccezionale per imbranati cronici. Non è cosa. Non saranno Gemini, ma Fiestina e Ya(xa)ris uber alles.
“Molto gentile da parte sua, ma credo che andrò con mezzi propri fino a venerdì”
“Come preferisce lei”
“Solo una curiosità, ma alla fine chi vi paga il danno?”
“Ah, il tipo dell’assicurazione non ha lasciato detto niente. Faccia così, venga venerdì sera col libretto di assegni, in questo modo in caso paga tutto lei e poi si fa rimborsare”
Koris capisce che sarà cosa buona evitare di guardare l’estratto conto per i prossimi tre mesi, onde evitare di sconfortare la genetica ligure. Ti ricordi quando ti dissero “per i freni di Gemini sono 25 euri”? Ecco, sarà molto molto molto peggio.
E niente, lo sappiamo che per lavorare coi Neutroni Porcelloni Christine è un male necessario. Ma si stava meglio quando si andava a pedali.

La palla è nel suo campo

La vita scorreva felice, non tenevate pensieri… avevate soldi, sesso e salute, tutti i dischi della Carrà… (qui per il seguito)

Era già da un po’ che Koris non aveva rapporti coi tizi dell’azienda e la cosa ha sicuramente giovato alla sua salute mentale. Almeno finché il Koris-cervello bacato non si è messo a pensare “e se fra nove mesi dobbiamo tornare là?” e ha cominciato a precipitare in un vortice di paranoia, ma sono problemi del Koris-cervello. E no, non fate battute sceme sui nove mesi ed eventuali congedi per maternità.
Il succo del discorso è che filava tutto liscio su quel fronte.
Poi Koris si è ricordata che a 70000 km Christine la macchina (di funzione) infernale avrebbe dovuto fare un collaudo-controllo-roba di auto che forse Koris dovrebbe sapere ma non sa. Essendo vicina al limite, Koris ha preso appuntamento pacificamente da un concessionario.
Tutto sarebbe stato ancora molto zen, se non avesse ripreso in mano i documenti aziendali che attestano il suo momentaneo processo di Christine. E lì c’era una riga che c’era anche prima, ma che non era mai stata considerata sul serio:
“Il dipendente è autorizzato a percorrere un massimo di 11000 km all’anno con detta macchina. Superata tale cifra, al momento della resistuzione tutti i chilometri eccedenti saranno fatturati al dipendente al prezzo di 1.65 euro al chilometro”
Koris ha ricevuto Christine che aveva all’attivo già 63000 km. Ora siamo a 70000 km. Pericolosamente vicini al limite massimo.
Christine non ha mai percorso, con Koris al volante, altra tratta che non sia Neutroni Porcelloni-garage. Il che fa 140 km al giorno.
Restano ancora nove mesi di contratto e il limite potrebbe essere ampiamente superato prima che venga l’estate.
Dopodiché, fanno 140 km al giorno per 1.65 euri, ovvero 231 euri per andare a lavorare tutti i giorni. Fino alla fine del contratto fanno in tutto circa 36000 euri. Non ci esce la Maserati, ma di sicuro un paio di Ya(xa)ris nuove. E un numero molto elevato di portiere per sostituire quella Ya(xa)ris autentica che ai 130 km/h sibila come un pitone.
Koris ha deciso di non farsi prendere la panico. In fondo, come dice sempre il CCC, è solo un documento.
Bisogna saperlo interpretare, come la Bibbia.
Si può guardare da un’altra ottica.
Si deve contestualizzare.
Può essere frainteso.
Ha fatto anche cose buone.
Non sapeva che fosse minorenn… scusate, ci siamo lasciati trasportare.
Poi Koris ha deciso che era il momento ideale per il panico perché, per quanto riguarda i Capi, carta canta solo nell’abusato rapporto Padrone versus Impiegato e non viceversa (a Mélenchon questa frase piace un sacco). Insomma, se può riportare money in qualche modo, il documento potrebbe diventare la Magna Charta Libertatum e cazzi di Koris, pagare. O meglio, prima fare un bilancio di quali organi interni vendere a un trafficante boliviano, all’occorrenza chiedere un prestito di cornee a ‘thieu che ha dei begli occhi, magari si piazzano bene sul mercato…
Ma prevenire è meglio che curare (e visto che la rete fa schifo, anche connettersi al Deep Web per contattare trafficanti di organi potrebbe essere complicato), anche se la prevenzione spesso è una rottura di palle. A Koris non restava altra scelta: doveva contattare il Commerciale Contenitore di Cazzate. Anche se sarebbe stato preferibile strapparsi i peli del culo coi guanti da box.
Koris gli ha scritto una mail ieri, il CCC ha risposto “oggi c’ho il businness in IDF, poi ti chiamo”. IDF non sta per Istituto Deficienti Funzionali, purtroppo.
Oggi ha chiamato. Koris ha voluto sincerarsi che avesse ben compreso il contenuto del problema.
“Sì! Ho capito che hai fatto già 70000 km con la macchina!”
Riprova, sarai più fortunata.
“No, ne ho fatto solo 7000 km, ma prima che scoppiasse un casino ho preferito avvertirti. Perché coi km che mi restano col piffero che arrivo a febbraio prossimo, a botte di 140 km al giorno”
“Lo so! Ho fatto una simulazione!”
Minchia, che prontezza di intelletto! Deve aver mangiato pane e volpe alla pausa kaffèèèèèèè.
“E la soluzione quale sarebbe?”
“Non ti preoccupare, la palla è nel mio campo. Ora penso…”
Ed è proprio per quello che Koris si preoccupa.
“… potremmo darti un’altra macchina…”
Oddio, no, un’altra saga potrei non reggerla!
“… o farti una deroga con concessionario…”
Parole in libertà.
“… o chiedere a uno dei resposabili dell’azienda che fa il leasing?”
E poi cosa? Una bolla papale? Un decreto del presidente della repubblica?
“Ma sono l’unica ad avere questo problema?”
“Sì! Cioè, no! Ho già avuto un sacco di altri casi del genere”
“… e come li hai risolti?”
“Non mi ricordo!”
Ecco, il buffer cerebrale del CCC si è saturato. Non osate più ricevere risposte sensate da lui. Tempo di chiudere la comunicazione prima che sia troppo tardi.
“Ma non preoccuparti, ci penso. La palla ora è nel mio campo”
Koris gli ha attualmente lasciato campo e palla, non senza una sorda inquietudine di fondo. Non sia mai che le similitudini calcistiche si trasformino piuttosto nel gioco della palla avvelenata.

Grandi drammi personali da niente

L’esistenza è piena di inezie, ma quando ti hanno messo mezzo chilo di bromuro nel latte mattutino guardi l’esistenza e dici “gna a fo”. E con “gna a fo” si intende una vasta collezione di azioni, dall’alzarsi dal divano al cercare di arrivare integri al lavoro.
Sono quasi tre mesi che Koris si accolla quei 150 km al giorno, dovrebbe sapere la strada, ormai. Invece stamattina ha fatto una manovra molto marsigliese e girando per l’hinterland provenzale all’ultimissimo secondo utile. Altrimenti si sarebbe ritrovata a Lione senza sapere perché, risalendo il corso del Rodano come un salmone ubriaco.
Tutti sono più o meno ancora in vacanza, compresi ‘thieu e il Koris-cervello. Koris fa cose senza una vera e propria congizione di causa, teme la settimana prossima quando tutti saranno di ritorno e spera che più che i risultati contino le tonnellate di buona volontà che ci sta mettendo. Le sue note tecniche dovrebbero cominciare con “io non vi assicuro niente, eh”. E comunque è sempre colpa di MCNP, signor giudice.
Stanotte Koris si è sognata Binomio ed era una cosa di cui faceva volentieri a meno. Soprattutto di sognare di andare in Russia al posto di Binomio, a fare un meeting in una base in cui facevano dei test missilistici. Continuiamo così che andiamo forte.
Dopo la peer-review dell’Orso, Koris si è buttata nell’editing selvaggio. Solo che più che editing dovebbe chiamarsi motoseghing, sarebbe più appropriato. Ma se si fa è perché si deve fare, perché se cominci una cosa tanto vale portarlo a termine.
Insomma, come al solito, April is the cruellest month e si accettano scommesse per vedere se ci arriviamo vivi.

Note e ignote

Alcune veloci note di quello che è successo dall’altra parte della frontiera:

  • Non si trova più gatta Spin. Forse è stata terrorizzata dall’arrivo di Koris e ‘thieu venerdì sera, fatto sta che il sabato mattina si era volatizzata. Lasciando dietro di sé tutte le porte chiuse. Vista la massa del felino, si esclude un comportamento quantistico. La posizione di gatta Spin è a tutt’oggi ignota.
  • ‘thieu sembra essere sopravvissuto all’esperienza merdopolese nonostante il miscuglio linguistico, la folle atmosfera della famiglia e le due paste al forno dell’Amperodattilo, che ha deciso di cucinare come se fosse stato invitato a Pasqua un intero battaglione della Vecchia Guardia dopo la campagna di Russia.
  • Koris ha finalmente trovato un proof reader degno di questo nome, solo che essendo fratello Orso tale proof reader è anche severissimo, bacchettante ed esigente. Ma ha anche dei difetti.
  • U Babbu ha tirato fuori l’equivalente dell’asso di mazze in fatto di musica barocca e rinascimentale. Si è instaurato un bizzarro dialogo fra U Babbu che parla italiano e ‘thieu che gli risponde in francese, ma riescono a capirsi a parlare di Monteverdi lo stesso.
  • Ya(xa)ris vive e lotta insieme a noi, anche quando le chiudono l’autostrada ad Altare per andare a Ceva e si ritrova dispersa fra le alture di Cosseria, direzione Garessio. Ma continua a fischiare ai 130 km/h.
  • L’uscita speleo italica ne è valsa la pena nonostante la camminata assassina per arrivare in grotta e nonostante il ritrovarsi al ritorno alle nove di sera sotto il temporale. Gli speleologi piemontesi sono stati più che accoglienti e la speleo-terapia su Koris pare iniziare a dare i suoi frutti. Poi non puoi rifiutarti di scendere un pozzo quando ti dicono “Fuma c’anduma!”, la tua genetica piemontese risponde subito anche contro l’istinto di conservazione. Criste né!
  • Per continuare col piemontese, ‘thieu è anche troppo buoncito e paziente. È stato comunque ricompensanto col gelato di Superfrutto e difficilmente ne mangerà un altro così buono in tutta la sua esistenza (per sua stessa ammissione).

Koris è attualmente tornata a Marseille e forse ha bisogno di un’altra settimana per riprendersi dalla santa Pasqua.

Piccole cosettine

Koris non è morta né tanto meno è stata minacciata di morte dalla macchina di funzione, trasformatasi per l’occasione in Christine la macchina infernale. Forse è solo questione di tempo. Certo che la macchina di funzione potrebbe anche iniziare a chiamarsi Christine da queste parte. Del resto è una C3, l’iniziale c’è. Da considerare.
Non divaghiamo.
Koris ha scritto poco per mancanza di tempo e un po’ per troppi argomenti sovrapposti. Una somma di tante piccole che fanno questa domenica sera un po’ meh:

  • sta per iniziare una settimana di fuoco, di riunioni, di meeting, di gente che litiga perché loro il rivelatore non lo volevano lì. Altri sicuramente osserveranno i lavori borbottando che loro avrebbero fatto diverso (di solito gli umarell della situazione sono i Russi). Koris non sa se ne uscirà viva, soprattutto perché sono finite le vacanze invernali ed è finita la pacchia. Non che Koris fosse in ferie, ma qualcun altro sì e la strada verso casa in queste due settimane filava spesso liscio come piscio. Amis les poetes, bonsoir!
  • nonostante la lampada nuova, Koris continua ad avere una certa apprensione per i pozzi larghi. O, per ripetere il ritornello di sabato, le Causses hanno rotto il cass. Grossi problemi della speleologa che non deve chiedere mai (di essere salvata come un sacco di patate).
  • In virtù del traffico intenso previsto per i ritorni, Koris vorrebbe tanto che Christine fosse un monstertruck. Per altro Koris si è dimenticata ancora una volta di comprare l’arbre magique profumo puzzola in amore, quindi la macchina continuerà a puzzare di caramello bruciato nel calumet della pace.
  • ‘thieu ogni tanto si fa prendere dallo stress intesivo e Koris oscilla armonicamente fra il “cucci-cucci” e il “ti ammazzo”.
  • Per evitare di trovarsi sorprese spiacevoli, nonostante avesse detto che se ne sarebbe lavata le mani, Koris ha deciso di entrare nel comitato organizzativo per il Gouffre Berger, alias il campo a -1000 di questa estate. Si prevedono deliri organizzativi à ne plus savoir quoi en foutre. Ma almeno sarà fatto secondo Koris-criterio.
  • Il libro di Walter Scott che tante speranze faceva nutrire si sta rivelando di interesse minimo. Grandi delusioni della lettrice con poco tempo.
  • Il prossimo week-end c’è lo stage di soccorso speleo e fra gli iscritti c’è un tizio del Club Alpino che chiameremo affettuosamente il Cagacazzo. Il Cagacazzo ha l’insalubre abitudine di non farsi mai una sporta di affari suoi e di esternare le sue considerazioni, non sempre pertinenti e quasi mai fondate. Koris medita di offrirgli delle chipster a base di malta espansiva, per vedere se gli si tappa la bocca.

E dalla domenica sera, con il turbante in testa e i capelli bagnati, è tutto.

Bring back Lady Ya(xa)ris

Sottotitolo: poteva andare peggio, poteva piovere. Dentro la macchina.

Koris si è recata all’ufficio alle otto di mattina, pronta a un face-to-face col Commerciale Certamente Cretino. Postilla inutile a voi che volete sapere: a Koris mancano tantissimo i suoi tragitti comatosi in bus, ma amen.
Il CCC era riuscito a dare appuntamento prima alle 8:30, poi anticipato alle otto. Stamattina manda un messaggio a Koris con scritto “ti aspetto alle 7:45”. Visto che lo ha mandato alle 7:25 e non è Koris a guidare il bus anche sticazzi.
Il CCC ha esordito con “Scusa, ma stanotte non ho dormito”. Sapessi quante notti non ha dormito Koris per causa tua, poche minchiate e tiriamo avanti. Qui il CCC prende un’aria solenne.
“Sono qui per darti le chiavi della macchina”
Ottimo, anche perché se non gliele dai, Koris potrebbe decidersi a pronunciare due paroline magiche. E non sono “per favore”, quanto piuttosto “vi denuncio”. Il CCC dà una scartoffia da firmare a Koris e nel mentre lascia cadere con finta nonchalance:
“Ah, la macchina ha 70000 km”
“Ma non avevate fatto tutto ‘sto casino per assicurarmi una macchina nuova?” “Ah, no, abbiamo deciso di darti quella mollata dal responsabile qualità” Vedi, Koris, cosa succede a non essere sul pezzo? Peccato che tu non abbia il dono dell’ubiquità. Pensa ad attrezzarti in tal senso, la prossima volta che ‘thieu ti chiede “cosa potrebbe farti piacere per il tuo compleanno?”.
Altra nota lanciata con nonchalance:
“Ah, a 75000 devi portarla a fare il tagliando qui a Eggs-les-Milles” “Che è comodissimo per me che non ci passo manco per sbaglio. Non posso portarla a Marseille?”
“Perché mai vorresti portarla a Marseille?”
“Perché ci vivo?”
Il CCC invece vive rincoglionito, come dimostra l’aria sorpresa nell’apprendere una cosa che dovrebbe sapere.
“Qui c’è il libretto… aspetta, ma devo darti il libretto?” “Non lo so, senza potrebbero pensare che ho rubato la macchina, tu che ne pensi?”
“Ah, non so, possiamo aspettare che arrivi la Contabile e chiederglielo” Koris, dilettante, lo sai bene che il sarcasmo con questo nematodo in coma è più che sprecato.
“Dammi ‘sto libretto che mi sta venendo tardi”
Imbarcato anche il badge del parcheggio, si va a vedere la macchina appioppata. Nel parcheggio c’è una macchina che è stata bianca, ma che ora è grigina. Non che la Ya(xa)ris sia pulita, anzi, ma almeno è grigia in partenza e si vede meno. Il CCC, che ovviamente guida una BMW di 40 piedi perché dei capi è quello povero, guarda la macchina con sufficienza.
“La macchina ha una riga sul paraurti davanti e un’ammaccatura sul paraurti dietro, ma siccome non sono danni funzionali mi limito a prenderne atto”
“Ed è senza i sedili dietro”
“Così paghiamo meno di assicurazione”
La prossima volta anziché un leasing su un veicolo, fatelo su un sanitario a rotelle, che si fa prima.
“Ah, è un diesel”
“Sì, me lo avevi detto. Non ne ho mai guidata una prima d’ora” “Allora c’è una cosa che devi assolutamente sapere”
“Ovvero?”
Il CCC si illumina di immenso.
“Non devi metterci la benzina, devi metterci il diesel!”
Thanks, little thanks and thanks to the dick. Tradotto nella tua lingua: merci, petit merci et merci à la bitte. Koris pensava che andasse a deuterio, guarda, deformazione professionale.
Aperta la portiera, si scopre che per fortuna la macchina ha gli interni neri, se no farebbero parecchio schifo.
“Ma è piena di cartacce!”
“Ah, sì, ho visto. Beh, la porterai all’autolavaggio. E magari ci darai una passata di aspirapolvere”
Il CCC fa giusto in tempo a congedarsi perché Koris scopra un sacco della spazzatura chiuso nel cofano, a mo’ di Arbre Magique profumo discarica. In tutto ciò, appena girata la chiave, la macchina reclama carburante, in riserva fissa. Koris vorrebbe darle da bere il CCC frullato, ma è in ritardo sulla tabella di marcia per shakerare neutroni.
Ora, in sé, la macchina non va nemmeno troppo male, a parte l’essere zozzissima. Però.
A Binomio è stata data da subito una C4 con navigatore, quattro posti (“eh, lui tiene famiglia!”), fari automatici, radar di parcheggio, autoradio con entrata usb più possibilità di connettere il telefono, rimborso della benzina su scontrini.
A Koris è stata appioppata una C3 con niente di tutto ciò e il rimborso della benzina è solo chilometrico. Se è vero che hanno lo stesso status come millantano tutti, a cosa si deve questa differenza di trattamento?
Altro però. Quando il Capo Supremo convinse Koris ad accettare la macchina di funzione, lo giustificò con “Tanto la C3 è meglio accessoriata della Ya(xa)ris”. Si vede che dall’alto della sua Porsche Cayenne coi sedili rossi pensa che le Toyota vadano a pedali. La C3 è equipaggiata esattamente come la Ya(xa)ris classe 2002, più il grande difetto della 500 di famiglia, ovvero quello di non farsi mai i cazzi suoi e dirti in continuazione di cambiare marcia. La Fiestina di ‘theiu, del 2007, è molto meglio messa su questo fronte. Insomma, basta togliere un po’ di plastica e uno specchietto e ci si ritrova Crash Pandicoot, Panda dell’era Agnelli su cui Koris imparò a guidare. E in tutto ciò stasera scopriremo se sono riusciti a prenotare il parcheggio o se tocca inventarsi una bacchetta magica per trasformare la macchina in una Micromachines e portarsela in tasca.

Pasqua’n’furious

La vera novità della Pasqua 2016 è stato il viaggio Marseille-Merdopoli effettuato sulla Ya(xa)ris quasi senza scalo a parte una pisciata rapida prima di Albenga, perché la Koris-vescica non reggeva più. Koris è giunta a Merdopoli per trovare quella che in piemontese si chiama la porta ‘d bosch: ovvero chiusa fuori di casa e i Maiores in coda sull’Aurelia.
Il collaudo della Ya(xa)ris è stato parimenti trovato nell’uovo di Pasqua. La macchina rischia di cadere a pezzi e fischia ai 130 km/h, ma il bollino della revisione è stampigliato sul libretto. Santa burocraizia.
Il meteo di Merdopoli è ottimizzato per far sì che il tempo di cacca faccia capolino esattamente quando si decide di uscire. O quando si decide di emigrare in Valbormida alla ricerca delle orgini. Il tempo merdoso non ha impedito la calata dei Longobardi in Riviera, rendendo improbabile qualunque speranza di parcheggio nelle zone del litorale. Fine del servizio da Studio Aperto.
L’Amperodattilo ha scoperto lo streaming online. Nel mentre cerca di sbolognare a Koris una parte consistente della biblioteca di casa.
U Babbu ce l’ha accoratamente col parcheggio delle gru sotto casa, con la piattaforma dei container nel porto e con gatta Spin nel suo parossistico andare e venire per la cucina.
Gatta Spin, in quanto felino di un metro quadro, odia tutti in maniera incondizionata. Soprattutto quando viene manipolata e puzza di umano. Poi detesta la Pentax di Koris, ma è un altro discorso.
Orso è sempre lui, personificato talvolta nel suo stesso torcicollo. Si bea della presenza a Merdopoli della sua ex futura macchina per vantarsi di un parco macchine degno del principe di Galles:
“Quindi stasera posso scegliere se prendere la 500 o la Ya(xa)ris!”
Velleità prestamente sedate.
Come le veilleità di rientrare a Marseille a un’ora umana, dopo una sosta nel VarVunciume per un tradizionale piscio-su-pianta. Si arriva in vista delle Sainte Baume, con lo stesso valore simbolico del San Luca Bolognese fuori dal finestrino del coast-to-coast, e ci si illude di essere giunti. E invece si è solo giunti alla coda del casello di Aubagne, scoglio su cui si infrangono le speranze.
Ma finché non si infrange il paraurti, si può andare.

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